Dott.ssa Chiara Ianigro Terapista della riabilitazione

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Dott.ssa Chiara Ianigro Terapista della riabilitazione Stimolazione e correzione Linguaggio
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08/09/2022
Ecco il mio nuovo articolo per   sull'importanza di comunicare in positivo con i  bambini, ma anche con gli adulti!!!
24/08/2021

Ecco il mio nuovo articolo per sull'importanza di comunicare in positivo con i bambini, ma anche con gli adulti!!!

blog Comunichiamo in positivo! crescimi Pubblicato il 24 Agosto 2021 Scritto in Inclusività, Relazioni L’importanza di una comunicazione positiva con i bambini. L’importanza di una comunicazione positiva con i bambini. Facciamo un gioco, adesso io vi dico: “non pensate al colore rosso” oppu...

Ecco il mio nuovo articolo per   con qualche consiglio su come aiutare i nostri bimbi a tenere in ordine i loro spazi!  ...
12/07/2021

Ecco il mio nuovo articolo per con qualche consiglio su come aiutare i nostri bimbi a tenere in ordine i loro spazi!

blog Mamma, mettiamo in ordine! crescimi Pubblicato il 9 Luglio 2021 Scritto in Genitori-scuola Come e quando organizzare lo spazio per i giochi Quante volte noi mamme abbiamo pronunciato questa frase: “metti in ordine i tuo giochi” oppure “che disordine in questa casa”? Almeno un milione di...

13/03/2021

🔎 da lunedì 15 marzo la Puglia diverrà
⚠️ZONA ROSSA ⚠️

👉 Lo spostamento per raggiungere lo STUDIO è consentito per coloro che riporteranno la seguente dicitura: “MOTIVI DI SALUTE/VISITA MEDICA”. 📝

✋ Sarà richiesta e garantita come sempre la MASSIMA ATTENZIONE al rispetto di misure di prevenzione e protezione finalizzate alla gestione del rischio di trasmissione del contagio da sars-cov-2.

✍️ Chiara Ianigro

22/01/2021

‼️ COME DESTRUTTURARE LA STEREOTIPIA? ‼️

La stereotipia è considerata un “comportamento-problema” rilevato in particolare nelle persone con autismo ed è costituita da azioni non finalizzate e non produttive, ripetute innumerevoli volte, che assorbono il bambino distogliendolo da ogni altra proficua attività. Per andare a ridurre ed a destrutturare una stereotipia si seguono precisi passaggi per comprendere lo scopo e l’utilità di questi comportamenti e scegliere come intervenire:
1. OSSERVARE E ANALIZZARE
2. MISURARE (osservazione continua)
3. VERIFICARE LE PRIORITA' (analisi dei bisogni)
4. STILARE PIANO COMPORTAMENTALE ( obiettivi e strategie).

Inoltre bisogna considerare alcuni punti essenziali che permettono di pianificare il piano comportamentale:
1. E' necessario intervenire attraverso un cambiamento graduale e non improvviso in quanto comporterebbe un aumento del livello d'ansia del bambino.
2. Stabilire con chiarezza le regole
3. Riduzione di ansia e stress
4. Possibilità di cambiamento ambientale: L’ambiente fisico può essere articolato in modo da produrre una diminuzione della frequenza dell’Intensità del comportamento problematico.
5. Bisogno di prevedibilità di situazioni ed di attività (immagini, CAA)
6. Accogliere le stereotipie per trasformarle in azioni funzionali

Il compito del terapista è quello di creare uno spazio terapeutico di accoglienza, nel quale svolge un ruolo attivo verso il bambino ponendosi degli obiettivi principali:
-Cogliere i messaggi impliciti e frammentari inviati dal bambino a cui noi adulti diamo significato.
-Consentire l'aggregazione di funzioni che sono solitamente scisse.
-Favorire la distinzione tra sé, l'altro e l'oggetto.

TIPI DI INTERVENTI PER RIDURRE LE STEREOTIPIE:
Esistono due tipi di strategie di intervento: le strategie proattive e reattive.
Le strategie proattive consistono nella manipolazione degli eventi antecedenti e nell'insegnare alla persona comportamenti sostitutivi al comportamento problema (stereotipia). Mentre le strategie reattive intervengono nel momento di conseguenza per gestire il comportamento problema quando si manifesta e minimizzare la possibilità di rinforzarlo.
Tra gli interventi proattivi ritroviamo: Educazione strutturata, Rinforzo Comportamentale; mentre il Costo della risposta, Ipercorrezione, Estinzione e Stimoli Avversativi fanno parte degli interventi reattivi.
1) IPERCORREZIONE: Successivamente alla emissione della stereotipia, viene condotto il bambino ad eseguire movimenti e comportamenti funzionali che coinvolgono le parti del corpo interessate all’autostimolazione (stereotipia). I movimenti eseguiti andranno a trasformare la stereotipia in schemi d'azione funzionali. (es. il bambino tende a strofinarsi ripetitivamente le mani, per correggere tale stereotipia gli si propone a ba***re tanto le mani).

2) ESTINZIONE: un tipo di intervento di estinzione è quella sensoriale, la quale implica un' interruzione del rinforzo innescato dalla stereotipia; pertanto anche se il bambino mette in atto la stereotipia, quest'ultima non avrà più quel valore rinforzante e l'individuo perderà la motivazione ad attuarla (esempio: utilizzo di guanti per ridurre l'autostimolazione sensoriale tattile; mettere tappeti o coprire il tavolo per impedire il rumore della caduta di oggetti o del ba***re i piedi a terra). Alcune ricerche suggeriscono che bloccando la conseguenza di rinforzo della risposta utilizzando l’estinzione sensoriale, si può produrre la riduzione dei comportamenti mantenuti da rinforzo automatico (Kennedy, 1995).

3) COSTO DELLA RISPOSTA: consiste nel far togliere al bambino il rinforzo davanti all’emissione del comportamento disadattivo.

4) STIMOLI AVVERSATIVI: Gli stimoli avversativi sono stimoli che evocano in modo innato e automatico esperienze spiacevoli generando fastidio o interferenza con l’espletamento dell’autostimolazione. Gli Stimoli avversativi possono essere: condizionati (rimprovero verbale o gestuale), uditivi e gustativi (es. se il bambino tende a mettersi in bocca le mani verrà messo uno smalto alle unghie).

5) RINFORZO COMPORTAMENTALE: Risulta un intervento proattivo efficace nella riduzione delle stereotipie. Il comportamento viene interrotto e il bambino viene direzionato verso forme adeguate e funzionali di comportamento che possono essere alternative o incompatibili. Insegnare movimenti e modi funzionali ed efficaci per chiedere oggetti\attività, richiamare l’attenzione, chiedere di smettere e chiedere aiuto.

6) EDUCAZIONE STRUTTURATA: creare un sistema di comunicazione per organizzare lo spazio, per gestire il tempo e per prevedere la scansione e il cambiamento delle attività. Per fare ciò, è importante fornire alternative comunicative utilizzando ausili visivi (es. agenda giornaliera e PECS). Andando a potenziare e ad aumentare le competenze comunicative si avrà una riduzione dei comportamenti problema.

L'intervento SOLO sulle conseguenze (reattivo) risulta essere inefficace se non è accompagnato dagli interventi sugli antecedenti ossia quelli proattivi e sull’insegnamento di abilità alternative di comunicazione e di comportamento. E' da considerare che non esiste un unico approccio efficace per affrontare la stereotipia per tutti i bambini o per tutti i comportamenti stereotipati.
La precocità dell'intervento e un intervento basato sulle funzioni della stereotipia, potrà incrementare un uso funzionale degli oggetti e incrementare i comportamenti adattivi del bambino e dunque potenziare l'apprendimento (Watt, 2008).

Dott.ssa Livia Mele

28/12/2020



Copio e incollo
- Quando avete avuto un episodio di vomito🤮 e siete ricorsi al Plasil💉 in fiale senza chiedervi che principio attivo fosse, né a cosa servisse, ma pretendevate di averlo senza ricetta perché "mia zia quando vomita prende sempre questo".
- Quando avete sentito pizzicare la gola e avete preso un Augmentin perché "una volta l'ho preso e mi è passato subito"
- Quando avete avuto la cistite e siete corsi in farmacia a prendere il Monuril perché "il mese scorso mi è successo di nuovo e con il Monuril ho risolto".
- Quando prendete 4 o 5 Tachipirina da 1000mg (peraltro sbagliando clamorosamente il dosaggio!) perché "eh ma la febbre 🤒 non scende".
- Quando prendete il Pantorc perché "ho mal di stomaco"
- Quando pretendete di avere Xanax perché "la mia amica lo usa per dormire"
- Quando chiedete il Toradol perché "se ho un dolore prendo sempre questo e mi passa"
- Quando siete corsi disperati in farmacia a fare scorte di Vitamina C, di Plaquenil, di Zitromax, di lattoferrina, di Clexane perché in TV hanno detto che curano il Covid.
- si potrebbe continuare all'infinito, ma non vi siete mai chiesti cosa sono tutte queste scatoline colorate, a cosa servono realmente, perché si usano, gli effetti collaterali che potrebbero avere, le conseguenze nel lungo periodo, ecc ecc.
Ve li ha consigliati l'amica, li avete visti a casa di vostra zia, ne ha parlato Barbara D'Urso... Tutta gente senza un minimo di competenza scientifica.
Poi un team mondiale di ricercatori studia e sperimenta un vaccino per una pandemia globale, ma "io non me lo faccio perché chissà cosa c'è dentro".

11/11/2020

CONSIGLI PER L'INTERAZIONE CON I PICCOLI QUANDO SI INDOSSA LA MASCHERINA

Indossare la mascherina è divenuta ormai una necessità alla quale, come adulti, ci stiamo abituando.

I bambini invece, soprattutto i più piccoli della fascia 0-3 anni, ci guardano ancora con parecchia curiosità🤔

Non possiamo negare il fatto che "nascondere" la bocca significa privarli, soprattutto in questa fascia di età, di informazioni preziosissime per lo sviluppo del linguaggio e della comunicaizone 😶

Ecco allora alcuni consigli per compensare questa mancanza nei momenti in cui siamo obbligati ad indossarla! 🌈

23/10/2020

🔴🟠🟢
CONTATTO DI/CON UN POSITIVO...CHE DEVO FARE?
🟢🟠🔴
Siamo immersi in un mare di confusione. Proviamo a fare chiarezza sintetizzando le indicazioni della circolare ministeriale 32850 del 12/10/2020
🟢🟢🟢🟢🟢🟢🟢🟢🟢🟢🟢🟢🟢🟢
Partiamo dal più frequente CONTATTO INDIRETTO
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🟢 Se sono un CONTATTO del CONTATTO (ho avuto un contatto stretto con una persona che ha avuto contatto stretto con un positivo)
➡️ Non dovrò fare nulla a meno che la persona con cui ho avuto contatto non diventi, durante la sua quarantena, un positivo.
🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠
Se sono un CONTATTO DIRETTO del CASO POSITIVO
🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠🟠
🟠 Se resto un CONTATTO ASINTOMATICO
➡️ Faccio quarantena per 14 giorni e stop.
➡️ Se voglio uscire prima posso fare un tampone dal 10* giorno in poi (ho quindi dato il tempo all’eventuale contagio di palesarsi).
➡️ Se però ho un regolare contatto con persone a rischio, faccio sempre e comunque un tampone a fine quarantena.
🟠 Se divento un CONTATTO SINTOMATICO
➡️ Faccio un tampone che, se negativo, mi rende libero (fermo restando la guarigione dai sintomi per ridurre la trasmissione anche di altre malattie, non esiste solo il Covid!)
🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴
Se TAMPONE POSITIVO, non sono più un “CONTATTO ” ma divento un CASO
🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴🔴
🔴 Se resto un CASO ASINTOMATICO
➡️ Rientro in comunità dopo un tampone negativo fatto dopo almeno 10 giorni di isolamento.
🔴 Se divento un CASO SINTOMATICO
➡️ Rientro in comunità dopo un tampone negativo, fatto dopo almeno 10 giorni di isolamento ed almeno 3 giorni senza sintomi (tali 3 giorni possono essere inclusi nei 10 oppure successivi: la cosa puó variare da caso a caso in base a quando si guarisca dai sintomi).
🔴 Se permango un CASO POSITIVO DI LUNGO TERMINE (ovvero uno di quei casi che pur guarendo da tutti i sintomi -eccezion fatta per alterazioni di gusto e olfatto che spesso persistono per molte settimane- continuino ad avere tampone positivo)
➡️ Rientro in comunità dopo 21 giorni di isolamento, laddove autorizzato dalle autorità sanitarie in relazione al caso specifico: alcuni casi, come ad esempio gli immunodepressi, possono infatti restare molto contagiosi in modo prolungato e non saranno autorizzati.

15/10/2020
07/10/2020

VA BENE ANCHE COSÍ!

La scuola è ricominciata da circa un mese e c'è questa frase che mi risuona dentro come una specie di mantra: "Va bene anche così!"

Mi si è intrappolata in testa una delle prime mattine che sono entrato, dopo tanti mesi, a fare delle osservazioni in un Nido. L'ha pronunciata un'educatrice mentre avvolgeva come un fagotto una piccolina in un momento di sconforto e di nostalgia da ambientamento. "Va bene anche così Marty! Lo so che sei triste... va bene"

Mi è rimbalzata addosso mentre cercavo di capirci qualcosa nella primissima seduta di psico con un gruppo particolarmente eccitato ed elettrizzato. "Va bene anche così!" mi sono detto. Li ho guardati, li ho osservati ed ho sentito una grandissima energia vitale ed una forza che aveva bisogno di essere manifestata attraverso quel movimento vorticoso.

"Va bene anche così!" ho detto ad una mamma preoccupata per il suo bimbo di due anni e mezzo che da qualche settimane sta facendo tanta fatica ad entrare al Nido, manifestando il suo "disappunto" e la sua tristezza. Va bene che lo manifesti ed è giusto che lo faccia senza che mamma e papà cerchino di convincerlo del contrario, senza che i grandi debbano per forza rimandargli che "no, non bisogna piangere, vedrai che poi ti diverti... non c'è bisogno di essere tristi!"

"Va bene anche così!" l'ho pensato tante volte di me in queste prime settimane di ripresa. Perché non è stato facile ritornare a questa nuova, diversa, normalità e c'è bisogno di tempo.

"Va bene anche così" è il mio personalissimo inno allo stare nelle emozioni, qualsiasi esse siano, in questo anno così complicato nel quale sembra di navigare a vista.

É un inno all'accoglienza, alla tolleranza e all'accettazione di ciò che c'è anche se è diverso da ciò che vorremmo.

É un inno alle radici, ai piedi ben saldi a terra ed alla schiena dritta qualsiasi cosa ci racconteranno i piccoli.

É un inno alla base sicura, culla e sostegno dalla quale spiccare il volo.

17/06/2020

Secondo l'indagine a cui hanno risposto 6800 persone, disturbi del sonno, paura del buio, p**ì a letto e ansia da separazione sono stati i disagi più...

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