Antonio Di Mauro Pediatra

Antonio Di Mauro Pediatra Antonio Di Mauro (Bari, 14/06/1984) è un medico, specialista in Pediatria e Dottore di Ricerca. Si è poi perfezionato in Biologia della Nutrizione.

Dopo essersi diplomato presso il Liceo "Quinto Orazio Flacco" di Bari, ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia, la Specializzazione in Pediatria e il Dottorato di Ricerca in Scienze Biomolecolari Farmaceutiche e Mediche presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". E' Autore di pubblicazioni scientifiche edite su riviste internazionali in ambito neonatologico e pediatrico. Ha partecipato come relatore a numerosi Congressi e Convegni scientifici in ambito nazionale ed internazionale. E' stato consigliere Jr della Società Italiana di Pediatria. AGCOM Influencer rilevante

Ma perché i genitori italiani vanno in tilt con il distanziatore e amano invece l’apparecchietto aerosol per i cortisoni...
09/03/2026

Ma perché i genitori italiani vanno in tilt con il distanziatore e amano invece l’apparecchietto aerosol per i cortisonici e i broncodilatatori?

Mistero!

Riflessione Amara per la festa delle donne…Una lettera ricevuta questa mattina da una collega…“Scrivo questa lettera sta...
08/03/2026

Riflessione Amara per la festa delle donne…

Una lettera ricevuta questa mattina da una collega…

“Scrivo questa lettera stanotte, mentre sono in turno con un ingorgo mammario. Il corpo fa male, il cuore ancora di più. Ho scelto di farlo oggi, 8 marzo, perché questo giorno non sia solo una formalità.
“un mazzo di mimose, un sorriso di circostanza”. Scrivo perché diventi, finalmente, l’occasione per dire alcune verità difficili. Necessarie.
Nelle scorse settimane avevo comunicato, con anticipo e con rispetto, che non potevo sostenere un accumulo di ferie consecutive troppo lungo perché sarebbe stato un problema con l’allattamento. ogni madre sa bene cosa vogliano dire questi momenti così delicati. Lo sapevo. Lo avevo detto. Lo avevo chiesto.
Non sono stata ascoltata.
E adesso sono qui, di notte, a fare il mio turno mentre il mio corpo paga il prezzo di una scelta che non ho potuto fare. Non scrivo per recriminare, né per cercare pietà. Scrivo perché quello che mi è successo non è semplicemente un errore organizzativo: è il sintomo di qualcosa di più profondo e più doloroso.
Ho imparato una lezione amara, che avrei voluto non imparare mai: spesso a non ascoltare le donne, sono altre donne. E questo fa più male di tutto. Perché da loro, da noi, ci si aspetterebbe solidarietà, comprensione, quella empatia che nasce dall’aver vissuto sulla propria pelle o almeno dall’essere capaci di immaginare, cosa significhi essere madre e lavoratrice insieme, ogni singolo giorno, senza poter scegliere quale delle due smettere di essere.
Quello che mi auguro, in questa notte che non dimenticherò, va molto oltre le mura di questo ufficio.
Me lo auguro per me, prima di tutto: che sappia sempre riconoscere il valore di un’altra donna, che non ripeta mai — nemmeno per distrazione, nemmeno per fretta — lo stesso errore che stanotte mi ha fatto stare così male.
Me lo auguro per mia figlia, che cresca sapendo che rispettare un’altra donna non è un gesto straordinario ma è il punto di partenza.
Me lo auguro per gli uomini che ci affiancano, perché imparino a vedere davvero, a non dare niente per scontato.
Me lo auguro per i figli che stiamo crescendo, perché è lì che tutto comincia, ed è lì che tutto deve cambiare.
Se insegniamo loro il rispetto prima ancora delle tabelline, forse un giorno nessuna madre dovrà spiegare perché il suo corpo ha dei bisogni.
Sarà già ovvio.
Sarà già normale.
Spero che questa lettera venga letta con la stessa cura e dignità con cui l’ho scritta.
Con rispetto.”

Riflettiamo

Diventare genitori è un’esperienza meravigliosa… ma anche piena di domande.Per questo nasce “La salute nel post-partum”,...
07/03/2026

Diventare genitori è un’esperienza meravigliosa… ma anche piena di domande.

Per questo nasce “La salute nel post-partum”, un weekend di incontri e workshop dedicato a neo e futuri genitori, per parlare insieme di tutto ciò che succede dopo la nascita di un bambino.

📍 Palazzo Jannuzzi – Bari
📅 14 e 15 marzo
🕘 9:30 – 13:30

Due mattine di confronto con professionisti della salute su temi fondamentali del post-parto:

👩‍🍼 le prime poppate e l’allattamento
😴 il sonno del neonato
🥗 nutrizione della mamma
💪 ripresa dell’attività fisica
🧠 salute mentale nel post-partum
💉 le prime vaccinazioni
❤️ la relazione di coppia dopo la nascita
👶 dubbi e domande più comuni dei neogenitori

Un’occasione per informarsi, confrontarsi e sentirsi meno soli in una fase di vita tanto intensa quanto delicata.

Parteciperanno:
👩‍⚕️ Dott.ssa Francesca Grosso – medico di medicina preventiva
👩‍⚕️ Dr.ssa Anna Algardi – ostetrica e IBCLC (consulente professionale in allattamento)
🧘‍♀️ Amelia Sbisà – Athléa Pilates Club
🧠 Prof.ssa Linda Antonucci – psicoterapeuta
👩‍⚕️ Dr.ssa Giovanna Favia Guarnieri – pediatra ed esperta in nutrizione
👩‍⚕️ Prof.ssa Baldassarre – pediatra
👩‍⚕️ Dott. Antonio Di Mauro – pediatra
🧠 Dr.ssa Valeria Biffi – psicoterapeuta
👨‍⚕️ Dott. Roberto Grosso – pediatra

📩 Posti limitati
Prenota il tuo posto scrivendo al 344 5312250

Ti aspettiamo

05/03/2026
03/03/2026

𝐈𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐎𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐒𝐚𝐧 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨

Ogni mercoledì, dalle 15.00 alle 17.00, lo staff dell' Ostetricia e Ginecologia del presidio ospedaliero San Paolo accompagna le future mamme e i futuri papà in un percorso dedicato alla gravidanza, al parto e al rientro a casa con il neonato.

Un calendario completo di incontri per informare, sostenere e preparare le famiglie con competenza, ascolto e attenzione: dal travaglio all’allattamento, dal contatto pelle a pelle al supporto psicologico nel post partum.

📍Auditorium Palazzina Direzione di Presidio (piano terra)

📞Info e prenotazioni: 080 5843679 (lunedì e martedì dalle 17 alle 19)

Quando i grandi parlano di guerra, i bambini ascoltano. Anche quando pensiamo che non stiano capendo.La guerra entra nel...
02/03/2026

Quando i grandi parlano di guerra, i bambini ascoltano. Anche quando pensiamo che non stiano capendo.

La guerra entra nelle case attraverso la televisione, i telefoni, le parole sussurrate in cucina. E anche qui da me nei commenti in sala d’attesa o nelle riflessioni che facciamo insieme in studio.

E arriva negli occhi dei bambini sotto forma di domande semplici e potentissime:
“Perché si fanno male?”
“Succederà anche a noi?”
“Moriranno tutti?”

La prima cosa da sapere è questa: non serve spiegare tutto. Serve esserci.

I bambini non hanno bisogno di analisi geopolitiche. Hanno bisogno di sicurezza.

💛 Partiamo dall’ascolto.
Chiediamo: “Tu cosa hai sentito?”
Spesso scopriamo che hanno capito meno di quanto temiamo… o molto di più.

💛 Usiamo parole vere, ma semplici.
“La guerra è quando i Paesi non riescono a risolvere un problema parlando e scelgono di usare le armi.” Senza dettagli crudi. Senza immagini violente. La verità, sì. La paura, no.

💛 Diamo contenimento.
“Qui siamo al sicuro.” “Gli adulti stanno lavorando per proteggere le persone.”
La sicurezza emotiva è una medicina potente.

💛 Accogliamo le emozioni.
Se sono arrabbiati, spaventati, tristi… va bene.
Le emozioni non si correggono. Si accompagnano.

💛 Limitiamo l’esposizione alle immagini.
Le immagini di guerra restano impresse nella mente dei bambini molto più delle parole. E il loro cervello non ha ancora gli strumenti per elaborarle.

E poi c’è una cosa che dico spesso ai genitori:
I bambini guardano noi per capire quanto devono avere paura. Se noi siamo presenti, stabili, disponibili al dialogo, il loro mondo resta in equilibrio.

La guerra è un tema enorme. Ma la relazione è più forte.

Non possiamo spegnere i conflitti nel mondo.
Possiamo però essere il loro luogo sicuro.

Fiabe, natura e teatro.Se sei in un centro commerciale con i tuoi bambini… forse sei nel posto sbagliato.Oggi, su consig...
01/03/2026

Fiabe, natura e teatro.

Se sei in un centro commerciale con i tuoi bambini… forse sei nel posto sbagliato.

Oggi, su consiglio della nonna, siamo andati a conoscere Cappuccetto Rosso, il Cacciatore e il Lupo.
Ma non su uno schermo.
Non tra luci artificiali e aria condizionata.

Nel bosco.
Tra alberi veri, profumo di terra e il rumore delle foglie sotto i piedi.
Insieme a tanti animali e a tanti bambini con le guance rosse e le scarpe sporche di terreno.

Per una bimba cittadina come la mia, esperienze così servono a:
• allenare l’immaginazione senza filtri digitali
• imparare che il bosco non è solo “paura”, ma scoperta
• ascoltare una storia con il vento che la accompagna
• correre, saltare, sporcarsi senza che nessuno dica “attenta!” ogni tre secondi
• sviluppare autonomia, curiosità, resilienza
• costruire ricordi che profumano di primavera

E no, nonostante la leggera brezza di inizio stagione, nessun bambino si è raffreddato.

Perché l’aria aperta non fa ammalare.
La sedentarietà sì.
Gli ambienti chiusi e affollati molto di più.

Ogni tanto basta poco: una fiaba e un po’ di natura… e poi i bambini fanno il resto 🌿

✨ Congresso di Torino – “Il neonatologo e il pediatra di famiglia” ✨In questi giorni ho partecipato al congresso “Il neo...
01/03/2026

✨ Congresso di Torino – “Il neonatologo e il pediatra di famiglia” ✨

In questi giorni ho partecipato al congresso “Il neonatologo e il pediatra di famiglia”, un momento prezioso di confronto tra ospedale e territorio, tra chi accoglie un neonato nei suoi primi minuti di vita e chi lo accompagnerà negli anni della crescita.

Al centro di tutto, ancora una volta, c’era un tema fondamentale: la comunicazione con i genitori.

👶 La nascita di un bambino è un momento intenso, fragile, pieno di emozioni.
👩‍⚕️ In quel momento – e in tutti quelli che seguiranno – le parole che scegliamo fanno la differenza.

Troppo spesso il linguaggio sanitario è pieno di termini tecnici, sigle, concetti complessi. Il cosiddetto “medichese”.
Ma un genitore non ha bisogno di sentirsi sopraffatto da parole difficili.
Ha bisogno di capire.
Ha bisogno di sentirsi accolto.
Ha bisogno di fidarsi.

💬 Abbandonare il medichese non significa semplificare la medicina.
Significa tradurre competenza e scienza in parole chiare, accessibili, rispettose.
Significa costruire un’alleanza vera tra professionisti e famiglia.

P.S. Un grazie speciale alla Presidente del Congresso Prof.ssa Alessandra Coscia per l’opportunità.

Mi son perso Eros a Sanremo?Come è stato?🥲
26/02/2026

Mi son perso Eros a Sanremo?

Come è stato?

🥲

Il 28 febbraio avrò l’onore di partecipare a un momento di confronto davvero speciale dedicato all’approccio della famig...
26/02/2026

Il 28 febbraio avrò l’onore di partecipare a un momento di confronto davvero speciale dedicato all’approccio della famiglia al neonato late preterm.

Desidero ringraziare sin da ora la Presidente del Congresso, la Prof.ssa Alessandra Coscia, e il Comitato scientifico nella persona del Dr. Gianfranco Trapani, per aver promosso un’iniziativa che mette al centro non solo la clinica, ma soprattutto le persone: i bambini e le loro famiglie.

E un grazie sentito anche alla Prof.ssa Angelica Dessì, il cui contributo sarà prezioso per unire competenza scientifica e sguardo umano su un tema così delicato.

Quando nasce un bambino pretermine, la vita della famiglia cambia in un istante.

Il reparto è un mondo a parte, ma è il “dopo” — la dimissione, la prima notte a casa, il silenzio pieno di domande dei giorni a seguire — che spesso pesa di più.

Per questo parleremo di integrazione tra ospedale e territorio: perché la continuità assistenziale non è un concetto astratto, ma una rete concreta fatta di neonatologi, pediatri di famiglia, servizi territoriali… e soprattutto di ascolto.

Ospedale e territorio non devono essere due strade separate: devono essere la stessa strada, percorsa insieme, accanto ai genitori.

💬 Vi invito a scrivermi in privato domande, dubbi, pensieri o anche solo una parola che racconti cosa significa per voi “tornare a casa” con un bimbo nato un po’ prima.

Quali sono le paure più frequenti?

Cosa vorreste che un pediatra spiegasse meglio?

Quali temi vorreste fossero affrontati durante la diretta?

Quale é stata la tua esperienza…

Quando ero piccolo il Festival di Sanremo non mi piaceva.Era lento.Era noioso.Era pieno di cantanti che piacevano ai mie...
24/02/2026

Quando ero piccolo il Festival di Sanremo non mi piaceva.

Era lento.
Era noioso.
Era pieno di cantanti che piacevano ai miei genitori.
Insomma… una cosa da vecchi.

Io volevo le hit, volevo MTV, volevo “la musica vera”.

Adesso invece?
Lo aspetto!
Commento le esibizioni.
Faccio analisi tecniche dal divano con mia moglie che mi sfotte!

…Canto a squarciagola ritornelli…

Che sogno! Max Pezzali! Sei un mito. La regola dell’amico…la regina del celebrità!

Poi però mi fermo un attimo.

E capisco.

Non è che Sanremo sia cambiato.

È che ora il vecchio sono io. 😌🎤

Indirizzo

Via Francesco De Angelis 10
Bari
70131

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Dr. Antonio Di Mauro, Ph.D.

Antonio Di Mauro (Bari, 14/06/1984) è un medico, specialista in pediatra e dottore di ricerca.

E’ attivo nella divulgazione scientifica ed ha acquisito notorietà con i suoi interventi sui social media con la campagna #immunitàsolidale a favore di una efficace comunicazione medico/paziente e contro la diffusione di fake news.

Dopo essersi diplomato presso il Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco” di Bari, ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia, la Specializzazione in Pediatria e il Dottorato di ricerca in Scienze Biomolecolari Farmaceutiche e Mediche presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

E’ autore di pubblicazioni scientifiche edite su riviste internazionali in ambito neonatologico e pediatrico.