16/08/2023
Ferragosto è tempo di bilanci perché spacca in due l’anno produttivo e ne ridetermina la ripartenza con progetti nuovi o integrativi che segneranno il nostro impegno per il futuro prossimo che ci aspetta . Ed anche per me, come per diversi Altri, è tempo di bilanci. E’ noto a tanti di Voi che, dopo circa quindici anni di Primariato di Urologia ho lasciato da solo poco più di tre mesi l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, scegliendo poi di continuare la mia attività chirurgica in una grande città, quella di Bari , a dirigere l’Urologia dell’Ospedale Santa Maria. Una scelta personale importante, anche se non facile, per i motivi etici che avevano contraddistinto quindici anni prima, il mio ritorno da Padova nella mia terra nativa di San Giovanni Rotondo ed ai cui motivi si aggiungono quelli di aver dovuto lasciare un Reparto per il quale mi ero profondamente impegnato per renderlo di successo (vedi l’ introduzione della Chirurgia robotica, la ricostruzione integrale della vescica dopo sua asportazione per tumore, l’asportazione per tumore della vescica nella donna giovane lasciando integro tutto l’apparato genitale per mantenere intatta tutta l’attività femminile di fertilità e sessualità, la chirurgia uro-oncologica anche estrema- basti pensare all’asportazione di un tumore del rene che arrivava fino al cuore, e poi tanto altro ancora) , affermarlo a livello nazionale, mantenere una stabile e continua alta produttività ospedaliera aziendale, mantenere un alto indice di attrazione extraregionale ( molti pazienti fuori regione ci hanno scelto per le loro cure) , avere un elevato case-mix (termine tecnico) per interventi ad alta complessità clinico-chirurgica e soprattutto costretto a lasciare, in modo ancora a me immotivato, un Reparto cosi lanciato e maturo in un momento di grande crisi economica e strutturale quale è l’Ospedale di San Pio Casa Sollievo della Sofferenza . Alle scelte di Direzione aziendale bisogna solo obbedire ed io ho obbedito. Ma il passato è storia già scritta e siamo qui per continuare ad essere attori attivi e responsabili di un nuovo futuro. Tracciare bilanci di percorso nel nostro lavoro di clinici e di chirurghi, significa soprattutto vedere come far crescere quella linea dell’orizzonte che può migliorare i percorsi di diagnosi e cura nelle patologie di cui sono affetti i nostri pazienti. E come migliorare sempre più quella linea debole di confine che riguarda la Comunicazione sulle procedure e come irrobustire ,con i Pazienti e Loro familiari, quell’ itinerario di informazioni al consenso nella tracciabilità delle cure. Va aggiunto anche che oggi la sostenibilità professionale del Medico è strettamente legata anche alla pronta disponibilità di Tecnologie sanitarie sempre più sofisticate che arricchiscono sia la diagnosi che la terapia. Terapia che oggi non è da intendersi ancora solo quella chirurgica, cioè saper fare correttamente gli interventi, ma saper unire la Chirurgia ad un percorso interdisciplinare spesso oncologico ma anche funzionale che possa permettere non solo migliori risultati di sopravvivenza a lungo termine ma anche qualità di risultati funzionali che aiutino a vivere meglio. Quindi le grandi sfide che ci attendono subito su cui lavorare intensamente sono: una Comunicazione etica e proattiva operata dal Personale sanitario-in toto e finalizzata alla migliore comprensione degli atti medici da parte dei pazienti e familiari, l’uso di nuove tecnologie ( robotica,videolaparo avanzata ,laser, ultrasuoni, imaging intraoperatorio,Rete digitali) per sviluppare tecniche sempre meno invasive per gli atti chirurgici , ridurre i tempi di ospedalizzazione, ampliare la rete di accoglienza post-chirurgica territoriale e lavorare con i tempi giusti sulla ripresa funzionale e globale dei pazienti. A ciò deve far seguito una integrazione costante con i Medici extra-ospedalieri quali quelli di Medicina generale, di Comunità, delle RSA, della Specialistica territoriale, dei Distretti, delle Unità di crisi quando previste , per una informazione costante e diretta a gestire al meglio complessità cliniche domiciliari ( qui il ruolo grande della Telemedicina) . La Governance sanitaria a tutto tondo riguarda tutti Noi Operatori della Sanità, ma anche quelli dirigenziali, ove operino Dirigenti che con il loro sapiente lavoro della buona tenuta dei conti e della appropriata gestione dei bisogni ,tutti insieme, si possa irrobustire le risposte più concrete ai bisogni Salute dei nostri Pazienti e dei nostri Territori . La sfida è aperta ed io continuerò ad impegnarmi per questi concreti obiettivi. Vi saluto con cordiale affetto , auguro a Chiunque ancora qualche giorno di meritate vacanze e resto disponibile sempre per ogni vostra necessità. E sulla barca della buona Salute buon vento e buon mare a Tutti.