Psicologa Psicoterapeuta Daniela De Santis

Psicologa Psicoterapeuta Daniela De Santis Consulenza e intervento psicologico-clinico per individui, coppie e gruppi

22/01/2026
20/01/2026
19/01/2026


L. Brusa, La pratica analitica nell’orientamento lacaniano, p. 65, Rosenberg&Sellier

16/01/2026

Thalassa: Pluralità, Ricerca e Cultura Psicoanalitica.

Fondata nel 2011, l’Associazione Thalassa opera nel campo della psicoanalisi e della psicoterapia psicodinamica applicata alle diverse aree del disagio clinico, istituzionale e sociale.
La nostra identità si fonda sul valore della pluralità. Thalassa nasce come uno spazio di dialogo aperto tra le diverse correnti della psicoanalisi, accogliendo vari indirizzi teorici, percorsi individuali e appartenenze associative differenti. Crediamo che il confronto tra prospettive diverse sia la risorsa più preziosa per arricchire il dibattito scientifico e la pratica clinica.
Il nostro impegno si declina in azioni concrete: 🔹 Formazione Continua: Promuoviamo la crescita professionale attraverso gruppi di ricerca e di supervisione. 🔹 Eventi Scientifici: Organizziamo seminari e convegni per approfondire le frontiere del pensiero psicodinamico. 🔹 Editoria Scientifica: Curiamo la rivista “Thalassa, studi di clinica psicodinamica” per promuovere e approfondire tematiche fondamentali della clinica e teoria psicoanalitica.
Inoltre, Thalassa favorisce scambi e collaborazioni scientifiche con altre realtà del settore (UniBa, A.I.Psi., SIPsIA e iW- Istituto Winnicott, ARIRI, AIPPI, S.I.Ps.A).
Essere soci di Thalassa significa abitare un luogo di ricerca comune, dove l'appartenenza a diverse scuole diventa occasione di sintesi e innovazione.

Vi invitiamo a seguire questa pagina per rimanere aggiornati sulle nostre iniziative, le pubblicazioni della rivista e i prossimi eventi formativi.

14/01/2026

❄️❄️❄️EMERGENZA FREDDO ❄️ ❄️ ❄️

📆 SABATO 17 GENNAIO 📆

🕘 DALLE ORE 09:30 ALLE ORE 17:30 🕠

⚠️ RACCOLTA COPERTE e GIUBOTTI INVERNALI⚠️

🚐 I VOLONTARI DELL’ASSOCIAZIONE InConTra VI ASPETTANO IN CORSO VITTORIO EMANUELE, NEI PARCHEGGI ANTISTANTI AL COMUNE DI BARI, CON IL CAMPER USATO PER L’UNITÀ DI STRADA 🚐

🚨VI ASPETTIAMO NUMEROSI PER AIUTARCI A FRONTEGGIARE L’EMERGENZA FREDDO 🚨

🙏 CONDIVIDIAMO IL PIÙ POSSIBILE

̀

13/01/2026
10/01/2026

“Nel mezzo dell’inverno ho infine imparato
che vi era in me un’invincibile estate.”

Albert Camus

31/12/2025

Ad ogni nuovo inizio
vi auguro slancio e respiro,
passione che accende,
resilienza che sostiene.

Che possiate attingere
alle vostre risorse più profonde,
fidarvi di voi stessi
e restare aperti alla speranza.

Il passato non si cambia,
gli altri nemmeno.
Ma da qui, da ora, da noi stessi
possiamo sempre ricominciare.

Scavarci dentro,
ascoltare ciò che è nostro,
rompere le abitudini che ci spengono,
attraversare le paure.

Senza garanzie,
solo piccoli passi
verso la direzione desiderata.

Per dare senso al tempo che scorre ineluttabile,
vivere pienamente,
e lasciare emergere
il meglio di noi.

Ve lo auguro davvero di cuore.

18/11/2025

Se ogni lutto, anche quello più elaborato, più “accettato”, conservasse sempre un resto, una scheggia, un punto dolente che continua a pulsare dentro di noi?
Ho sempre pensato che esista qualcosa di irriducibile nel dolore della perdita, una ferita che non guarisce mai del tutto.
Possiamo provare a rimarginarla, a darle un senso, ma resta sempre lì: come una cicatrice che, al cambiare del tempo o delle stagioni, torna a farsi sentire...
Forse dovremmo accettare che il lutto non è qualcosa che si supera, ma qualcosa che si trasforma.
Che dentro di noi non muore mai davvero ciò che abbiamo amato: cambia forma, si riconfigura, diventa un’altra presenza.
È un’operazione di metamorfosi, un’opera interiore di trasformazione del dolore in significato, della perdita in creazione.
Il lutto, se resta senza lavoro, ci incatena al passato, ci condanna alla paralisi della malinconia.
Ma se trova una via, se riesce a generare senso, allora può aprirci di nuovo alla vita.
È qui che nasce una nuova forma di nostalgia — non quella sterile del rimpianto, ma quella grata, viva, che illumina come la luce delle stelle morte: una luce che ci raggiunge da un corpo che non esiste più, ma che continua a splendere.
La nostalgia delle stelle morte è questo: la memoria che non spegne, ma accende; il dolore che non distrugge, ma trasforma;
il passato che non ci trattiene, ma ci invita ad andare avanti.
Il lutto, allora, non è mai solo perdita.
È anche promessa.
È un ritorno di luce - quella che proviene da ciò che abbiamo amato, e che, anche se non c’è più, continua a mostrarci la via.

Massimo Recalcati

     LA MIA RECENSIONE DI "4am" di Antonio Rampino “Un giorno arrivi su questa terra chissà da dove, forse sempre da qui...
27/10/2025



LA MIA RECENSIONE DI "4am" di Antonio Rampino

“Un giorno arrivi su questa terra chissà da dove, forse sempre da qui. Te ne nutri, cresci, lotti, prendi botte, patisci, gioisci, speri, disperi, lotti e speri. Alla fine, comunque, ogni vita va alla morte e vi si perde. Ogni cosa si disfa, si disgrega, si annulla. La verità è che, per tutto il tempo, la vita fa solo una cosa: va a morire.”

O forse questo è solo un possibile punto di vista, una mesta visione che riflette la soggettiva percezione di un essere umano in un dato momento. Già, perché la vita viene concepita e interpretata in maniera sempre differente.

“La nostra percezione può in ogni istante oscillare tra il buio di un’insensata sofferenza e la luce potente della gioia, così che la vita stessa può apparirci un momento come un’infinita austerità e, il momento immediatamente dopo, fonte di inesauribile speranza.”

La vita è insondabile, è sempre la stessa, e nessuno sa veramente. Tutti le proiettiamo addosso ciò che abbiamo dentro: le nostre oscillazioni tra gioia e dolore, luce e buio, speranza e disperazione.

Questa meravigliosa complessità emerge nel romanzo attraverso le parole dei tanti personaggi, che sembrano mettere in scena un conflitto che alberga in ciascuno di noi.

Allo stesso modo, per tutta la vita nell’essere umano si consuma un’altra battaglia titanica: quella tra natura e cultura.

Da una parte, il “gigante” della cultura — le norme, la civiltà, la ragione, la formazione — costruite da secoli di storia per contenere gli istinti. Dall’altra, la carne, simbolo della natura viva, impulsiva, indomabile, che pulsa, urla, ribolle.

Un contrasto universale e senza soluzione: la natura non si lascia “addomesticare” e, quando è repressa, “spacca la scorza” delle regole, irrompendo con violenza. La civiltà allora appare come una pelle fragile che l’uomo indossa per sopravvivere, ma sotto la quale ribolle qualcosa di più autentico, e forse più terribile.

Le storie degli uomini si collocano dunque dentro la vastità di “una natura maestosa, infinita, potente, bellissima, ma anche feroce e assassina”.

“Così, se pensiamo alle scene di un simile che annienta il suo simile, all’appassire di un fiore, allo sfiorire della bellezza, vediamo come la natura, di cui ciascuno ignaro partecipa, chiede per sé un attimo di distrazione, un cambio di vento, e la vita è finita, l’amore è sfumato, non resta più niente.”

Su questo sfondo di profonde riflessioni esistenziali si snodano le vicende del protagonista, Aldo Masi, psichiatra responsabile della Sezione Detenuti del Reparto di Psichiatria, chiamato a svolgere il delicato ruolo di discriminare il confine tra follia e colpa, tra libertà e necessità.

Il reclusorio, altrimenti detto “purgatorio”, è una metafora potente: non solo un luogo fisico, ma uno spazio liminale, sospeso tra due giudizi — quello morale e quello medico. Lì gli individui non sono ancora condannati né assolti: attendono che qualcuno decida se il loro male sia colpa o natura, peccato o malattia.

Masi, affiancato dalla sua preziosa allieva e compagna di riflessioni Alice Morna, ci accompagna in un racconto che attraversa tante storie drammatiche, restituendone una lettura analitica che ne coglie la complessità, senza mai scivolare nel giudizio, ma con una sensibilità profonda e partecipe, capace di illuminare quella zona d’ombra dove la follia e l’umano si confondono.

Indirizzo

Via Mariano Santo, N. 11
Bari

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Psicologa Psicoterapeuta Daniela De Santis pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Psicologa Psicoterapeuta Daniela De Santis:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare