28/07/2020
Le tappe dello sviluppo motorio, linguistico e psicologico del bambino procedono insieme.
Il nuovo nato può stare solo sdraiato, la vista non è sviluppata. La prima emozione che compare è la paura e la posizione in cui viene nutrito e cullato è quella corpo a corpo, la più adatta a farlo sentire contenuto fisicamente e al sicuro.
A 3 mesi il piccolo riesce a vedere meglio e a tenere dritta la testa, riconoscere i volti familiari e risponde ai sorrisi con il sorriso (fase del sorriso sociale). Questa fase è molto importante per lo sviluppo relazionale del bambino.
A 6 mesi il piccolo è in grado di stare seduto da solo e di utilizzare i giochi, ma anche di pronunciare sillabe (lallazione). A 9 mesi il bambino gattona e a 12 mesi comincia a muovere i primi passi da solo. Ormai riconosce i suoi familiari, per cui tra i 6 e i 18 mesi piange quando si avvicinano adulti che non conosce (fase dell’angoscia dell’estraneo). La diffidenza che scaturisce dall’incontro con un adulto estraneo fa parte del normale sviluppo psicologico e si presenta in tutti i bambini, con alcune variazioni comportamentali, sia che siano cresciuti soltanto con i genitori, sia che siano abituati a relazionarsi con più adulti. Questa diffidenza è stata selezionata dalla natura per aumentare le possibilità di sopravvivenza. Dagli estranei, infatti, può arrivare la minaccia, ma il bambino non è ancora in grado di capire quali siano gli estranei pericolosi, per cui tende ad essere diffidente con tutti. In alcuni casi, tale diffidenza sfocia nel pianto, che serve a richiamare l’attenzione del genitore o di un’altra figura familiare, in una fase di sviluppo in cui il bambino, che sta diventando sempre più indipendente a livello motorio, può trovarsi ad una distanza maggiore dal genitore mentre esplora l’ambiente.