31/03/2021
"Sto bene. Non ho grossi problemi anzi... In famiglia va bene, sul lavoro poi va alla grande, con gli amici come al solito, cioè bene. C’è solo questo attacco di panico che mi viene ogni tanto, e questa sensazione che mi da problemi. Dottore toglietemi questa cosa e sto a posto".
Questo è ciò che una persona può raccontare in colloquio, ignorando ancora una volta la propria emotività. Spostando e minimizzando un problema rimosso dalla coscienza, che trova nell'attacco di panico (o in forte stato di ansia) l’unico modo per dare segno di sé e lanciare il suo grido di allarme.
Il panico è spesso la spia della necessità urgente di dare spazio ai propri bisogni, che potrebbero essere stati rimossi dal quotidiano in nome di ruoli magari anche gratificanti a livello mentale, di situazioni che per la società, le regole del "vivere", la famiglia, sono ottimi ma non per noi stessi non a livello emotivo o affettivo, esistenziale, corporeo. Un po' come un "paio di scarpe strette", per tutti belle e comode, ma che ci fanno male che non ci permettono di "camminare liberi", ma che ignoriamo dando la colpa magari ai calzini da cambiare e tutto andrà bene...
Facciamo chiarezza, iniziamo un percorso personale. Torniamo ad essere noi stessi. Perché è proprio la parte di noi più profonda che ci sta chiamando a gran voce per non perdersi, per togliersi le "scarpe buone" che fanno male e... perché no... correre liberi a piedi nudi... Il benessere inizia dalla mente. Dr. Alfonso Caiazza