10/04/2026
Io sono Demetra, respiro della terra dorata,
madre dei campi e del tempo che ritorna.
Nel silenzio dell’inverno mi nascondo,
quando il mondo sembra spento e lontano,
ma sotto la terra il mio cuore batte ancora,
custodendo semi di luce.
Ho pianto, sì — come piange la pioggia d’autunno,
quando Persefone mi fu tolta,
e ogni spiga si piegò al dolore.
Ma anche il dolore è seme:
scende nell’ombra, e poi rifiorisce.
Quando ritorna mia figlia, io sorrido nei campi,
e l’oro del grano canta al vento,
e la vita si alza di nuovo, leggera, infinita.
Ricorda, mortale:
ciò che perdi non è perduto per sempre.
Ogni fine è un inizio nascosto,
ogni notte prepara l’alba.
Io sono la terra che dona e attende,
la mano che semina e quella che raccoglie.
E in ogni ciclo che si compie,
io rinasco con voi.