Lo spazio dell'ascolto Dott.ssa Francesca Tamai

Lo spazio dell'ascolto Dott.ssa Francesca Tamai Dottoressa in psicologia clinica e Counselor

10 febbraio - ArtemideSono Artemide.Non aspettarti una dea distante o gentile per dovere.Io non chiedo permesso, non seg...
22/01/2026

10 febbraio - Artemide

Sono Artemide.
Non aspettarti una dea distante o gentile per dovere.
Io non chiedo permesso, non seguo regole scritte da altri.

Vivo dove il segnale non prende,
dove il silenzio non è vuoto ma pieno di vita.
La natura non è uno sfondo: è un corpo vivo.
E io sono la sua guardiana.
Mi chiamano cacciatrice,
ma non capiscono che non caccio per distruggere.
Caccio per mantenere l’equilibrio.
Per ricordare che ogni cosa ha un limite.

Non appartengo a nessuno, perché la libertà non si possiede.
È per questo che faccio paura.
Proteggo chi sceglie sé stesso.
Chi dice “no” senza spiegazioni.
Chi cammina da solo senza sentirsi mancante.
Se mi cerchi nei templi, non mi trovi.
Se mi cerchi nei boschi, forse sì.
Se mi cerchi dentro di te,
quando difendi ciò che sei senza scusarti,
allora mi stai già ascoltando.

Io sono Artemide.
E non sono qui per piacerti.
Sono qui per ricordarti chi sei,
quando nessuno ti guarda.


Questo era il cielo di questa mattina, quando sono uscita.Mi sono detta, guardandolo "buone cose oggi". Altro anno di sp...
16/01/2026

Questo era il cielo di questa mattina, quando sono uscita.
Mi sono detta, guardandolo "buone cose oggi".

Altro anno di specializzazione per me e altro tirocinio. Sono andata a fare il colloquio col primario di oncologia: sarà la dimensione in cui passerò diverse ore, quest'anno.
Era da diverso tempo che non mettevo piede in un ospedale.

Mi sono tornati in mente i ricordi di quando ero piccola e andavo a "trovare" il mio papà in ospedale: era bellissimo con quel suo camice bianco e quei riccioli. Non vedevo altro.
Poi, nel tempo, ogni volta che dovevo entrare per cercarlo o portargli qualcosa pensavo "ma come fa a stare qui dentro tutti i giorni della vita?!?!" - una parte di me si contraeva entrando in ospedale. Qualcosa di quel luogo non mi piaceva.
Oggi questi ricordi sono tornati e mi sono chiesta come sarebbe stato.

La vita è una maestra che insegna attraverso l'esperienza. Nulla più.
Quei ricordi sono stati spazzati via. Sono stata accolta in reparto da un senso di familiarità, accoglienza, che raramente ho ricevuto. Ho specificato che non ero una paziente ma una tirocinante e il trattamento è rimasto lo stesso, il sorriso si è trasformato in complicità e rassicurazione.
Ho parlato con una persona che mi ha trasmesso umanità. Presenza. Gentilezza. Una dimensione semplice.

Ecco che mi sono permessa di fare delle riflessioni: sicuramente quello che ci muove a lavorare con le sofferenze degli altri è connesso a noi, alla nostra storia personale, al nostro bisogno di sentirci utili, fare del bene, salvare, (noi stessi in primis). E spesso, tutto questo serve a non guardare ciò che si muove in noi, ma a "distrarci". Mi occupo di te per non occuparmi di me.
Ma se questo, proprio questo meccanismo fosse al contempo disfuzionale e funzionale? Se fosse ombra e luce? Se fosse proprio nella parte che è in disequilibrio che possiamo trovare il nostro equilibrio dinamico?

(Continua nel primo commento)

13/01/2026

Non hai bisogno di diventare qualcun'altra.
Ma solo di ricordare chi sei.

Senso di inadeguatezza, senso di colpa. E Amore. Riflessioni. Spesso, ci sentiamo in colpa perché ci sentiamo inadeguate...
03/01/2026

Senso di inadeguatezza, senso di colpa.
E Amore.
Riflessioni.

Spesso, ci sentiamo in colpa perché ci sentiamo inadeguate. La mamma che partorisce e non si sente "all'altezza" del suo bimbo, del suo "essere mamma", può rifiutarlo. Inconsapevolmente sta cercando di allontanare da sé l'angoscia che deriva dal suo sentirsi inadeguata. Dopodiché scatta il senso di colpa: 'sono proprio una pessima madre, non dovrei sentirmi così'.
Questa dinamica è estendibile in molti altri casi. È solo un esempio e non è da generalizzare.

Quello che mi interessa trasmettere qui è che entrare in una relazione che per noi è 'nuova' non ci rende immuni a tutta la vasta gamma di emozioni, sentimenti e sensazioni umane.
La madre è giusto che sia "sufficientemente buona" (cit. Winnicott) e non perfetta e divina. E così vale per la moglie, l'amica, la compagna di viaggio, il compagno, il marito: siamo esseri umani.

Non è umanamente possibile essere sempre disponibili, amorevoli e accoglienti. Non fa proprio parte della nostra natura. Prima scendiamo a patti con noi stessi e con il nostro essere vulnerabili prima iniziamo ad amare veramente i nostri figli, genitori, compagni, mariti, mogli, amanti, animali, piante e tutto il regno minerale.

Quando l'idea che abbiamo di un ruolo si irrigidisce, non lascia spazio alla fragilità e alla vulnerabilità ed è proprio da quell'idea che nascono giudizio e critica verso la nostra umanità. Non stiamo amando. Né noi stessi. Né nessun'altro.

Quando il senso di colpa ha la meglio e quindi agiamo cercando di compensare ciò che secondo il nostro metro non abbiamo fatto adeguatamente, stiamo incastrando anche l'altro in una relazione non autentica. Una relazione basata sul senso di colpa crea senso di colpa anche negli altri che si sentiranno così, imprigionati nella relazione (senza rendersene conto).

Vogliamo davvero iniziare ad amare - o quantomeno provarci?
Bene.
Entriamo in connessione con ciò che non ci piace di noi e cerchiamo un raggio di compassione per quella parte di noi che tanto temiamo. Proviamo a vedere quanto tempo impieghiamo a guardare questa parte di noi con occhi compassionevoli. Quanto ci costa farlo? Quanto ci costa amarci, davvero?

L'amore passa attraverso transizioni durissime, alle volte. È tutto, tranne che romantico.
È una forza, tanto dolce quanto spietata, che spoglia, lascia nudi e poi ricrea: nuove forme, nuove alleanze, nuove verità e una libertà mai provata.
La scuola più potente, quella che insegna l'amore, è la relazione con l'altro.

"Amare è un'arte, ma soprattutto un artigiantato: non si impara da soli e si comincia da ieri." V.Lingiardi - Farsi male

02/01/2026

Le Dee dentro la Donna

7 incontri in cui lavoreremo con gli archetipi del femminile che si manifesteranno attraverso le immagini delle 7 dee ella Grecia.
Iniziamo a Febbraio 2026, in presenza a Bassano del Grappa.

Lavorare con le forze interne che si muovono in noi è importante per imparare a conoscere che ciò che ci abita non sempre è conosciuto (ombra), non sempre è piacevole e quasi sempre contiene un'energia psichica inespressa e che desidera, chiama, anela ad essere liberata e manifestata.

Un lavoro che ho personalmente creato ispirata dal libro "Le dee dentro la donna" di J.S.Bolen e dallo studio della psicologia del profondo di Carl Gustav Jung.

Se ti senti incuriosita scrivimi.

☎️ 3382984190
📧 francescatamaipsy@gmail.com

Concludo così questo quinquennio 2020-2025.Con un Alleato prezioso, che alle volte si presenta sotto "false spoglie" per...
28/12/2025

Concludo così questo quinquennio 2020-2025.
Con un Alleato prezioso, che alle volte si presenta sotto "false spoglie" per farmi lavorare un po'.
Altre volte è una mano amorevole e calda che si appoggia sulla testa.
Altre ancora un folletto che mi prende in giro e se la ride.

L'inconscio non è qualcosa di misurabile, tangibile. Se siamo in sofferenza non esiste una radiografia all'inconscio che possa dircelo.
C'è molto di più.

Esistono i sogni.

L'inconscio comunica attraverso immagini. È amorale. Atemporale. Gliene frega na mazza se sei pronto o meno sul piano razionale. Quando arriva è perché quell'aspetto è ora di affrontarlo.
E non si discute.
Almeno io, non discuto più.
Se penso A e nel sogno arriva B, mollo A e seguo B.

Ma l'ho imparato nel tempo e col tempo. Esperienza. Letture. Studio. Ancora esperienza. E quando parlo di esperienza intendo dire decenni di sogni miei scritti su diari, vissuti, analizzati, respirati, letti e riletti. E anche ascolto di tanti sogni delle persone che hanno lavorato e lavorano con me.

Di recente qualcuno mi ha chiesto "ma tu, in cosa credi?" "Nell'inconscio" - questa la mia risposta.

E questo è quello che mi porto con me da questo quinquennio pazzesco che sta per terminare. Questa risorsa immensa che cammina con me e mi siede accanto, quando è tempo di riposare.
L'alleanza con l'inconscio.

23/12/2025

Lavorare su una risorsa intrinseca come il Valore Personale, significa portare alla luce tutto ciò che vive in noi sotto "false spoglie" e che quindi non è Valore Personale.

Esercizio
Prenditi 20' per camminare in natura, senza telefono, senza musica. Cammina e respira, semplicemente.
Porta con te quaderno e penna.
Dopo 20' di camminata siedi e scrivi questa frase sul foglio:
"Io ho Valore tutte le volte che..."
Lascia uscire a fiume le parole dalla penna, non pensare. Nessuno verràa leggere o a valutare ciòche scrivi. Esprimiti il libertà.
Metti una sveglia a 10'. Quando suona, smetti di scrivere.

Quando hai finito, riprendi a camminare per altri 20'.
Dopo questi 20' ripeti l'esercizio.

Non rileggere ciò che scrivi. Quando hai concluso l'esercizio del giorno, brucia il foglio o buttalo se non puoi bruciarlo.

Ripeti l'esercizio per minimo 7 giorni.

Non rileggere serve a non rimuginare: quello che scrivi sul foglio se ne va. Se qualcosa ti resta impresso puoi portare consapevolezza a quella determinata cosa. Lascia che sia spontaneo, non forzare nulla.
L'esercizio va fatto prendendoti un tempo per te, per rallentare e renderti disponibile a fare emergere i "mattoncini" costruiti nel tempo che non sono il tuo valore personale.

Questo esercizio è un primo semplice passo per prendere consapevolezza di ciò che ti separa dalla sensazione intrinseca di avere un valore semplicemente per il fatto che ci sei.

Non è un esercizio risolutivo, non si sostituisce ad una buona psicoterapia individuale.

Che siano giorni sereni e di nuove consapevolezze!

I rituali di passaggio sono parte di noi, da sempre.Oggi abbiamo scelto di attraversare questo momento che segna l'inizi...
21/12/2025

I rituali di passaggio sono parte di noi, da sempre.

Oggi abbiamo scelto di attraversare questo momento che segna l'inizio delle ore di luce in aumento facendo spazio dentro di noi attraverso la potenza dell'energia del NO e del SI nella dimensione del corpo, attraverso tecniche di respiro e bioenergetica

Ricorda: il SI è sempre a te stesso. Questo è uno dei primissimi insegnamenti che ricevetti da uno dei miei maestri quasi 30 anni fa.
Alle volte, va detto un NO fuori, per dire un SI dentro.
Se ti ricordi di questa connessione, non ci saranno tentennamenti. Se la perdi, ti perderai nel labirinto della mente.

Altra cosa importante: la vibrazione della GIOIA è molto superiore a quella del piacere. La Gioia è uno stato interno, non dipende da qualcosa che ricevi esternamente. Quando sei nella GIOIA sei connessa all'essenza che vive in te.

Tutto può essere attraversato, quando c'è Gioia. Non perché tutto ti debba piacere ma perché puoi scegliere da che prospettiva osservare le cose.

"Elevo il mio Cuore ad una visione superiore"

Grazie al Gruppo di oggi, che ha reso possibile tutto questo.

10/12/2025

LA GLASSA SULLA BOASSA

Manifestare il proprio potenziale inespresso passa anche attraverso la capacità di imparare a riconoscere e sostenere tutto l'arcobaleno di stati d'animo.
Tra cui:

Rabbia
Tristezza
Dolore e/o sofferenza

Come parti integranti della vita.

Voler "pensare positivo" sempre e a tutti I costi significa invece mangiarsi "la boassa con sopra una bella glassa zuccherina e colorata": malgrado l'apparenza la sostanza resta la stessa.

(Naturalmente sto parlando si un andamento emotivo nella "normalità" e non di condizioni sintomatologiche)

"Quando altruismo e negazione di sè si confondono, quando il sacrificio è usato per indurre senso di colpa, sento le por...
09/12/2025

"Quando altruismo e negazione di sè si confondono, quando il sacrificio è usato per indurre senso di colpa, sento le porte dell'inferno dischiudersi. Chi sceglie il sacrificio lo fa per essere utile. Si dona in modo disinteressato ed è a disagio se riceve troppi elogi. Il sacrificio masochistico, invece, non è fatto con cuore donante: sembra più uno sforzo per essere amati o accumulare meriti o avere qualcosa da rinfacciare." (Vittorio Lingiardi, Farsi male, pg. 19)

Questo aspetto, la differenza tra altruismo e negazione di sè, è di fondamentale importanza, non solo per chi lavora in ambito relazionale con le persone ma per chiunque. Perchè tutti, siamo, in misura più o meno consapevole, coinvolti in relazioni interpersonali.

Imparare a comprendere quando ci stiamo immolando a vittima sacrificale e quando stiamo offrendo il nostro contributo in modo genuino è necessario alla nostra salute mentale e relazionale. Relazioni stabili, dentro e fuori, hanno come base la capacità di dire "no" e definire sani confini. Ricordando che il "si" è sempre a te stesso e che alle volte per dire "si" dentro è necessario esprimere un "no" fuori. 

"Vivere senza dolore è impossibile, ma possiamo contenere i danni: imparando a conoscerci. Prima che "farsi male" diventi abitudine o necessità."
(Vittorio Lingiardi, Faris male, copertina)

07/12/2025

Ho imparato ad accendere il fuoco guardando qualcun'altro farlo. Per anni. E anni.

Sempre pensato fosse un'arte, che per tantissimo tempo non mi è riuscita: perdevo la pazienza e il più delle volte lasciavo perdere. Non mi sintonizzavo con il mio Fuoco interiore.

Ultimamente mi riesce...sia dentro che fuori! Si tratta di dargli il via, di mantenerlo e lasciarlo spegnere in sicurezza quando è il tempo...
È un simbolo molto forte che mi parla di padronanza, maestria, alleanza.

Il Fuoco è uno degli elementi che portiamo dentro: sotto forma di passione, rabbia, sessualità, energia psichica.
Senza fuoco la Vitalità si spegne.
Quando è troppo, distrugge.

È un grande dono arrivare a sentirne il sacro timore, abbassare la testa, chiedergli di insegnarci a tenere viva la fiamma senza ferirci e senza ferire. È allora e solo allora che diventa un Alleato: solo nel momento in cui ci accorgiamo che questo elemento va integrato attraverso l'umiltà possiamo iniziare a non esserne più posseduti ma a gioire del suo potenziale.

03/12/2025

Mentalizzare

Un processo che ci permette di tenere in considerazione come i comportamenti, nostri e altrui, siano collegati a stati interni.

Questo apre ad una visione altruistica della vita in cui l'altro viene incluso, il dialogo mantenuto aperto, prima di giungere a conclusioni affrettate.

Ecco che possiamo migliorare la relazioni con noi stessi e con il mondo che ci circonda. Perché ciò che cura e ci cura, nella maggior parte dei casi, è proprio la Relazione.

ditazione

Indirizzo

Via Velo 72
Bassano Del Grappa
36061

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