22/01/2021
Le parole chiave della RIABILITAZIONE in età evolutiva:
specificità🎯
integrazione🤝
tempestività⌚️
multidimensionalità
continuità di cura➡️
coerenza
centralità della persona e della famiglia👨👩👦
“Fare riabilitazione” in età evolutiva significa occuparsi di persone con disturbi congeniti o presenti nel corso dello sviluppo (paralisi cerebrali infantili, autismo, disabilità intellettiva, dislessia, disturbi di linguaggio ecc) o più raramente acquisiti: minori in situazioni di disabilità spesso complesse perché gravi o perché plurime.
Si parla di bambini ed adolescenti con disturbi che impattano sulla possibilità di muoversi, interagire, comunicare, costruire relazioni, apprendere. Significa che queste caratteristiche condizionano le linee di sviluppo del bambino, pur con tutta la plasticità che lo caratterizza, e soprattutto entrano nella relazione che il bambino costruisce con il suo ambiente e che il suo ambiente (genitori, fratelli, insegnanti, coetanei) sviluppa con lui.
Fare riabilitazione in età evolutiva non significa solo concentrarsi sul danno (con interventi di recupero) o sulle risorse “residue” (attivando compensi) ma anche promuovere relazioni virtuose fra bambino e ambiente, intervenendo quindi anche sull’ambiente di vita, in modo da migliorare le possibilità di partecipazione e di apprendimento: il vero obiettivo dell'intervento è sviluppare al massimo delle possibilità reali la performance del bambino nel suo contesto di vita. Inoltre, molte sono ormai le evidenze scientifiche rispetto al ruolo dell’ambiente nel modificare l’espressività di un disturbo, con ricadute anche sulla traiettoria di sviluppo.
Va da sé che l’intervento riabilitativo deve essere integrato, multiprofessionale, modulato sui bisogni del bambino di oggi e su quelli dell’adulto di domani, pensato tenendo in considerazione l'ambiente reale in cui cresce, i vissuti dei suoi genitori e i loro valori di riferimento.
Dobbiamo quindi considerare la riabilitazione come un *percorso*, anche se compiuto da diversi soggetti nel corso del tempo, con interventi specifici e validati scientificamente che si declinano in modo personalizzato all’interno del progetto di vita.
E’ un percorso in cui i servizi sanitari costituiscono uno dei poli del lavoro insieme alla scuola e soprattutto la famiglia, svolgendo un ruolo però del tutto cruciale: quello di orientare, condurre e monitorare il percorso stesso condividendo e aggiornando puntualmente il progetto di intervento, così come un bravo allenatore fa con i giocatori durante la partita o un direttore d'orchestra fa con i musicisti durante un concerto.
Le parole chiave sono: specificità, integrazione, tempestività, multidimensionalità, continuità di cura, coerenza, centralità della persona e della famiglia.
Queste parole chiave, per non rimanere parole, devono poter contare su contesti organizzativi e professionali qualificati, che permettano la realizzazione di azioni concrete. Implicano il coinvolgimento di operatori (medici, psicologi, terapisti, educatori, assistenti sociali) preparati, motivati, capaci di lavorare in équipe. Questo richiede studio, aggiornamento, fiducia reciproca.
Essere riabilitatore ed operare nel campo delle disabilità in età evolutiva è quindi un lavoro sanitario complesso, che merita giusta considerazione e valorizzazione.
Gianni De Polo, Neuropsichiatra Infantile
Susanna Villa, Psicologa
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