22/11/2025
Oggi, con il cuore carico di emozione, rendiamo omaggio a una donna di grande tempra e profonda sensibilità: Ornella Vanoni, che ci ha lasciato all’età di 91 anni.
Un’anima forte, una voce fragile
Ornella non era solo un’interprete: era un’anima. Forte perché ha affrontato il palco, la vita, i cambiamenti del mondo musicale per oltre sette decenni. Fragile perché dietro il suo sguardo e la sua voce c’era una donna che amava profondamente, che soffriva, che aspettava, che sperava.
La sua carriera ha attraversato generi diversi — dalle “canzoni della mala” ai pezzi d’autore, dal pop alla bossa nova, dal jazz alla musica leggera — senza mai tradire se stessa. La coesistenza di forza e fragilità è ciò che la rendeva autentica. Una donna che sapeva alzare la voce, ma anche abbassarla fino al sussurro delle emozioni.
Le emozioni come guida
Se c’è una parola che risuona nella sua storia, è “sentimento”. Non l’effimero, non la maschera: bensì le cadute, i desideri, le speranze, l’amore, la perdita. Ornella ha puntato su questo: ogni nota, ogni parola, ogni silenzio era un varco verso qualcosa di vero.
Ricordiamo la sua voce che raccontava città notturne, malinconie urbane, storie d’amore difficili. E ricordiamo la sua capacità di rinnovarsi, di mettersi in gioco, di ascoltare il mondo che cambiava senza rinunciare alla sua essenza.
Il dono che lascia
L’addio a Ornella ci lascia un’eredità che va oltre i dischi venduti e le hit. Ci lascia il ricordo di una donna che ha vissuto con passione, che ha avuto il coraggio di mostrare la propria vulnerabilità, che ha scelto la verità delle emozioni anziché la facile brillantezza.
Una delle più grandi interpreti della musica leggera italiana… aveva attraversato epoche e stili diversi mantenendo sempre una forte identità.
Tutte le parole mi sembrano banali. E lei odiava la banalità.
Un pensiero finale
Ornella, grazie per averci insegnato che essere “forti” non significa non tremare, che essere “fragili” non equivale a essere deboli. Grazie per la tua voce che ci ha accompagnati, per il tuo coraggio che ci ha sfidati, per la tua eleganza che ci ha ispirati.
Cammina ora libera tra le note eterne, dove l’emozione non ha tempo. Porteremo con noi la tua lezione: vivere con sentimento, scegliere l’autenticità, cantare finché la voce regge il sogno.
“Non ho paura della morte. Capirò quando sarà il momento di andarmene, quando sarò inutile alla vita e la vita sarà inutile a me. Non voglio fare come mia zia, che ha vissuto fino a 107 anni: un tormento. Aveva la mente lucida e il corpo infermo. Non riusciva a morire ed era disperata. Guardava il soffitto e mormorava: ‘Signore, portami via…’”
Oggi queste parole potentissime impattano ancora più nel profondo. Ornella Vanoni se n’è andata con la stessa lucidità, profondità e verità con cui ha vissuto e cantato. Non aveva paura della fine, perché aveva fatto pace con l’idea che ogni vita ha un tempo, un ritmo, un’uscita di scena.
La sua è stata una voce che ha attraversato generazioni, fragile e fortissima allo stesso tempo, capace di spogliare le emozioni e lasciarle vibrare senza difese.
Ora rimane ciò che ha donato: musica, ironia, libertà, coraggio.
BISOGNA IMPARARE AD AMARSI IN QUESTA VITA QUANDO È FINITA...
BISOGNA IMPARARE A LASCIARSI
E VIVERE OGNI ISTANTE
FINO ALL'ULTIMA EMOZIONE
COSÌ SAREMO VIVI.
— Ornella Vanoni 🌹
Queste parole, cariche di saggezza e dolcezza, ci parlano di ciò che veramente conta nella vita: imparare a guardarci dentro, ad amarci senza paura, ad abbracciare ogni emozione con la stessa intensità con cui viviamo. Ornella Vanoni, con la sua arte, ci ha insegnato che ogni istante, ogni respiro, è un’opportunità per essere completamente vivi.
“Dovremmo voler bene soprattutto a noi stessi, perché se non ci vogliamo bene, non possiamo voler bene agli altri.”
Questo è l'invito che ci lascia: una riflessione profonda, una verità che scava nel cuore. Solo accettando e amando noi stessi possiamo essere pronti ad amare veramente chi ci sta accanto.
Ciao Ornella e grazie.
Te ne vai dove il silenzio sa ancora suonare. Noi restiamo ad ascoltare ciò che hai donato. La tua voce, la tua anima, continueranno a vivere in ogni parola che ci hai regalato. E noi che ti abbiamo voluto bene ti portiamo con noi vivendo ogni emozione con la stessa verità ed intensità con cui tu l'hai fatto.
Dott.ssa Maria Chiara Fasulo,
Psicologa Clinica, Scolastica e Giuridica