05/03/2026
A convivere con una patologia cronica non si impara in un giorno.
Si impara a piccoli passi, cercando comodità dove prima c’era solo rigidità, creando spazio dove sembrava non esserci, scegliendo gentilezza anche quando il corpo non collabora.
È un allenamento quotidiano: trasformare l’imprevisto in abitabile, il dolore in ascolto, la fatica in cura.
Ho imparato personalmente a cercare la comodità anche dove non c’è: nei giorni storti, nelle pause forzate, nei limiti che cambiano forma.
Non è rassegnazione: è adattamento, è scegliere di stare dalla mia parte, sempre.
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