19/02/2026
La Janara
Ci siamo imbattuti in tante persone, gruppi e associazioni culturali con cui abbiamo tenuto conferenze sull’argomento Janara, e ci siamo accorti che, alla fine delle nostre relazioni, trattenendoci a dialogare con le persone presenti, per molti la Janara viene considerata come qualcosa di immateriale, come un evento culturale. Spesso la confondono con la strega o, peggio ancora, con la più recente — scusate il gioco di parole — Wiccan.
Alla fine, nello spiegare che non è così, che la Janara non ha nulla a che fare con la strega, che sono due figure completamente diverse, la domanda che più di tutte viene posta è: ma esiste davvero? Riesce veramente a trasformarsi in vento, in animali, in vegetali?
E quindi abbiamo deciso di darvi alcune spiegazioni realistiche, supportate da fatti ed esperienze reali vissute sul campo.
Punto primo — e questo è fondamentale capirlo, apprenderlo e integrarlo, diversamente tutto ciò che verrà scritto non avrà senso — anzi, chi ritiene che la Janara sia una figura mitica può anche cambiare post, pagina, andare oltre.
La Janara è una donna viva, in carne e ossa, come me, come voi. Una donna che vive una vita normale, una vita umile, una donna anche di chiesa. Non è per forza una persona cattiva: dipende da cosa ha scelto nel momento del passaggio di potere da madre a figlia.
La Janara appartiene solo a Benevento. Nasce qui, in uno dei territori più antichi del mondo, più antico di Roma e Napoli: il “Regno di Benevento”. Ed è di questo luogo, e qui deve restare per poter operare. Trasferirsi non le consente più di usare le sue capacità: qui, a Benevento, c’è la sua radice.
Il Regno di Benevento non è ciò che si conosce oggi come città di Benevento.
La Dianara è arrivata dopo: sono le devote della Dea Diana.
La Janara non ha una divinità fissa. Anzi, per lei non esiste una Divinità: esistono il buio e la luce, la notte e il giorno, la natura in ogni suo aspetto. Punto.
Ballava sotto il Noce? No. Lì c’erano i riti dei Longobardi prima che si convertissero al cattolicesimo. Riti orgiastici, con fuoco, balli intorno al fuoco e poi accoppiamenti. E non erano gli unici, e avevano un motivo — ma non ne parliamo qui. Ora parliamo solo di lei: la Janara.
Si diventa Janara per passaggio dei poteri da madre a figlia, in un determinato momento e con un rito particolare. Ci sono persone che apprendono, sì, ma non sono e non saranno complete, a meno che non vengano dichiarate figlie e non abbiano in sé quelle qualità che servono per poter apprendere.
Si apprende da scritti, è vero, ma non tutto. Qui parliamo proprio di passaggio di poteri: poteri reali, veri, non per sentito dire. Potere di trasformarsi in vento, in animali, in vegetali.
Si può nascere Janare, sì, si può. La prima è nata. Ma ci sono accadimenti particolari e singolari, unici, che poi proseguono. Da non confondere con medium, sensitivi, eccetera: quelle sono altre cose.
L’incontro con una Janara non è sempre una cosa semplice. A volte è traumatico, e poi dipende da come lo si ha questo incontro: se da svegli o se in stato di sogno, che poi sogno non è, ma realtà, specie se ci si ritrova alcuni segni come graffi e lividi.
Vedete, vi possono dire di avere antenate a BN, vi possono dire che la nonna era una Janara, vi possono dire qualsiasi cosa. La verità resta una sola: il Regno di Benevento è la Janara e la Janara è il Regno di Benevento.
Non fatevi prendere in giro. La Janara non è il malocchio con il piatto, l’acqua e l’olio: quella è una tecnica diffusa in tutta Italia.
La Janara non è folklore: è reale.
La Janara non è un’usanza passata: è più che mai presente. Oggi stiamo notando un nuovo ciclo, nuovi passaggi di potere.
La Janara non è finita: esiste oggi, come esisterà domani, come esisterà quando il mondo terminerà, e come è esistita prima che questo mondo esistesse.
La Janara non è un confine: è ciò che dà inizio e porta alla fine.