TSTV Benevento

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Celebrazione eucaristica di saluto e ringraziamento a S.E.Mons.Felice Accrocca mercoledì 18 marzo ore 18.30 in Cattedral...
26/02/2026

Celebrazione eucaristica di saluto e ringraziamento a S.E.Mons.Felice Accrocca mercoledì 18 marzo ore 18.30 in Cattedrale a Benevento.
Siete tutti invitati a partecipare!
📺 anche in diretta sui nostri canali tv

IL NUOVO LOGO DELLA CARITAS DIOCESANA DI BENEVENTO “Panis Terrae”: un nome che diventa promessa Non è solo un cambio di ...
23/02/2026

IL NUOVO LOGO DELLA CARITAS DIOCESANA DI BENEVENTO
“Panis Terrae”: un nome che diventa promessa Non è solo un cambio di denominazione. È un cambio di sguardo. Il passaggio da “Cittadella della ca**tà – Evangelii Gaudium” a “Panis Terrae” segna una svolta che va oltre le parole: racconta una visione, indica una direzione, consegna un impegno. Il riferimento precedente a Evangelii Gaudium, l’esortazione apostolica di Papa Francesco, collocava l’opera caritativa dentro l’orizzonte grande della Chiesa missionaria. Oggi, con “Panis Terrae”, l’attenzione si concentra su un’immagine più essenziale e universale: il pane. Una parola semplice, ma carica di significato. Il pane è ciò che sostiene la vita. È il segno della provvidenza, della condivisione, della fraternità.
È il gesto quotidiano che unisce la tavola, ma è anche memoria dell’Eucaristia, cuore della fede cristiana. Allo stesso tempo, il pane parla di fatica, di lavoro, di mani che impastano, di terra che genera. Parla di concretezza. E proprio questa concretezza dice che la ca**tà non è un’idea astratta né un servizio burocratico: è presenza viva, è prossimità, è responsabilità. “Panis Terrae” contiene però un’immagine ancora più profonda. In agronomia, il “pane di terra” è la zolla che resta attaccata alle radici quando una pianta viene estirpata. È quella porzione di suolo che custodisce umidità e nutrimento, permettendo alla pianta di essere trapiantata senza perdere vitalità. È ciò che protegge la possibilità di una nuova crescita. Quante persone oggi vivono una forma di sradicamento? La perdita del lavoro, le fragilità familiari, l’esperienza della migrazione, la solitudine: situazioni che non tolgono solo beni materiali, ma incrinano relazioni, certezze, dignità. In questi momenti il rischio più grande non è soltanto la povertà economica, ma la perdita delle proprie radici.
“Panis Terrae” diventa allora una promessa: custodire quel “pane di terra” che ancora resta attaccato alla vita delle persone. Preservare ciò che è vitale — relazioni, speranza, fiducia — perché sia possibile un nuovo inizio. Non limitarsi ad assistere, ma accompagnare. Non distribuire soltanto aiuti, ma generare percorsi. Il nome richiama due grandi urgenze del nostro tempo: il bisogno primario di nutrimento e il diffuso sradicamento sociale. Parlare di pane significa riconoscere che la povertà è mancanza di condizioni essenziali di vita. Parlare di terra significa riaffermare l’importanza delle radici, del territorio, della comunità. Significa scegliere di ricostruire legami, rafforzare appartenenze, promuovere integrazione e partecipazione. Infine, “Panis Terrae” interpella l’intera comunità cristiana. La ca**tà non è una delega a pochi operatori, ma una responsabilità condivisa. Come il pane nasce dall’incontro tra la terra e il lavoro umano, così la solidarietà prende forma dall’impegno comune. Il nuovo nome non è soltanto un titolo: è un programma di vita. Nutrire. Custodire le radici. Rendere possibile la crescita. Trasformare l’assistenza in accompagnamento e l’aiuto in rigenerazione, personale e comunitaria. In una parola: restituire futuro.

Per la seconda domenica di Quaresima saremo in diretta dalla Chiesa di San Gennaro a Benevento ore 11 !
23/02/2026

Per la seconda domenica di Quaresima saremo in diretta dalla Chiesa di San Gennaro a Benevento ore 11 !

22/02/2026

DIRETTA SANTA MESSA - I DOMENICA DI QUARESIMA. DALLA CHIESA S. DONATO IN MONTORSI (BN). CELEBRA DON EUGENIO KOUASSI

22/02/2026

I domenica di Quaresima in diretta da Montorsi ore 11

DAL VANGELO ALLA VITA - COMMENTO AL VANGELO Per tutte le domeniche di Quaresima ci accompagneranno le riflessioni dell’a...
21/02/2026

DAL VANGELO ALLA VITA - COMMENTO AL VANGELO
Per tutte le domeniche di Quaresima ci accompagneranno le riflessioni dell’arcivescovo Mons.Felice Accrocca. Ascolta il Commento al Vangelo di domenica 22 febbraio - I di Quaresima ⬇️

DAL VANGELO ALLA VITA - I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A) - commento al Vangelo della Domenica a cura di S.E. MONS. FELICE ACCROCCA

DON NICOLA GIGANTE E’ TORNATO ALLA CASA DEL PADRE L’Arcivescovo e il presbiterio diocesano con commozione annunciano il ...
20/02/2026

DON NICOLA GIGANTE E’ TORNATO ALLA CASA DEL PADRE
L’Arcivescovo e il presbiterio diocesano con commozione annunciano il ritorno alla casa del Padre di don Nicola Gigante. Era nato a Campolattaro il 2 marzo 1940; ordinato presbitero il 16 dicembre 1966 in Roma da S. Em. Card. Luigi Traglia, Vice Gerente di Roma. Parroco emerito di San Nicola Vescovo in Pagliara, frazione di San Nicola Manfredi. Le esequie si terranno domenica 22 febbraio, alle ore 10, nella chiesa parrocchiale del SS. Salvatore in Cuffiano.

È tornato alla casa del Padre don Nicola Gigante L’Arcivescovo e il presbiterio diocesano con commozione annunciano il ritorno alla casa del Padre di don Nicola Gigante. Era nato a Campolattaro il 2 marzo 1940; ordinato presbitero il 16 dicembre 1966 in Roma da S. Em. Card. Luigi Traglia, Vice Ge...

Il Vescovo Felice incontra i fidanzati della Diocesi domenica 1 marzo 2026 alle 16.00 presso la Parrocchia del Sacro Cuo...
20/02/2026

Il Vescovo Felice incontra i fidanzati della Diocesi domenica 1 marzo 2026 alle 16.00 presso la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Benevento!

Riapertura dopo il restauro della Chiesa parrocchiale SS.Angelo e Leonardo di Sant’Angelo a Cupolo (Bn) sabato 21 febbra...
19/02/2026

Riapertura dopo il restauro della Chiesa parrocchiale SS.Angelo e Leonardo di Sant’Angelo a Cupolo (Bn) sabato 21 febbraio !

Davide Rondoni a Benevento ospite della Famiglia FrancescanaBenevento, 20 febbraio, alle ore 18:00, presso il “Teatro de...
18/02/2026

Davide Rondoni a Benevento ospite della Famiglia Francescana
Benevento, 20 febbraio, alle ore 18:00, presso il “Teatro de La Salle” Davide Rondoni presenterà il suo libro La ferita, la letizia, Faccia a faccia con San Francesco, poeta di Dio e del mondo, edito da Fazi Editore.
La Zona Interdiocesana di Benevento del Terzo Ordine Francescano Secolare della Campania, su idea e iniziativa della Fraternità “Le Grazie”, organizza la presentazione del libro di Davide Rondoni, “La ferita e la letizia” Fazi 2025. L’incontro formativo si terrà il 20 febbraio alle ore 18.00 presso il “Teatro de La Salle”.
L’iniziativa, grazie al patrocinio e alla compartecipazione del Comune di Benevento, si inserisce idealmente nel contesto delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, occasione di particolare rilievo culturale e spirituale a livello nazionale, e nell’Anno Giubilare Francescano voluto da Sua Santità, Papa Leone XIV.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco (on. Clemente Mastella), del Ministro Regionale (Mario della Gala), del Ministro della Fraternità “Le Grazie (Carlo Cavallo), e della referente della zona interdiocesana di Benevento (Imma Mauriello), Davide Rondoni dialogherà con monsignor Felice Accrocca e con l’assessore alla cultura, Antonella Tartaglia Polcini, offrendo al pubblico una lettura approfondita dei temi del libro e condividendo il percorso umano e intellettuale che ha portato alla sua scrittura. La tavola rotonda sarà moderata dalla poetessa Rita Pacilio. Seguirà un momento di confronto con il pubblico e il firmacopie.

L’incontro è a ingresso libero ed è rivolto alla Famiglia Francescana, ai lettori, studiosi, appassionati di poesia e a tutti coloro che desiderano riflettere e lavorare sul senso del vivere attraverso la parola letteraria.

Davide Rondoni è poeta, scrittore e saggista. Collabora con importanti testate culturali nazionali ed è attivo da anni nella promozione della cultura e della letteratura in Italia. È presidente del Comitato Nazionale "800 anni della morte di San Francesco d’Assisi".

𝙈𝙚𝙨𝙨𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙎𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙋𝙖𝙙𝙧𝙚 𝙇𝙚𝙤𝙣𝙚 𝙓𝙄𝙑 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙌𝙪𝙖𝙧𝙚𝙨𝙞𝙢𝙖 𝟮𝟬𝟮𝟲𝘼𝙨𝙘𝙤𝙡𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙚 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙪𝙣𝙖𝙧𝙚.𝙇𝙖 𝙌𝙪𝙖𝙧𝙚𝙨𝙞𝙢𝙖 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙩𝙚𝙢𝙥𝙤 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙫𝙚𝙧𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚Car...
16/02/2026

𝙈𝙚𝙨𝙨𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙎𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙋𝙖𝙙𝙧𝙚 𝙇𝙚𝙤𝙣𝙚 𝙓𝙄𝙑 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙌𝙪𝙖𝙧𝙚𝙨𝙞𝙢𝙖 𝟮𝟬𝟮𝟲

𝘼𝙨𝙘𝙤𝙡𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙚 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙪𝙣𝙖𝙧𝙚.

𝙇𝙖 𝙌𝙪𝙖𝙧𝙚𝙨𝙞𝙢𝙖 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙩𝙚𝙢𝙥𝙤 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙫𝙚𝙧𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚

Cari fratelli e sorelle!

La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno.

Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione.

𝘼𝙨𝙘𝙤𝙡𝙩𝙖𝙧𝙚

Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.

Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido» (Es 3,7). L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù.

È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa».

𝘿𝙞𝙜𝙞𝙪𝙣𝙖𝙧𝙚

Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio. L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo.

Sant’Agostino, con finezza spirituale, lascia intravedere la tensione tra il tempo presente e il compimento futuro che attraversa questa custodia del cuore, quando osserva che: «Nel corso della vita terrena compete agli uomini aver fame e sete di giustizia, ma esserne appagati appartiene all’altra vita. Gli angeli si saziano di questo pane, di questo cibo. Gli uomini invece ne hanno fame, sono tutti protesi nel desiderio di esso. Questo protendersi nel desiderio dilata l’anima, ne aumenta la capacità». Il digiuno, compreso in questo senso, ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene.

Tuttavia, affinché il digiuno conservi la sua verità evangelica e rifugga dalla tentazione di inorgoglire il cuore, dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà. Esso domanda di restare radicato nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio». In quanto segno visibile del nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al peccato e al male, il digiuno deve includere anche altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché «solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana».

Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.

𝙄𝙣𝙨𝙞𝙚𝙢𝙚

Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Anche la Scrittura sottolinea questo aspetto in molti modi. Ad esempio, quando narra, nel libro di Neemia, che il popolo si radunò per ascoltare la lettura pubblica del libro della Legge e, praticando il digiuno, si dispose alla confessione di fede e all’adorazione, in modo da rinnovare l’alleanza con Dio (cfr Ne 9,1-3).

Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.

Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore.

𝘿𝙞 𝙘𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙗𝙚𝙣𝙚𝙙𝙞𝙘𝙤 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙞 𝙫𝙤𝙞 𝙚 𝙞𝙡 𝙫𝙤𝙨𝙩𝙧𝙤 𝙘𝙖𝙢𝙢𝙞𝙣𝙤 𝙦𝙪𝙖𝙧𝙚𝙨𝙞𝙢𝙖𝙡𝙚.

𝘿𝙖𝙡 𝙑𝙖𝙩𝙞𝙘𝙖𝙣𝙤, 𝟱 𝙛𝙚𝙗𝙗𝙧𝙖𝙞𝙤 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝙢𝙚𝙢𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙎𝙖𝙣𝙩’𝘼𝙜𝙖𝙩𝙖, 𝙫𝙚𝙧𝙜𝙞𝙣𝙚 𝙚 𝙢𝙖𝙧𝙩𝙞𝙧𝙚.

𝙇𝙀𝙊𝙉𝙀 𝙋𝙋. 𝙓𝙄𝙑

L’arcivescovo mons.Felice Accrocca saluta la stampa beneventana questa mattina presso il Palazzo Arcivescovile
16/02/2026

L’arcivescovo mons.Felice Accrocca saluta la stampa beneventana questa mattina presso il Palazzo Arcivescovile

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