Dott. Giacomo Mascadri Fisioterapista

Dott. Giacomo Mascadri Fisioterapista Sono il dott. Giacomo Mascadri, fisioterapista con molte passioni e un’incredibile voglia di imparare.

Il mio obiettivo è quello di creare un'autentica relazione d’aiuto, in un clima di fiducia reciproca, collaborazione e comprensione.

Hai dolore al gluteo che scende lungo il retro della coscia? Peggiora da seduto, in discesa o dopo alcuni allenamenti? S...
24/04/2026

Hai dolore al gluteo che scende lungo il retro della coscia? Peggiora da seduto, in discesa o dopo alcuni allenamenti? Spesso viene liquidato tutto con un "è sciatica, fermati". Ma non sempre il problema parte dalla schiena.

Nel nuovo blog sul sito parlo proprio di questo: di quando i sintomi sciatici, nel runner e nello sportivo, possono avere un'origine diversa da quella che molti immaginano. Per esempio nello spazio gluteo profondo, dove il nervo sciatico può irritarsi o essere compresso anche senza un'ernia lombare che spieghi davvero il quadro.

Nel blog trovi:
• Perché "sciatica" non è sempre la parola più precisa
• Quali segnali possono far pensare a un coinvolgimento del gluteo profondo
• Perché smettere di correre non è sempre la soluzione
• Cosa può aiutare nel percorso di recupero

Puoi leggerlo qui:
https://www.giacomomascadrifisioterapista.it/fisioterapia/sciatalgia-nel-runner-e-nello-sportivo-su-pista/

Dopo i 50, quanto movimento serve davvero? 🚶‍♀️🚶‍♂️Non esiste un numero magico valido per tutti. Il punto non è "fare sp...
17/04/2026

Dopo i 50, quanto movimento serve davvero? 🚶‍♀️🚶‍♂️

Non esiste un numero magico valido per tutti. Il punto non è "fare sport" per forza, ma mantenere nel tempo la capacità di fare le cose che contano nella vita di tutti i giorni.

Invecchiare in salute non vuol dire necessariamente non avere malattie. Vuol dire conservare il più possibile autonomia, movimento e partecipazione alla vita quotidiana.

Tradotto: riuscire ad alzarsi bene da una sedia, camminare, fare le scale, portare le borse, uscire di casa, gestire le proprie attività con sicurezza.

Con l'età alcune capacità possono ridursi gradualmente, ma tra persone della stessa età ci possono essere differenze molto grandi. Per questo la carta d'identità, da sola, dice poco.

La domanda utile allora è: sto facendo abbastanza per mantenere la mia autonomia?

Un dato è chiaro: muoversi aiuta a conservare la capacità fisica. Anche il lavoro di forza può contribuire a migliorare la massa muscolare e sostenere meglio la funzione fisica, anche nelle persone più fragili.

Quindi il movimento dopo i 50 è fondamentale per continuare a vivere bene la propria vita, con più libertà e più possibilità. 💪

Non è mai soltanto una questione di età. È una questione di funzione, autonomia e qualità della vita. E no: dopo i 50 non è troppo tardi per iniziare. Ha senso cominciare e ha senso farlo bene. 🙂



Beard JR, Officer A, Araujo de Carvalho I, Sadana R, Pot AM, Michel JP, et al. The World report on ageing and health: a policy framework for healthy ageing. Lancet. 2016;387(10033):2145-54. doi:10.1016/S0140-6736(15)00516-4

Sonno e dolore si influenzano a vicenda: se dormi peggio, spesso anche il dolore pesa di più. E quando il dolore va avan...
10/04/2026

Sonno e dolore si influenzano a vicenda: se dormi peggio, spesso anche il dolore pesa di più. E quando il dolore va avanti da tempo, anche il riposo può diventare più fragile.

Una revisione di 42 studi ha valutato diversi trattamenti senza farmaci per aiutare a dormire meglio nelle persone con dolore cronico. Tra questi, quello che ha mostrato i risultati più chiari è stato la CBT-I, un percorso psicologico pensato per l'insonnia. Dopo il trattamento, il sonno migliorava più che nei gruppi di confronto. Sul dolore, invece, l'effetto sembrava più limitato e meno duraturo.

Cosa ci dice questo, in pratica? 👇

Che se hai dolore persistente e dormi male, parlare anche di sonno ha senso.
Non basta stringere i denti o aspettare che passi da solo.
Serve capire che cosa sta mantenendo il problema e scegliere strategie adatte, con aspettative realistiche.

Un altro dato utile: le semplici indicazioni di igiene del sonno, da sole, in questa revisione non hanno mostrato prove solide di efficacia. Per molte altre strategie, invece, i dati erano ancora insufficienti per conclusioni chiare.

Se il dolore ti accompagna da mesi e il sonno si è rotto, non stai esagerando. È una parte del problema, e merita attenzione. 🌙



Whale K, Dennis J, Wylde V, Beswick A, Gooberman-Hill R. The effectiveness of non-pharmacological sleep interventions for people with chronic pain: a systematic review and meta-analysis. *BMC Musculoskelet Disord*. 2022;23:440. doi:10.1186/s12891-022-05318-5.

No, non intendo alzarti dal divano per prendere il telecomando. Intendo movimento consapevole, quello che fa la differen...
03/04/2026

No, non intendo alzarti dal divano per prendere il telecomando. Intendo movimento consapevole, quello che fa la differenza per muscoli, articolazioni e qualità della vita.

Ecco cosa dice la ricerca in modo chiaro: dopo i 50 anni perdiamo forza muscolare a una velocità di circa 12-14% ogni 10 anni. Se non facciamo nulla, questo processo si accelera. Però si può rallentare, e anche in modo significativo.

Le linee guida internazionali indicano un obiettivo concreto: 150 minuti a settimana di attività aerobica a intensità moderata, più 2 sessioni di rinforzo muscolare. Chi raggiunge questa soglia riduce il rischio di limitazione funzionale tra il 30 e il 50%.

150 minuti suonano tanto? Sono 30 minuti al giorno per 5 giorni. Una camminata a passo svelto, un po' di nuoto, la bicicletta. Qualcosa che ti faccia sentire che il cuore lavora, ma che ti permetta ancora di parlare.

Il problema vero non è la quantità, è che la maggior parte delle persone sopra i 50 non ci arriva neanche vicino. E quando il dolore o la rigidità si fanno sentire, il movimento diventa l'ultima cosa a cui si pensa, invece è spesso la prima risposta giusta.

Se non sai da dove partire, o se hai qualche acciacco che ti frena, sono a tua disposizione per valutare insieme il punto di partenza giusto per te.



Izquierdo M, Duque G, Morley JE. Physical activity guidelines for older people: knowledge gaps and future directions. Lancet Healthy Longev. 2021;2(6):e380-e383.

No, non è una malattia rara. È quello che succede ai tuoi muscoli quando invecchi e non li tieni in allenamento, e proba...
27/03/2026

No, non è una malattia rara. È quello che succede ai tuoi muscoli quando invecchi e non li tieni in allenamento, e probabilmente sta già succedendo, in modo silenzioso, da quando hai passato i 50.

La sarcopenia è la perdita progressiva di massa e forza muscolare legata all'età. Non è solo "sentirsi un po' più deboli". È il meccanismo che sta dietro a tante difficoltà quotidiane che spesso attribuiamo genericamente all'"età che avanza": la fatica a salire le scale, la sensazione di non avere più la stessa presa, l'equilibrio che non è quello di una volta. Colpisce tra il 10 e il 16% degli anziani a livello mondiale, ma inizia prima di quanto pensi. 📉

Però si può prevenire. Chi fa attività fisica a intensità moderata in modo regolare ha un rischio di sviluppare sarcopenia circa del 50% più basso rispetto a chi è sedentario. Quello che serve è muoversi con costanza e con la giusta intensità: camminata veloce, nuoto, esercizi di rinforzo muscolare almeno due volte a settimana.

Se hai più di 50 anni e ti chiedi se stai facendo abbastanza, o senti che qualcosa nel tuo corpo è cambiato negli ultimi anni, vale la pena capire da dove partire. 💪



Cruz-Jentoft AJ, Sayer AA. Sarcopenia. Lancet. 2019;393(10191):2636-2646.
Sánchez-Sánchez JL, He L, Morales JS, et al. Association of physical behaviours with sarcopenia in older adults: a systematic review and meta-analysis of observational studies. Lancet Healthy Longev 2024;5(2):e108-e119.

Dopo i 50 anni, quanto movimento serve davvero?E soprattutto: serve per cosa?Le linee guida 2020 dell’Organizzazione Mon...
20/03/2026

Dopo i 50 anni, quanto movimento serve davvero?

E soprattutto: serve per cosa?

Le linee guida 2020 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che per gli adulti sono raccomandati ogni settimana:

👉 150–300 minuti di attività aerobica a intensità moderata
oppure
👉 75–150 minuti di attività intensa
oppure una combinazione delle due

In più, è raccomandato inserire esercizi di rinforzo muscolare almeno 2 giorni a settimana.

Ma questi numeri non sono messi lì a caso.

Sono associati a:

• riduzione del rischio cardiovascolare
• minor rischio di sviluppare diabete tipo 2
• minor incidenza di alcuni tumori
• migliore salute mentale
• migliore qualità del sonno
• miglior controllo del peso

Dopo i 65 anni, c’è un’indicazione in più: inserire esercizi di equilibrio e forza almeno 3 giorni a settimana per ridurre il rischio di cadute.

Un aspetto spesso sottovalutato: non conta solo “fare sport”. Conta anche ridurre il tempo passato seduti. Sostituire parte del tempo sedentario con movimento, anche leggero, è associato a benefici per la salute.

In pratica?
Camminare a passo svelto 30–40 minuti al giorno, 5 giorni a settimana, è già dentro le raccomandazioni. Aggiungere esercizi di forza per gambe, braccia e tronco completa il quadro.

Non è un discorso estetico.
È un discorso di autonomia, prevenzione e qualità della vita.

Se oggi fai poco, si parte da lì. Si aumenta in modo graduale, rispettando il corpo e le eventuali condizioni cliniche.

Dopo i 50 non è tardi. È il momento giusto per investire sulla tua autonomia futura 💪

Se vuoi capire da dove partire in modo sicuro e personalizzato, ne parliamo in studio a Bergamo.



Bull FC, Al-Ansari SS, Biddle S, et al. World Health Organization 2020 guidelines on physical activity and sedentary behaviour. Br J Sports Med. 2020;54:1451–1462. doi:10.1136/bjsports-2020-102955

Quando si parla di prevenzione del mal di schiena, non tutte le soluzioni hanno lo stesso peso.Le evidenze disponibili i...
13/03/2026

Quando si parla di prevenzione del mal di schiena, non tutte le soluzioni hanno lo stesso peso.

Le evidenze disponibili indicano che l’esercizio fisico, soprattutto se accompagnato da una corretta informazione, è associato a una riduzione del rischio di andare incontro a nuovi episodi di mal di schiena.

Altre strategie molto diffuse, come:
– sola educazione teorica
– cinture lombari
– plantari
– interventi ergonomici generici

non mostrano lo stesso effetto preventivo.

Questo non significa che siano “sbagliate” in assoluto, ma che da sole non sembrano sufficienti per prevenire il problema.

Il punto centrale resta il movimento, purché sia adeguato alla persona e mantenuto nel tempo.
Non soluzioni rapide o strumenti passivi, ma un lavoro attivo e sostenibile.

La prevenzione passa da qui.



Steffens D, Maher CG, Pereira LSM, Stevens ML, Oliveira VC, Chapple M, et al. Prevention of low back pain: a systematic review and meta-analysis. JAMA Intern Med. 2016;176(2):199–208. doi:10.1001/jamainternmed.2015.7431.

Il mal di schiena è molto comune, soprattutto con l’età.Proprio perché riguarda tantissime persone, nel tempo si sono di...
06/03/2026

Il mal di schiena è molto comune, soprattutto con l’età.
Proprio perché riguarda tantissime persone, nel tempo si sono diffuse molte convinzioni imprecise: che significhi “usura”, che serva fermarsi del tutto, che senza esami non si possa capire cosa fare.

Oggi sappiamo che, nella maggior parte dei casi:
• Il mal di schiena non è legato a un danno grave
• Il riposo prolungato rallenta il recupero
• Muoversi, con gradualità, aiuta più che restare a riposo
• Esami come radiografie o risonanze servono solo in situazioni specifiche

Farmaci e procedure invasive hanno un ruolo limitato e vanno usati con attenzione.
L’approccio più solido resta quello basato su informazioni corrette, attività fisica ed esercizio adattato alla persona 🚶‍♂️

Muoversi non significa forzare, significa riprendere fiducia nel corpo, un passo alla volta 🙂



Foster NE, Anema JR, Cherkin D, Chou R, Cohen SP, Gross DP, et al. Prevention and treatment of low back pain: evidence, challenges, and promising directions. Lancet. 2018;391(10137):2368–2383. doi:10.1016/S0140-6736(18)30489-6.

Quando si ha dolore, l’istinto è quello di evitare il movimento. Ma è proprio l’opposto di ciò che serve.Con l’artrosi d...
27/02/2026

Quando si ha dolore, l’istinto è quello di evitare il movimento. Ma è proprio l’opposto di ciò che serve.

Con l’artrosi di ginocchio il dolore non è l’unico problema. Spesso compaiono rigidità, fatica nel camminare, insicurezza nei movimenti quotidiani.

Negli ultimi anni sono stati confrontati diversi tipi di esercizio in migliaia di persone con artrosi di ginocchio, osservandone gli effetti nel tempo.

Le attività aerobiche come camminare, andare in bicicletta o nuotare sono quelle che più spesso aiutano a ridurre il dolore, migliorare il movimento, camminare meglio e mantenere una buona autonomia 🚶‍♂️

Gli esercizi di rinforzo e i programmi che combinano più tipi di movimento aiutano soprattutto a recuperare funzione e continuità nel medio periodo.
Gli esercizi di equilibrio e controllo del movimento possono migliorare la qualità della camminata, soprattutto nelle fasi iniziali.

Un punto importante: muoversi in modo adeguato risulta sicuro. L’esercizio, se ben dosato, non “rovina” il ginocchio e non accelera l’artrosi.

Non esiste un esercizio valido per tutti. Esiste un percorso costruito sulla persona, sul momento e sugli obiettivi.

La fisioterapia serve proprio a questo: partire da ciò che è possibile oggi e costruire, passo dopo passo, una capacità di movimento più solida e affidabile 😊



Yan L, Li D, Xing D, Fan Z, Du G, Jiu J, et al. Comparative efficacy and safety of exercise modalities in knee osteoarthritis: systematic review and network meta-analysis. BMJ. 2025;391:e085242. doi:10.1136/bmj-2025-085242.

Invecchiare in salute non vuol dire “non avere malattie”.Vuol dire poter continuare a fare le cose che per te contano da...
20/02/2026

Invecchiare in salute non vuol dire “non avere malattie”.
Vuol dire poter continuare a fare le cose che per te contano davvero.

Secondo l’World Health Organization, l’healthy ageing è il processo di sviluppo e mantenimento della capacità funzionale che permette benessere nella vita adulta e anziana.
La capacità funzionale riguarda ciò che ti consente di essere e di fare ciò che ha valore per te: muoverti, prenderti cura di te, decidere, mantenere relazioni, partecipare alla vita sociale.

Questa capacità nasce dall’incontro tra tre elementi:

*le tue risorse fisiche e mentali, come camminare, vedere, pensare, ricordare
*l’ambiente in cui vivi, dalla casa al quartiere, fino ai servizi sanitari e sociali
*il modo in cui questi due aspetti interagiscono tra loro

Un punto importante: non esiste “l’anziano tipo”.
Ci sono persone di 80 anni con capacità simili a quelle di un trentenne e altre che hanno bisogno di supporto per le attività quotidiane. La salute non segue un modello unico e non è una gara.

Anche la storia personale conta. Gran parte delle differenze che vediamo in età avanzata dipendono dalle opportunità e dalle difficoltà accumulate nel corso della vita: lavoro, relazioni, istruzione, accesso alle cure.

Nel mio lavoro di fisioterapista a Bergamo, l’obiettivo è proprio questo: aiutare le persone a mantenere o migliorare la loro capacità funzionale, nel rispetto della loro storia, delle condizioni di salute e dell’ambiente in cui vivono. Senza promesse irrealistiche, ma con strumenti concreti e adattati alla persona.

Invecchiare è inevitabile. Perdere autonomia non lo è sempre. E su questo, insieme, si può lavorare 💪



World Health Organization. Healthy ageing and functional ability. Questions and answers, 26 October 2020.

Se hai già avuto mal di schiena, sai quanto possa tornare a farsi sentire nei momenti meno opportuni. I numeri ci dicono...
13/02/2026

Se hai già avuto mal di schiena, sai quanto possa tornare a farsi sentire nei momenti meno opportuni. I numeri ci dicono che quasi 7 persone su 10 che si riprendono da un episodio acuto, ne avranno un altro entro l’anno.

Uno studio pubblicato su The Lancet ha dimostrato che un programma di camminata individualizzata, affiancato da educazione e coaching fisioterapico, può davvero ridurre il rischio di ricadute. Parliamo di:
✔️ meno dolore
✔️ meno limitazioni nelle attività quotidiane
✔️ meno ricorso a trattamenti futuri

Ti sembra troppo semplice per funzionare? È proprio il bello: camminare è accessibile, sicuro e sostenibile anche sul lungo periodo. E se fatto con criterio, aiuta a prevenire il dolore, non solo a gestirlo.

📅 Se hai avuto mal di schiena di recente e vuoi evitare che ritorni, possiamo ragionare su un percorso su misura per te.



Pocovi NC, Lin C-WC, French SD, et al. Effectiveness and cost-effectiveness of an individualised, progressive walking and education intervention for the prevention of low back pain recurrence in Australia (WalkBack): a randomised controlled trial. Lancet. 2024;404:134–44. doi:10.1016/S0140-6736(24)00755-4

💥 Il dolore cronico è più comune di quanto pensi.Secondo un ampio studio americano pubblicato su The Lancet, ogni anno 8...
06/02/2026

💥 Il dolore cronico è più comune di quanto pensi.

Secondo un ampio studio americano pubblicato su The Lancet, ogni anno 85 adulti su 1000 sviluppano dolore cronico. Lo stesso numero di persone che scopre di avere il colesterolo alto.

📈 È la condizione cronica più frequente tra quelle monitorate, più di:

*artrite (68/1000)
*ipertensione (63/1000)
*ansia (52/1000)
*diabete o cardiopatie (meno di 15/1000)

👵👴 Col passare degli anni, il rischio aumenta. Ma non riguarda solo l'età: fumare, essere sedentari, trascurare piccoli dolori iniziali può avere un impatto.

📌 Non tutti i dolori sono “normali” o “dell’età”. Quando durano da mesi, vanno presi sul serio. Con un piano fisioterapico mirato si può ridurre il dolore, migliorare la funzione e riprendere il controllo sul proprio corpo.

💬 Non aspettare che diventi insopportabile. Il dolore cronico si può affrontare. Anche dopo i 60.



Nahin RL et al. Incidence rates of twelve chronic diseases/conditions in US adults: findings from a population-based study. Lancet Reg Health Am. 2026;54:101342. doi:10.1016/j.lana.2025.101342

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Bergamo
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