Dott. Giacomo Mascadri Fisioterapista

Dott. Giacomo Mascadri Fisioterapista Sono il dott. Giacomo Mascadri, fisioterapista con molte passioni e un’incredibile voglia di imparare.

Il mio obiettivo è quello di creare un'autentica relazione d’aiuto, in un clima di fiducia reciproca, collaborazione e comprensione.

Il mal di schiena è molto comune, soprattutto con l’età.Proprio perché riguarda tantissime persone, nel tempo si sono di...
06/03/2026

Il mal di schiena è molto comune, soprattutto con l’età.
Proprio perché riguarda tantissime persone, nel tempo si sono diffuse molte convinzioni imprecise: che significhi “usura”, che serva fermarsi del tutto, che senza esami non si possa capire cosa fare.

Oggi sappiamo che, nella maggior parte dei casi:
• Il mal di schiena non è legato a un danno grave
• Il riposo prolungato rallenta il recupero
• Muoversi, con gradualità, aiuta più che restare a riposo
• Esami come radiografie o risonanze servono solo in situazioni specifiche

Farmaci e procedure invasive hanno un ruolo limitato e vanno usati con attenzione.
L’approccio più solido resta quello basato su informazioni corrette, attività fisica ed esercizio adattato alla persona 🚶‍♂️

Muoversi non significa forzare, significa riprendere fiducia nel corpo, un passo alla volta 🙂



Foster NE, Anema JR, Cherkin D, Chou R, Cohen SP, Gross DP, et al. Prevention and treatment of low back pain: evidence, challenges, and promising directions. Lancet. 2018;391(10137):2368–2383. doi:10.1016/S0140-6736(18)30489-6.

Quando si ha dolore, l’istinto è quello di evitare il movimento. Ma è proprio l’opposto di ciò che serve.Con l’artrosi d...
27/02/2026

Quando si ha dolore, l’istinto è quello di evitare il movimento. Ma è proprio l’opposto di ciò che serve.

Con l’artrosi di ginocchio il dolore non è l’unico problema. Spesso compaiono rigidità, fatica nel camminare, insicurezza nei movimenti quotidiani.

Negli ultimi anni sono stati confrontati diversi tipi di esercizio in migliaia di persone con artrosi di ginocchio, osservandone gli effetti nel tempo.

Le attività aerobiche come camminare, andare in bicicletta o nuotare sono quelle che più spesso aiutano a ridurre il dolore, migliorare il movimento, camminare meglio e mantenere una buona autonomia 🚶‍♂️

Gli esercizi di rinforzo e i programmi che combinano più tipi di movimento aiutano soprattutto a recuperare funzione e continuità nel medio periodo.
Gli esercizi di equilibrio e controllo del movimento possono migliorare la qualità della camminata, soprattutto nelle fasi iniziali.

Un punto importante: muoversi in modo adeguato risulta sicuro. L’esercizio, se ben dosato, non “rovina” il ginocchio e non accelera l’artrosi.

Non esiste un esercizio valido per tutti. Esiste un percorso costruito sulla persona, sul momento e sugli obiettivi.

La fisioterapia serve proprio a questo: partire da ciò che è possibile oggi e costruire, passo dopo passo, una capacità di movimento più solida e affidabile 😊



Yan L, Li D, Xing D, Fan Z, Du G, Jiu J, et al. Comparative efficacy and safety of exercise modalities in knee osteoarthritis: systematic review and network meta-analysis. BMJ. 2025;391:e085242. doi:10.1136/bmj-2025-085242.

Invecchiare in salute non vuol dire “non avere malattie”.Vuol dire poter continuare a fare le cose che per te contano da...
20/02/2026

Invecchiare in salute non vuol dire “non avere malattie”.
Vuol dire poter continuare a fare le cose che per te contano davvero.

Secondo l’World Health Organization, l’healthy ageing è il processo di sviluppo e mantenimento della capacità funzionale che permette benessere nella vita adulta e anziana.
La capacità funzionale riguarda ciò che ti consente di essere e di fare ciò che ha valore per te: muoverti, prenderti cura di te, decidere, mantenere relazioni, partecipare alla vita sociale.

Questa capacità nasce dall’incontro tra tre elementi:

*le tue risorse fisiche e mentali, come camminare, vedere, pensare, ricordare
*l’ambiente in cui vivi, dalla casa al quartiere, fino ai servizi sanitari e sociali
*il modo in cui questi due aspetti interagiscono tra loro

Un punto importante: non esiste “l’anziano tipo”.
Ci sono persone di 80 anni con capacità simili a quelle di un trentenne e altre che hanno bisogno di supporto per le attività quotidiane. La salute non segue un modello unico e non è una gara.

Anche la storia personale conta. Gran parte delle differenze che vediamo in età avanzata dipendono dalle opportunità e dalle difficoltà accumulate nel corso della vita: lavoro, relazioni, istruzione, accesso alle cure.

Nel mio lavoro di fisioterapista a Bergamo, l’obiettivo è proprio questo: aiutare le persone a mantenere o migliorare la loro capacità funzionale, nel rispetto della loro storia, delle condizioni di salute e dell’ambiente in cui vivono. Senza promesse irrealistiche, ma con strumenti concreti e adattati alla persona.

Invecchiare è inevitabile. Perdere autonomia non lo è sempre. E su questo, insieme, si può lavorare 💪



World Health Organization. Healthy ageing and functional ability. Questions and answers, 26 October 2020.

Se hai già avuto mal di schiena, sai quanto possa tornare a farsi sentire nei momenti meno opportuni. I numeri ci dicono...
13/02/2026

Se hai già avuto mal di schiena, sai quanto possa tornare a farsi sentire nei momenti meno opportuni. I numeri ci dicono che quasi 7 persone su 10 che si riprendono da un episodio acuto, ne avranno un altro entro l’anno.

Uno studio pubblicato su The Lancet ha dimostrato che un programma di camminata individualizzata, affiancato da educazione e coaching fisioterapico, può davvero ridurre il rischio di ricadute. Parliamo di:
✔️ meno dolore
✔️ meno limitazioni nelle attività quotidiane
✔️ meno ricorso a trattamenti futuri

Ti sembra troppo semplice per funzionare? È proprio il bello: camminare è accessibile, sicuro e sostenibile anche sul lungo periodo. E se fatto con criterio, aiuta a prevenire il dolore, non solo a gestirlo.

📅 Se hai avuto mal di schiena di recente e vuoi evitare che ritorni, possiamo ragionare su un percorso su misura per te.



Pocovi NC, Lin C-WC, French SD, et al. Effectiveness and cost-effectiveness of an individualised, progressive walking and education intervention for the prevention of low back pain recurrence in Australia (WalkBack): a randomised controlled trial. Lancet. 2024;404:134–44. doi:10.1016/S0140-6736(24)00755-4

💥 Il dolore cronico è più comune di quanto pensi.Secondo un ampio studio americano pubblicato su The Lancet, ogni anno 8...
06/02/2026

💥 Il dolore cronico è più comune di quanto pensi.

Secondo un ampio studio americano pubblicato su The Lancet, ogni anno 85 adulti su 1000 sviluppano dolore cronico. Lo stesso numero di persone che scopre di avere il colesterolo alto.

📈 È la condizione cronica più frequente tra quelle monitorate, più di:

*artrite (68/1000)
*ipertensione (63/1000)
*ansia (52/1000)
*diabete o cardiopatie (meno di 15/1000)

👵👴 Col passare degli anni, il rischio aumenta. Ma non riguarda solo l'età: fumare, essere sedentari, trascurare piccoli dolori iniziali può avere un impatto.

📌 Non tutti i dolori sono “normali” o “dell’età”. Quando durano da mesi, vanno presi sul serio. Con un piano fisioterapico mirato si può ridurre il dolore, migliorare la funzione e riprendere il controllo sul proprio corpo.

💬 Non aspettare che diventi insopportabile. Il dolore cronico si può affrontare. Anche dopo i 60.



Nahin RL et al. Incidence rates of twelve chronic diseases/conditions in US adults: findings from a population-based study. Lancet Reg Health Am. 2026;54:101342. doi:10.1016/j.lana.2025.101342

Uno studio su 12.201 uomini tra 65 e 83 anni, seguiti per 10-13 anni, ha confrontato chi faceva almeno 150 minuti a sett...
30/01/2026

Uno studio su 12.201 uomini tra 65 e 83 anni, seguiti per 10-13 anni, ha confrontato chi faceva almeno 150 minuti a settimana di attività "vigorosa" (quella che ti fa respirare più forte,) con chi ne faceva meno. Risultati principali:

• rischio di morte più basso nel periodo di follow-up (HR 0,74)
• maggiore probabilità di arrivare al follow-up in "buona salute" (umore ok, memoria/cognizione ok, autonomia nelle attività quotidiane) (RR 1,35)
• il vantaggio più alto era in chi restava attivo sia all'inizio sia dopo anni (RR 1,59)

Cosa intendevano per "vigoroso" nello studio? Esempi: camminata veloce, jogging, aerobica, nuoto sostenuto, bici sostenuta, tennis, squash. L'idea è che ti accorgi che il respiro accelera.

Se vuoi usare questo spunto nella vita vera, il punnto è trovare un'intensità sostenibile e sicura per te. Se hai dubbi o problemi cardiaci, respiratori o sintomi strani durante lo sforzo, prima parlane col medico.

Se ti va, in studio possiamo impostare un piano di movimento adatto al tuo livello, con progressioni semplici e misurabili, senza forzature.



Almeida OP, Khan KM, Hankey GJ, Yeap BB, Golledge J, Flicker L. 150 minutes of vigorous physical activity per week predicts survival and successful ageing: a population-based 11-year longitudinal study of 12 201 older Australian men. Br J Sports Med 2014;48:220-225. doi:10.1136/bjsports-2013-092814

Dopo un colpo di frusta, è comune chiedersi che cosa aiuti davvero a recuperare nelle prime settimane.Gli esperti che si...
23/01/2026

Dopo un colpo di frusta, è comune chiedersi che cosa aiuti davvero a recuperare nelle prime settimane.
Gli esperti che si occupano di questa condizione concordano su alcuni elementi chiave che possono guidare il percorso fisioterapico.

I punti con maggiore accordo sono:
• Riprendere i movimenti e le attività abituali il prima possibile, rispettando i sintomi.
• Gestire il dolore senza puntare sull’immobilità.
• Affrontare paura e ansia legate al dolore, perché possono rallentare i progressi.
• Favorire l’autogestione, attraverso informazioni chiare, rassicurazione e strategie pratiche.
• Lavorare sulla mobilità e sulla stabilità del collo con esercizi attivi progressivi.

Molti trattamenti passivi non hanno ricevuto lo stesso livello di consenso, mentre l’approccio che integra educazione, esercizio e supporto graduale risulta centrale nelle fasi iniziali.

Il messaggio è semplice: dopo un colpo di frusta, un percorso attivo, personalizzato e informato può aiutare a tornare alle proprie attività in modo più sicuro e consapevole.



Reference: Wiangkham T et al. Development of an active behavioural physiotherapy intervention (ABPI) for acute whiplash-associated disorder (WAD) II management: a modified Delphi study. BMJ Open. 2016;6:e011764.

“Ma come capisco se l’esercizio mi sta facendo bene?”Non sempre ci si sente subito più forti o più leggeri. Eppure, anch...
16/01/2026

“Ma come capisco se l’esercizio mi sta facendo bene?”

Non sempre ci si sente subito più forti o più leggeri. Eppure, anche senza risultati visibili, il corpo cambia.

Una revisione pubblicata su BMJ Open ha studiato come il nostro organismo si adatta all’allenamento. Ecco cosa ha scoperto.

I benefici non arrivano subito.
Perché il cuore e i polmoni migliorino la loro efficienza servono almeno 12 settimane di esercizio costante.
Chi interrompe prima, spesso non dà tempo al corpo di reagire.

Camminare a passo sostenuto o fare ginnastica aerobica può migliorare la resistenza, ma serve pazienza.

Anche l’allenamento di forza (esercizi contro resistenza) è utile: non fa miracoli sul fiato, ma aiuta a muoversi meglio, con meno fatica.

Un segnale concreto?
La frequenza cardiaca a riposo (cioè il numero di battiti al minuto quando siamo fermi) tende a diminuire dopo qualche mese di allenamento.
E si può misurare facilmente, anche a casa.

📌 Morale: se ti alleni ma “non vedi risultati”, non significa che non stia funzionando. Spesso il corpo risponde, solo che ha i suoi tempi.



Ardavani A et al. Indicators of response to exercise training: a systematic review and meta-analysis. BMJ Open. 2021;11:e044676. doi:10.1136/bmjopen-2020-044676

Molte persone si allenano quasi solo nel weekend. Ma a livello di salute, funziona lo stesso? 🤔Una ricerca pubblicata su...
09/01/2026

Molte persone si allenano quasi solo nel weekend. Ma a livello di salute, funziona lo stesso? 🤔

Una ricerca pubblicata su JAMA Internal Medicine ha seguito quasi 351.000 adulti per più di 10 anni, confrontando chi:
• non faceva attività fisica
• faceva almeno 150 minuti a settimana distribuiti su 3 o più giorni
• faceva gli stessi minuti, ma concentrati in 1–2 sedute, i cosiddetti “weekend warriors”

Risultato: a parità di minuti totali di attività moderata-vigorosa, chi si muoveva solo 1–2 volte a settimana non aveva un rischio di morte più alto rispetto a chi si allenava più spesso nella settimana. In entrambi i casi, il rischio era più basso rispetto a chi restava sedentario.

Cosa significa in pratica per te che ti alleni “quando riesci”?
Che non sei “spacciato” se il tuo lavoro ti permette di muoverti solo nel weekend. Se arrivi ai famosi 150 minuti a settimana con 1–2 sedute ben strutturate, il tuo corpo ne ricava benefici importanti.

Questo però non vuol dire improvvisare: carichi troppo intensi, zero progressione e nessun lavoro di base durante la settimana aumentano il rischio di sovraccarichi e infortuni, soprattutto se il resto del tempo lo passi seduto. Qui entra in gioco la fisioterapia: programmare i carichi, scegliere il tipo di attività e costruire una progressione adatta alla tua storia clinica può fare la differenza.

Il messaggio è semplice: se puoi muoverti più spesso, meglio. Se per ora riesci “solo” nel weekend, quei minuti contano comunque molto per la tua salute. E puoi sempre lavorare per organizzare meglio allenamenti e recupero, un passo alla volta.

Se hai dubbi su come strutturare l’attività fisica in modo sicuro e sostenibile per il tuo corpo, possiamo parlarne.



dos Santos M, Ferrari G, Lee DH, et al. Association of the “weekend warrior” and other leisure-time physical activity patterns with all-cause and cause-specific mortality: a nationwide cohort study. JAMA Internal Med. 2022;182(8):840-848. doi:10.1001/jamainternmed.2022.2488.

Una grande revisione di studi su oltre 18.000 runner ha permesso di notare che gli infortuni da corsa non sono “sfortuna...
02/01/2026

Una grande revisione di studi su oltre 18.000 runner ha permesso di notare che gli infortuni da corsa non sono “sfortuna”, ma il risultato di tanti fattori che si sommano.

Tra i corridori amatoriali, sono fattori che aumentano il rischio di infortunio:

aver avuto infortuni muscolo-scheletrici in passato, anche non legati alla corsa
iniziare a correre senza esperienza, passando troppo in fretta da zero a “10 km”
età un po’ più alta e BMI più elevato
volumi di corsa molto bassi durante la settimana e poi “botta unica” nel weekend

Nei runner che macinano tanti chilometri, il fattore più forte resta sempre lo stesso: avere già avuto un infortunio da corsa in precedenza.

Questo non significa che “non puoi correre”. Significa che il tuo corpo ti sta chiedendo:
“Mi stai dando il tempo di adattarmi?”

Lavorare su progressione graduale dei carichi, forza, tecnica e recupero può ridurre il rischio e permetterti di continuare a correre con più continuità e meno stop.

Se ti fai male spesso quando corri o senti che “qualcosa non torna”, possiamo parlarne per rimettere in linea allenamento, recupero e obiettivi.



van Poppel D, van der Worp M, Slabbekoorn A, van den Heuvel SSP, van Middelkoop M, Koes BW, et al. Risk factors for overuse injuries in short- and long-distance running: A systematic review. J Sport Health Sci. 2021;10(1):14-28. doi:10.1016/j.jshs.2020.06.006.

A volte quello che serve davvero è una pausa che assomigli a una pausa.Qualche giorno per rallentare, respirare meglio, ...
23/12/2025

A volte quello che serve davvero è una pausa che assomigli a una pausa.
Qualche giorno per rallentare, respirare meglio, stare con chi ci fa stare bene 🎄

Ti auguro feste tranquille e leggere, con il tempo per recuperare energie e iniziare l’anno con un ritmo che senti tuo.

Buone feste ✨

La spalla ti fa male… proprio nel weekend? 🤔Se durante la settimana ti muovi poco e concentri tutto lo sport in due gior...
19/12/2025

La spalla ti fa male… proprio nel weekend? 🤔

Se durante la settimana ti muovi poco e concentri tutto lo sport in due giorni, la spalla può iniziare a farsi sentire.
Succede spesso a chi alterna pc e riunioni dal lunedì al venerdì e poi si lancia in tennis, padel, nuoto, crossfit, arrampicata o pallavolo appena ha un’ora libera.

La spalla è molto mobile, quindi richiede forza e controllo. Se arriva un picco di carico dopo giorni di immobilità o movimenti ripetitivi da scrivania, i tendini possono irritarsi.
I sintomi più comuni? Dolore davanti o lateralmente, fastidio quando sollevi il braccio, debolezza nei movimenti sopra testa.

La letteratura suggerisce che sono proprio i picchi improvvisi di carico a creare più problemi rispetto a un carico distribuito meglio nella settimana. E la buona notizia è che molti quadri migliorano con strategie semplici, movimento costante e progressione dei carichi.

Nel blog trovi una spiegazione completa:
• perché la vita sedentaria non “rovina” la spalla
• cosa succede nei tessuti quando compare dolore
• quando ha senso farsi valutare
• cosa dicono gli studi più solidi su esercizi e recupero
• come evitare di “pagare il conto” ogni weekend

Se ti capita spesso, la lettura ti può chiarire molte cose 💡

👉 Leggi l’articolo completo qui:https://www.giacomomascadrifisioterapista.it/fisioterapia/dolore-alla-spalla-negli-sportivi-del-weekend/]

Indirizzo

Via Alessandro Furietti 10, Bergamo BG
Bergamo
24126

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