Dott. Giacomo Mascadri Fisioterapista

Dott. Giacomo Mascadri Fisioterapista Sono il dott. Giacomo Mascadri, fisioterapista con molte passioni e un’incredibile voglia di imparare.

Il mio obiettivo è quello di creare un'autentica relazione d’aiuto, in un clima di fiducia reciproca, collaborazione e comprensione.

Dopo un colpo di frusta, è comune chiedersi che cosa aiuti davvero a recuperare nelle prime settimane.Gli esperti che si...
23/01/2026

Dopo un colpo di frusta, è comune chiedersi che cosa aiuti davvero a recuperare nelle prime settimane.
Gli esperti che si occupano di questa condizione concordano su alcuni elementi chiave che possono guidare il percorso fisioterapico.

I punti con maggiore accordo sono:
• Riprendere i movimenti e le attività abituali il prima possibile, rispettando i sintomi.
• Gestire il dolore senza puntare sull’immobilità.
• Affrontare paura e ansia legate al dolore, perché possono rallentare i progressi.
• Favorire l’autogestione, attraverso informazioni chiare, rassicurazione e strategie pratiche.
• Lavorare sulla mobilità e sulla stabilità del collo con esercizi attivi progressivi.

Molti trattamenti passivi non hanno ricevuto lo stesso livello di consenso, mentre l’approccio che integra educazione, esercizio e supporto graduale risulta centrale nelle fasi iniziali.

Il messaggio è semplice: dopo un colpo di frusta, un percorso attivo, personalizzato e informato può aiutare a tornare alle proprie attività in modo più sicuro e consapevole.



Reference: Wiangkham T et al. Development of an active behavioural physiotherapy intervention (ABPI) for acute whiplash-associated disorder (WAD) II management: a modified Delphi study. BMJ Open. 2016;6:e011764.

“Ma come capisco se l’esercizio mi sta facendo bene?”Non sempre ci si sente subito più forti o più leggeri. Eppure, anch...
16/01/2026

“Ma come capisco se l’esercizio mi sta facendo bene?”

Non sempre ci si sente subito più forti o più leggeri. Eppure, anche senza risultati visibili, il corpo cambia.

Una revisione pubblicata su BMJ Open ha studiato come il nostro organismo si adatta all’allenamento. Ecco cosa ha scoperto.

I benefici non arrivano subito.
Perché il cuore e i polmoni migliorino la loro efficienza servono almeno 12 settimane di esercizio costante.
Chi interrompe prima, spesso non dà tempo al corpo di reagire.

Camminare a passo sostenuto o fare ginnastica aerobica può migliorare la resistenza, ma serve pazienza.

Anche l’allenamento di forza (esercizi contro resistenza) è utile: non fa miracoli sul fiato, ma aiuta a muoversi meglio, con meno fatica.

Un segnale concreto?
La frequenza cardiaca a riposo (cioè il numero di battiti al minuto quando siamo fermi) tende a diminuire dopo qualche mese di allenamento.
E si può misurare facilmente, anche a casa.

📌 Morale: se ti alleni ma “non vedi risultati”, non significa che non stia funzionando. Spesso il corpo risponde, solo che ha i suoi tempi.



Ardavani A et al. Indicators of response to exercise training: a systematic review and meta-analysis. BMJ Open. 2021;11:e044676. doi:10.1136/bmjopen-2020-044676

Molte persone si allenano quasi solo nel weekend. Ma a livello di salute, funziona lo stesso? 🤔Una ricerca pubblicata su...
09/01/2026

Molte persone si allenano quasi solo nel weekend. Ma a livello di salute, funziona lo stesso? 🤔

Una ricerca pubblicata su JAMA Internal Medicine ha seguito quasi 351.000 adulti per più di 10 anni, confrontando chi:
• non faceva attività fisica
• faceva almeno 150 minuti a settimana distribuiti su 3 o più giorni
• faceva gli stessi minuti, ma concentrati in 1–2 sedute, i cosiddetti “weekend warriors”

Risultato: a parità di minuti totali di attività moderata-vigorosa, chi si muoveva solo 1–2 volte a settimana non aveva un rischio di morte più alto rispetto a chi si allenava più spesso nella settimana. In entrambi i casi, il rischio era più basso rispetto a chi restava sedentario.

Cosa significa in pratica per te che ti alleni “quando riesci”?
Che non sei “spacciato” se il tuo lavoro ti permette di muoverti solo nel weekend. Se arrivi ai famosi 150 minuti a settimana con 1–2 sedute ben strutturate, il tuo corpo ne ricava benefici importanti.

Questo però non vuol dire improvvisare: carichi troppo intensi, zero progressione e nessun lavoro di base durante la settimana aumentano il rischio di sovraccarichi e infortuni, soprattutto se il resto del tempo lo passi seduto. Qui entra in gioco la fisioterapia: programmare i carichi, scegliere il tipo di attività e costruire una progressione adatta alla tua storia clinica può fare la differenza.

Il messaggio è semplice: se puoi muoverti più spesso, meglio. Se per ora riesci “solo” nel weekend, quei minuti contano comunque molto per la tua salute. E puoi sempre lavorare per organizzare meglio allenamenti e recupero, un passo alla volta.

Se hai dubbi su come strutturare l’attività fisica in modo sicuro e sostenibile per il tuo corpo, possiamo parlarne.



dos Santos M, Ferrari G, Lee DH, et al. Association of the “weekend warrior” and other leisure-time physical activity patterns with all-cause and cause-specific mortality: a nationwide cohort study. JAMA Internal Med. 2022;182(8):840-848. doi:10.1001/jamainternmed.2022.2488.

Una grande revisione di studi su oltre 18.000 runner ha permesso di notare che gli infortuni da corsa non sono “sfortuna...
02/01/2026

Una grande revisione di studi su oltre 18.000 runner ha permesso di notare che gli infortuni da corsa non sono “sfortuna”, ma il risultato di tanti fattori che si sommano.

Tra i corridori amatoriali, sono fattori che aumentano il rischio di infortunio:

aver avuto infortuni muscolo-scheletrici in passato, anche non legati alla corsa
iniziare a correre senza esperienza, passando troppo in fretta da zero a “10 km”
età un po’ più alta e BMI più elevato
volumi di corsa molto bassi durante la settimana e poi “botta unica” nel weekend

Nei runner che macinano tanti chilometri, il fattore più forte resta sempre lo stesso: avere già avuto un infortunio da corsa in precedenza.

Questo non significa che “non puoi correre”. Significa che il tuo corpo ti sta chiedendo:
“Mi stai dando il tempo di adattarmi?”

Lavorare su progressione graduale dei carichi, forza, tecnica e recupero può ridurre il rischio e permetterti di continuare a correre con più continuità e meno stop.

Se ti fai male spesso quando corri o senti che “qualcosa non torna”, possiamo parlarne per rimettere in linea allenamento, recupero e obiettivi.



van Poppel D, van der Worp M, Slabbekoorn A, van den Heuvel SSP, van Middelkoop M, Koes BW, et al. Risk factors for overuse injuries in short- and long-distance running: A systematic review. J Sport Health Sci. 2021;10(1):14-28. doi:10.1016/j.jshs.2020.06.006.

A volte quello che serve davvero è una pausa che assomigli a una pausa.Qualche giorno per rallentare, respirare meglio, ...
23/12/2025

A volte quello che serve davvero è una pausa che assomigli a una pausa.
Qualche giorno per rallentare, respirare meglio, stare con chi ci fa stare bene 🎄

Ti auguro feste tranquille e leggere, con il tempo per recuperare energie e iniziare l’anno con un ritmo che senti tuo.

Buone feste ✨

La spalla ti fa male… proprio nel weekend? 🤔Se durante la settimana ti muovi poco e concentri tutto lo sport in due gior...
19/12/2025

La spalla ti fa male… proprio nel weekend? 🤔

Se durante la settimana ti muovi poco e concentri tutto lo sport in due giorni, la spalla può iniziare a farsi sentire.
Succede spesso a chi alterna pc e riunioni dal lunedì al venerdì e poi si lancia in tennis, padel, nuoto, crossfit, arrampicata o pallavolo appena ha un’ora libera.

La spalla è molto mobile, quindi richiede forza e controllo. Se arriva un picco di carico dopo giorni di immobilità o movimenti ripetitivi da scrivania, i tendini possono irritarsi.
I sintomi più comuni? Dolore davanti o lateralmente, fastidio quando sollevi il braccio, debolezza nei movimenti sopra testa.

La letteratura suggerisce che sono proprio i picchi improvvisi di carico a creare più problemi rispetto a un carico distribuito meglio nella settimana. E la buona notizia è che molti quadri migliorano con strategie semplici, movimento costante e progressione dei carichi.

Nel blog trovi una spiegazione completa:
• perché la vita sedentaria non “rovina” la spalla
• cosa succede nei tessuti quando compare dolore
• quando ha senso farsi valutare
• cosa dicono gli studi più solidi su esercizi e recupero
• come evitare di “pagare il conto” ogni weekend

Se ti capita spesso, la lettura ti può chiarire molte cose 💡

👉 Leggi l’articolo completo qui:https://www.giacomomascadrifisioterapista.it/fisioterapia/dolore-alla-spalla-negli-sportivi-del-weekend/]

Il mal di schiena è fin troppo comune, e a volte fa sentire come se fossimo gli unici a viverlo. In realtà succede il co...
12/12/2025

Il mal di schiena è fin troppo comune, e a volte fa sentire come se fossimo gli unici a viverlo. In realtà succede il contrario: secondo le ultime analisi globali, nel 2020 ne soffrivano circa 619 milioni di persone. Una cifra enorme, che potrebbe salire oltre 800 milioni entro il 2050.

Perché succede così spesso?
Il motivo non è uno solo, ma alcuni fattori pesano più degli altri: lavori fisicamente impegnativi, il fumo e un BMI elevato. Tre elementi che, messi insieme, spiegano quasi il 40% del carico globale di disabilità legato al mal di schiena.

Molti di questi fattori sono modificabili. Significa che possiamo intervenire, un passo alla volta, con movimento, scelte quotidiane più consapevoli e un approccio attivo alla cura. Non serve rivoluzionare la vita: serve iniziare da qualcosa di sostenibile. 💪🙂

Il mal di schiena è complesso, ma non sei solo e non sei bloccato: c’è sempre margine di miglioramento, e ogni piccolo cambiamento ha un impatto reale.



Global Burden of Disease Study 2021

Una revisione ha analizzato più di 1 milione di ragazzi in 70 paesi. Il dato centrale è semplice e importante: circa 1 a...
05/12/2025

Una revisione ha analizzato più di 1 milione di ragazzi in 70 paesi. Il dato centrale è semplice e importante: circa 1 adolescente su 5 convive con dolore che dura da oltre 3 mesi.

Le sedi più frequenti sono la testa e l’apparato muscoloscheletrico, entrambe con una prevalenza intorno al 25%. Il mal di schiena riguarda quasi 1 ragazzo su 5, mentre il dolore addominale si ferma al 17%.

Il report evidenzia anche una differenza tra maschi e femmine: nelle ragazze il dolore cronico è più comune, soprattutto per quanto riguarda cefalee e dolore in più parti del corpo.

Perché parlarne? Perché riconoscere un dolore che persiste aiuta famiglie e professionisti a organizzare una valutazione adeguata, senza allarmismi ma anche senza minimizzare qualcosa che può influenzare scuola, sport, sonno e vita quotidiana.

Se tuo figlio o tua figlia vive un dolore che va avanti da mesi, possiamo fare una valutazione strutturata e capire insieme come muoverci con strategie sicure e basate sulle evidenze.

Il dolore cronico non è qualcosa da “tenersi per forza”. Intervenire al momento giusto fa la differenza.



Chambers CT et al. The prevalence of chronic pain in children and adolescents: a systematic review update and meta-analysis. Pain. 2024;165(10):2215-2234. doi:10.1097/j.pain.0000000000003267.

A volte il dolore cronico pesa il doppio: quello che senti nel corpo… e quello che senti negli sguardi degli altri.Una r...
28/11/2025

A volte il dolore cronico pesa il doppio: quello che senti nel corpo… e quello che senti negli sguardi degli altri.

Una revisione sistematica pubblicata su PAIN nel 2024 ha analizzato quasi 19 studi: chi vive con dolore cronico riferisce spesso esperienze di stigma, cioè sentirsi poco creduto, giudicato o svalutato.
E questo non è un dettaglio: lo stigma tende ad associarsi a dolore più intenso, più difficoltà nelle attività quotidiane e umore più basso.

Perché succede?
Quando il dolore non ha una “spiegazione” netta, molte persone si sentono messe in discussione. Questo logora, e con il tempo può amplificare la sofferenza.

Il dolore non è una colpa e non è un carattere. Il modo in cui vieni accolto, ascoltato e rispettato cambia moltissimo il percorso.
Nel mio studio lavoro per creare uno spazio sicuro, dove puoi raccontare cosa vivi senza paura di essere giudicato. 💛



Hickling LM et al. A systematic review with meta-analyses of the association between stigma and chronic pain outcomes. PAIN. 2024;165(8):1689-1701.

Se ti viene da pensare “mi è venuto il colpo della strega, adesso sto fermo qualche giorno”, sappi che oggi sappiamo che...
21/11/2025

Se ti viene da pensare “mi è venuto il colpo della strega, adesso sto fermo qualche giorno”, sappi che oggi sappiamo che restare del tutto fermi può rallentare il recupero.

Il movimento, quando è dosato e mirato, è una vera e propria terapia.
Camminare, muoversi nel proprio range di comfort, lavorare sulla respirazione, fare esercizi leggeri… sono tutte strategie utili, anche nelle fasi iniziali di dolore.

🔸 Il riposo assoluto? Sconsigliato.
🔸 L’attività fisica adattata? Utile per ridurre dolore e disabilità.
🔸 Il fisioterapista? Ti aiuta a trovare il movimento giusto per te, senza rischi.

💬 Se hai dubbi o non sai da dove partire, possiamo ragionarci insieme.



Qaseem A, Wilt TJ, McLean RM, Forciea MA; Clinical Guidelines Committee of the American College of Physicians. Noninvasive Treatments for Acute, Subacute, and Chronic Low Back Pain: A Clinical Practice Guideline. Ann Intern Med. 2017;166(7):514-530.
Oliveira CB, Maher CG, Pinto RZ, et al. Clinical practice guidelines for the management of non-specific low back pain in primary care: an updated overview. Eur Spine J. 2018;27(11):2791-2803.

Il linfodrenaggio manuale (MLD) è una tecnica che aiuta a stimolare il flusso linfatico nei tessuti.Viene spesso usato d...
14/11/2025

Il linfodrenaggio manuale (MLD) è una tecnica che aiuta a stimolare il flusso linfatico nei tessuti.
Viene spesso usato dopo interventi chirurgici o radioterapia, quando il sistema linfatico è stato danneggiato e compaiono gonfiore e senso di peso.

🔹 Le evidenze mostrano che il linfodrenaggio può ridurre dolore e fastidio, ma da solo non basta a diminuire in modo significativo il volume del linfedema.
🔹 I risultati migliori si ottengono quando fa parte di una terapia decongestiva complessa, che include esercizio terapeutico, bendaggio e cura della pelle.
🔹 Il trattamento deve essere sempre personalizzato e svolto da fisioterapisti con formazione linfologica specifica.

📍Nel mio studio a Bergamo, valuto ogni caso per integrare il linfodrenaggio in un percorso completo di riabilitazione linfologica.



Qiao J, Yang LN, Kong YH, Huang X, Li Y, Bai DQ. Effect of manual lymphatic drainage on breast cancer-related postmastectomy lymphedema: a meta-analysis of randomized controlled trials. Cancer Nurs. 2023;46(2):159-166.
Lasinski BB, et al. A systematic review of the evidence for complete decongestive therapy in the treatment of lymphedema. Phys Ther. 2012;92(1):13-25.
Ezzo J, et al. Manual lymphatic drainage for lymphedema following breast cancer treatment. Cochrane Database Syst Rev. 2015;(5):CD003475.

Nel nuovo articolo sul mio sito spiego perché il Linfodrenaggio Manuale (MLD) è una vera terapia fisica, parte integrant...
07/11/2025

Nel nuovo articolo sul mio sito spiego perché il Linfodrenaggio Manuale (MLD) è una vera terapia fisica, parte integrante del trattamento del linfedema e dell’edema post-operatorio.

➡️ Scoprirai:

*cosa dicono le linee guida internazionali
*perché il MLD è efficace solo se integrato con bendaggi, esercizio e cura della pelle
*come può accelerare il recupero dopo un intervento o un trauma

📍Se cerchi un trattamento di linfodrenaggio a Bergamo basato sulla scienza, questo articolo fa per te.

🔗 Leggilo qui: https://www.giacomomascadrifisioterapista.it/fisioterapia/linfodrenaggio-a-bergamo-il-mio-approccio-evidence-based/

Indirizzo

Via Alessandro Furietti 10, Bergamo BG
Bergamo
24126

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