Chances - Studio di Psicoterapia EMDR

Chances - Studio di Psicoterapia EMDR Studio di Psicoterapia per bambini, adolescenti, adulti e famiglie. Psicoterapia di tipo sistemico relazionale integrata alla tecnica dell'EMDR.

Sede: via Fermi ,6 Bergamo
Tel: 3400516907
E-mail: luisa.zagarrio@gmail.com
Referente: Dott.ssa Luisa Zagarrio

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E-mail: dr.cortinovis@gmail.com
Referente: Dott. Matteo Cortinovis

IL DIRITTO AL FALLIMENTOFilm: Alla ricerca della felicità – The Pursuit of Happyness (2006)Chris Gardner ci insegna che ...
31/03/2026

IL DIRITTO AL FALLIMENTO

Film: Alla ricerca della felicità – The Pursuit of Happyness (2006)

Chris Gardner ci insegna che il fallimento non è la fine.
Ogni caduta è un passo verso la crescita, ogni porta chiusa un invito a trovare una nuova strada.
Ho il diritto di non riuscirci, di provare e cadere senza perdere valore.
Fallire è parte del viaggio, e ogni tentativo mi avvicina a chi posso diventare.

Ci sono diritti che non si vedono, ma si sentono profondamente quando vengono negati. Non hanno leggi scritte su carta, ...
24/03/2026

Ci sono diritti che non si vedono, ma si sentono profondamente quando vengono negati. Non hanno leggi scritte su carta, eppure sono fondamentali per il nostro benessere: il diritto di essere ascoltati, di provare emozioni senza essere giudicati, di dire “no” senza sensi di colpa, di esistere senza dover sempre dimostrare qualcosa.

Spesso questi diritti psicologici vengono messi in discussione nelle relazioni, nel lavoro, nella società… e a volte siamo proprio noi i primi a dimenticarli.

Attraverso alcuni film, vogliamo raccontare queste realtà: storie che parlano di confini, identità, libertà emotiva e rispetto. Perché riconoscere i propri diritti interiori è il primo passo per proteggerli.

Post 1 – Il diritto all’imperfezione

Film: Il lato positivo – Silver Linings Playbook (2012)

La vita non mi chiede di essere perfetto.
Pat e Tiffany ci mostrano che la fragilità, le insicurezze e le imperfezioni non sono difetti, ma parte della nostra autenticità.
Ho il diritto di essere imperfetto: di sbagliare, inciampare, non avere tutto sotto controllo.
È proprio nelle crepe che la nostra vera luce può entrare.

🎬 Guardalo e ricorda: essere imperfetti è umano, ed è bellissimo.

I 4 Ormoni della FelicitàTi sei mai chiesto cosa accade nel cervello quando ti senti felice? Tutto dipende da 4 ormoni c...
16/03/2026

I 4 Ormoni della Felicità

Ti sei mai chiesto cosa accade nel cervello quando ti senti felice? Tutto dipende da 4 ormoni che lavorano insieme per darti una sensazione di benessere e piacere! Scopriamoli insieme:

1. Dopamina - L’Ormone del Piacere È l'ormone che ci fa provare soddisfazione e gratificazione. Quando raggiungiamo un obiettivo, la dopamina si attiva come una piccola “ricompensa” naturale. È importante per motivarci e darci la spinta per raggiungere i nostri traguardi.

2. Endorfine - L'Antidolorifico Naturale Le endorfine agiscono come antidolorifici naturali, aiutandoci a ridurre il dolore e a sentirci più rilassati. Vengono rilasciate durante l'attività fisica intensa o quando ridiamo di cuore. Ecco perché una buona risata o un allenamento intenso possono farci sentire così bene!

3. Ossitocina - L'Ormone dell'Amore e delle Relazioni Conosciuta anche come “l’ormone dell’abbraccio”, l’ossitocina si attiva quando proviamo affetto, vicinanza e connessione con gli altri. È fondamentale per i legami sociali e ci fa sentire amati e protetti. Abbracci, gesti di gentilezza e momenti di affetto stimolano la produzione di ossitocina.

4. Serotonina - L'Ormone del Benessere e della Stabilità La serotonina è responsabile del nostro umore stabile. Si attiva con l’esposizione alla luce del sole, con una dieta equilibrata e quando ci sentiamo rispettati e apprezzati. È fondamentale per regolare il nostro umore e prevenire ansia e depressione.

Ognuno di questi ormoni ha un ruolo unico e fondamentale per il nostro equilibrio emotivo e mentale. Impariamo a conoscerli e stimolarli per una vita più felice e consapevole!















Cosa succede allo psicologo quando un paziente piange?Succede che si ferma.  Non per bloccare il pianto, ma per accoglie...
09/03/2026

Cosa succede allo psicologo quando un paziente piange?

Succede che si ferma.
Non per bloccare il pianto, ma per accoglierlo.

Succede che ascolta con ancora più attenzione.
Che sente il peso di quelle lacrime, senza farsene travolgere.
Che resta lì, presente.

Il pianto in terapia non è qualcosa da “aggiustare”.
È un momento di verità.
È il sistema nervoso che si sta regolando.
È un’emozione che finalmente trova spazio sicuro.

Quando una persona piange, il terapeuta attiva presenza, contenimento, regolazione.
Attraverso lo sguardo, il tono della voce, il silenzio, offre co-regolazione emotiva.
Non toglie il dolore.
Ma aiuta a non restarci soli dentro.

Perché il pianto, in terapia, non è debolezza.
È fiducia.

E ogni lacrima dice: “Qui posso essere me”.

Ti è mai capitato di trattenere le lacrime per paura di essere giudicato/a? 💬

1 BAMBINO SU 5.Leggilo di nuovo.Uno su cinque.Non succede “altrove”.Non succede “a famiglie problematiche”.Succede ovunq...
03/03/2026

1 BAMBINO SU 5.

Leggilo di nuovo.
Uno su cinque.

Non succede “altrove”.
Non succede “a famiglie problematiche”.
Succede ovunque. Nel silenzio. Nella fiducia tradita.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 1 donna su 5 e 1 uomo su 13 hanno subito abusi sessuali prima dei 18 anni.
E sappiamo che molti casi non vengono mai denunciati.

L’abuso sessuale sui minori non è solo un crimine.
È una frattura profonda che può lasciare segni per tutta la vita:

▪️ Attacchi di panico
▪️ Disturbi post-traumatici
▪️ Depressione
▪️ Autolesionismo
▪️ Difficoltà a fidarsi, ad amare, a sentirsi al sicuro

Un bambino abusato non perde solo l’innocenza.
Perde sicurezza. Fiducia. Serenità.

E il silenzio protegge solo chi fa del male.

Cosa possiamo fare?
✔️ Parlare di corpo, rispetto e consenso fin da piccoli
✔️ Insegnare che nessun adulto può chiedere segreti sul corpo
✔️ Ascoltare senza minimizzare
✔️ Creare ambienti sicuri offline e online
✔️ Denunciare, sempre

Proteggere i bambini non è un’opzione.
È una responsabilità collettiva.

Se anche solo una persona legge questo post e decide di prestare più attenzione, abbiamo fatto un passo.

🤍 Rompiamo il silenzio.

Per approfondimenti e riferimenti visita il sito:

https://www.coe.int/en/web/children/kiko-and-the-hand

e scarica il libro: KIKO E LA MANO

Quando abbiamo iniziato a studiare psicologia pensavamo che essere psicologo significasse avere tante risposte.Con il te...
26/02/2026

Quando abbiamo iniziato a studiare psicologia pensavamo che essere psicologo significasse avere tante risposte.

Con il tempo abbiamo capito che significa soprattutto saper stare nelle domande.

Significa ascoltare storie, emozioni, silenzi.
Significa esserci davvero, seduta dopo seduta.

Ma significa anche imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, confrontarsi con i propri limiti e ricordarsi che anche noi siamo esseri umani, non solo professionisti.

Ci sono momenti di studio, momenti di riflessione… e momenti di pausa tisana che diventano quasi rituali 🍵

Perché prendersi cura della propria mente non è un lusso.
È una parte fondamentale di questo lavoro.

Essere psicologi non vuol dire avere tutte le risposte,
ma creare uno spazio in cui le persone possano trovare le proprie.



💬 C’è qualcosa che hai sempre voluto chiedere a uno psicologo?



Perché il cervello tende ai pensieri negativi?Il cervello umano è evolutivamente programmato per la sopravvivenza, non p...
05/02/2026

Perché il cervello tende ai pensieri negativi?

Il cervello umano è evolutivamente programmato per la sopravvivenza, non per la felicità.

Dal punto di vista neurobiologico, il nostro sistema nervoso è costantemente impegnato a:
* individuare minacce
* prevedere pericoli
* ridurre i rischi

Strutture come l’amigdala e il sistema limbico si attivano più rapidamente di fronte a stimoli negativi rispetto a quelli positivi.
Questo fenomeno è noto come negativity bias.

In pratica, il cervello registra e ricorda più facilmente ciò che è spiacevole perché, in passato, ignorarlo poteva essere pericoloso.

Per questo motivo:
* i pensieri negativi emergono spontaneamente
* l’attenzione è spesso orientata verso ciò che manca o non funziona
* la mente tende a rimanere in uno stato di allerta anche in assenza di reali minacce

La regolazione emotiva e il pensiero più equilibrato dipendono invece dalla corteccia prefrontale, che può essere allenata attraverso consapevolezza, esperienza e pratiche intenzionali.

I pensieri negativi non sono un difetto personale, ma il risultato di un sistema di protezione iperattivo.

Quando una perdita è improvvisa o traumaticamente dolorosa, il cervello non riesce subito ad accettarla.Non perché la pe...
22/01/2026

Quando una perdita è improvvisa o traumaticamente dolorosa, il cervello non riesce subito ad accettarla.
Non perché la persona non voglia, ma perché il sistema nervoso entra in modalità di protezione.

Cosa succede nel cervello?

La parte più antica del cervello, quella che si occupa della sopravvivenza, prende il comando.
L’amigdala segnala pericolo, mentre le aree più razionali faticano a integrare l’informazione: “questa persona non c’è più”.

Il risultato è una frattura interna:
una parte sa che la perdita è reale, un’altra continua a cercare, aspettare, negare.

Perché il lutto non si integra?

Per integrare un evento, il cervello ha bisogno di:
• tempo
• sicurezza emotiva
• possibilità di sentire, senza esserne travolto

Quando il dolore è troppo intenso, l’organismo lo “congela”.
Non è rifiuto. È difesa.

Cosa può emergere allora?

Il lutto non integrato spesso parla attraverso:
• rabbia
• ansia
• iperattività o chiusura
• difficoltà di regolazione emotiva
• sintomi corporei

Il corpo ricorda ciò che la mente non riesce ancora a dire.

Elaborare non significa dimenticare

Significa permettere al cervello di collegare l’evento al resto della vita, senza che rimanga isolato e traumatico.
È un processo graduale, che ha bisogno di relazione, contenimento e tempo.

Il dolore accolto può trasformarsi.
Quello negato resta in attesa.

Le vacanze finisconoe, mentre tutto riparte, a volte dentro non è cambiato nulla.C’è chi torna al lavoro con un nodo all...
15/01/2026

Le vacanze finiscono
e, mentre tutto riparte, a volte dentro non è cambiato nulla.

C’è chi torna al lavoro con un nodo allo stomaco.
Chi si sente stanco ancora prima di ricominciare.
Chi si accorge che, anche quest’anno, certe difficoltà sono rimaste lì.

L’inizio dell’anno può far emergere domande silenziose:
“Posso continuare così?”
“È davvero tutto qui?”
“Quando mi prenderò cura di me?”

Iniziare un percorso psicoterapeutico non è un segno di debolezza.
È un atto di rispetto verso se stessi.
È concedersi uno spazio sicuro dove non dover essere forti, produttivi o all’altezza.

Se senti che qualcosa dentro chiede attenzione, ascoltalo.
Non serve avere tutto chiaro.
Basta sentire che è il momento.

Il cambiamento spesso inizia così:
con una pausa, una domanda, una scelta gentile verso di sé.

Il tradimento: sintomo, segnale o scelta?Il tradimento non nasce sempre dal disamore.A volte nasce dal bisogno di sentir...
26/11/2025

Il tradimento: sintomo, segnale o scelta?

Il tradimento non nasce sempre dal disamore.
A volte nasce dal bisogno di sentirsi visti, riconosciuti, vivi.
Altre volte è una fuga dal dolore, dalla routine, da un vuoto che non riusciamo a nominare.

🔹 Sintomo, quando rivela un malessere profondo nella relazione.
🔹 Segnale, quando mostra un bisogno non ascoltato, un confine che si è perso.
🔹 Scelta, quando diventa (consapevolmente o meno) un modo per allontanarsi o chiudere un ciclo.

Tradire, spesso, non significa “cercare un’altra persona”, ma cercare una parte di sé che non trova più spazio nella relazione.

In terapia, dietro ogni tradimento emergono storie di solitudine, di silenzi, di bisogni non detti.
Capirne il significato non serve a giustificare, ma a comprendere — e solo comprendendo si può davvero scegliere come ricominciare.

Il tradimento, a volte, ci costringe a guardare ciò che nella coppia avevamo smesso di vedere.

Nella coppia non sempre abbiamo gli stessi bisogni — e va bene così.In ogni relazione ci incontriamo con la nostra stori...
19/11/2025

Nella coppia non sempre abbiamo gli stessi bisogni — e va bene così.

In ogni relazione ci incontriamo con la nostra storia, le nostre esperienze e i nostri modi di amare.
Per questo, è naturale che nella coppia emergano bisogni diversi: di vicinanza, autonomia, conferma, libertà, sicurezza, riconoscimento…

Il problema non è la differenza, ma come la gestiamo.

Molti conflitti nascono quando cerchiamo di far coincidere due bisogni che invece hanno bisogno di dialogare, non di fondersi.

👉 Riconoscere e comunicare i propri bisogni, senza colpevolizzare l’altro, è un atto di maturità relazionale.

A volte uno dei due desidera più contatto, l’altro più spazio.
Uno ha bisogno di parole, l’altro di silenzio.
Uno si sente amato attraverso la presenza, l’altro attraverso la fiducia.

Nessuno ha torto: sono modi diversi di cercare sicurezza e connessione.
Imparare ad ascoltare — e non solo a reagire — può trasformare il conflitto in incontro.

💬 Non serve essere uguali per stare bene insieme.
Serve riconoscersi, rispettarsi e imparare a parlare linguaggi d’amore diversi.



A volte portiamo dentro di noi ferite che non ci appartengono del tutto.Sono emozioni, paure o schemi che sembrano ripet...
05/11/2025

A volte portiamo dentro di noi ferite che non ci appartengono del tutto.
Sono emozioni, paure o schemi che sembrano ripetersi nella nostra famiglia, anche se nessuno ne parla apertamente.

Il trauma transgenerazionale è quel dolore che passa da una generazione all’altra non attraverso i geni, ma attraverso i modelli relazionali, i silenzi e le emozioni non elaborate.

Può manifestarsi come:
💧 paura del rifiuto o dell’abbandono senza un motivo chiaro,
💧 difficoltà a fidarsi o a lasciarsi andare,
💧 senso di colpa “senza causa”,
💧 bisogno di controllare tutto,
💧 o la tendenza a ripetere storie familiari di dolore o sacrificio.

Non si tratta di colpa, ma di eredità emotiva: la mente e il corpo conservano ciò che non è stato compreso o espresso.

La buona notizia?
Attraverso la consapevolezza e il lavoro terapeutico, possiamo interrompere questo ciclo.
Comprendere ciò che abbiamo ereditato ci permette di scegliere cosa continuare e cosa trasformare.
🌱 Guarire noi stessi significa, spesso, guarire anche un po’ chi è venuto prima — e chi verrà dopo.



Indirizzo

Via E. Fermi 6
Bergamo
24126

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 13:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 16:00
Venerdì 13:00 - 19:00

Telefono

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