04/05/2026
Meditando ci accorgiamo della delicatissima dimensione del cuore. E un luogo tenero, vulnerabile, eppure contiene annotazioni a margine della nostra vita, da sempre. Certe nuvole, certi paesaggi, certi volti, tutte le ferite e i sorrisi, le carezze, le botte, i soprusi, gli incontri, i traumi. Il cuore ha una sua memoria, vacillante, insicura, perché integrale: non trattiene solo le parole, i gesti, ma anche l’angolazione della luce, i colori, i rumori di fondo.
Il cuore resta graffiato e tatuato, il cuore si stringe e si dilata, si fa secco e si fa umido, fertile e arido. È molto silenzioso, assorbe l’intera esperienza del momento.
Chandra Livia Candiani
Questo immenso non sapere