08/04/2026
Oggi si parla di “narcisismo” ovunque.
Spesso però in modo improprio.
Chiunque si comporti male, ferisca, deluda… viene definito “narcisista”.
Ma il Disturbo Narcisistico di Personalità non è un’etichetta generica: è un quadro clinico complesso, profondo e altamente invalidante. E, paradossalmente, è un disturbo di cui sappiamo molto attraverso chi lo subisce. Perché chi ha questa struttura psichica deficitaria difficilmente arriva in terapia.
Questo libro – The Narcissist in Your Life – utilizza una metafora forte per comprendere una dinamica tipica del narcisista: quella del parassitismo. Non per demonizzare, ma per descrivere una dinamica relazionale precisa: la dipendenza dall’altro come fonte di regolazione interna.
Quando il termine “narcisista” viene usato con leggerezza, perdiamo due cose importanti:
– la comprensione clinica del fenomeno
– e il riconoscimento reale di chi vive relazioni profondamente disfunzionali
Qui sotto riporto un passaggio dell’autrice Julie Hall che, a mio avviso, rende molto bene questa dinamica.
IL NARCISISTA COME PARASSITA UMANO
Guardare al narcisismo attraverso la lente del parassitismo ci aiuta a comprendere la dipendenza dei narcisisti dagli altri come fonte di “nutrimento”. Gli individui con disturbo narcisistico di personalità sono costantemente alla ricerca di quell’attenzione e di quella conferma che non hanno ricevuto nelle fasi cruciali dello sviluppo. Il loro senso di sé incompleto li spinge a cercare il proprio valore all’esterno. Il narcisista, come un parassita umano, esercita un forte impatto emotivo e persino fisiologico sui suoi “ospiti”. Gli scienziati hanno osservato molte relazioni parassita-ospite in cui il parassita altera il cervello e il comportamento dell’ospite per favorire il proprio ciclo vitale. Un esempio è una minuscola vespa che deposita le proprie uova all’interno di una coccinella insieme a sostanze chimiche. L’uovo si schiude e la larva si nutre dei nutrienti ingeriti dalla coccinella, divorandola lentamente dall’interno. Quando è abbastanza grande, la larva esce e si avvolge in un bozzolo sotto il corpo della coccinella. Quest’ultima, immobilizzata e quasi morta, continua comunque a difendere la larva, muovendosi per allontanare eventuali minacce. Quando la vespa emerge dal bozzolo e vola via, la coccinella generalmente muore. Come la maggior parte dei parassiti, i narcisisti raramente “uccidono” i loro ospiti, anche se nei casi più gravi possono arrivare a forme di violenza estrema. Più spesso, come i parassiti che alterano la mente, i narcisisti cercano di controllare il “cervello” delle loro vittime attraverso una vasta gamma di manipolazioni. Dal bullismo al gaslighting, dalla proiezione al colpevolizzare la vittima, fino al silenzio punitivo. I narcisisti orchestrano continuamente la “realtà” attorno a sé, coinvolgendo gli altri nel sostenere le loro illusioni di grandezza e punendo o allontanando chi non si adegua. Per un narcisista, il partner che mette in discussione una sua “verità” o un figlio che non raggiunge un obiettivo può rappresentare una minaccia o un’umiliazione, a cui reagisce con disprezzo o rabbia. Nella loro prospettiva, tutto ciò che riduce il valore delle loro fonti di nutrimento mette a rischio il loro equilibrio. I narcisisti hanno una sorta di istinto nel trovare e legarsi a possibili “ospiti”. Queste persone forniscono attenzione, conferma e spesso anche status, permettendo al narcisista di sostenere la propria visione distorta del mondo. Un “ospite” può conferire valore al narcisista in molti modi: essendo apprezzato, ben inserito socialmente, istruito, attraente, benestante, famoso o professionalmente realizzato. Ma l’ospite contribuisce anche, direttamente o indirettamente, al mantenimento della realtà distorta e dei comportamenti abusanti del narcisista (ad esempio non opponendosi mai per timore delle conseguenze). In questo senso, l’ospite diventa simile alla coccinella “manipolata”, finendo per servire i bisogni del narcisista a proprie spese.