03/02/2026
𝘐𝘭 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘢𝘭𝘭𝘦𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦
Questa notte è caduta la neve.
Ha solo imbiancato i tetti, i cortili, gli orti.
Eppure, già alle prime ore del mattino,
tutto era diverso.
I rumori più ovattati.
Un silenzio che porta pace.
Quel silenzio che riconosco subito,
ancora prima di aprire le finestre,
quando so che fuori c’è un paesaggio candido
che profuma di freddo.
Gli occhi si deliziano,
perché oggi il paesaggio è cambiato
e, per qualche ora,
sarà diverso dal solito.
La neve crea quiete.
Ti autorizza a rallentare,
a fare ogni cosa con un altro passo,
rispettando il tempo di tutti.
Per me è come una coperta della sera:
ti avvolge, ti consola
dopo una giornata frenetica
e ti restituisce quella pace che a volte manca.
La neve permette di tornare
a un ritmo più umano,
fatto di casa,
di cibi caldi e semplici,
di piccoli gesti.
Con il suo bianco, anche se per poco,
illumina un paesaggio
che da mesi aveva colori più spenti.
Ti invita a camminare a piedi
nei brevi tragitti.
E camminare nella neve, per me,
è una gioia autentica.
E poi c’è il respiro.
Quando cade la neve,
l’aria ha un altro profumo.
È quasi inebriante.
Respirare diventa un’esperienza nuova,
più piena, più presente.
Forse è per questo
che mi sento come una bambina.
La neve mi porta pace,
gioia e allegria insieme.
Lo so, rallenta i ritmi,
modifica i programmi,
sposta gli impegni.
Ma oggi, che la neve è così rara,
mi concedo di ascoltare la natura
e di rallentare.
❄️