Antonella Fanfulla - Biologa Nutrizionista

Antonella Fanfulla - Biologa Nutrizionista Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Antonella Fanfulla - Biologa Nutrizionista, Nutrizionista, Piazza Umberto, 19, Bitetto.

– Educazione alimentare,
– Alimentazione chetogenica per dimagrimento, salute metabolica e supporto clinico
– Nutrizione in gravidanza e allattamento,
– Alimentazione per patologie: sindrome metabolica, diabete, PCOS, disturbi gastrointestinali, ecc.

23/12/2025
https://www.facebook.com/share/p/17DomMe2B8/?mibextid=wwXIfr✅ Interessante vademecum per valutare il rischio cardiovasco...
23/12/2025

https://www.facebook.com/share/p/17DomMe2B8/?mibextid=wwXIfr

✅ Interessante vademecum per valutare il rischio cardiovascolare a 360 gradi.

❤️ 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢𝐨𝐯𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐞: 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐞𝐬𝐚𝐦𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐞?

La salute cardiovascolare non si valuta “a sensazione” e nemmeno con 40 analisi a caso. Si valuta a step, partendo da ciò che cambia davvero il rischio (e le decisioni cliniche), e aggiungendo solo ciò che serve quando il quadro è intermedio o dubbio.

𝐒𝐓𝐄𝐏 𝟎 — 𝐌𝐢𝐬𝐮𝐫𝐞 𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞 (𝐝𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐚𝐦𝐛𝐮𝐥𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨)

Queste vanno fatte da professionisti (medico di base, cardiologo, ambulatorio infermieristico; in alcuni casi farmacia solo se segue un protocollo rigoroso). Regola d'oro: standardizzare quindi sempre dallo stesso professionista.

𝟏) 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐬𝐚: “𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐞” 𝐢𝐧 𝐚𝐦𝐛𝐮𝐥𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨

Una pressione presa in 30 secondi mentre parli non vale niente. Il protocollo corretto richiede qualche minuto e regole semplici.

𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐥𝐚: Medico di base / cardiologo / ambulatorio infermieristico.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐯𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐚 (𝐬𝐭𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐝 𝐝𝐚 𝐥𝐢𝐧𝐞𝐞 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚)

- Paziente seduto, schiena appoggiata, piedi a terra, niente gambe accavallate.
- 5 minuti di riposo prima della prima misura.
- Braccio appoggiato e a livello del cuore.
- Bracciale della misura corretta (se è piccolo “alza” la pressione).
- Almeno 2 misurazioni a 1 minuto di distanza (se molto diverse, una terza).
- Se c’è dubbio (valori ballerini, “camice bianco”, sospetto ipertensione mascherata): si fa ABPM 24 ore tramite cardiologo/centro.

𝐼𝑛 𝑎𝑚𝑏𝑢𝑙𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑣𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑎 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑜𝑝𝑝𝑢𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑚𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑓𝑎𝑟𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜

𝟐) 𝐂𝐢𝐫𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚: 𝐬𝐢̀, 𝐞̀ 𝐮𝐧 “𝐯𝐢𝐭𝐚𝐥 𝐬𝐢𝐠𝐧”

Qui entra in gioco spesso il nutrizionista professionista sanitario perché deve essere ripetibile: se cambia il punto di misura, cambia il numero.

𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐥𝐚: studio del nutrizionista, con protocollo fisso.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 (𝐩𝐫𝐨𝐭𝐨𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐖𝐇𝐎, 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐨 𝐞 𝐫𝐞𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞)

- In piedi, addome rilassato.
- Metro non elastico, orizzontale, snug ma non stretto.
- Misura al punto medio tra ultima costa palpabile e cresta iliaca, letta a fine espirazione normale.

𝐒𝐓𝐄𝐏 𝟏 — 𝐄𝐬𝐚𝐦𝐢 “𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐨 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐥𝐞” (𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨)

Questi sono gli esami, che servono davvero a stimare rischio e a impostare prevenzione.

𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐥𝐢: Laboratorio analisi diretta da un Biologo Specialista (con richiesta del medico, se necessario) - non in Farmacia.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐝𝐞𝐫𝐞:

- 𝐏𝐫𝐨𝐟𝐢𝐥𝐨 𝐥𝐢𝐩𝐢𝐝𝐢𝐜𝐨: LDL-C, HDL-C, trigliceridi + non-HDL-C

- 𝐆𝐥𝐢𝐜𝐨𝐦𝐞𝐭𝐚𝐛𝐨𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨: HbA1c (± glicemia)

- 𝐑𝐞𝐧𝐞:creatinina/eGFR + uACR (albuminuria): è un marker prognostico cardio-renale sottovalutato.

𝐒𝐓𝐄𝐏 𝟐 — 𝐒𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐦𝐞𝐝𝐢𝐨, 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 “𝐬𝐩𝐨𝐫𝐜𝐨”

Si aggiungono i 𝑟𝑖𝑠𝑘 𝑒𝑛ℎ𝑎𝑛𝑐𝑒𝑟𝑠 veri.

1) 𝐀𝐩𝐨𝐁 (se trigliceridi alti, sindrome metabolica, insulino-resistenza, NAFLD): conta le particelle aterogene meglio di molti numeri “medi”.
2) 𝐋𝐩(𝐚): da misurare almeno una volta nella vita (fortemente genetica; cambia categoria di rischio). È ribadito anche negli aggiornamenti europei più recenti.
3) 𝐡𝐬-𝐂𝐑𝐏 (residual inflammatory risk): utile solo se clinicamente stabile (no febbre/infezioni/riacutizzazioni).

𝐒𝐓𝐄𝐏 𝟑 — 𝐒𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ “𝐢𝐧 𝐛𝐢𝐥𝐢𝐜𝐨”: 𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐭𝐞𝐫𝐨𝐬𝐜𝐥𝐞𝐫𝐨𝐬𝐢

Quando il rischio è borderline/intermedio e bisogna decidere quanto essere aggressivi, spesso l’imaging è più utile di mille marker esotici.

- 𝐂𝐀𝐂 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐞 (𝐜𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐨𝐧𝐚𝐫𝐢𝐜𝐨): strumento guidato da linee guida per riclassificare rischio in prevenzione primaria selezionata.

- (Secondo contesto) eco carotidi per 𝐩𝐥𝐚𝐜𝐜𝐚, ABI, ecc.

𝐆𝐥𝐢 𝐞𝐬𝐚𝐦𝐢 “𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐚” 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐫𝐨𝐮𝐭𝐢𝐧𝐞

Non è che “sono inutili” in assoluto; è che non sono strumenti clinici solidi per la routine, perché non standardizzati o perché non cambiano le decisioni meglio dei marker core.

❌ 𝐋𝐃𝐋 𝐨𝐬𝐬𝐢𝐝𝐚𝐭𝐚 (𝐨𝐱𝐋𝐃𝐋): Perché no in routine

- Esistono diverse forme di LDL ossidata e i test non sono uniformi: risultati poco confrontabili.

- Grande variabilità biologica (stato infiammatorio, stress ossidativo, ecc.).

- Nella pratica, raramente aggiunge qualcosa che non si ottenga meglio con ApoB, non-HDL-C, Lp(a), pressione e imaging.

𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑟𝑒𝑐𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑟𝑜𝑢𝑡𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑎.

❌ “𝐒𝐮𝐛𝐟𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢” 𝐋𝐃𝐋 / 𝐋𝐃𝐋 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐞-𝐝𝐞𝐧𝐬𝐞 (𝐬𝐝𝐋𝐃𝐋), 𝐭𝐞𝐬𝐭 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐳𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐞𝐥𝐥𝐞 (𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐬𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐨𝐮𝐭𝐢𝐧𝐞): Perché no in routine

Buona associazione epidemiologica, ma problemi di standardizzazione e soprattutto: le linee guida continuano a prioritizzare LDL-C, non-HDL-C e ApoB per la gestione clinica.

❌ 𝐏𝐚𝐧𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 “𝐨𝐬𝐬𝐢𝐝𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢/𝐚𝐧𝐭𝐢𝐨𝐬𝐬𝐢𝐝𝐚𝐧𝐭𝐢” 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐢𝐜𝐢 (𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐚): Perché no in routine

Spesso non hanno cut-off clinicamente validati e non guidano decisioni migliori rispetto ai marker fondamentali e alle misure di rischio globale.

𝑆𝑒 𝑢𝑛 𝑒𝑠𝑎𝑚𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑎 (𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑖𝑎, 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑠𝑖𝑡𝑎̀, 𝑓𝑜𝑙𝑙𝑜𝑤-𝑢𝑝), 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑣𝑢𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑜𝑠𝑎.

𝐑𝐢𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐚𝐧𝐝𝐨:

- 𝐈𝐧 𝐚𝐦𝐛𝐮𝐥𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨: pressione fatta bene + circonferenza vita

- 𝐈𝐧 𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨: lipidi + HbA1c + rene/uACR. Se serve: ApoB + Lp(a)

- 𝐒𝐞 𝐝𝐮𝐛𝐛𝐢𝐨/𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐦𝐞𝐝𝐢𝐨: CAC per riclassificare

𝑰𝒍 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒗𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒅𝒐𝒑𝒐. 𝑳𝒂 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂 𝒔𝒆𝒓𝒊𝒂 𝒆̀ 𝒑𝒐𝒄𝒉𝒊 𝒅𝒂𝒕𝒊 𝒃𝒖𝒐𝒏𝒊, 𝒏𝒐𝒏 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒂𝒕𝒊 𝒓𝒖𝒎𝒐𝒓𝒐𝒔𝒊.

𝐈𝐥 𝐜𝐡𝐞𝐜𝐤-𝐮𝐩 𝐬𝐢 𝐟𝐚 𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐮𝐜𝐢𝐝𝐚: 𝑛𝑜𝑛 𝑖𝑙 2 𝑔𝑒𝑛𝑛𝑎𝑖𝑜 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑖 𝑏𝑎𝑔𝑜𝑟𝑑𝑖. 𝐴𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑖𝑚𝑎𝑛𝑎, 𝑝𝑜𝑖 𝑒𝑠𝑎𝑚𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑖, 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑎 𝑏𝑒𝑛𝑒… 𝑒 𝑣𝑖𝑎: 𝑝𝑎𝑙𝑒𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑒 𝑑𝑖𝑒𝑡𝑎 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜 𝑁𝑎𝑡𝑎𝑙𝑒 (𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑒𝑛𝑡𝑒𝑠𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖𝑔𝑒𝑛𝑡𝑖: 𝑃𝑎𝑠𝑞𝑢𝑎, 𝑓𝑒𝑟𝑖𝑒, 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑎𝑛𝑛𝑖).

𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚

𝟏) 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐬𝐚 𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 (𝐨𝐟𝐟𝐢𝐜𝐞 + 𝐀𝐁𝐏𝐌/𝐇𝐁𝐏𝐌 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨)
𝑀𝑐𝐸𝑣𝑜𝑦 𝐽𝑊, 𝑒𝑡 𝑎𝑙. 2024 𝐸𝑆𝐶 𝐺𝑢𝑖𝑑𝑒𝑙𝑖𝑛𝑒𝑠 𝑓𝑜𝑟 𝑡ℎ𝑒 𝑚𝑎𝑛𝑎𝑔𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡 𝑜𝑓 𝑒𝑙𝑒𝑣𝑎𝑡𝑒𝑑 𝑏𝑙𝑜𝑜𝑑 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑢𝑟𝑒 𝑎𝑛𝑑 ℎ𝑦𝑝𝑒𝑟𝑡𝑒𝑛𝑠𝑖𝑜𝑛. 𝐸𝑢𝑟 𝐻𝑒𝑎𝑟𝑡 𝐽. 2024;45(38):3912-4018. 𝑑𝑜𝑖:10.1093/𝑒𝑢𝑟ℎ𝑒𝑎𝑟𝑡𝑗/𝑒ℎ𝑎𝑒178.

𝟐) 𝐌𝐚𝐫𝐤𝐞𝐫 𝐥𝐢𝐩𝐢𝐝𝐢𝐜𝐢 “𝐜𝐨𝐫𝐞” 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐤-𝐞𝐧𝐡𝐚𝐧𝐜𝐞𝐫𝐬 (𝐋𝐃𝐋/𝐧𝐨𝐧-𝐇𝐃𝐋/𝐀𝐩𝐨𝐁 + 𝐋𝐩(𝐚))
𝑀𝑎𝑐ℎ 𝐹, 𝑒𝑡 𝑎𝑙. 2025 𝐹𝑜𝑐𝑢𝑠𝑒𝑑 𝑈𝑝𝑑𝑎𝑡𝑒 𝑜𝑓 𝑡ℎ𝑒 2019 𝐸𝑆𝐶/𝐸𝐴𝑆 𝐺𝑢𝑖𝑑𝑒𝑙𝑖𝑛𝑒𝑠 𝑓𝑜𝑟 𝑡ℎ𝑒 𝑚𝑎𝑛𝑎𝑔𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡 𝑜𝑓 𝑑𝑦𝑠𝑙𝑖𝑝𝑖𝑑𝑎𝑒𝑚𝑖𝑎𝑠. 𝐸𝑢𝑟 𝐻𝑒𝑎𝑟𝑡 𝐽. 2025;46(42):4359-4378. 𝑑𝑜𝑖:10.1093/𝑒𝑢𝑟ℎ𝑒𝑎𝑟𝑡𝑗/𝑒ℎ𝑎𝑓190.

3) 𝐌𝐚𝐫𝐤𝐞𝐫 𝐥𝐢𝐩𝐢𝐝𝐢𝐜𝐢 “𝐜𝐨𝐫𝐞” 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐤-𝐞𝐧𝐡𝐚𝐧𝐜𝐞𝐫𝐬 (𝐋𝐃𝐋/𝐧𝐨𝐧-𝐇𝐃𝐋/𝐀𝐩𝐨𝐁 + 𝐋𝐩(𝐚)) 𝐾𝑢𝑟𝑡 𝐵, 𝑒𝑡 𝑎𝑙. 𝐶-𝑟𝑒𝑎𝑐𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑒𝑖𝑛 𝑎𝑛𝑑 𝑐𝑎𝑟𝑑𝑖𝑜𝑣𝑎𝑠𝑐𝑢𝑙𝑎𝑟 𝑟𝑖𝑠𝑘 𝑖𝑛 𝑡ℎ𝑒 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑙 𝑝𝑜𝑝𝑢𝑙𝑎𝑡𝑖𝑜𝑛. 𝐸𝑢𝑟 𝐻𝑒𝑎𝑟𝑡 𝐽. 2025 (𝑎𝑑𝑣𝑎𝑛𝑐𝑒 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑙𝑒). 𝑑𝑜𝑖:10.1093/𝑒𝑢𝑟ℎ𝑒𝑎𝑟𝑡𝑗/𝑒ℎ𝑎𝑓937.

𝟒) 𝐑𝐞𝐧𝐞/𝐚𝐥𝐛𝐮𝐦𝐢𝐧𝐮𝐫𝐢𝐚 (𝐮𝐀𝐂𝐑) 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐫𝐤𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐧𝐨𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢𝐨-𝐫𝐞𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨
L𝑒𝑣𝑖𝑛 𝐴, 𝑒𝑡 𝑎𝑙. 𝐾𝐷𝐼𝐺𝑂 2024 𝐶𝑙𝑖𝑛𝑖𝑐𝑎𝑙 𝑃𝑟𝑎𝑐𝑡𝑖𝑐𝑒 𝐺𝑢𝑖𝑑𝑒𝑙𝑖𝑛𝑒 𝑓𝑜𝑟 𝑡ℎ𝑒 𝐸𝑣𝑎𝑙𝑢𝑎𝑡𝑖𝑜𝑛 𝑎𝑛𝑑 𝑀𝑎𝑛𝑎𝑔𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡 𝑜𝑓 𝐶ℎ𝑟𝑜𝑛𝑖𝑐 𝐾𝑖𝑑𝑛𝑒𝑦 𝐷𝑖𝑠𝑒𝑎𝑠𝑒 (𝐸𝑥𝑒𝑐𝑢𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑆𝑢𝑚𝑚𝑎𝑟𝑦). 𝐾𝑖𝑑𝑛𝑒𝑦 𝐼𝑛𝑡. 2024. (𝑃𝑟𝑎𝑐𝑡𝑖𝑐𝑒 𝑃𝑜𝑖𝑛𝑡: 𝑡𝑒𝑠𝑡 𝑐𝑜𝑛 𝑒𝐺𝐹𝑅 + 𝑢𝑟𝑖𝑛𝑒 𝑎𝑙𝑏𝑢𝑚𝑖𝑛/𝐴𝐶𝑅, 𝑒 𝑟𝑖𝑝𝑒𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎).

𝟓) 𝐈𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐠 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐞𝐫𝐨𝐬𝐜𝐥𝐞𝐫𝐨𝐬𝐢 𝐬𝐮𝐛𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐚: 𝐂𝐀𝐂 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐬𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐚
- 𝑉𝑖𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒𝑛 𝐹𝐿𝐽, 𝑒𝑡 𝑎𝑙. 2021 𝐸𝑆𝐶 𝐺𝑢𝑖𝑑𝑒𝑙𝑖𝑛𝑒𝑠 𝑜𝑛 𝑐𝑎𝑟𝑑𝑖𝑜𝑣𝑎𝑠𝑐𝑢𝑙𝑎𝑟 𝑑𝑖𝑠𝑒𝑎𝑠𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖𝑜𝑛 𝑖𝑛 𝑐𝑙𝑖𝑛𝑖𝑐𝑎𝑙 𝑝𝑟𝑎𝑐𝑡𝑖𝑐𝑒. 𝐸𝑢𝑟 𝐻𝑒𝑎𝑟𝑡 𝐽. 2021;42:3227–3337. (𝐶𝐴𝐶 𝑒 𝑝𝑙𝑎𝑐𝑐𝑎 𝑐𝑎𝑟𝑜𝑡𝑖𝑑𝑒𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑡𝑒𝑠𝑡/“𝑚𝑜𝑑𝑖𝑓𝑖𝑒𝑟” 𝑠𝑒𝑙𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑡𝑖; 𝑠𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑟𝑜𝑢𝑡𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑏𝑖𝑜𝑚𝑎𝑟𝑐𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖/𝑣𝑎𝑠𝑐𝑢𝑙𝑎𝑟 𝑡𝑒𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑖𝑟𝑎𝑡𝑖).
- 𝑠𝑢𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑟𝑒𝑐𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 “𝑠𝑡𝑎𝑔𝑖𝑛𝑔” 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝐴𝐶) 𝑀𝑎𝑟𝑜𝑛 𝐷𝐽, 𝑒𝑡 𝑎𝑙. 𝐶𝑜𝑟𝑜𝑛𝑎𝑟𝑦 𝑎𝑟𝑡𝑒𝑟𝑦 𝑐𝑎𝑙𝑐𝑖𝑢𝑚 𝑠𝑡𝑎𝑔𝑖𝑛𝑔 𝑡𝑜 𝑔𝑢𝑖𝑑𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖𝑜𝑛𝑠. 𝐽𝐴𝐶𝐶 𝐴𝑑𝑣. 2024;3(11):101287. 𝑑𝑜𝑖:10.1016/𝑗.𝑗𝑎𝑐𝑎𝑑𝑣.2024.101287.

̀

Ultimi e intensi giorni di visite prima della pausa Natalizia 🎄🎅
16/12/2025

Ultimi e intensi giorni di visite prima della pausa Natalizia 🎄🎅

https://www.facebook.com/share/p/1KAvdcdE5h/?mibextid=wwXIfr
03/12/2025

https://www.facebook.com/share/p/1KAvdcdE5h/?mibextid=wwXIfr

𝐋𝐢𝐩𝐞𝐝𝐞𝐦𝐚, 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐚: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 (𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢 𝐦𝐢𝐭𝐢)

Il lipedema è una di quelle diagnosi che arrivano tardi, spesso dopo anni di “sei solo sovrappeso” o “devi dimagrire di più”. Ma chi lo vive sulla propria pelle sa benissimo che non è “solo grasso”: è un disturbo della distribuzione del tessuto adiposo, doloroso, implacabile, che colpisce quasi esclusivamente le donne e che si concentra soprattutto su gambe e fianchi.

Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato: abbiamo finalmente i primi studi seri su esercizio fisico, dieta, compressione e liposuzione. Non sono la Bibbia – i campioni sono piccoli, spesso monocentrici – ma danno una direzione chiara: 𝐿𝑖𝑝𝑒𝑑𝑒𝑚𝑎, 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑑𝑖𝑒𝑡𝑎: 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑓𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 (𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑖 𝑚𝑖𝑡𝑖).

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞 “𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨”

Nel lipedema spesso si sente dire: “l’esercizio non serve, tanto il grasso lipedematoso non va via”. Non è vero.
Uno dei trial più importanti è quello di Atan et al., 2021: 33 donne (campione piccolo) con lipedema severo (tipo 3, stadio III–IV) sono state randomizzate a tre trattamenti:

- esercizio + Complete Decongestive Therapy (CDT)
- esercizio + pneumatico intermittente (IPCT)
- solo esercizio

𝐑𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨, 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐠𝐢𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞:

- tutti e tre i gruppi migliorano in termini di volume degli arti, dolore e qualità di vita;
- ma CDT e IPCT aggiungono un beneficio ulteriore rispetto al solo esercizio.

Tradotto: il movimento fa la sua parte, ma quando lo abbiniamo a tecniche fisiche mirate, i risultati diventano clinicamente rilevanti.

𝐂𝐡𝐞 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐡𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐫𝐞? (Chinesiologo)

Gli studi concordano su alcuni punti:

- servono programmi strutturati, non il “faccia un po’ di camminate”;
- è utile combinare resistenza + forza;
- la frequenza ideale negli studi è di 3–5 sedute a settimana, per almeno 8–12 settimane;
- le pazienti riferiscono meno dolore, gambe più leggere, migliore capacità di camminare (6-minute walk test) e, in alcuni casi, riduzione delle circonferenze.

Anche la consensus sul ruolo dell’esercizio nel lipedema – ad esempio il documento di consenso guidato da Annunziata e coll. – indica chiaramente che l’attività fisica non è opzionale, ma un pilastro della terapia conservativa: aerobica moderata, esercizi in scarico (acqua), rinforzo muscolare mirato, il tutto adattato allo stadio di malattia e al dolore.

𝑆𝑒𝑟𝑣𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎 𝑠𝑢 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑎, 𝑟𝑒𝑔𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒, 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑜, 𝑖𝑑𝑒𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑡𝑜, 𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒.

𝐂𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐂𝐃𝐓, 𝐈𝐏𝐂𝐓: 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐚𝐦, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢 𝐠𝐚𝐝𝐠𝐞𝐭

Se guardiamo alle linee guida – ad esempio gli Standard of care for lipedema in the United States – la compressione non è un optional estetico: è standard di cura. Calze, bendaggi, sistemi pneumatici, manual lymph drainage, tutto dentro la stessa cornice: Complete Decongestive Therapy (CDT).

- La compressione riduce il dolore, il senso di pesantezza e i lividi.
- In associazione all’esercizio migliora ulteriormente funzione e qualità di vita rispetto al solo esercizio.
- I dispositivi pneumatici avanzati (APCD) hanno mostrato, in piccoli trial, un miglioramento significativo dei sintomi e della QoL rispetto ai controlli.

l limite? Gli studi hanno pochi soggetti, seguono le pazienti per pochi mesi e spesso mischiano più interventi insieme: è difficile attribuire la quota di beneficio a una singola tecnica. Però il quadro complessivo è coerente: quando si fa compressione fatta bene e con continuità, le pazienti stanno meglio.

𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚: 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ “𝐝𝐢𝐦𝐚𝐠𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚 𝐞 𝐯𝐞𝐝𝐫𝐚̀”, 𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 “𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐢𝐩𝐞𝐝𝐞𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚” (Nutrizionista Sanitario)

Per anni si è ripetuto che “la dieta non serve sul lipedema” perché il grasso patologico è resistente. Gli studi recenti, però, dicono altro.

𝑳𝒐𝒘-𝒄𝒂𝒓𝒃, 𝒅𝒊𝒆𝒕𝒂 𝒂 𝒛𝒐𝒏𝒂 𝒆 𝒄𝒉𝒆𝒕𝒐𝒈𝒆𝒏𝒊𝒄𝒂: 𝒅𝒐𝒗𝒆 𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒅𝒂𝒕𝒊
Una revisione sistematica e meta-analisi del 2024 ha messo insieme gli studi su diete chetogeniche / Dieta a Zona / low-carb high-fat (LCHF) nelle donne con lipedema. Risultato: questi approcci portano a:

- calo di peso e di massa grassa;
- miglioramento del profilo glicemico e lipidico;
- in diversi lavori, riduzione riferita del dolore e dei sintomi, anche se spesso non misurata con scale standardizzate.

Uno studio prospettico su dieta LCHF vs dieta moderato-carbo a basso indice glicemico ha mostrato che la LCHF era più efficace nel ridurre massa grassa e migliorare diversi marcatori metabolici, senza danni a rene o tiroide nel periodo osservato.

Non significa che tutte debbano fare chetogenica a vita, ma mette a fuoco un punto: 𝑟𝑖𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑔𝑙𝑢𝑐𝑖𝑑𝑖𝑐𝑜, 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑒 𝑠𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒̀ 𝑖𝑛𝑠𝑢𝑙𝑖𝑛𝑜-𝑟𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑡𝑒, ℎ𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜, 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑠𝑜.

𝑫𝒊𝒆𝒕𝒂 𝒂𝒏𝒕𝒊-𝒊𝒏𝒇𝒊𝒂𝒎𝒎𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒆 𝑴𝒆𝒅𝒊𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂𝒏𝒆𝒂
Altri lavori guardano alla qualità globale della dieta:

- Un pattern alimentare con basso Dietary Inflammatory Index (DII) e alta aderenza allo stile mediterraneo si associa a livelli più bassi di citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-6) nelle donne con lipedema.
- Studi trasversali, certo, quindi niente causalità; ma il segnale è chiaro: meno junk pro-infiammatorio → meno infiammazione di basso grado.

Una review su approcci nutrizionali nel lipedema (Atabilen Pınar et al., 2025) conclude che non c’è ancora una dieta “ufficiale” per il lipedema, ma che:

- il controllo del peso,
- la riduzione del carico glucidico,
- l’aumento di alimenti anti-infiammatori (olio extravergine, pesce azzurro, frutta secca, verdure, spezie etc.)

Sono i tre pilastri su cui ha più senso lavorare.

𝐄 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐩𝐨𝐬𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞? 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐡𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 (Medico Chirurgo)

Qui la letteratura è più corposa (anche se non randomizzata). Il lavoro storico di Schmeller et al., 2012 su liposuzione tumescent in donne con lipedema mostra, a lungo termine:

- riduzione stabile di volume e disproporzione arti/tronco,
- calo significativo di dolore e sintomi,
- riduzione o addirittura sospensione della terapia decongestiva in una quota importante di pazienti,
- tasso di complicanze serio relativamente basso.

Studi successivi su water-jet assisted liposuction (WAL) e altre varianti confermano miglioramenti morfologici, funzionali e di qualità di vita, con differenze tecniche ma stessa direzione di marcia. Una recente meta-analisi sugli interventi di liposuzione nel lipedema arriva alla conclusione che questi interventi sono efficaci e ragionevolmente sicuri, a patto che vengano eseguiti in centri esperti e che il paziente mantenga compressione e stile di vita adeguato.

L𝑎 𝑙𝑖𝑝𝑜𝑠𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 “𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑡𝑖𝑐𝑎” 𝑚𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑢𝑟𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑟𝑢𝑟𝑔𝑖𝑐𝑎 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑒, 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑜𝑠𝑎, 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑟𝑖𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑒𝑠𝑠𝑢𝑡𝑜 𝑙𝑖𝑝𝑒𝑑𝑒𝑚𝑎𝑡𝑜𝑠𝑜 𝑒 𝑖 𝑠𝑖𝑛𝑡𝑜𝑚𝑖, 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑑𝑖𝑒𝑡𝑎, 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒.

𝐈𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨: 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨, 𝐧𝐨𝐧 “𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐚”

Le linee guida internazionali e gli Standard of care sono chiari: la gestione del lipedema efficace nel medio-lungo termine non è basata su una singola arma, ma su un 𝐩𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨:

𝟏) 𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚
– per smettere di colpevolizzare le pazienti (“mangi meno”) e iniziare a parlare di malattia.

𝟐) 𝐄𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐨
– frequente, adattato al dolore e allo stadio, con obiettivi funzionali chiari.

𝟑) 𝐓𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐂𝐃𝐓
– calze adeguate, linfodrenaggio, eventualmente dispositivi pneumatici, soprattutto nelle fasi più avanzate.

𝟒) 𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐭𝐚
– controllo del peso e dell’insulino-resistenza, approccio low-carb/anti-infiammatorio personalizzato, evitando estremismi fai-da-te.

𝟓) 𝐒𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞
– perché l’impatto su autostima, immagine corporea e vita sociale è enorme.

𝟔) 𝐂𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 (𝐥𝐢𝐩𝐨𝐬𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞)
– quando la terapia conservativa è stata fatta seriamente e non basta più, e quando ci sono le condizioni cliniche e logistiche per un intervento sicuro e seguito nel tempo.

𝐀 𝐭𝐞 D𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐢𝐩𝐞𝐝𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨:

“𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑜. 𝐼𝑙 𝑙𝑖𝑝𝑒𝑑𝑒𝑚𝑎 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑠𝑠𝑢𝑡𝑜 𝑎𝑑𝑖𝑝𝑜𝑠𝑜. 𝑁𝑜𝑛 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑖𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑓𝑒𝑡𝑡𝑎, 𝑚𝑎 𝑠𝑎𝑝𝑝𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑏𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑢 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜, 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑎𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 – 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑒 – 𝑐ℎ𝑖𝑟𝑢𝑟𝑔𝑖𝑎, 𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑟𝑖𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒, 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑔𝑎𝑚𝑏𝑒 𝑒 𝑙𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝑁𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑚𝑖𝑟𝑎𝑐𝑜𝑙𝑜𝑠𝑎: 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜, 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑠𝑢 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑎, 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑎 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎.”

𝐋𝐢𝐧𝐞𝐞 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐮𝐬
- Herbst KL, Kahn LA, Iker E, et al. Standard of care for lipedema in the United States. Phlebology. 2021;36(10):779-796. doi:10.1177/02683555211015887.

- Annunziata G, et al. The role of physical exercise as a therapeutic tool to improve lipedema. Curr Nutr Rep. 2024;13(3): in press. doi:10.1007/s13679-024-00579-8.

𝐄𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐨, 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚
- Lanzi S, Pousaz A, Porceddu E, et al. Exercise training in women with lipedema – a systematic review. Vasa. 2025; online ahead of print. doi:10.1024/0301-1526/a001250.

- Atan T, Bahar-Ozdemir Y. The effects of complete decongestive therapy or intermittent pneumatic compression therapy or exercise only in the treatment of severe lipedema: a randomized controlled trial. Lymphat Res Biol. 2021;19(1):86-95. doi:10.1089/lrb.2020.0019.

- Czerwińska M, Gruszecki M, Rumiński J, Hansdorfer-Korzon R. Evaluation of the effectiveness of compression therapy combined with exercises versus exercises only among lipedema patients using various outcome measures. Life (Basel). 2024;14(11):1346. doi:10.3390/life14111346.

- Wright T, Scarfino CD, O’Malley EM. Effect of pneumatic compression device and stocking use on symptoms and quality of life in women with lipedema: a proof-in-principle randomized trial. Phlebology. 2023;38(1):51-61. doi:10.1177/02683555221145779.

𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚, 𝐜𝐡𝐞𝐭𝐨𝐠𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 / 𝐥𝐨𝐰-𝐜𝐚𝐫𝐛 𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢
- Amato ACM, et al. The efficacy of ketogenic diets (low carbohydrate; high fat) as a potential nutritional intervention for lipedema: a systematic review and meta-analysis. Nutrients. 2024;16(19):3276. doi:10.3390/nu16193276.

- De Oliveira J, de Paula ACP, Guimarães VHD, et al. Clinical or cultural? Dietary interventions for lipedema: a systematic review. Maturitas. 2025;202:108716. doi:10.1016/j.maturitas.2025.108716.

- Atabilen Pınar B, Çelik MN, Altıntaş Başar HB. Current Evidence-Based Clinical Nutritional Approaches in Lipedema: A Scoping Review. Nutr Rev. 2025;nuaf203. doi:10.1093/nutrit/nuaf203.

- Jeziorek M, Szuba A, Rockicki M, et al. The effect of a low-carbohydrate, high-fat diet versus moderate-carbohydrate, low-glycemic index diet on body composition in patients with lipedema. Diabetes Metab Syndr Obes. 2022;15:2337-2350. doi:10.2147/DMSO.S373631.

- Jeziorek M, Szuba A, Rockicki M, et al. The effect of a low-carbohydrate high-fat diet on body composition and metabolic parameters in women with lipedema and obesity. Nutrients. 2023;15(11):2619. doi:10.3390/nu15112619.

- Lundanes J, Sæther JC, et al. The effect of a low-carbohydrate diet on subcutaneous adipose tissue and metabolic health in women with lipedema. Front Nutr. 2024;11:1484612. doi:10.3389/fnut.2024.1484612.

- Keith L, Seo CA, Rowsemitt C, et al. Ketogenic diet as a potential intervention for lipedema. Med Hypotheses. 2021;154:110642. doi:10.1016/j.mehy.2021.110642.

𝐋𝐢𝐩𝐨𝐬𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐢
- Schmeller W, Hueppe M, Meier-Vollrath I. Tumescent liposuction in lipoedema yields good long-term results. Br J Dermatol. 2012;166(1):161-168. doi:10.1111/j.1365-2133.2011.10566.x.

- Witte T, Dadras M, Heck FC, et al. Water-jet-assisted liposuction for the treatment of lipedema: standardized treatment protocol and results of 63 patients. J Plast Reconstr Aesthet Surg. 2020;73(9):1637-1644. doi:10.1016/j.bjps.2020.03.002.

- Mortada HH, Alaqil S, Al Jabbar I, et al. Safety and effectiveness of liposuction modalities in managing lipedema: systematic review and meta-analysis. Arch Plast Surg. 2024;51(5):510-526. doi:10.1055/a-2334-9260.

Merenda pronta.✅ Budino cachi e cacao
18/11/2025

Merenda pronta.

✅ Budino cachi e cacao

07/11/2025

A 97 ANNI, E' MORTO JAMES WATSON

Per un biologo come me, è la fine di un monumento, ma uno di quelli con molte parti in ombra.

James D. Watson è stato una delle figure più complesse e controverse nella storia della scienza. Insieme a Francis Crick scoprì nel 1953 la struttura a doppia elica del DNA, una delle più grandi conquiste intellettuali del Novecento. Quella scoperta non solo rivelò come l’informazione genetica si trasmette da una generazione all’altra, ma inaugurò l’intera biologia molecolare, la genetica moderna e l’evoluzione comparata su base molecolare.

Ma accanto al genio c’era un carattere competitivo, spietato e spesso incapace di rispetto per gli altri. L’ambiente di Cambridge dei primi anni Cinquanta era dominato da una cultura maschile, chiusa e aggressiva, e Watson ne fu un interprete perfetto. Nella corsa a “decifrare il segreto della vita” ignorò ogni cautela etica: lui e Crick utilizzarono dati cruciali di Rosalind Franklin, ottenuti attraverso fotografie a raggi X, senza chiederle il permesso né citarla nella pubblicazione su Nature. Solo molti anni dopo, nella sua autobiografia The Double Helix (1968), Watson ammise parzialmente il debito verso Franklin, ma lo fece in termini condiscendenti e sessisti, descrivendola in modo ridicolizzante e relegandola a un ruolo marginale. Quella stessa autobiografia, divenuta un caso editoriale, fu anche il primo racconto diretto della feroce competizione nel mondo della ricerca, fatta di rivalità, appropriazioni di idee e calcoli personali: un mondo ben lontano dall’immagine idealizzata della scienza come impresa pura e collettiva.

Negli anni successivi Watson costruì un’enorme influenza accademica: fu professore ad Harvard, poi direttore del Cold Spring Harbor Laboratory, che trasformò in uno dei centri più avanzati di genetica e genomica, e promosse con forza la nascita del Progetto Genoma Umano. Ma la sua reputazione si sgretolò sotto il peso di un lungo elenco di dichiarazioni pubbliche razziste e sessiste. Sostenne che l’intelligenza delle popolazioni africane fosse “geneticamente inferiore”, che le donne non fossero portate per la ricerca, che l’omosessualità dovesse poter essere evitata con la selezione genetica dei nascituri. Le sue frasi suscitarono scandalo in tutto il mondo e portarono, nel 2019, alla revoca di ogni titolo onorifico da parte del laboratorio che aveva diretto per decenni.

Watson resta così il simbolo di un paradosso. Ha incarnato il meglio della scienza – la curiosità, la capacità di vedere ciò che nessuno aveva ancora immaginato – e al tempo stesso il suo lato più brutale: l’arroganza, la competizione cieca, la disattenzione verso il contributo degli altri e verso i limiti etici. È stato un uomo capace di svelare la struttura alla base della vita e dell'evoluzione, ma non seppe comprendere pienamente la complessità e la dignità dell’essere umano.

https://www.facebook.com/share/p/16E82bhZsM/?mibextid=wwXIfr
27/10/2025

https://www.facebook.com/share/p/16E82bhZsM/?mibextid=wwXIfr

💪 𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐯𝐞𝐥𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 (𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐛𝐨𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨)

Non serve sempre un laboratorio per capire se un corpo è in salute.
Secondo un nuovo studio pubblicato su J Cachexia, Sarcopenia and Muscle (García-Hermoso et al., 2025), 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐨 — 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐨 — 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐩𝐫𝐞𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢𝐨𝐦𝐞𝐭𝐚𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐧𝐞𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢.

📊 Analizzando oltre 𝟏𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 tra 8 e 18 anni, i ricercatori hanno trovato che chi aveva una presa debole in rapporto al peso corporeo mostrava trigliceridi più alti, HDL più bassi, pressione maggiore e insulino-resistenza.
In altre parole, un muscolo “pigro” parla prima che lo facciano i referti ematici.

👉 𝐈 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐮𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐫𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢:

- Bambine < 0,30

- Bambini < 0,39

- Adolescenti femmine < 0,36

- Adolescenti maschi < 0,42

(𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑒𝑠𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑎 𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜𝑟𝑒𝑜)

Sotto questi limiti, il rischio cardiometabolico schizza verso l’alto.
!!𝐍𝐨𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢!!!, ma di un 𝒄𝒂𝒎𝒑𝒂𝒏𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒅’𝒂𝒍𝒍𝒂𝒓𝒎𝒆 che consente di intervenire presto con alimentazione, movimento e valutazioni mirate.

🧩 𝐔𝐧 𝐭𝐞𝐬𝐭 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞, 𝐥𝐮𝐝𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐧𝐭𝐞
Misurare la forza di presa non è solo utile, ma anche divertente. Nelle scuole può diventare un momento ludico di educazione alla salute: una piccola sfida a chi stringe di più, che insegna ai ragazzi a conoscere il proprio corpo e li motiva al movimento. Bastano pochi minuti, un dinamometro e tanta curiosità per trasformare un test in un’attività educativa capace di stimolare consapevolezza e spirito di squadra.

💡 In pratica: prima di preoccuparci dei “like”, dovremmo preoccuparci della 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐨. È un segnale semplice, oggettivo e — come confermano i dati — predittivo.

Da nutrizionisti e professionisti della salute, dovremmo riportare la valutazione funzionale (come la forza muscolare) al centro del 𝐜𝐡𝐞𝐜𝐤-𝐮𝐩 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, accanto a peso, BMI e circonferenza vita etc.

𝑰𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒔𝒐𝒍𝒐 “𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒔𝒂”, 𝒎𝒂 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒔𝒂 𝒇𝒂𝒓𝒆.

🏫 𝐋𝐞 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐞 𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 questi test di valutazione funzionale durante l’anno scolastico possono contattare Nutri.Prof – Federazione Nutrizionisti Professionisti per ricevere supporto tecnico e materiale informativo.

📚 𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚

1) García-Hermoso A, Ramírez-Vélez R, Ortega FB, et al. Handgrip strength thresholds to detect cardiometabolic risk in youth: The MOVI-2 study and a systematic review and meta-analysis. J Cachexia Sarcopenia Muscle. 2025;16(2):345-359. doi:10.1002/jcsm.13542

2) Ortega FB, Ruiz JR, Castillo MJ, Sjöström M. Physical fitness in childhood and adolescence: A powerful marker of health. Int J Obes (Lond). 2008;32(1):1-11. doi:10.1038/sj.ijo.0803774

3) Smith JJ, Eather N, Morgan PJ, Plotnikoff RC, Faigenbaum AD, Lubans DR. The health benefits of muscular fitness for children and adolescents: A systematic review and meta-analysis. Sports Med. 2014;44(9):1209-1223. doi:10.1007/s40279-014-0196-4

4) Cadenas-Sánchez C, Mora-Gonzalez J, Migueles JH, et al. Handgrip strength as a health biomarker in children and adolescents: What does it tell us? Nutrients. 2020;12(8):2406. doi:10.3390/nu12082406

5) Moliner-Urdiales D, Ruiz JR, Ortega FB, et al. Association of muscular and cardiorespiratory fitness with total and central body fat in adolescents: The HELENA study. Br J Sports Med. 2010;44(4):256-262. doi:10.1136/bjsm.2009.062430

Chi si ferma è perduto! Oggi inizia per me una nuova avventura💪🏻
25/10/2025

Chi si ferma è perduto! Oggi inizia per me una nuova avventura💪🏻

Perché Preparare le Creme in casa?𝐈𝐧𝐠𝐫𝐞𝐝𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢: controlli ogni ingrediente: zero conservanti, coloranti o additi...
23/10/2025

Perché Preparare le Creme in casa?

𝐈𝐧𝐠𝐫𝐞𝐝𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢: controlli ogni ingrediente: zero conservanti, coloranti o additivi artificiali. Solo bontà genuina.

𝐃𝐨𝐥𝐜𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚: regoli tu la quantità di zucchero secondo i tuoi gusti e le tue esigenze alimentari.

𝐑𝐢𝐬𝐩𝐚𝐫𝐦𝐢𝐨 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨: costi ridotti rispetto ai prodotti commerciali, con una qualità molto superiore.

𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐜𝐢𝐧𝐚: personalizza le ricette con i tuoi ingredienti preferiti per creare combinazioni uniche.

Indirizzo

Piazza Umberto, 19
Bitetto
70020

Telefono

+393492344456

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Antonella Fanfulla - Biologa Nutrizionista pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Antonella Fanfulla - Biologa Nutrizionista:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare