Dott. Pasquale Giangaspero

Dott. Pasquale Giangaspero Dirig. Med. Ginecologia e Ostetricia ospedaliero SSN in extramoenia
▪︎ Ginecologia e Ostetricia
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10/03/2026

Though CAR T cells have been effective against certain blood cancers, they have not been for solid tumors.

Now, a new form of highly sensitive CAR T cells aims to overcome one of the biggest barriers in solid tumor immunotherapies—the way solid tumors lack a single, widely shared surface target.

By engineering an ultra-sensitive receptor capable of detecting even the smallest amounts of the protein CD70, researchers report in Science they were able to eradicate kidney, ovarian, and pancreatic tumors in preclinical models.

The findings provide a potential strategy to treat a broad range of solid tumors. https://scim.ag/4tUIU93

10/03/2026

How does neuroinflammation trigger depressive-like behaviors?

Researchers in show that Orai1 sustains production of proinflammatory cytokines from microglia and that Orai1-deficient mice display less pronounced depressive-like behaviors.

Learn more: https://scim.ag/3OdXY1c

10/03/2026

Genetically altered astrocytes that express chimeric antigen receptors offer a promising immunotherapy system capable of clearing accumulations of amyloid-β in the brains of mice—a hallmark pathological feature of , according to a new study in Science.

Learn more in a new Science Perspective: https://scim.ag/4d0b24j

Prima lezione del Percorso Formativo Annuale in MICROIMMUNOTERAPIA , Bioregulatory Sistems ( BrSM ) e Low Dose Medicine
14/02/2026

Prima lezione del Percorso Formativo Annuale in MICROIMMUNOTERAPIA , Bioregulatory Sistems ( BrSM ) e Low Dose Medicine

06/02/2026

Prophylactic oxytocin dose following vaginal birth to prevent postpartum hemorrhage: a systematic review and dose-response meta-analysis https://ow.ly/bZvA50Y832b

06/02/2026
06/02/2026

Nel 2025 in Italia sono stimate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore, un dato stabile rispetto agli anni precedenti grazie ai progressi nella prevenzione e nella diagnosi precoce.

Tra le donne, una parte rilevante di questi casi riguarda i tumori ginecologici, ossia neoplasie che colpiscono ovaie, utero e cervice uterina. Queste forme hanno un impatto importante sulla salute femminile e richiedono attenzione sia nei controlli medici sia nella prevenzione.
Secondo il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2025” redatto da AIOM, AIRTUM, cui si sono progressivamente aggiunti PASSI e PASSI D'ARGENTO, SIAPEC-IAP e Osservatorio Nazionale Screening (ONS), la mortalità oncologica complessiva nel nostro Paese è in diminuzione negli ultimi anni, segno che diagnosi precoce, screening e cure più efficaci funzionano.
Nei dati più recenti disponibili le neoplasie dell’endometrio sono tra i tumori femminili più frequenti: circa 8.650 nuovi casi stimati nel 2024, rappresentando una delle prime cause oncologiche nelle donne italiane dopo mammella, colon-retto e polmone.

Per il tumore ovarico invece si stimano ogni anno oltre 6.000 nuovi casi in Italia, con oltre 3.600 decessi annuali e una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi intorno al 43%.
Per i tumori ginecologici dunque, partecipare a programmi di screening come il Pap test o test HPV e prestare attenzione ai sintomi (ad esempio sanguinamenti anomali o dolore persistente) può fare davvero la differenza nella prevenzione e nell’esito delle terapie.
Conoscere i segnali, fare controlli regolari e promuovere stili di vita sani sono passi chiave per affrontare queste malattie con consapevolezza.

06/02/2026

Un ampio studio internazionale, coordinato in Italia dall’Università di Genova – Irccs Ospedale Policlinico San Martino e dall’Università di Modena e Reggio Emilia, chiamato BRCA BCY Collaboration, condotto su oltre 3200 donne sotto i 40 anni con diagnosi di tumore al seno invasivo, in 109 Centri in 33 Paesi in tutto il mondo, offre nuove importanti informazioni sul tumore del seno.

Rivela che le mutazioni dei geni Brca1 e Brca2, comunemente noti come i geni Jolie, che causano il tumore del seno ma anche dell’ovaio, non hanno lo stesso potere aggressivo, alcune lo sono di più e altre di meno. Questo significa che alcune di essere associate a una prognosi peggiore e a una riduzione della sopravvivenza e che altre invece possono influenzare meno negativamente l’evoluzione della malattia.

Lo studio è particolarmente importante perché permette di valutare con maggiore precisione il rischio reale delle pazienti portatrici di mutazioni Brca, orientando o cambiando le decisioni cliniche, ad esempio intensificando le cure e i controlli nelle donne con le mutazioni genetiche più “cattive” e anche che tipo di impatto le caratteristiche di queste mutazioni possono avere sugli esiti clinici, fra cui per esempio la sua aggressività, può aiutare a ottimizzare le strategie di trattamento. Per esempio, la presenza di varianti associate a prognosi peggiori può suggerire di intensificare i programmi di sorveglianza, oppure indicare l’opportunità di prevedere terapie più o meno intensive a seconda dell’impatto che la mutazione può avere sull’aspettativa di sopravvivenza.

Toss A, Blondeaux E, Tenedini E et al. Association between type and location of germline BRCA1/2 pathogenic or likely pathogenic variants with phenotype and prognosis in young patients with breast cancer: results from an international cohort study. Annals of Oncology, 2025, 17:S0923-7534(25)06262-3. Doi: 10.1016/j.annonc.2025.11.004.

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