L'angolo della Psicologia - Dott.ssa Liberati Giuseppina

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L'angolo della Psicologia - Dott.ssa Liberati Giuseppina Diagnosi, consulenza e sostegno psicologico.
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🔵L’autostima è un processo continuo, fatto di piccoli gesti e un dialogo interiore più gentile con noi stessi.Se sentiam...
28/11/2025

🔵L’autostima è un processo continuo, fatto di piccoli gesti e un dialogo interiore più gentile con noi stessi.
Se sentiamo il bisogno di rafforzare il modo in cui ci percepiamo, ecco alcuni esercizi che possono aiutare a lavorare sull’autostima.

Tenere un diario dei successi
Ogni settimana, prendiamoci qualche minuto per scrivere alcune cose che abbiamo fatto bene durante la giornata.
Possono essere anche piccole conquiste.
Questo esercizio aiuta il cervello a riconoscere le risorse, piuttosto che concentrarsi solo su ciò che “manca”

Cambiare il dialogo interno
Tutti abbiamo frasi che ci ripetiamo nei momenti di difficoltà: “Non sono abbastanza”, “Non ce la farò”.
Iniziare a sostituirle con affermazioni più realistiche e positive come: “Sto facendo del mio meglio, e questo è già molto”.

Sfidare la voce critica
Quando ci accorgiamo di un pensiero autolimitante (“Non sono capace”, “Fallirò’’), proviamo a chiederci se possiamo vedere le cose in un altra prospettiva costruttiva e incoraggiarsi.

Fare una lista dei nostri punti di forza
Prendiamo del tempo per scrivere almeno 10 qualità o risorse che riconosciamo

Uscire dalla zona di comfort, un passo alla volta
Ogni settimana, scegliamo una piccola azione che ci mette a disagio, ma che desideriamo affrontare.
Può essere dire “no”, esprimere un’opinione o chiedere un chiarimento.
Ogni volta che affrontiamo una paura, dimostriamo a noi stessi di essere capace di agire, anche con l’incertezza.

Prendiamoci cura del corpo, per sostenere la mente
Corpo e mente sono unica entità e collegati. Quando ci prendiamo cura del nostro benessere fisico, anche l’autostima ne trae beneficio.

Circondarsi di relazioni che fanno bene
Fare attenzione a chi scegliamo di avere accanto.
Passare più tempo con persone che ci rispettano, ci sostengono e ci fanno sentire valorizzati e non sminuiti fa la differenza.

Prendersi cura di se stessi
28/11/2025

Prendersi cura di se stessi

27/11/2025

Impara a dire no come chi spalanca una finestra e lascia entrare aria fresca.
All’inizio può sembrare difficile, quasi come voltare le spalle a qualcuno.
Ma ricorda, ogni “no” che offri agli altri è un “sì” che finalmente doni a te stesso.
E quando il senso di colpa si affaccia, guardalo con calma, non è la tua coscienza, è solo l’abitudine a metterti sempre in secondo piano.
E arriva un punto di difendere il tuo tempo, il tuo spazio e la tua serenità.
Non è egoismo ma rispetto, prima di tutto per te stesso.

🔴 Sotto la pioggia dell’anima. L’abbandono emotivoL’abbandono emotivo è una delle esperienze psicologiche che agisce in ...
27/11/2025

🔴 Sotto la pioggia dell’anima. L’abbandono emotivo

L’abbandono emotivo è una delle esperienze psicologiche che agisce in modo invisibile ma profondo.
Non si tratta di una assenza fisica, bensì di un’assenza affettiva, ovvero quando una persona significativa come un genitore, un partner, o una figura di riferimento non riconosce, non accoglie o non risponde ai bisogni emotivi dell’altro.
E allora impariamo a non chiedere, a controllare e ad autosabotarci.
È il silenzio al posto dell’ascolto, la distanza al posto della presenza, l’indifferenza al posto della comprensione.

Chi sperimenta l’abbandono emotivo spesso sviluppa una profonda insicurezza, la sensazione di non essere abbastanza e la convinzione di dover “meritare” l’amore per essere accettato.
Si può oscillare tra la paura di perdere l’altro e il desiderio di non dipendere più da nessuno, generando relazioni instabili o distanti.
A livello psicologico, le conseguenze possono manifestarsi attraverso ansia, depressione, difficoltà relazionali o incapacità di fidarsi o ad imparare a reprimere le proprie emozioni, come se “non sentire” fosse l’unico modo per non soffrire.
Ma questa anestesia emotiva, se protratta nel tempo, impoverisce la vitalità e la capacità di connessione autentica.

Il primo passo inizia nel momento in cui si riconosce questo vuoto.
Dare un nome a quel vuoto interiore significa restituirgli senso e dignità è un percorso terapeutico può aiutare a ricostruire un rapporto più compassionevole con sé stessi, imparando ad ascoltare e validare i propri bisogni affettivi.

Solo allora il dolore dell’abbandono emotivo può trasformarsi in una spinta verso la consapevolezza, la forza interiore e la possibilità di amare prima sé stessi, poi gli altri in modo più maturo e autentico.

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📞 Telefono: 3498533982
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27/11/2025

🍀Molte persone iniziano un percorso psicologico pensando di dover risolvere un problema causato da qualcosa di esterno o una situazione difficile, una relazione complessa, un evento doloroso. Spesso, però, ciò che fa davvero soffrire non è tanto ció che è accaduto, ma ciò che ha attivato dentro di noi.
Ciò che pesa di più è quello che sentiamo dentro:
il senso di colpa, il senso di solitudine, il senso di abbandono, il senso di inadeguatezza, di vuoto, di inferiorità.
Non è tanto il mondo esterno a ferirci, ma il modo in cui certe esperienze toccano le nostre emozioni, la nostra storia, la nostra sensibilità.

Ed è proprio qui che il lavoro psicologico ha senso e valore perché quel mondo interiore è nostro, ci appartiene, ed è quindi uno spazio su cui possiamo intervenire.
Rielaborare quei significati, dare nuovi nomi alle emozioni e costruire nuovi equilibri è possibile.
E spesso, è proprio da lì che inizia il vero cambiamento.

Spesso la nostra mente è sovraccarica di impegni, pensieri e aspettative, al punto da farci dimenticare il nostro beness...
27/11/2025

Spesso la nostra mente è sovraccarica di impegni, pensieri e aspettative, al punto da farci dimenticare il nostro benessere emotivo e psicologico. “Ricordati di prenderti cura di te” è un promemoria fondamentale per riconnetterci con noi stessi e con i nostri bisogni interiori.
Prendersi cura di sé significa ascoltare le proprie emozioni, concedersi pause rigeneranti, coltivare attività che ci danno senso e gioia, e costruire abitudini che supportano la salute mentale.
Non è egoismo ma è un atto di consapevolezza, per gestire lo stress e mantenere relazioni più autentiche.

Un uomo durante il suo cammino rimane intrappolato in un labirinto, da cui prova in tutti i modi ad uscire, ma anziché r...
27/11/2025

Un uomo durante il suo cammino rimane intrappolato in un labirinto, da cui prova in tutti i modi ad uscire, ma anziché riuscirci rimane ancora più bloccato.
Per farlo, quindi, chiede aiuto ad un professionista di labirinti, affinché lo possa liberare immediatamente.
Il professionista accorre e anche lui vorrebbe farlo uscire prima possibile, ma sa benissimo che necessita di tempo e soprattutto, essendo all'esterno del labirinto, non potrà aiutarlo con le sue risorse, ma con quelle dell'uomo intrappolato.
Il professionista condivide questa idea con lui/lei, rimanendo presente e accogliendo il suo grido con ascolto autentico.
Iniziano insieme a vedere il labirinto da un'altra prospettiva, come qualcosa che accade agli umani in cammino e che non dipende totalmente da loro.
E mentre iniziano a cercare la strada per uscire, con risorse dell'uomo/donna, il labirinto comincia a trasformarsi in ciò che è, un tempo e uno spazio in cui esserci, anche se doloroso, e da cui "non dover uscire immediatamente" ma da "attraversare", come tutti i vissuti.
È così che trasformiamo la ricerca di vie d'uscita in vie d'accesso alla propria vita.

— D.Armetta

NON VEDIAMO GLI ALTRI PER COME SONO, MA PER COME CI FANNO SENTIREPuò sembrare una frase poetica, invece descrive un feno...
26/11/2025

NON VEDIAMO GLI ALTRI PER COME SONO, MA PER COME CI FANNO SENTIRE
Può sembrare una frase poetica, invece descrive un fenomeno psicologico preciso: la percezione non è mai oggettiva. Non guardiamo davvero le persone, guardiamo le sensazioni che il nostro corpo prova in loro presenza. Se qualcuno ci fa sentire sereni, lo interpretiamo come buono, competente, affidabile. Se ci trasmette tensione, lo percepiamo come freddo, distante, problematico. Non ci affezioniamo a qualcuno: ci affezioniamo a come ci fa sentire.
Viviamo però in una società che ci addestra a funzionare, non a sentire. Ci insegna a mostrare efficienza, a produrre risultati, a essere impeccabili nella performance, ma non a comprendere ciò che accade dentro di noi.
Così diventiamo abili nel ruolo, ma analfabeti nella percezione emotiva. E quando ignoriamo le nostre emozioni, ci affidiamo a ciò che appare. La superficialità diventa criterio, il carisma diventa sostanza. Basta un complimento al momento giusto, uno sguardo che ci fa sentire considerati, una frase detta con il tono giusto, e finiamo per attribuire valore a chi ci fa sentire visti, anche quando non è affidabile o meritevole.

[Ana Maria Sepe]

🔴 L’ Autosabotaggio: Comprendere e Superare gli Ostacoli InterniLa sindrome di autosabotaggio è un fenomeno psicologico ...
26/11/2025

🔴 L’ Autosabotaggio: Comprendere e Superare gli Ostacoli Interni

La sindrome di autosabotaggio è un fenomeno psicologico che impedisce a molte persone di raggiungere i propri obiettivi, nonostante siano consapevoli del loro potenziale. Si manifesta in vari modi: procrastinazione, autolimitazione, comportamenti autodistruttivi e il rifiuto di opportunità che potrebbero condurre al successo.
L’autosabotaggio si verifica quando una persona, sia consapevolmente che inconsciamente, mette ostacoli sul percorso verso il raggiungimento dei propri obiettivi o cerca di sabotare le proprie aspirazioni e propositi positivi.

🔺Le cause dell’autosabotaggio

Le cause dell'autosabotaggio sono molteplici e possono derivare da vari fattori psicologici e ambientali:
— Bassa autostima: Le persone con una bassa autostima tendono a non credere di meritare il successo o di essere all'altezza delle sfide. Questo può tradursi in una continua auto-limitazione.

— Paura del fallimento: La paura di fallire può portare a evitare le sfide o le situazioni in cui si potrebbero commettere errori.

— Programmazione mentale passata: Le esperienze infantili, le convinzioni limitanti o il condizionamento sociale possono influire sul modo in cui una persona si percepisce e agisce da adulto. Ad esempio, un genitore che trasmette un messaggio di "non sei abbastanza bravo" può provocare nell’individuo una sensazione di inadeguatezza che si riflette nelle sue azioni adulte.

— Conflitti interiori: Le persone possono avere desideri contrastanti, dove una parte di loro vuole progredire, mentre un’altra parte teme il cambiamento o l'incertezza che il progresso porta con sé.

🔺Come riconoscere la sindrome di autosabotaggio

I segnali di autosabotaggio sono spesso sottili e si manifestano in comportamenti quotidiani. Tra i più comuni:
— Procrastinazione cronica: Rimandare continuamente attività importanti per evitare di affrontare sfide che si percepiscono come minacciose.

— Autodistruzione emotiva: Prendere decisioni che danneggiano il proprio benessere emotivo, come entrare in relazioni tossiche o scegliere lavori insoddisfacenti.

— Autocritica eccessiva: Riconoscere i propri successi ma attribuirli a fattori esterni (come la fortuna) invece di meritarsi i risultati ottenuti grazie al proprio impegno.

— Evitare il rischio: Non affrontare opportunità che potrebbero comportare il successo, per paura di non essere in grado di gestire il cambiamento che ne deriva.

— Perfezionismo: Non iniziare mai qualcosa per paura di non farlo perfettamente, rimanendo bloccati in una fase di stallo.

🔺Superare la sindrome di
autosabotaggio

1. Lavorare sull'autostima: Coltivare un’immagine di sé positiva è essenziale. Questo può includere pratiche che rafforzano il senso di auto-efficacia.

2. Stabilire obiettivi realistici e raggiungibili: Fissare traguardi piccoli e graduali permette di ridurre il senso di sopraffazione e di ottenere successi concreti che rinforzano la motivazione.

3. Accettare il fallimento come parte del processo: Il fallimento non è una fine, ma una parte essenziale del percorso di crescita. Imparare a vedere gli errori come opportunità di apprendimento è fondamentale per rompere il ciclo di autosabotaggio

4. Affrontare le emozioni di paura e ansia: Imparare a gestire l’ansia attraverso tecniche di rilassamento o mindfulness può essere utile per ridurre il panico associato a nuove sfide.

👉🏻La sindrome di autosabotaggio è un comportamento che deriva da conflitti interiori e paure inconsce, ma è possibile riconoscerla e affrontarla per darsi delle possibilità, riscoprire il proprio potenziale e le proprie risorse.
[imag.web]

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25/11/2025

Crediamo di avere il controllo, ma è un’illusione.
La vera forza sta nell’accettare ciò che sfugge al nostro potere.

🔴L'amore che uccide: imparare a riconoscere i segnali delle relazioni tossicheL'amore dovrebbe essere un rifugio sicuro,...
25/11/2025

🔴L'amore che uccide: imparare a riconoscere i segnali delle relazioni tossiche

L'amore dovrebbe essere un rifugio sicuro, un luogo dove ci sentiamo compresi, amati e supportati. Purtroppo, però, non sempre è così. Esistono relazioni che, anziché farci fiorire, ci avvelenano lentamente, sottraendoci energie e autostima. Queste sono le famigerate relazioni tossiche.
Spesso è difficile riconoscere una relazione tossica perché l'amore, all'inizio, può mascherare atteggiamenti nocivi.

👇🏼Vediamo allora insieme come individuare i segnali di una relazione che ci sta facendo del male e soprattutto, come allontanarsene per ritrovare la nostra serenità.

🔺Segnali che identificano le relazione tossica
Gelosia possessiva e ossessiva

La gelosia è un sentimento naturale, che può nascere dalla paura di perdere la persona amata. Tuttavia, nella relazione tossica, la gelosia si trasforma per diventare possessiva e ossessiva. Il partner può arrivare a controllare ogni interazione, dagli spostamenti alle chat di WhatsApp, dalle pubblicazioni sui social network ai like e commenti lasciati. Un controllo che può arrivare anche a limitare le uscite con gli amici o con la famiglia, creando un isolamento progressivo.

🔺Critiche continue e svalutazione

In una relazione sana, il partner sostiene e incoraggia. In una relazione tossica, invece, si subisce una pioggia continua di critiche continue e svalutazione. Il partner ci fa sentire inadeguati, sottolinea i difetti e minimizza caratteristiche positive e vittorie. Un logoramento continuo, che fa perdere la fiducia in sé stessi e l'autostima.

🔺Manipolazione e colpevolizzazione

Il partner tossico è un abile manipolatore. Può agire tramite minacce velate rivolte a sé stesso o a te oppure ti dà la colpa dei suoi comportamenti. Ciò ti porta a sentirti sempre in torto, anche se la colpa è palesemente sua.

🔺Isolamento dagli amici e dalla famiglia

Per avere il massimo controllo su di te, il partner tossico può cercare di isolarti dalle persone care. Ti scoraggia dal vedere gli amici e la famiglia, facendoti credere che siano loro a "creare problemi". In questo modo, ti isola e ti rende più "attaccato" e sensibile alle manipolazioni.

🔺Minacce e violenza, fisica o psicologica

Nelle relazioni tossiche più gravi, si può arrivare a veri e propri abusi. Minacce verbali o fisiche, umiliazioni, violenza psicologica e aggressioni diventano la normalità.

🔺Il circolo vizioso

In alcuni casi, chi finisce in una relazione tossica può arrivare a provare un senso di dipendenza affettiva. Si crea un circolo vizioso: litigi, promesse di cambiamento, periodi di apparente felicità e poi di nuovo malessere. Piccoli, spesso insignificanti segnali che però potrebbero posticipare la decisione di troncare.

🔺Come terminare una relazione tossica

Liberarsi dalla trappola di una relazione tossica non è facile, ma è un azione fondamentale per il tuo benessere psicofisico. Ecco alcuni consigli che possono aiutarti a effettuare questo distacco:
Ammetti di essere parte di una relazione tossica
Il primo passo è riconoscere la situazione per quello che è. Non giustificare ulteriormente il tuo partner e non minimizzare i suoi comportamenti.

🔺Cerca supporto
Confidati con una persona di fiducia, un amico, un parente o uno psicologo. Parlare aiuterà a chiarirti le idee e a trovare la forza per allontanarti dal partner tossico. Un professionista, come uno psicologo, potrà poi aiutarti a comprendere le dinamiche della tua relazione e a sviluppare strategie per uscirne nel modo più sicuro e consapevole.

🔺Fai un piano per allontanarti
Non lasciare il partner all'improvviso. Prendi il tempo necessario per pianificare la tua uscita dalla relazione. Cerca un posto sicuro dove stare, se necessario, e organizza il modo per recuperare i tuoi effetti personali. Informa le persone care della tua decisione e chiedi il loro supporto.

🔺Stacca completamente
Appena riesci a liberarti da questa relazione, interrompi ogni contatto con il tuo ex partner. Non tornare indietro sui tuoi passi, non rispondere a messaggi o telefonate. Eliminalo dai social media e blocca il suo numero. Allontanati da qualsiasi ambiente che potrebbe metterti in contatto con lui.

🔺Sii la tua priorità
Uscire da una relazione tossica è un percorso impegnativo che richiede tempo e dedizione. Durante lo stesso prenditi cura di te, sia fisicamente che emotivamente. Mangia sano, fai movimento, stai nella natura, frequenta persone, riposati e divertiti.

🔺Non mollare
Dovrai affrontare momenti di sconforto e di nostalgia. Quando arriveranno, ricorda le ragioni per cui hai deciso di allontanarti dalla relazione e concentrati su ciò che vuoi. Non mollare, ne vale la pena.

🔺Ricorda: molte persone vivono relazioni tossiche e riescono a liberarsene. Impegno, supporto esterno e autostima ti permetteranno di uscire da questa trappola, avere serenità e ciò che meriti.

— Dott.ssa Liberati Giuseppina
[imag.web]

🌍Sito web: giuseppinaliberati.it

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