L'angolo della Psicologia - Dott.ssa Liberati Giuseppina

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L'angolo della Psicologia - Dott.ssa Liberati Giuseppina Diagnosi, consulenza e sostegno psicologico.
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Il tempo non cancella davvero ciò che fa male.Col passare del tempo, le ferite si chiudono, diventano cicatrici e il dol...
16/04/2026

Il tempo non cancella davvero ciò che fa male.
Col passare del tempo, le ferite si chiudono, diventano cicatrici e il dolore si fa più leggero.
Ma dentro di noi resta sempre una traccia, silenziosa che ci ricorda ciò che abbiamo vissuto.

Buona serata!

16/04/2026

Non siamo fatti per stare soli, ma nemmeno di stare in compagnia di chiunque.
Il bisogno di connessione è umano, profondo, necessario.
Ma lo è anche il bisogno di sentirsi visti, riconosciuti, rispettati nella propria autenticità.
Non tutte le presenze nutrono, alcune riempiono il tempo, altre svuotano lentamente.
La qualità dei legami conta più della loro quantità perché non è la vicinanza a fare la differenza, ma la possibilità di essere davvero se stessi senza doversi ridurre.

16/04/2026

All’inizio è semplice, si fa qualcosa per qualcuno e vieni apprezzato.
Poi, senza accorgertene, quel gesto smette di essere speciale, diventa abitudine e dato per scontato.
Quello che prima era un dono, pian piano si trasforma in qualcosa di previsto.
Non viene più visto come un atto di cura, ma come una presenza dovuta.
E quando continuiamo a dare senza limiti, rischiamo di insegnare all’altro che è normale ricevere, sempre e comunque.
Il punto non è che le persone siano per forza ingrate o irriconoscenti è che si abituano e ciò che è stato costante e smettono di notarne il valore.
Finché un giorno ci si ferma e si riflette e proprio in quel momento, ciò che offrivamo non viene ricordato come un dono, ma come qualcosa che manca.
Per questo dare è importante, ma lo è anche sapersi dare dei limiti, perché il valore di ciò che offriamo esiste solo se non diventa scontato.

🔴 Essere una spugna emotiva è un dono, ma bisogna imparare a dosarlo, per non perdere se stessi nell'oceano degli altri....
16/04/2026

🔴 Essere una spugna emotiva è un dono, ma bisogna imparare a dosarlo, per non perdere se stessi nell'oceano degli altri..

La "spugna emotiva" è una metafora che descrive una persona sensibile e empatica, che tende ad assorbire le emozioni, i sentimenti e le energie degli altri. Chi è una spugna emotiva può percepire in modo intensivo gli stati d’animo altrui, spesso senza riuscire a distinguere quando le emozioni degli altri cominciano e le proprie finiscono. Questo può portare a un esaurimento emotivo, in quanto il peso delle emozioni altrui viene interiorizzato senza essere adeguatamente rielaborato o "scaricato".

👇🏼Vediamo alcuni aspetti della "spugna emotiva"

🔺Empatia eccessiva: a volte, l’empatia non si limita a comprendere le emozioni degli altri, ma si traduce nel "sentire" quelle emozioni come se fossero proprie.

🔺Mancanza di confini emotivi: una spugna emotiva può avere difficoltà a mantenere confini chiari tra sé e gli altri, facendo fatica a separare le proprie emozioni da quelle degli altri.

🔺Esaurimento emotivo: assorbire troppe emozioni può portare a sentirsi esausti, sopraffatti o "svuotati", senza energia per sé stessi.

🔺Tendenza a prendersi cura degli altri a discapito di sé: una persona con questa predisposizione può concentrarsi troppo sulle emozioni degli altri, trascurando le proprie necessità emotive.

🔺Difficoltà a lasciar andare: dopo aver assorbito le emozioni altrui, può essere difficile liberarsene, creando un accumulo di sentimenti non propri che possono interferire con il benessere psicologico.

👉🏻 Ci sono diverse strategie che possono essere utili:

🔹Riconoscere il proprio ruolo
Prendere consapevolezza di quanto le emozioni degli altri possano influenzare il proprio stato d'animo è il primo passo. L'autoconsapevolezza aiuta a capire quando si sta assorbendo troppo e a distinguere tra le proprie emozioni e quelle degli altri.

🔹Stabilire confini emotivi
Imparare a stabilire confini emotivi sani è essenziale. Ciò significa essere capaci di dire "no" quando si sente che l'emotività degli altri sta influenzando troppo la propria vita, senza sentirsi in colpa.

🔹Distinguere le emozioni
Imparare a distinguere le proprie emozioni da quelle degli altri può essere molto utile. Se ci si accorge che si sta vivendo un'emozione che non è propria, si può fare un passo indietro e chiedersi da dove venga.

🔹Prendersi del tempo per sé
Spesso chi assorbe le emozioni degli altri ha una bassa priorità per sé stesso. È fondamentale dedicarsi del tempo per ricaricare le proprie energie, facendo attività che piacciono e che aiutano a ristabilire il proprio equilibrio emotivo.

🔹Comunicazione assertiva
Imparare a comunicare in modo assertivo, esprimendo i propri bisogni e sentimenti, può aiutare a evitare di farsi sopraffare dagli altri. L'assertività è una competenza che permette di difendere i propri spazi emotivi senza essere aggressivi.

🔹Chiedere aiuto professionale
Se il problema diventa particolarmente gravoso rivolgersi ad uno psicologo può essere un passo utile.
L’aiuto professionale può fornire strategie per gestire l'emotività in modo sano.

👇🏼Contatti:
📞 Telefono: 3498533982
📩 Email: info@giuseppinaliberati.it
🌎 Sito web: giuseppinaliberati.it

Una delle ferite emotive più silenziose nasce quando scambiamo gli altri per uno specchio.Quando proiettiamo su chi abbi...
16/04/2026

Una delle ferite emotive più silenziose nasce quando scambiamo gli altri per uno specchio.
Quando proiettiamo su chi abbiamo davanti il nostro modo di amare, di pensare, di sentire, costruiamo una dolce illusione e crediamo che ci verrà restituito ciò che saremmo pronti a dare o che gli altri reagiranno come reagiremmo noi, che avranno la nostra stessa profondità, la stessa cura.
Ma non sono gli altri a tradirci.
È l’immagine che avevamo creato a incrinarsi sotto il peso della realtà.
Ci delude ciò che avevamo inconsciamente costruito, non ciò che gli altri hanno scelto di essere. Attribuiamo agli altri le nostre virtù, le nostre intenzioni, le nostre sensibilità, come se condividessero il nostro stesso paesaggio interiore. E quando quel riflesso si spezza, ci sentiamo abbandonati, fraintesi, feriti.
Eppure, a rompersi non è il legame ma è l’illusione che lo avvolgeva.
La delusione non è sempre un torto subito, ma una rivelazione.
È il momento in cui ciò che avevamo immaginato lascia spazio a ciò che è. È un risveglio, talvolta doloroso, dal racconto che ci eravamo fatti.
Amare davvero significa vedere gli altri nella loro verità, distinta dalla nostra. Accettare che non siano un’estensione di noi, ma un mondo diverso, con i suoi limiti, le sue ombre, la sua misura di dare e ricevere.
Solo quando smettiamo di pretendere che gli altri ci somiglino, possiamo incontrarli per ciò che sono.
E solo allora l’amore smette di essere aspettativa e diventa scelta consapevole.

15/04/2026

Molte persone iniziano un percorso psicologico pensando di dover risolvere un problema causato da qualcosa di esterno o una situazione difficile, una relazione complessa, un evento doloroso. Spesso, però, ciò che fa davvero soffrire non è tanto ció che è accaduto, ma ciò che ha attivato dentro di noi.
Ciò che pesa di più è quello che sentiamo dentro:
il senso di colpa, il senso di solitudine, il senso di abbandono, il senso di inadeguatezza, di vuoto, di inferiorità.
Non è tanto il mondo esterno a ferirci, ma il modo in cui certe esperienze toccano le nostre emozioni, la nostra storia, la nostra sensibilità.
Ed è proprio qui che il lavoro psicologico ha senso e valore perché quel mondo interiore è nostro, ci appartiene, ed è quindi uno spazio su cui possiamo intervenire.
Rielaborare quei significati, dare nuovi nomi alle emozioni e costruire nuovi equilibri è possibile.
E spesso, è proprio da lì che inizia il vero cambiamento.

Buona serata!

Spesso nelle relazioni può emergere una paura costante di perdere l’altro. Questo può essere legato a un tipo di attacca...
15/04/2026

Spesso nelle relazioni può emergere una paura costante di perdere l’altro.
Questo può essere legato a un tipo di attaccamento chiamato ansioso, in cui una parte di noi rimane sempre vigile, pronta a percepire anche i segnali più piccoli di possibile distanza o allontanamento.
Quando questo meccanismo si attiva, anche dettagli apparentemente insignificanti, come un messaggio che tarda ad arrivare, un tono di voce diverso, un momento di silenzio possono sembrare minacce alla relazione.
Chi vive con questo tipo di attaccamento tende a interrogarsi continuamente su ciò che l’altro prova o pensa, chiedendosi se stia facendo troppo, se stia chiedendo troppo o se sia lui o lei a dover mantenere l’equilibrio emotivo del legame.
Non si tratta di debolezza ma è spesso è il risultato di esperienze passate che hanno insegnato, in modo implicito, che l’affetto può essere incerto o instabile.
Riconoscere e dare un nome a questo schema non serve a etichettarsi, ma a capire meglio cosa accade dentro di sé.
Da questa consapevolezza può nascere la possibilità di costruire relazioni più serene, autentiche e sicure.

15/04/2026

Non sempre riceviamo ciò che meritiamo, ma ciò che gli altri sanno dare.
Ognuno ama, si comporta e si avvicina agli altri secondo ciò che sono, non secondo ciò che l’altro meriterebbe.
Comprenderlo ed esserne consapevoli fa meno male, ci ricorda che non è una mancanza nostra perchè quello che meritiamo resta intatto, anche quando gli altri non sanno riconoscerlo.

📌I pensieri che coltiviamo ogni giorno influenzano profondamente le nostre emozioni, le nostre scelte e i risultati che ...
15/04/2026

📌I pensieri che coltiviamo ogni giorno influenzano profondamente le nostre emozioni, le nostre scelte e i risultati che otteniamo. Spesso, senza accorgercene, ci lasciamo guidare da convinzioni limitanti che ci bloccano e ci fanno perdere fiducia.

Imparare a riconoscere e trasformare i pensieri disfunzionali in pensieri funzionali è un passo fondamentale verso la crescita personale.
Non significa ignorare le difficoltà, ma affrontarle con un atteggiamento più costruttivo, aperto e orientato alle soluzioni.

🧠 Prendersi cura della propria mente è il primo passo verso il benessere.A volte basta uno spazio di ascolto, altre volt...
15/04/2026

🧠 Prendersi cura della propria mente è il primo passo verso il benessere.
A volte basta uno spazio di ascolto, altre volte serve un percorso più profondo.

Guarire non significa dimenticare. Significa imparare a vivere con ciò che è stato.Significa poter pensare a ciò che è s...
15/04/2026

Guarire non significa dimenticare.
Significa imparare a vivere con ciò che è stato.
Significa poter pensare a ciò che è successo senza che ci distrugga ogni volta.
Significa che, anche se la ferita c'è stata, tu non sei più solo quella ferita.
Significa trovare la forza di andare avanti senza negare il passato, ma trovando spazio per il presente e per il futuro.
Guarire è come imparare a camminare con una cicatrice, non scompare, ma non ci impedisce più di vivere pienamente la nostra vita.
[ imag. Lylibris]

🦋 Crescere non significa diventare “perfetti”, ma iniziare a guardarsi con occhi diversi.Spesso chi ci sta intorno nota ...
14/04/2026

🦋 Crescere non significa diventare “perfetti”, ma iniziare a guardarsi con occhi diversi.
Spesso chi ci sta intorno nota che “stiamo meglio”, che siamo più sereni o più sicuri. Ma quello che non si vede è il lavoro profondo che c’è dietro, affrontare le proprie paure, mettere confini, imparare ad ascoltarsi davvero.
Un percorso psicologico non cambia chi siamo ma aiuta a ritrovarci.
E, passo dopo passo, a costruire qualcosa che forse è sempre mancato, ovvero una relazione sana con noi stessi.
Perché la trasformazione più importante non è diventare qualcun altro, ma imparare ad amarci per quello che siamo.

Buona serata!

Indirizzo

Blera
01010

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 23:00
Martedì 09:00 - 23:00
Mercoledì 09:00 - 23:00
Giovedì 09:00 - 23:00
Venerdì 09:00 - 23:00
Sabato 09:00 - 23:00
Domenica 09:00 - 23:00

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