21/01/2025
🎭La nostra cultura, esprime attraverso le sue manifestazioni (arte, cinema, teatro, musica...) una definizione stereotipata della depressione:
☹️una persona chiusa in casa, a letto, che piange, che non fa niente.
⚠️Questa rappresentazione però è parziale, a volte fuorviante: il nucleo depressivo si radica attraverso convinzioni su di sé come:
"Io non vado bene"
"Io non sono abbastanza"
"Io sono inadeguato/a"
"Io non sono OK"
👉Una manifestazione possibile, ricorrente nell'attuale pratica clinica e nella società, ad un primo sguardo difficilmente inquadrabile come depressione, è quella della persona che si iper-coinvolge negli impegni, nella socialità, nel lavoro, che fa cose nel tentativo di ottenere un tornaconto interno compensativo: "Io vado bene".
🔁Tale coinvolgimento, tuttavia, produce un tornaconto superficiale, che difficilmente è sostanziale, realmente nutritivo per l'individuo; si innesca così un ciclo compulsivo di azioni, passatempi, attività che tengono la persona costantemente impegnata:
- con l' obiettivo di arrivare ad un senso di accettazione da parte degli altri e di sé stessa, di sentirsi finalmente OK.
-con l'esito di sentirsi ancora una volta inadeguato/a, perché viene approvata la propria maschera, perché c'è una forte dissipazione delle proprie energie e delle proprie risorse e perché ci si allontana da uno stato di reale intimità con gli altri e con sé.
✅Puoi conoscere ed accettare le nuove forme depressive.
✅Puoi essere Ok nell' essere triste, ora, senza l'approvazione degli altri.