Elena Lupo - Trasforma le tue ferite

Elena Lupo - Trasforma le tue ferite Psicologia, Psicoterapia Biosistemica, Alta Sensibilità, Neuropsicosomatica, Crescita personale

Versione integrale della presentazione del libro 💕🍀 buon ascolto! 🌟
08/05/2024

Versione integrale della presentazione del libro 💕🍀 buon ascolto! 🌟

Una presentazione a braccio che spazia dalle influenze del contesto e della nostra mente, agli spazi di coscienza in cui sentiamo di esistere. L'importanza d...

04/05/2024
Intervista sulla difficoltà di Lasciare Andare 🙏🍀
24/04/2024

Intervista sulla difficoltà di Lasciare Andare 🙏🍀

Estratto di una stimolante intervista sul Lasciare Andare. Buona visione! 🙏🌟

15/04/2024

“Vivere da persona altamente sensibile significa cogliere 1000 sfumature in ogni dettaglio; significa sentirsi sommersi dalla stimolazione del mondo esterno ma anche da quello interno, dover imparare a gestire il sovraccarico. Significa avere una particolare propensione all’osservazione profonda, all’elaborazione delle associazioni tra concetti e situazioni, soprattutto sociali; significa commuoversi facilmente o sentirsi facilmente stanchi e irritabili quando si è sovraccarichi; significa sentire tutto e più intensamente, sia le cose positive che quelle negative, e nel contempo fare un incredibile fatica per farlo comprendere ad altri che non hanno questa caratteristica. Significa anche tendere automaticamente ad anticipare le esigenze di chi ci circonda e occuparsi di persone e situazioni fino a fare molta fatica a rimanere centrati sui propri bisogni. Generalmente significa anche essersi sentiti diversi, spesso fuori posto, essersi sentiti dire spesso di essere “troppo”: troppo sensibili, troppo suscettibili, troppo profondi, troppo riflessivi, troppo stanchi, troppo lenti o troppo veloci, troppo emotivi. Per fortuna, a volte significa anche sentirsi dire che siamo ottimi confidenti, che le persone si sentono libere di parlare di sè, che tendiamo per natura a voler vivere in armonia e essere attenti agli altri, che siamo particolarmente coscienziosi e attenti, che tiriamo fuori il meglio nelle situazioni profonde, che abbiamo talenti artistici e una grande creatività”.
Elena Lupo

09/04/2024

Al cinema:
Entriamo in sala insieme a un gruppo di tre persone, di cui una in carrozzina. In questo cinema è previsto uno spazio per le carrozzine "al posto" di una poltrona ai due lati della fila centrale.
Questa persona però ha chiesto di essere spostata sulla poltrona "normale", invece che rimanere in carrozzina anche durante il film, il che implicava quindi "prendere il posto" di uno degli altri due.
La sala era quasi vuota, io seduta dall'altro lato della fila con un posto vuoto a fianco, propongo agli altri sei spettatori di scalare di un posto in modo da permettere al gruppo di tre di sedere comunque vicini.
Nessuno ha risposto, alcuni non mi hanno neanche guardato, nessuno si è spostato.
E la terza persona è andata in un altra fila, in uno dei posti rimasti liberi.
Io avevo comunque scalato per fare intanto "la mia parte", e dopo poco la persona seduta alla mia destra ha commentato col suo compagno "capisco che ci si possa immedesimare nelle difficoltà di qualcuno, ma aspettarsi che anche altri si pongano lo stesso problema è di un narcisismo estremo".
Al di là dello stupore nel sentire definire questo mio comportamento "narcisismo estremo" e sinceramente sgomento generale, ma soprattutto al di là del giudizio che potrebbe emergere sull'episodio di per sé, mi sono chiesta, come solito, cosa potevo imparare dall'esperienza.
E mi ha ricordato due cose:
1 - l'aiuto non richiesto può risultare presuntuoso e inopportuno
2 - voler aiutare gli altri implica esporsi e a volte questo significa ve**re fraintesi nelle intenzioni.
È doloroso (almeno per me lo è) ma è una parte che dobbiamo accettare se vogliamo manifestarci.
Buona visione a tutti 🍀
Elena Lupo

01/04/2024

L'umiltà è l'unico modo per cambiare davvero.

Quando qualcosa ci ferisce, lede la nostra autostima, ci fa perdere fiducia in noi, qualsiasi cosa sia può farci reagire tendenzialmente in due modi: attivando il senso di colpa oppure una reazione di difesa.
Nel primo caso non è utile perché la colpa immobilizza, rende ancora più impotenti e sfiduciati e ci scoraggia nel lavorarci sopra.
Nel secondo caso non è utile perché andare in reazione ci porta a rifiutare, negare e proiettare sull'altro il problema, che quindi rimane invisibile al nostro sguardo facendoci credere che non abbiamo niente su cui lavorare.
L'umiltà è la terza via, l'unica che porta al cambiamento: significa riconoscere in ogni occasione una sfumatura di noi su cui possiamo lavorare senza sentirci immobilizzati dalla colpa.
La colpa e la reazione chiudono il cuore.
L'umiltà invece lo apre, e nel cuore c'è l'unica via di vero cambiamento.
Elena Lupo

Eccoci al secondo appuntamento di un nuovo ciclo di consapevolezza e crescita personale ☀️🍀💖La finalità di questo tipo d...
04/03/2024

Eccoci al secondo appuntamento di un nuovo ciclo di consapevolezza e crescita personale ☀️🍀💖

La finalità di questo tipo di lavoro è favorire la crescita della persona in termini di consapevolezza personale, autocoscienza e coscienza globale (mindfulness), promuovendo il benessere dei suoi livelli emozionali, mentali, fisici, sociali e spirituali. È un approccio che include il corpo come canale di intervento attraverso tecniche quali il contatto, il respiro, il movimento, tecniche energetiche di attivazione o rilassamento, per sciogliere i blocchi psicosomatici e liberare le energie potenziali.

Un percorso di maturazione ed evoluzione attraverso la consapevolezza, per giungere a un buon grado di funzionalità ed equilibrio delle parti interne, ovvero a un’integrazione del Sé, implica 4 passaggi:
1- Consapevolezza dello stato di frammentazione
2- Lavoro sugli schemi interni stereotipati e sui condizionamenti (DISIDENTIFICAZIONE)
3- Riappropriazione dello sviluppo potenzialità (SCIOGLIMENTO BLOCCHI)
4- Realizzazione e consapevolezza globale del Sé (SENSIBIITA’, INTUIZIONE, PRESENZA, CONNESSIONE)

I workshop terranno quindi conto di questa modalità e questa progressione, di seguito il resto del programma completo

- sabato 20 aprile:
Le basi inconsce delle nostre relazioni
- sabato 1 giugno:
La ricerca del vero Sè - Chi siamo oltre la nostra idea di noi?
- Domenica 15 settembre:
Vivere nel flusso - Abbassare il controllo e aprirsi alla Vita
- sabato 5 ottobre:
Lasciare andare: L'arte di collaborare con l'inevitabile
- sabato 9 novembre:
La Bellezza collaterale - Cogliere la Luce attraverso le crepe della nostra esistenza

Potrete seguirlo come unico percorso progressivo o singolarmente in base al tema, tenendo conto che il numero massimo di partecipanti è sempre 14 ogni workshop, e che gli ultimi due non si possono fare senza aver mai fatto nulla di questo tipo di lavori.
Le iscrizioni si apriranno solo il mese precedente a ciascuna data.

01/03/2024

"Il lavoro che scegliamo, le persone che includiamo nella nostra vita e tutte le scelte che compiamo dipendono dalla nostra narrazione, ovvero dall’insieme di credenze che abbiamo di noi stessi e del mondo.
Quello che crediamo influenza, infatti, la nostra vita molto più di ciò che è apparentemente reale.
Ciò che crediamo, o ci hanno fatto credere, su chi siamo, ad esempio, molto spesso non corrisponde a chi potenzialmente siamo davvero.
L’immagine che ciascuno ha di se stesso è la più grande profezia che si auto-avvera."
Trasforma le tue ferite, Elena Lupo

29/02/2024

Il mio modo di lavorare 🍀
Un approccio orientato all'obiettivo riguarda un senso di "dovere" e un risultato proiettato nel futuro, in cui il giudizio del mio operato è una sorta di traguardo con criteri pre costituiti.
Riguarda me, più che l'altro.
L'approccio alternativo a procedere per obiettivi è procedere per passione e presenza, che ovviamente permette anche di raggiungere obiettivi, ma in modo diverso.
Ovvero al di là del dovere e del risultato, faccio tutto ciò che ritengo meglio per la mia esperienza e competenza nel momento presente con la persona davanti, con passione e fiducia.
Tutto il mio campo percettivo rimane nel presente (invece che nel futuro) e la mia mente rimane aperta e ricettiva (invece che guidata dalle mie aspettative).
In questo modo sono "davvero" con l'altro, sento ciò che sente e il mio criterio è vedere cosa funziona volta per volta secondo i criteri della persona, non dove voglio arrivare io.
Generalmente questo cambiamento porta un aumento di efficacia e velocità nel mio lavoro e una maggiore soddisfazione delle persone che seguo.
Qualora non dovesse funzionare, e nonostante la mia competenza e presenza la persona non traesse beneficio dal mio intervento, non lo vivo come un fallimento personale ma come accettare che ho dei limiti o che non era il momento o l'approccio giusto per quella persona.
E invio ad altri perché la persona possa in ogni caso possa trovare la sua strada.
Per il resto io sono sempre in continua formazione, per trovare sempre nuove strade e strategie efficaci, nel piacere e nella passione, più che nel dovere.
Non mi interessa l'aspetto "egoico" se io raggiungo o no, mi interessa che l'altro possa evolvere e diventare sé stesso, qualsiasi cosa voglia dire al di là del mio personale giudizio.

"Non chiederti di cosa ha bisogno il mondo.
Chiediti cosa ti rende felice, e fallo.
Il mondo ha bisogno di persone felici."
Il piccolo principe :)

Elena Lupo

28/02/2024

"Le persone cambiano generalmente per disperazione o per ispirazione:
Cambiamo perché vogliamo andare via da dove siamo, o perché siamo chiamati ad andare altrove.
Vogliamo cambiare perché cerchiamo nuovi amori, nuovi progetti, nuovi luoghi, nuove professioni, nuovi modi di pensare, sentire, agire, una nuova serenità, nuova pace.
Eppure, ciò che cerchiamo non ci raggiungerà finché non avremo messo in discussione gli schemi profondi, di cui generalmente siamo inconsapevoli, che le nostre ferite ci hanno trasmesso fino a qui.
È necessario diventare il tipo di energia e vibrazione che vorremmo attirare nella nostra vita: dobbiamo essere noi per primi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo."
Trasforma le tue ferite, Elena Lupo

26/02/2024

Potrebbe sembrare che la vita sia a nostra disposizione, eppure spesso siamo noi in realtà ad essere chiamati a servizio della vita.
Nelle cose importanti,negli eventi più cruciali,nelle decisioni più delicate,molte volte è la vita che chiede,e noi possiamo solo scegliere di collaborare o ostacolare il processo.
È un gioco in cui non abbiamo fatto noi le regole, ma possiamo scegliere come giocare.
Elena Lupo

"Ho letto il libro già due volte ed evidenziato i punti che mi hanno fatto riflettere di più o che mi hanno risuonato pa...
23/02/2024

"Ho letto il libro già due volte ed evidenziato i punti che mi hanno fatto riflettere di più o che mi hanno risuonato particolarmente. Ho risposto a tutte le domande. Ma tra qualche tempo conto di rileggerlo e rispondere nuovamente perché sono certa che qualcosa sarà cambiato e che a seconda del periodo della propria vita in cui si legge possiamo trarne spunti diversi e insegnamenti che non avevamo colto prima, perché in una fase diversa dell'esistenza. Nel mio caso ti assicuro che l'ho letto nel momento esatto in cui ne avevo bisogno e ha risposto proprio a delle domande che mi stavo ponendo... E comunque grazie davvero Elena per questo dono che ci hai fatto 💗"
S.

❤️ La Rubrica dei miei Lettori del ❤️
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