Dr.ssa Francesca Di Luzio Psicologa

Dr.ssa Francesca Di Luzio Psicologa Sono Psicologa e Psicoterapeuta Biosistemica, offro servizi di supporto psicologico e psicoterapia Potersi sperimentare in maniera sicura.

Sono psicologa clinica e della salute in specializzazione come terapeuta psicocorporea (ultimo anno). Lo scopo che mi do è sempre accompagnare la persona nella esplorazione sicura di sè, perchè se non si ha consapevolezza di se non si può talvolta affrontare il cambiamento. Per prima cosa bisogna accettare cosa ci sta capitando, senza giudizio, per capire quali risorse abbiamo e poi come attivarle. Faccio questo avvalendomi di tecniche psco-corporee che provengono dall'integrazione di più indirizzi (Scuola Biosistemica: Bioenergetica, Psicodinamica, PNEI, Psicologia sistemico-relazionale, gestalt). Ho familiarità con il mondo della fecondazione assistita e con le dinamiche emotive che possono accadere nei lavori a contatto con il pubblico. Da sei anni lavoro anche come impiegata front office e ho avuto modo di lavorare un anno come tale in un centro di Medicina della Riproduzione, per poi lavorare nelle risorse umane e in un laboratorio analisi. Ho perfezionato le conoscenze con un master per la gestione della coppia nell'affrontare l'infertilità. Ho lavorato come volontaria in un centro per le demenze, come animatrice e poi conduttrice di gruppi di stimolazione emotiva per malati di deterioramento cognitivo di tipo misto e i loro care-giver.
È importante per me poter dare alla persona un suo spazio e un suo tempo in cui potersi conoscere, senza giudizi. Poter nel frattempo apprendere come funzioniamo a livello emotivo nelle tre sfere della persona: corpo, mente cognitiva ed emozioni, in modo da esercitarsi a divenire un essere integrato, più presente, più fiducioso della sua efficacia nel mondo esterno, per rendere la propria esistenza più comoda possibile per come siamo.

La rabbia? Menomale che c'è!Spesso la rabbia è un' emozione che fa paura,è scomoda, non si controlla, può fare male se v...
31/01/2025

La rabbia? Menomale che c'è!

Spesso la rabbia è un' emozione che fa paura,
è scomoda, non si controlla, può fare male se viene tirata fuori ai nostri cari, o a noi.

Pertanto meglio nasconderla nel più buio antro della nostra mente che possiamo trovare.

Ma...hai mai pensato che potrebbe essere buona per te?

La rabbia indica che un confine è stato oltrepassato.
Indica che viviamo un sentimento di ingiustizia.
La rabbia urla che non è giusto trattarci così, che valiamo come gli altri, che il nostro tempo e spazio sono sacri.

A volte nella nostra storia non abbiamo avuto modo di sperimentare la rabbia se non in maniera dolorosa. Una rabbia che ci arriva addosso senza previsioni o motivi, una rabbia che ci attacca perché semplicemente esistiamo e non per le nostre azioni ci distrugge letteralmente. Se abbiamo solo esperienza di ciò possiamo solo considerarla da evitare a tutti i costi.

Ma se noi permettiamo a noi stessi di provarla, di guardarla
vedremo che è lì per proteggerci, per difenderci.
Ha solo bisogno di essere incanalata in modo sicuro.

La rabbia è energia, può distruggere tutto, ma se la guardi meglio e la direzioni può essere energia che crea.

Hai mai tirato un pugno in sicurezza? Hai mai urlato a squarciagola?

Può essere spaventoso, ma può darti anche tanta carica, essere un gioco che ti ricorda che non sei impotente.

Permettiti solo di darle il beneficio del dubbio 🤞💪

Pronti a rifiorire!Spesso sento la frustrazione dei pazienti nel dover fare i conti con difficoltà che non avrebbero mai...
15/01/2025

Pronti a rifiorire!

Spesso sento la frustrazione dei pazienti nel dover fare i conti con difficoltà che non avrebbero mai voluto.
Magari per un'altra persona fare/dire questo è così semplice! Perché per me deve essere così difficile??? Perché io devo essere rottə, sbagliatə?

È immediato sentirsi dire da chi ci vuole bene che magari proprio quella difficoltà lì ci rende speciali, ci rende unici!

Ma questo può fare ancora più male se prima non accogliamo quel dolore, quel senso di ingiustizia, quella rabbia, che ha diritto di esistere.

La stanza del terapeuta è un posto sicuro in cui puoi incanalare questa rabbia che sembra così distruttiva e invece potrebbe essere la chiave della rinascita, a patto che venga ascoltata e contenuta in un ambiente in cui non ci sentiamo giudicati.

Ha uno scopo di protezione, di reclamare qualcosa che ci è stato tolto, ma allo stesso tempo può essere esplosiva se non ha un adeguato luogo dove stare.

E se le diamo accoglienza possono accadere cose incredibili, ci possiamo spogliare delle nostre insicurezze e, stando saldi su radici ben assestate, possiamo aspettare di rifiorire, godendoci il sole ogni volta che c'è.

È vero che sei unico e speciale, anche la tua rabbia lo è.

Prenditi cura di lei!

Quello che ci ostacola oggi è ciò che ci ha protetto ieriSpesso trovo nel mio studio persone bloccate,volenterose di sbo...
27/11/2024

Quello che ci ostacola oggi è ciò che ci ha protetto ieri

Spesso trovo nel mio studio persone bloccate,

volenterose di sbocciare ma che non riescono a farlo per paura di essere giudicate, anche se razionalmente se ne infischiano del giudizio altrui.

Eppure, c'è una voce che gli dice che non possono farlo, non possono permettersi di mettersi in gioco rischiando di sbagliare, non possono imparare per prove ed errori.

Possono uscire dal guscio solo quando sono perfette. E dato che per definizione sono umani, non saranno mai perfetti. La loro vita e il loro entusiasmo si assottiglia sempre più.

Il giudizio è dentro di noi, siamo noi che ci giudichiamo.

E se ti dicessi che questa voce in realtà non vuole farti del male, ma proteggerti? Se ti dicessi che ha acquistato forza perché in passato ti ha protetto per un lungo tempo da un contesto in cui probabilmente non si poteva essere imperfetti?

È fondamentale guardare ciò che ci ostacola, che ci fa stare male nella sua interezza.

Se qualcosa è stato così influente per noi allora ha avuto una funzione buona, ed è stato anche efficace.

Tanto da diventare la nostra voce.

È una voce che non vorremmo mai sentire, ma è amica.

Non dobbiamo eliminarla, ma capirla, in modo da gestirla, per permetterci di farci ancora proteggere oggi, ma solo quando le diamo noi il permesso.

Io sono te.Su questa sedia anni fa era seduta la mia prima psicoterapeuta.Adesso ci sono io.E questo mi emoziona sempre,...
15/11/2024

Io sono te.

Su questa sedia anni fa era seduta la mia prima psicoterapeuta.

Adesso ci sono io.

E questo mi emoziona sempre, quante cose avvengono in questo spazio sacro, magico?

Ci apriamo, piangiamo, ridiamo, ci conosciamo come mai prima.

Per me è un onore accompagnarti nel tuo viaggio.

La psicoterapia è un percorso di scoperta, ma non dimenticare che il pilota sei TU.

Tu decidi su cosa lavorare, tu decidi cosa condividere, tu scegli come continuare.

È fondamentale prima di ogni cosa avere un ambiente in cui ci sentiamo al sicuro, non giudicati.

Il terapeuta è comunque un essere umano, ci possono essere delle incomprensioni.

Se ti mette a disagio, dillo.

Sei tu che dirigi, noi ti accompagnamo, siamo come i copiloti che ti avvisano se c' è una br**ta curva, ma sterzi tu.

E soprattutto siamo anche noi pazienti.

Ispirazioni dopo aver visto , lo consiglio!

"pubertà emotiva"Ci pensi mai?Se avessimo l'occasione di rivivere la pubertà delle nostre emozioni,proprio come quando c...
05/11/2024

"pubertà emotiva"

Ci pensi mai?

Se avessimo l'occasione di rivivere la pubertà delle nostre emozioni,

proprio come quando con i primi segnali della pubertà scoprivamo il corpo con un' accezione diversa, potente in grado di concepire?

E se ti dicessi che le emozioni lo abitano, quel corpo?

Sarebbe molto interessante concepirci ancora adesso come corpi da scoprire, con i segnali sconosciuti e spaventosi ma in questo caso non quei segnali che ci preparano alla maturità sessuale, bensì a quei segnali che ci preparano alla maturità emotiva.

A sentire. A sentirci.

In ogni momento, anche quando fa male, senza pensare che possa distruggerci,

ma con lo stupore e la curiosità di un preadolescente che scopre il suo corpo,

qualcosa di fisiologico e di potente.

Sentire i tremiti, la tachicardia, i nodi allo stomaco, quelli in gola.

Sentire le farfalle nella pancia o le gambe tremolanti

non come un difetto, ma come uno splendido corpo che ci parla in modo piuttosto preciso, da scoprire.

Come hai vissuto la pubertà?

Come ti sarebbe piaciuta viverla?

Come ti piacerebbe vivere la tua pubertà emotiva?

"eppure DOVREI essere felice"Quante volte ti sei detto questo?Capita che i pazienti mi portano un'emozione scomoda, che ...
29/10/2024

"eppure DOVREI essere felice"

Quante volte ti sei detto questo?

Capita che i pazienti mi portano un'emozione scomoda, che non comprendono.

Rabbia che vuole distruggere le persone intorno a loro, proprio quelle a cui siamo più affezionati,

tristezza che vuole farli ritirare in una bolla, proprio quando stanno raggiungendo un traguardo importante che aspettano da tanto tempo,

a volte, non si sente nulla, come se si fosse anestetizzati.

Eppure "va tutto bene"

Eppure "dovrei essere felice".

Queste emozioni ci fanno sentire sbagliati, inadeguati, destabilizzano in quanto non ci comprendiamo e sentiamo cose non previste. Stiamo impazzendo?

La verità è che:

-non esistono reazioni giuste e sbagliate, è un'illusione della nostra cultura,

-non è colpa tua se ti senti così.

Sembra banale dirsi "non è colpa mia", eppure quando lo dico vedo gli occhi dei pazienti illuminarsi, come se avessero avuto un sorso d'acqua fresca.

Non siamo responsabili di provare determinate emozioni, siamo responsabili di ciò che ne facciamo, di come le comunichiamo oppure no, di come le usiamo.

Ma no, non è colpa tua se ti senti così.
E no, non è sbagliato. C'è una ragione se ti senti così.
Per ognuno può essere diversa, ma fidati che se dai un'occhiata dentro di te senza il giudizio della colpa troverai più che un indizio.

Non giudicarsi sembra banale, ma è fondamentale per evolvere!

"Non mi sento all'altezza"" Non riesco a concludere nulla""Gli altri riescono e io no"Ti suonano familiari queste frasi?...
17/10/2024

"Non mi sento all'altezza"
" Non riesco a concludere nulla"
"Gli altri riescono e io no"

Ti suonano familiari queste frasi?

Beh sappi che ciò che senti è vero,

nel senso che la tua esperienza di vita forse ti ha portato a sperimentare degli insuccessi, o delle persone che non ti hanno fatto sentire supportato.

Questo però non significa che TU ORA non sei all'altezza o non sei capace.

Ma che semplicemente non sei abituato a sentirti capace.

Lo so, è una sensazione così vera, così appiccicata addosso, come posso essere come gli altri?

Tu meriti tutto ciò che vuoi.

Quella è una sensazione sì vera, forte, viscerale

ma di te del passato...magari di un/a bambino/a che si è sentito cosi tante volte e ha pensato fosse quella la sensazione che lo/a definisse.

Non giudicarti, questo non significa che è facile cambiare.

Ma che si può fare, se si parte dalla consapevolezza della nostra storia.

Il trauma: emozioni scomode e solitudineLa definizione di "trauma" che mi è rimasta impressa è formata da due componenti...
24/07/2024

Il trauma: emozioni scomode e solitudine

La definizione di "trauma" che mi è rimasta impressa è formata da due componenti:
-il trauma è una linea che separa irrimediabilmente il "prima" dal "dopo",
-il trauma implica provare una paura intensa, tale da temere per la propria/altrui incolumità.

E...dopo il trauma?

Spesso ci si sente "rotti", diversi. Non si è più la persona che conoscevamo. Non si vedono più le cose come prima. Inoltre quella paura per la propria vita magari è ancora lì.

Non diamo mai per scontato i tempi delle nostre emozioni. Non ci sono date di scadenza per provare quella paura. Magari non abbiamo potuto provarla nel momento di urgenza, dovevamo reagire in fretta.

Magari dopo un po' di tempo ci sentiamo bene, ma quella paura torna, quelle scene tornano.

La paura molto forte non permette ai neuroni dell'ippocampo (la parte del cervello che immagazzina i ricordi di vita) di creare le normali connessioni tra gli eventi per lasciare una narrazione di ciò che è successo. Per questo dopo un trauma puo capitare di rivivere l'episodio in frammenti intrusivi, che appaiono a caso durante la giornata, e non ricordare bene tutto cio che è successo.

Questa attività permette alla mente di ricostruire l'evento traumatico, connettendolo con quella paura.

Provare paura, vedere quelle scene, dopo un'ora, dieci giorni o sei mesi è normale! Non ci sono tempi prestabiliti, solo i tuoi tempi.

Ciò non significa che tu sia rotto, anzi, stai unendo i pezzi, stai EVOLVENDO. Spesso fa male, è vero. Ma fa più male tenersi tutto dentro.

Questi processi possono fare sentire soli, come dentro una bolla senza che nessuno possa entrare e capire cosa stiamo provando.

Non mollare e chiedi aiuto ad un professionista, in modo da avere un posto sicuro in cui ricomporre il puzzle senza giudizio.

Sei un essere perfetto, meraviglioso, e potresti trarre qualcosa di straordinario dalle tue cicatrici 💎

Cambiamenti fuori da noi che ci cambiano dentro.Quante volte ci imbattiamo in grossi cambiamenti nella nostra vita, come...
05/07/2024

Cambiamenti fuori da noi che ci cambiano dentro.

Quante volte ci imbattiamo in grossi cambiamenti nella nostra vita, come un trasferimento, un cambio di lavoro, la famiglia che si modifica o un evento traumatico.

I grossi cambiamenti, che essi siano positivi o negativi, voluti o imprevisti, implicano una modifica della nostra routine, delle nostre convinzioni, delle nostre aspettative rispetto all'ambiente e alle persone che ci circondano.

Il punto è che tutto questo implica anche un cambiamento interno: l'idea che abbiamo di noi può modificarsi attraverso le esperienze, la nostra identità può cambiare: potremmo non sentirci più le stesse persone di prima.

Ciò può essere difficile da digerire, perché tutto ciò che conosciamo si modifica, inclusi noi stessi...e che dire delle relazioni? Ci relazioniamo con persone che ci hanno sempre visto in un modo, si aspettano da noi determinate cose, come esprimere loro che no, non siamo più quelle persone? E come descriverci ora? Chi siamo?

Nei cambiamenti passiamo all'interno di un ciclone di emozioni che non ci dice subito di cosa abbiamo bisogno, perché non ci conosciamo e pertanto non sappiamo più riconoscere i nostri bisogni. Possiamo continuare a fare tutto ciò che facevamo prima e sentirci frustrati, perché le stesse cose non ci soddisfano più come un tempo.

Non sarà per sempre. Non sei "difettoso", stai EVOLVENDO.

So che è dura, ma abbi fiducia, concediti l'opportunità di conoscere questa nuova persona. Il/la vecchio/a "te" non è sparito, è solo in secondo piano, aspetta di riunirsi con questo nuovo lato.

Sperimenta, chiediti cosa ti potrebbe fare stare bene OGGI, ogni piccola cosa che ti faccia sentire sicuro è un passo verso la gestione di questo momento.

Respira. L'unica vera chiave è stare nel processo, guardarlo come uno spettatore curioso e goderselo.

Overthinking: cos' è?Con il termine inglese overthinking si indica un infinito susseguirsi di pensieri che non hanno un ...
19/03/2024

Overthinking: cos' è?

Con il termine inglese overthinking si indica un infinito susseguirsi di pensieri che non hanno un senso logico e che si aggrovigliano in loop, riempiendo la mente e logorando il corpo, causando stress importante, ansia e difficoltà a concentrarsi (Flaherty A. Et al. Treatment of Overthinking: A Multidisciplinary Approach to Rumination and Obsession Spectrum. J Clin Psychiatry 2022).

Essere in overthinking significa sentirsi presi dai nostri pensieri, che si susseguono velocemente in un vortice che sembra senza fine. A livello emotivo possiamo sentirci ansiosi, come impazienti di "risolvere" la situazione cercando una soluzione. Potremmo sentirci alla ricerca del controllo di piccoli e grandi problemi della giornata o del periodo che stiamo affrontando.

Il turbinio di pensieri però spesso non porta a tranquillizzarci, anzi ci fa sentire ancora più sfiniti e stanchi. È un forte dispendio delle nostre energie. È come correre nella ruota del criceto, senza possibilità di fermarla.

Quando qualcosa ci provoca ansia la parte del nostro cervello dedicata a rilevare delle minacce, l'amigdala, si attiva, "dando l'allarme": qualcosa di minaccioso è tra noi! Non si sa cosa, potrebbe essere un predatore che ci vuole divorare o la scadenza imminente di quel lavoro che dobbiamo consegnare. L'amigdala inibisce parte della corteccia prefrontale, in poche parole ci rende meno lucidi. La paura ci attanaglia.

Il nostro corpo non vuole rimanere nella paura impotente, così cerca la soluzione, che di solito corrisponde ad un movimento. Nel caso del predatore potremmo scappare o prepararci ad attaccare; nel caso di uno stimolo più astratto beh, il movimento rimane intrappolato nei nostri pensieri.

Possiamo vedere l'overthinking come la reazione alla paura, come cercare una soluzione a quest' ultima. Solo che la paura non è nei nostri pensieri, ma nel nostro corpo. Non riusciremo a risolverla pensando. La paura è su un altro binario.
Dobbiamo sentire il corpo!

Fa' un bel respiro, prova a darti auto contatto, a sentire il tuo corpo, a toccare un albero.

Come stai? In che postura sei? Ti senti? Datti un minuto e respira 🤞🧘

Indirizzo

Piazza Belluno, 4 Bologna/Viale Giovanni XXIII 11-13 40064 Ozzano Dell'Emilia/Viale Alfredo Oriani, 37/2B, C/o Angolo Della Salute 40137 Bologna
Bologna
40139

Orario di apertura

Martedì 15:00 - 18:00
Mercoledì 15:00 - 18:00
Giovedì 15:00 - 18:00
Venerdì 15:00 - 18:00

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