11/04/2025
Le terapie a un bimbo autistico di 4 anni vanno garantite: l'Angsa vince la battaglia in tribunale
L'associazione insieme ai sui legali si era rivolta al giudice del lavoro dopo il diniego di presa in carico da parte di Asl e strutture convenzionate: "Mortificante dover ricorrere alla giustizia per vedere riconosciuto un diritto" e non è la prima volta.
Seconda vittoria per l’Angsa Abruzzo: le terapie e i trattamenti previsti dal certificato dell’unità di valutazione multidisciplinare del 6 settembre 2024 per un bimbo autistico di 4 anni vanno garantite dalla Asl che sia per via diretta o attraverso una struttura convenzionata.
Lo hanno stabilito il giudice del lavoro del tribunale di Pescara Valeria Battista cui la sezione locale dell’Associazione nazionale genitori persone con autismo si era rivolta per tramite degli avvocati Maria Franca D’Agostino e Lola Aristone: la Asl è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio e alle spese generali al 15%. Lo fa sapere l’Angsa stessa insieme ai due legali esprimendo soddisfazione per una vittoria che arriva dopo quella di gennaio quando, per conto di altri genitori associati, avevano ottenuto un’ordinanza con cui un altro bambino con spettro autistico era stato preso in carico dalla Fondazione Papa Paolo VI con la cessazione della contesa e la condanna, anche in quel caso, al pagamento a metà delle spese legali.
Per il bimbo di 4 anni su cui il giudice Battista si è ora pronunciato, la diagnosi di autismo era arrivata a febbraio 2024 quando di anni ne aveva 3. A luglio dello stesso anno l’Angsa si era mossa stragiudizialmente tramite gli avvocati, inviando una lettera alla Asl e alle strutture convenzionate, affinché prendessero in carico bambini con spettro autistico. Ma ente e istituti accreditati, spiega ancora l’associazione, a novembre avevano risposto che sulla base dei tetti di spesa, non potevano accogliere altri bambini. “A gennaio scorso riferirono poi che i soldi stanziati servivano solo a coprire i bambini trattati precedentemente”, aggiunge.
“Da troppo tempo ormai denunciamo una situazione lesiva per molte famiglie di bambini affetti da autismo - sottolinea la presidente dell’Angsa Abruzzo Alessandra Portinari - Il diritto alle cure viene negato, attraverso le liste di attesa e ricorrere al giudice è l’unico modo per iniziare la terapia dopo la diagnosi, oggi per fortuna precoce. Dopo la conferenza stampa con Autismo Abruzzo, ad una settimana di distanza, torniamo a chiedere alla Regione Abruzzo un tavolo permanente per discutere di autismo e programmare il prossimo quadriennio, in primis chiediamo lo stanziamento ulteriore di budget e la rivisitazione per abbattere definitivamente le liste di attesa e dare dignità alle persone con autismo e alle loro famiglie. Un ringraziamento alle legali della nostra Associazione che hanno assistito le famiglie”.
“Sicuramente è mortificante per l’intera società dover ricorrere a un giudice per ottenere un diritto, quale quello alla salute e, nel caso di specie, la presa in carico effettiva di bambini con spettro autistico, le cui prestazioni rientrano nei Lea e, in quanto tali, dovrebbero essere rese senza dover ricorrere a una autorità – rimarca quindi l’avvocato D’Agostino -. L’aumento di bambini con spettro autistico dovrebbe comportare, da parte degli organi competenti, una previsione e una visione di quante prestazioni effettivamente dovrebbero essere messe in conto nel budget regionale, al fine – conclude - di garantire le cure”.