11/12/2025
📌Una storia dal Nepal
Un’esperienza come quella della nostra missione in Nepal non può concludersi con i saluti e un arrivederci.
Dentro di noi restano i ricordi di un vissuto che, anche se è durato solo una settimana, conserva le immagini di tante vite con cui abbiamo avuto il privilegio di entrare in contatto.
I pazienti e le loro patologie. Il dolore e la speranza. I colleghi nepalesi, la loro calorosa accoglienza, e questa forza d’animo indescrivibile — una serenità che permea il quotidiano di un popolo tenace, capace di affrontare ogni giorno la sfida della sopravvivenza in un mondo ostile.
Abbiamo deciso di creare una breve appendice al nostro Diario di Missione, raccontando due storie di pazienti che ci hanno coinvolto in modo particolare.
Cominciamo oggi con quella di Rajan, un bambino di nove anni che ha rischiato di perdere il pollice destro a causa di un incidente domestico. Uno dei tanti, purtroppo, che si verificano nel Paese e colpiscono soprattutto le categorie più vulnerabili.
Rajan era stato trasportato inizialmente in un altro ospedale. Quando però i medici si sono resi conto che la situazione vascolare era critica e che il trauma era più esteso di quanto previsto, hanno deciso di indirizzarlo al Kirtipur Hospital, struttura specializzata. Lì, l’équipe di , insieme ai medici locali, è riuscita a rivascolarizzare il pollice attraverso un delicato intervento microchirurgico durato sei ore.
Oggi Rajan si trova nella fase post-operatoria: è stabile ed è già stato affidato alle cure del fisioterapista.
Sono proprio i pazienti più giovani, quelli che hanno davanti a sé un lungo cammino di crescita, a darci la gratificazione più grande. Sapere di poter intervenire per restituire benessere fisico e possibilità alle nuove generazioni — quelle che un giorno saranno le risorse del loro Paese, è il cuore della nostra missione.
Così come resta fondamentale il ruolo che Interethnos Interplast Italy continua a svolgere, in loco e attraverso le fellowship, nella formazione di una nuova classe medica capace di affrontare le sfide sanitarie in modo autonomo, competente e consapevole.