08/03/2019
Conosciamo l'invidia del pene ma esiste, da sempre anche l'"invidia del grembo". E quale potere è paragonabile a quello che "dà vita alla vita?" Forse il potere di decidere della vita e della morte, soprattutto altrui? Il potere di controllare, recintare, reprimere, giudicare e giustiziare?
Privilegi che, da millenni, tanti maschi si arrogano, ricorrendo anche alla violenza, per riempire quel "vuoto di contenimento" quella "paura di dipendere", di essere fragili, senza lo scudo amoroso del grembo materno prima e dell'amore e dei corpi delle donne, poi.
Si tratta allora di sciogliere un equivoco doloroso, di evitare il ripetersi di un dramma millenario, di abbattere un "potere nemico".
E di farlo insieme: uomini e donne.
Per ristabilire, nel tempo una cultura della conoscenza e dell'amore tra i sessi che sia rispettosa della loro differenza ma che sappia altresí dare in egual misura alle donne e agli uomini la possibilitá di realizzarsi e di contare nella famiglia e nella società in ragione del loro essere fisico e psichico (...)
Per inaugurare un nuovo "codice d'intesa" che permetta al maschio di riscoprire il femminile dentro di sè e di stabilire un rapporto autentico con le donne, senza dimenticare che l'origine primaria di ogni Bene è nel loro grembo, nell'accettazione dei figli, maschi o femmine che siano.
E se una donna e un uomo possono edificare una coppia tenendo conto dell'equilibrio del loro cuore e del loro corpo, allora l'equilibrio del cuore e del corpo dei loro figli è garantito.
E garantita è la società che si struttura poggiando le sue basi non su "creature di sabbia" ma su "creature d'anima".
Creature di sole. Creature di luce.
Maria Rita Parsi
"Fragile come un maschio"
Buon 8 Marzo 🌻