09/02/2020
Il fisioterapista, come ogni figura sanitaria, ha il dovere di essere anche un promotore della salute e della vita sana. I costi che la collettività deve sostenere per patologie che correlano direttamente e inequivocabilmente con stili di vita e abitudini poco sane o chiaramente dannose sono enormi e ricadono sulle tasche di tutti. Il medico di base in primis, ma anche ogni altra figura sanitaria con cui il paziente si trovi a confrontarsi, deve informare il paziente di come alcune modificazioni del proprio stile di vita possano avere sicure ricadute benefiche sulla qualità della stessa oltre che sulla longevità.
Il focus principale del fisioterapista, si sa, è il sistema muscolo scheletrico, quindi è su questo che si concentra maggiormente la sua attenzione. Perciò una corretta informazione sui benefici di una vita attiva e sugli sport più indicati in base all'età e alle condizioni generali di salute è sicuramente alla base del rapporto comunicativo paziente/terapista. Però ritengo che il fisioterapista dovrebbe richiamare l'attenzione del paziente anche su altri elementi che possono condizionare negativamente la vita del paziente quali fumo, alimentazione, qualità e quantità del sonno, stress, uso e abuso di farmaci, etc.
Sia chiaro, il fisioterapista non ha in questo da sostituirsi a figure più qualificate per occuparsi di queste problematiche. Per intenderci, diffidate da un fisioterapista che vi propone diete miracolose che sciolgono il grasso o cristalli da tenere in tasca che eliminano lo stress. Piuttosto deve sapere efficacemente richiamare l'attenzione sui rischi che correlano con abitudini di vita scorrette, sapere indicare con esattezza il rapporto causa/effetto tra abitudini sbagliate e sviluppo di determinate patologie e, infine, deve sapere indicare in quale modo si possano reperire ulteriori informazioni, quali siano le strutture pubbliche a cui rivolgersi o le categorie professionali più indicate da contattare.
Studio di fisioterapia Dongili