16/02/2026
Nella Bibbia Dio promette ad Abramo che diventerà padre di una grande nazione, nonostante lui e sua moglie Sara siano anziani e senza figli.
Passano però molti anni senza che la promessa si realizzi.
Sara, temendo di non poter avere figli, propone ad Abramo di avere un figlio con la sua schiava egiziana Agar, secondo un’usanza dell’epoca.
Agar concepisce Ismaele. Tuttavia, tra Sara e Agar sorgono tensioni e gelosie. Così Agar fugge nel deserto, ma un angelo le appare promettendo che anche suo figlio diventerà padre di una grande discendenza. Allora Agar ritorna e partorisce Ismaele.
Molti anni dopo, quando Abramo ha circa 100 anni e Sara è ormai anziana, Dio mantiene la promessa: Sara concepisce miracolosamente e nasce Isacco.
Quando Isacco cresce, Sara teme che Ismaele possa rivendicare l’eredità. Chiede quindi ad Abramo di allontanare Agar e Ismaele.
Abramo è addolorato, ma Dio gli dice che anche Ismaele sarà protetto e diventerà una grande nazione. Agar e Ismaele vengono mandati nel deserto; quando l’acqua finisce, Dio interviene salvandoli e promettendo un futuro al ragazzo.
Ismaele è il figlio da cui discendono i popoli arabi.
Isacco è il figlio da cui discende il popolo d’Israele.
Passano i secoli. L'impero Romano occupa il Medioriente.
Il Tempio di Gerusalemme viene distrutto dai Romani nel 70 d.C. durante la rivolta ebraica, causando la diaspora degli ebrei.
Secondo la tradizione islamica Maometto sale al cielo proprio in quel luogo, sulla Spianata del Tempio, intorno al 621 d.C.
Gerusalemme viene conquistata dagli arabi musulmani nel 638 d.C. E nel 692 d.C. si conclude la costruzione, sulla spianata del Tempio di Gerusalemme, della Cupola della Roccia: il santuario costruito sulla roccia che, secondo la tradizione islamica, è legata all’ascensione al cielo di Maometto. Così i Mussulmani, discendenti di Ismaele, occupano di nuovo la "casa del Padre", Abramo.
Nel giugno 1967, durante la Guerra dei Sei Giorni, Israele conquista Gerusalemme Est dalla Giordania.
Per la prima volta dopo il 70 d.C., l’intera area dell’antico Tempio torna sotto il controllo ebraico/israeliano.
Subito dopo il 1967, Israele controlla l’area. L'amministrazione del complesso (Moschea al-Aqsa e Cupola della Roccia) rimane al Waqf islamico, legato alla Giordania.
Agli ebrei è consentito visitare la Spianata del Tempio in orari stabiliti, ma non pregare ufficialmente lì (la preghiera ebraica si svolge al Muro Occidentale, detto "muro del pianto").
Questo equilibrio è chiamato “status quo” ed è tuttora una delle questioni più delicate del conflitto israelo-palestinese.
Secondo Bert Hellinger, questa grande tensione tra popoli può essere compresa alla luce di queste antiche dinamiche familiari irrisolte.
Nella storia di Abramo troviamo un evento decisivo: Ismaele, il primogenito, viene escluso insieme a sua madre Agar per fare posto a Isacco. Questa esclusione, nella visione sistemica, non resta confinata al passato. Quando qualcuno viene escluso, il sistema continua a cercare nel tempo un riequilibrio.
Da una parte i discendenti di Ismaele, dall’altra quelli di Isacco. Una frattura originaria che, secondo questa prospettiva, continua ad agire nelle relazioni tra questi popoli.
Hellinger sottolinea che i conflitti si alimentano perché ognuno si sente nel giusto, ognuno difende la propria appartenenza. Ed è proprio questa forza identitaria che rende il conflitto così difficile da sciogliere.
Il popolo occidentale, discendente dei Romani, ha una grande responsabilità in ciò che è accaduto in passato. Ha grossi debiti di sangue verso il popolo ebraico, dalla conquista di quell'area più di 2000 anni fa fino all'olocausto. Tuttavia se agisce schierandosi solo a favore di uno dei due popoli, non fa che esasperare la disarmonia sistemica preesistente. Dovrebbe invece porsi come pacificatore, ma non riesce a farlo per le colpe che porta.
La via di guarigione?
Reincludere chi è stato escluso. Riconoscere il dolore dell’altro. Dare un posto a tutti, senza negare la storia.
Solo ponendosi su un piano più elevato e spirituale è possibile risanare questa situazione. E in tutto questo le donne hanno un ruolo chiave, perché tutto è iniziato tra Sara e Agar. Mentre gli uomini dovrebbero farsi da parte e inchinarsi di fronte ai morti, perché hanno solo peggiorato la situazione spargendo il sangue degli innocenti.
Solo quando l’escluso viene visto e riconosciuto, qualcosa può pacificarsi. Non si tratta di stabilire chi ha ragione, ma di riconoscere ciò che è stato e il prezzo pagato da entrambi i popoli.
La pace comincia nel momento in cui due popoli riescono a guardare insieme il dolore, senza voler prevalere, ma solo comprendere.
Marco Moretti