Oculista Dott. Daniele Cimetta - Studio Oculistico CMO Bologna

Oculista Dott. Daniele Cimetta - Studio Oculistico CMO Bologna Lo Studio Oculistico CMO ITALIA offre alta professionalità e tecniche diagnostiche d’avanguardia Congiuntiva: Congiuntiviti. Sclera: Scleriti; Episleriti.

Descrizione:
Categoria Medici specialisti – oculistica; Medici specialisti – chirurgia strumentale; Medici specialisti – chirurgia rifrattiva. Attività e Specializzazioni Prevenzione, Diagnosi e Terapia delle malattie oculari; Visite specialistiche oculistiche; Esami specialistici oculistici; Diagnostica per immagini; Microchirurgia oculare; Chirurgia a gestione ambulatoriale, day-Hospital o con degenza; LaserChirurgia della Cataratta; LaserChirurgia rifrattiva per Miopia, Ipermetropia, Astigmatismo; PRK; FemtoLASIK; Chirurgia iniettiva intravitreale per maculopatie; Chirurgia plastica palpebrale; Trattamenti cutanei Botulinici; Ortottica; Rieducazione visiva; Chirurgia dello Strabismo; Cross Linking corneale per il trattamento del cheratocono. Strumenti ed Esami Biomicroscopia; BUT; Colorazioni vitali di cornea e congiuntiva; Tonometria; Oftalmometria; Retinoscopia; Autocheratometria; Autorifrattometria; Pachimetria corneale; Microscopia endoteliale corneale; Topografia corneale; Retinografia non-midriatica a colori; Retinografia midriatica a colori; Retinografia in autofluorescenza; Campimetria computerizzata; Prevenzione personalizzata del danno da Glaucoma; Curve tonometriche; Calcolo del rischio di progressione del Glaucoma; Coordimetria; Sinottoforo; Biometria; Radiofrequenza; Tomografia retinica ad alta risoluzione (OCT – HD); Tomografia della Macula; Tomografia delle Fibre Nervose; Laser YAG; Laser Retinico; Laser a eccimeri; Laser a Femtosecondi. Argomenti per categoria
Palpebre: Chirurgia palpebrale; Ptosi, Neoplasie cutanee. Errori ottici: Miopia; Ipermetropia; Astigmatismo; Presbiopia; Correzione ottica; LaserCorrezione; Impianto di Lenti intraoculari. Cornea: Corpi estranei corneali; Ulcere corneali; Cheratiti; Lenti a contatto terapeutiche; Cheratocono. Uvea: Uveiti; Iridocicliti; Coroiditi; Cheratouveite; Retinocoroidite; Vitreite; Nevo coroideale; Melanoma della coroide. Lente cristallina: Cataratta; Impianto di Lenti intraoculari; Rimozione di Lenti intraoculari; Lenti intraoculari a fissazione sclerale. Vitreo: Distacco posteriore del Vitreo; Vitreite; Emovitreo. Retina: Maculopatie; Degenerazione maculare; Retinopatia diabetica; Distacco di retina; Degenerazioni retiniche regmatogene; Rottura di retina; Angioma retinico. Glaucoma: Prevenzione, diagnosi, terapia medica e chirurgica del Glaucoma; ipertensione oculare. Strabismo: prevenzione dell’ambliopia; Correzione chirurgica; Ortottica; Oftalmologia pediatrica. Laser: LaserChirurgia della Cataratta; LaserChirurgia rifrattiva; PRK; FemtoLASIK; Laser Sbarramento retinico periferico; Laser Trattamento di Maculopatie; Laser Sottrazione panretinica per Retinopatia diabetica proliferante; Laser Chirurgia: Chirurgia strumentale; Microchirurgia della cataratta; Microchirurgia del Glaucoma; Microchirurgia della Retina; Microchirurgia delle Palpebre. Posizione geografica: Lo Studio Oculistico CMO ITALIA del Dott. Daniele Cimetta si trova in via Dagnini 42-D.

DaD E SMART WORKING: L'IMPATTO SULLA VISTALe misure di distanziamento sociale legate alla prevenzione del contagio da co...
12/03/2021

DaD E SMART WORKING: L'IMPATTO SULLA VISTA
Le misure di distanziamento sociale legate alla prevenzione del contagio da coronavirus hanno imposto o ampliato enormemente l’uso di strumenti di lavoro fino a poco tempo fa considerati accessori. Lo smart working (o lavoro agile) e la didattica a distanza (DaD) sono entrati prepotentemente nella vita di lavoratori e studenti, cogliendoci per lo più impreparati nella organizzazione degli spazi e dell’ergonomia del lavoro (soprattutto per gli studenti), senza una effettiva regolamentazione e limitazione delle ore trascorse davanti a dispositivi elettronici, senza un controllo della adeguatezza degli spazi e degli strumenti e senza un supporto emotivo che tenga conto dell’impatto dell’isolamento e della forzata sedentarietà sull’umore e la produttività della persona. La prolungata postura scorretta rischia di fare emergere disturbi muscolari e articolari latenti e di provocarne di nuovi. La prolungata e costante applicazione della vista da vicino davanti a schermi digitali (tra computer, tablet, smartphone e tv si arriva facilmente alla quasi totalità della giornata!) ha una importante ricaduta negativa sulla vista e sugli occhi. Vediamo il perchè:

- la visualizzazione su uno schermo digitale è diversa dalla lettura di una pagina stampata a causa della variabilità di nitidezza, luminosità e livello di contrasto dei caratteri sullo sfondo, per la presenza di abbagliamento e riflessi sullo schermo, per l’inadeguatezza dello schermo (che può essere troppo piccolo, troppo vicino o troppo lontano, in posizioni scomode per il collo e per gli occhi).
- Le attività con uso di device elettronici attirano costantemente l’attenzione della persona, riducendo la frequenza dell’ammiccamento (quanto spesso battiamo le palpebre). Ciò comporta maggiore evaporazione delle lacrime con potenziale compromissione della loro funzione protettiva/lubrificante e conseguente sensazione di secchezza oculare e/o di riduzione della qualità visiva.
- l’uso di occhiali non adatti alla distanza ‘da computer’, la non correzione o non adeguata correzione di difetti di vista, disturbi della binocularità ecc. influiscono sul comfort e sulle prestazioni davanti ad uno schermo digitale.
- la Computer Vision Syndrome (CVS) indica un insieme di disturbi visivi che compaiono durante e dopo periodi prolungati di applicazione su display elettronici, computer, smartphone, tablet. I sintomi sono l’affaticamento visivo (astenopia), come risposta ad uno sforzo muscolare di messa a fuoco troppo prolungata, la visione offuscata o sdoppiata, bruciore, prurito, secchezza e arrossamento, fino a disturbi neurologici come mal di testa, nausea, astenia, e muscolo-scheletrici, come dolori al collo e alla schiena.

Accorgimenti e soluzioni:

Fondamentale è osservare e correggere la postura che si assume durante l’utilizzo dei device elettronici. Ad esempio la schiena va appoggiata allo schienale della sedia, il collo non deve essere piegato o inclinato, il piano del tavolo non deve essere troppo alto o troppo basso per non causare posizione innaturale di gomiti, spalle e polsi; la mano non deve essere accartocciata sul mouse, le gambe non vanno accavallate storcendo la schiena, lo schermo deve essere equidistante dai due occhi.

I problemi visivi vanno corretti adeguatamente corretti, tenendo ben presente che dopo i 40-45 anni di età la correzione necessaria per vicino è diversa da quella per lontano e che la distanza di lettura e quella a computer sono diverse e richiedono spesso correzioni specifiche diverse. Usare un occhiale sbagliato o la porzione sbagliata delle lenti progressive causa affaticamento visivo se non proprio l’impossibilità di svolgere il proprio lavoro.

Fare delle pause: rimanere a lungo in luoghi chiusi riduce drasticamente la quantità di attività fisica svolta dal nostro corpo, con conseguente irrigidimento muscolare, peggioramento del tono dell’umore, demotivazione e abbattimento fisico ed emotivo. L’esposizione alla luce solare, infatti, catalizza una serie di reazioni che portano, tra le altre, all’inibizione della degradazione della serotonina, prolungando l’attività di quello che è considerato l’ormone del benessere. Una passeggiata durante la pausa pranzo, una pausa di 10 minuti ogni ora, distogliere spesso gli occhi dallo schermo per 30 secondi, fissando lo sguardo all’infinito in lontananza e rilassando la messa a fuoco prima di ritornare a lavorare…sono tutti piccoli fondamentali accorgimenti per aiutare gli occhi.

Lo schermo del pc deve essere posizionato ad una distanza di 50-70 cm, appena sotto il piano oculare, in modo che la normale linea di visione vada verso il centro del monitor. Mantenere una distanza di lavoro adeguata facilita una visione comoda. Regolare luminosità, contrasto e nitidezza dello schermo, assicurarsi che non ci siano riflessi e bagliori sullo schermo.

Anche l’illuminazione ambientale è importante ed è da preferire quella naturale. Quando si debba ricorrere alla luce artificiale, questa dovrebbe essere il più possibile simile alla luce naturale. Gli ambienti bui rendono difficile la messa a fuoco e impediscono di rilassare lo sguardo guardando lontano durante le pause dal lavoro.

Bambini e dispositivi digitali: la sindrome di affaticamento visivo (astenopia) colpisce anche bambini e ragazzi! Non è normale, non è fisiologico né sano passare ore davanti al computer in videolezione, non trascorrere tempo all’aria aperta, non fare attività fisica, e svolgere ogni attività scolastica e ricreativa davanti a telefono o monitor!
La miopia tra i giovani e i bambini è in netto aumento, passando in Europa, in 20 anni, dal 25% al 42% dei ragazzi. Nei paesi asiatici negli ultimi 15 anni ci si sta avviando verso il 100% di ragazzi miopi.

Tutti gli studi indicano due attività da diffondere e da rendere operative per prevenire o frenare la miopia del bambino: la prima è sicuramente quella di stare 2-3 ore al giorno all’aria aperta, quando possibile, specialmente nell’orario intorno a mezzogiorno perché sembra che le a luce naturale del sole abbia una funzione difensiva nell’evoluzione della miopia. Per cui i bambini che stanno meno all’aria aperta, come accade purtroppo oggi, sono più predisposti a far progredire la loro miopia. L’altra cosa da ricordare è che quando si svolge un’attività da vicino, come ad esempio l’utilizzo di computer o videogiochi, è importante ogni 20 minuti fermarsi per circa 30 secondi, distogliere gli occhi dallo schermo, per fissare lo sguardo all’infinito in lontananza e rilassare la messa a fuoco prima di ritornare a lavorare. Nei bambini la messa a fuoco è automatica e il mantenere questa tensione ininterrottamente, senza fare piccole pause di 30 secondi, sembrerebbe collegato con l’aumento della miopia. E questo è qualcosa che dobbiamo riuscire a diffondere agli insegnanti, soprattutto quando applicano obbligatoriamente la scuola telematica come in questo periodo.

Queste sono ormai indicazioni consolidate, verificate e validate a livello internazionale. Nella didattica a distanza per i bambini è ovviamente fondamentale anche ridurre le ore rispetto al normale orario scolastico e comunque prevedere degli intervalli, in particolar modo nei ragazzi dagli 8 ai 12-13 anni poiché è l’età in cui normalmente si sviluppa la miopia.

Tra i dispositivi disponibili in casa, scegliete per i ragazzi quali col monitor più grande (meglio studiare a computer piuttosto che su telefono), da tenere a una distanza di lettura di 70-80 cm, per sforzare meno gli occhi. Evitare di guardare film sul telefonino.

LA CATARATTALa cataratta è una malattia che colpisce la lente cristallina dell’occhio, causandone la progressiva opacizz...
24/02/2021

LA CATARATTA
La cataratta è una malattia che colpisce la lente cristallina dell’occhio, causandone la progressiva opacizzazione. Può colpire uno o entrambi gli occhi e si manifesta con sintomi quali: annebbiamento, colori sbiaditi, facilità di abbagliamento, sensazione di vedere come attraverso un vetro sporco che peggiora con la luce forte, talvolta visione sdoppiata.
La chirurgia è l’unica cura capace di ricreare la trasparenza necessaria a vedere bene.
L’operazione è necessaria perché non esistono terapie che possono guarire la cataratta e il mancato intervento comporta, in tempi variabili da soggetto a soggetto, la perdita pressoché totale della vista.
Il ritardato intervento rende più rischiosa la chirurgia.
La cataratta è normalmente legata all’età anche se può essere causata o accelerata da traumi, radiazioni, farmaci, interventi chirurgici oculari, o può essere congenita. La progressione della malattia e l’impatto che essa ha sulla vista variano a seconda della posizione dell’opacizzazione della lente cristallina.

L’INTERVENTO DI CATARATTA
La lente cristallina ha un rivestimento superficiale trasparente, chiamato capsula, che avvolge la carne che si ammala di cataratta.
Il chirurgo oculista può togliere la carne malata, con un lavoro chirurgico simile a quello che fa il dentista quando cura un dente.
Come il Dentista toglie la parte malata del dente e riempie poi lo spazio rimasto vuoto con un materiale adatto al dente, così il Chirurgo Oculista, toglie la carne malata all’interno della capsula della lente cristallina e riempie poi lo spazio rimasto vuoto con un materiale adatto alla lente stessa.
Il materiale di riempimento della lente cristallina operata è una lente fatta di materiale plastico morbido, comprimibile, biocompatibile, che non causa reazioni infiammatorie e non si altera col tempo.

QUANDO OPERARE
Il momento ideale per l’intervento viene deciso dal medico insieme al paziente. Molte persone scelgono di farsi operare quando si accorgono di difficoltà durante le normali attività quotidiane, come guidare l’automobile, guardare la TV, leggere, cucire, attraversare la strada, riconoscere il numero dell’autobus, oppure quando rimangono facilmente abbagliate nel contro-sole.
Il Chirurgo Oculista consiglia l’intervento quando evidenzia le difficoltà visive del paziente ed esse non sono più migliorabili con il cambio di lenti, e quando la lente cristallina è alterata in modo importante.
Rinviare l’intervento, rispetto al momento ideale, rende più difficile l’intervento e aumenta il rischio di gravi complicazioni durante o dopo l’intervento.
Esistono vari modi di operare la lente cristallina malata di cataratta. Nella maggior parte dei casi viene utilizzata la tecnica detta faco-emulsificazione.
Il Chirurgo Oculista apre il rivestimento della lente cristallina sulla sua faccia anteriore, poi usa una sonda a ultrasuoni per liquefare e aspirare la carne malata. Il legamento sospensorio della lente cristallina deve rimanere integro, così come la parte anteriore periferica e posteriore del rivestimento della lente cristallina. All’interno di questo stesso rivestimento viene poi inserita la lente intraoculare.
Il potere della lente intraoculare viene scelto in base alle caratteristiche dell’occhio operato e alla condizione ottica che si desidera ottenere dopo l’intervento. Il calcolo del potere della lente intraoculare viene eseguito da un computer dedicato sulla base della eco-biometria oculare effettuata nella visita pre-chirurgica.
L’intervento normalmente si esegue in anestesia locale e il paziente può andare a casa, accompagnato, subito dopo l’intervento. La terapia post-opertoria è in collirio.

OBIETTIVO DELL’INTERVENTO DI CATARATTA
L’intervento chirurgico ha come obiettivo la rimozione da dentro l’occhio del cristallino divenuto opaco e che non permette un’adeguata visione. La rimozione del cristallino causa la comparsa di un grande difetto visivo che viene compensato con l’impianto di una lente intraoculare artificiale. Grazie alla rimozione del cristallino naturale opaco e all’impianto della lente intraoculare artificiale è possibile ottenere un miglioramento della vista, se non sono presenti altre patologie oculari e se non si verificano eventi avversi perioperatori.

LIMITI DELL’INTERVENTO DI CATARATTA
L’intervento di cataratta non deve essere considerato un intervento a scopo riabilitativo, ma esclusivamente curativo.
Il cristallino artificiale è scelto per consentire la visione da lontano O da vicino perché ha una sola gradazione e non può quindi correggere entrambe le condizioni e non può correggere l’astigmatismo.
Esistono tuttavia anche altri tipi di cristallino artificiale che consentono la visione sia per lontano sia per vicino. Altri ancora consentono la correzione dell’astigmatismo. Sarà compito del chirurgo stabilire la scelta del tipo di cristallino artificiale più opportuna per ciascun paziente, spiegando quali sono i limiti e compromessi visivi che tali soluzioni comportano.
È importante ricordare, comunque, che l’intervento di cataratta non è un intervento rifrattivo (gli interventi rifrattivi sono quelli elettivamente indicati per la correzione dei difetti visivi). Pertanto, dopo l’intervento potrebbe residuare un difetto visivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo) per i limiti intrinseci delle tecniche di misurazione e calcolo del cristallino artificiale e per i limiti dei poteri stessi disponibili delle IOL.
Tale difetto residuo potrà essere opportunamente corretto utilizzando (nella maggior parte dei casi) gli occhiali. Quando non è possibile o quando il paziente lo richiede si può effettuare una ulteriore correzione utilizzando il LASER a ECCIMERI modellando la superficie corneale.

RIDUZIONE DELLA PROGRESSIONE DELLA MIOPIA CON ATROPINA 0,01%L’uso di un collirio di Atropina 0,01%, la sera prima di dor...
11/09/2020

RIDUZIONE DELLA PROGRESSIONE DELLA MIOPIA CON ATROPINA 0,01%

L’uso di un collirio di Atropina 0,01%, la sera prima di dormire, negli individui in crescita tra i 6 e i 18 anni può ridurre fino al 50% la progressione della miopia.

Attualmente questo collirio deve essere preparato in modo galenico, sotto prescrizione dell’oculista.

MIOPIA
La miopia è l’errore ottico più frequente al mondo, arrivando a interessare fino al 90% della popolazione giovanile in alcuni paesi asiatici come SINGAPORE e TAIWAN, e tra il 25% e 50% della popolazione adulta in EUROPA e USA.
A differenza delle popolazioni occidentali, dove la prevalenza della miopia nei bambini di età inferiore a 8 anni è bassa, circa 5%, nelle popolazioni asiatiche interessa fino a 15% dei bambini in età prescolare, il 25% a 7 anni, il 30% a 8 anni, il 50% a 9 e il 60% a 12.
La prevalenza della miopia a 12 anni in CINA è del 50%, negli USA è il 20%, in AUSTRALIA 12%, in NEPAL il 17% e nella popolazione urbana dell’INDIA il 10%.

Il costo economico della miopia nel mondo è stimato intorno ai 268 miliardi di dollari.
Nei miopi medio-elevati aumenta il rischio di malattie oculari come maculopatia, distacco di retina, cataratta e glaucoma.

GENETICA
Esiste l’evidenza scientifica di ereditarietà per la miopia di grado elevato.

ESPOSIZIONE ALLA LUCE SOLARE
Nei ragazzi a SINGAPORE e in AUSTRALIA é stato dimostrato che le attività all’aperto hanno un effetto protettivo contro un peggioramento della miopia.

APPLICAZIONE PER VICINO
Alcuni studi hanno trovato una relazione tra applicazione da vicino e incidenza della miopia.
Recenti lavori dimostrano che l’intensità del lavoro da vicino come lettura prolungata a distanza inferiore a 30 cm, con poche pause, possa essere più importante rispetto alla quantità totale di ore di lettura nel favorire l’incidenza di miopia.
COME RIDURRE LA PROGRESSIONE DELLA MIOPIA?

ATROPINA 0,01% COLLIRIO
L’atropina blocca in modo non selettivo i recettori muscarinici, che si trovano a livello dei muscoli ciliari, nella retina e nella sclera dell’uomo.
Il meccanismo del controllo della miopia da parte dell’atropina non é noto, ma si ipotizza che agisca direttamente o indirettamente sulla sclera e sulla retina, inibendo l’assottigliamento e lo stiramento sclerale e di conseguenza la crescita del bulbo oculare.

Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia clinica dell’atropina nel rallentare la progressione miopica.

ATOM 1 e 2 – Atropine for the Treatment of Myopia
Sono studi randomizzati in doppio controllo ed entrambi hanno coinvolto 400 ragazzi di SINGAPORE.

Lo studio ATOM 1 dice che l’atropina in collirio 1% utilizzata la sera per un periodo di 2 anni, riduce sia la progressione miopica del 77% che la lunghezza assiale: nessun allungamento nel gruppo di studio, contro 0,39 mm dei controlli.

Lo studio ATOM 2 ha dimostrato che dosaggi di 0,50%, 0,1% e 0,01% di Atropina portano ad una riduzione della progressione della miopia del 75%, 70% e 60%, con un aumento di errore ottico di 0,30, 0,38 e 0,48 diottrie rispettivamente, nell’arco di 2 anni.
Tuttavia alla sospensione dell’Atropina si assiste a un aumento della progressione miopica con un effetto rimbalzo che è maggiore per le concentrazioni più alte.
La concentrazione dello 0,01% di Atropina si è dimostrata la più efficace al controllo dopo 5 anni, riducendo la progressione della miopia di almeno il 50%.
L’atropina 0,01% causa scarsa dilatazione pupillare, minima riduzione accomodativa e nessuna necessità di lenti correttive per vicino.
L’efficacia di questo trattamento è stata confermata da ulteriori studi effettuati sulla popolazione di TAIWAN.

Atropina 0,01% in collirio ha un ottimo rapporto rischio / benefici.
Nessun effetto collaterale clinicamente rilevante.
Riduzione del 50% della progressione della miopia.

Sicuramente utile é anche l’aumento del tempo di esposizione alla luce solare e la riduzione di lunghi periodi di applicazione visiva per vicino.

L’ortocheratologia sembra ridurre l’allungamento assiale, ma con rischi infettivi corneali importanti.

Lo sfuocamento positivo periferico con lenti a contatto oppure con lenti da occhiale può ridurre la progressione della miopia in alcuni sottogruppi di soggetti.

La sottocorrezione ottica non rallenta la progressione della miopia e non deve essere prescritta.

MOSCHE, RAGNATELE, PUNTINI...IL DISTACCO POSTERIORE DEL VITREOVedere ‘ragnatele’ o ‘mosche volanti’ che si spostano segu...
28/08/2020

MOSCHE, RAGNATELE, PUNTINI...IL DISTACCO POSTERIORE DEL VITREO
Vedere ‘ragnatele’ o ‘mosche volanti’ che si spostano seguendo lo sguardo, soprattutto quando si legge o si guardano sfondi chiari e luminosi (cielo, pareti) è un sintomo molto fastidioso e che spesso mette in allarme i pazienti. In realtà si tratta di un sintomo comune e considerato parafisiologico, legato all’invecchiamento dell’occhio e al cambiamento del corpo vitreo, sostanza gelatinosa che riempie la cavità dell’occhio.

E’ opportuno tuttavia effettuare una visita oculistica con esame del fondo oculare alla comparsa o improvviso aumento di questi sintomi. Un aumento improvviso di lampi o moschine può essere sintomo del distacco posteriore del vitreo, condizione benigna che tuttavia comporta il rischio di formazione di fori retinici, rotture retiniche o distacchi di retina.

QUALI SONO I SINTOMI?

visione di corpi mobili (miodesopsie) che si muovono seguendo lo sguardo: moschine, ragnatele, puntini, filamenti, visibili soprattutto su sfondi chiari e luminosi (cielo, pareti, libri).
visione di lampi luminosi o scintillii (fotopsie, fosfeni) soprattutto girando lo sguardo al buio.

La visione di questi sintomi diventa frequente dai 40 anni a causa del fenomeno fisiologico di disidratazione generale dell’organismo, ed è una condizione presente nel 50% circa delle persone oltre i 70 anni. E’ più frequente e precoce nei miopi, è più frequente in chi fa uso di farmaci, soprattutto estrogeni e antibiotici, nei soggetti disidratati, in chi ha subito traumi oculari, interventi chirurgici come la cataratta, o processi infiammatori dell’occhio quali uveiti, vitreiti, retiniti.

QUAL E’ LA CAUSA?

L’invecchiamento dell’occhio: la maggior parte dei corpi mobili è legata al cambiamento, legato all’età, del corpo vitreo, un gel trasparente e viscoso, simile alla chiara d’uovo, che riempie la cavità dell’occhio contribuendo alla forma e volume del globo oculare. Alla nascita e nella giovinezza il corpo vitreo è saldamente attaccato alle pareti interne della retina ed è trasparente e denso, come gelatina. Con il passare del tempo il corpo vitreo può andare incontro a un processo di degenerazione che causa il formarsi di addensamenti, disomogeneità (addensamenti costituiti da depositi di calcio o di colesterolo), che si compattano e si staccano dalle pareti della retina e ‘nuotano’ nella sostanza gelatinosa. Questi corpi fluttuanti proiettano piccole ombre sulla retina, dando luogo alla percezione, da parte del paziente, di fastidiose e improvvise ragnatele o mosche volanti che si spostano sincrone allo sguardo. Le fotopsie (bagliori, lampi, scintillii) normalmente di piccola intensità, che appaiono per qualche frazione di secondo nei campi visivi periferici, soprattutto al buio, possono essere indotte dai movimenti dell’occhio e sono espressione dello stimolo di trazione vitreo-retinica esercitata dal corpo vitreo sulla retina stessa. Nello stadio avanzato il corpo vitreo si ritira staccandosi dalla parete della retina (distacco posteriore del vitreo).

QUALI SONO I RISCHI?

Corpi mobili e lampi sono piuttosto comuni e diventano sempre più comuni con l’aumentare dell’età. Benchè innocui nella maggior parte dei casi, talvolta possono essere sintomo di problemi retinici, fori, rotture o distacchi di retina. In alcuni casi il corpo vitreo mentre si distacca può ti**re la retina danneggiandola e provocando una o più rotture retiniche. Le lesioni retiniche vanno trattate con il laser, che crea una barriera (barrage laser) circoscrivendo la lesione e prevenendo il distacco di retina.

E’ sempre opportuno informare l’oculista ed effettuare una visita oculistica con esame del fondo oculare quando compaiono questi sintomi e SEMPRE e al più PRESTO se si nota un improvviso aumento dei corpi mobili, lampi luminosi persistenti, o la visione di una macchia fissa che ‘annebbia’ una porzione di campo visivo, la percezione di macchie colorate o la visione di una tenda scura.

COME SI TRATTA?

Non c’è modo di ‘eliminare’ o ‘ti**re fuori’ i corpi mobili dall’occhio. Con il passare del tempo essi diventeranno sempre meno visibili, in parte perché il cervello si abitua ad ignorarli e in parte perché avendo un piccolo peso tendono a depositarsi spostandosi pian piano dall’asse visivo. Questo processo dura mesi e il più delle volte le miodesopsie non scompaiono del tutto.

Si consiglia di idratare l’organismo bevendo molta acqua (almeno 1,5 litri al dì, o comunque più di quanta se ne beva abitualmente) per contrastare la fisiologica disidratazione dovuta all’età. Arricchire la dieta con frutta e verdura – ricche di sali minerali che aiutano a trattenere l’acqua nel nostro corpo – o di assumere integratori mirati e specifici (su consiglio dell’oculista).

01/07/2020

L'OCCHIO SECCO: CAUSE E RIMEDI
La condizione patologica dell’ occhio secco (sindrome dell’ occhio secco) ha spesso origine multi fattoriale e può essere accompagnata anche da disturbi opposti alla secchezza, come una eccessiva lacrimazione o la sensazione di occhio bagnato. La condizione di occhio secco può dipendere da una ridotta produzione di lacrime da parte della ghiandola lacrimale (ipolacrimia), oppure può dipendere da una aumentata evaporazione (dislacrimia), o ancora essere associata a disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Può essere anche collegata a patologie metaboliche, endocrinologiche o immunologiche, o a interventi chirurgici che possono avere coinvolto le strutture responsabili della corretta lacrimazione e protezione della superficie oculare. Per diagnosticare e valutare la secchezza oculare, l’oculista si può avvalere di diversi test che valutano l’osmolarità del film lacrimale, l’integrità della superficie oculare, l’integrità e la qualità del film lacrimale, la funzionalità delle ghiandole di Meibomio, l’infiammazione della superficie oculare.

L’occhio secco è una malattia a tutti gli effetti. Tra i suoi sintomi vi sono:

fastidio;
bruciore;
arrossamento degli occhi;
alterazione della vista;
sensazione di corpo estraneo negli occhi;
fotofobia (sensibilità alla luce);
dolore (in alcuni casi).
Questi sintomi possono peggiorare creando grosse difficoltà nelle attività di tutti i giorni.

La secchezza oculare si può accompagnare anche a eccessiva lacrimazione (le lacrime però anziché bagnare la superficie oculare, escono, causando un continuo stimolo alla lacrimazione).

La disfunzione del film lacrimale è causata da diversi fattori, tra cui:

Le infiammazioni croniche della superficie anteriore dell’occhio;
L’età ( si manifesta in età avanzata, soprattutto dopo i 50 anni);
le congiuntiviti allergiche;
le blefariti croniche;
le pregresse infezioni erpetiche (causate cioè da Herpes);
gli squilibri ormonali (menopausa);
le malattie metaboliche;
gli usi ed abusi di cosmetici per gli occhi;
L’utilizzo di lenti a contatto.
DIAGNOSI E CURA
La diagnosi di occhio secco va sempre fatta dal medico oculista, evitando quindi auto diagnosi e cure fai da te. Il medico oculista valuterà una serie di parametri ed insieme al paziente sceglierà la terapia giusta per il caso specifico.
Non tutte le lacrime artificiali sono uguali, infatti, come non lo sono i pazienti. E tantomeno gli occhi. A seconda della causa dell’occhio secco l’oculista potrà consigliare colliri che fungono da sostituti lacrimali, colliri idratanti, gel lacrimali per le ore notturne, integratori dietetici, altre terapie specifiche in caso di concomitanti blefariti, blefarocongiutniviti o congiuntiviti croniche, ed eventuali accertamenti immunologici sistemici.

Consigli pratici

La disfunzione del film lacrimale è una malattia seria che va affrontata e trattata con sempre maggiore serietà e professionalità. Ma già cambiando le proprie abitudini si possono fare notevoli passi avanti. A cominciare dalla dieta: bere molta acqua e mangiare più frutta e verdura aumenta l’idratazione generale dell’organismo, aumentando di conseguenza la produzione lacrimale.
Controllare inoltre l’umidità dell’aria negli ambienti dove viviamo, dormiamo e lavoriamo è fondamentale, soprattutto in presenza di bambini ed anziani. Per quanto riguarda l’uso di device elettronici, è bene limitarlo nel tempo e tenere questi strumenti alla giusta distanza, almeno 30 centimetri dal viso.

17/05/2020

COME CAMBIA LA VISITA OCULISTICA IN EMERGENZA CORONAVIRUS?

Gli appuntamenti delle visite vengono distanziati nel tempo in modo tale da ridurre il più possibile la permanenza in studio dei pazienti e evitare attese in sala. Sono garantite distanze superiori ai 2 metri tra i pazienti. I pazienti che attendono l’effetto delle gocce per dilatare le pupille, possono uscire per una mezzora e non sono obbligati a rimanere all’interno dello studio.
In studio sono a disposizione igienizzanti per le mani, mascherine e guanti monouso.
Ai pazienti viene rilevata la temperatura con termometro non a contatto, e occorre firmare un’autocertificazione che dichiara di non essere risultati positivi a coronavirus, di non essere sottoposti a quarantena, di non avere e non avere avuto recentemente sintomi influenzali.
L’oculista e tutto il personale indossano dispositivi di protezione personale.
Tra un paziente e il successivo viene eseguita la disinfezione delle apparecchiature. La strumentazione che richiede vicinanza tra medico e paziente (come la lampada a fessura) ha un separatore in plexiglass.
Vengono assicurate pulizie e disinfezione quotidiane dei locali e delle superfici, cosí come regolare areazione e sanificazione dei locali.
I pazienti con sintomi di congiuntivite non vengono visitati in studio, ma ricevono assistenza in videochiamata, o in chiamata telefonica con invio di fotografie.

COME PREPARARSI ALLA PRIMA VISITA OCULISTICA

1) Porta con te gli occhiali che usi abitualmente e quelli che hai in casa: l’oculista ti misurerà la vista e potrebbe prescrivere delle nuove lenti. Se porti con te gli occhiali che hai già, sapremo dirti se c’è qualcosa che può tornare utile e anche che correzione hanno i tuoi occhiali.
2)Porta una lista dei medicinali che prendi abitualmente: molte patologie e molte medicine hanno effetti sulla vista, e nel momento in cui l’oculista ti dovesse prescrivere dei farmaci, è importante che sappia se hai malattie sistemiche e quali farmaci stai prendendo.
3)Porta con te i colliri che usi abitualmente: se stai facendo una terapia è importante sapere quale.
4)Porta una lista delle eventuali allergie a farmaci o sostanze: se hai allergie, alla visita useremo gocce anallergiche per dilatare le pupille. Inoltre se hai allergie a farmaci, saremo sicuri di non prescriverti qualcosa che ti faccia male.
5)Se usi lenti a contatto, toglile 24 ore prima della visita e portale con te nell’apposito contenitore, oppure porta la scatola che riporta la gradazione e il tipo di lenti a contatto: le lenti a contatto schiacciano la curvatura dell’occhio, falsando alcune misurazioni computerizzate che si fanno alla visita oculistica. Togliere le lenti a contatto 24 ore prima della visita, permette di fare misurazioni attendibili. Porta con te le lenti a contatto se hai bisogno di verificare se la correzione va ancora bene, altrimenti porta la scatola con la gradazione, per saperci dire cosa stai usando.
6)Se pensi di avere bisogno di occhiali per la distanza da computer, misura la distanza che normalmente tieni tra lo schermo del computer e i tuoi occhi: sapendo a quale distanza lavori abitualmente, l’oculista ti potrà prescrivere la correzione ottimale per te.
7)Se ci sono referti o esami che vuoi fare visionare al dottore, portali con te alla visita: l’oculista avrà così informazioni complete e non ti farà rifare esami già fatti!
8)Se per la visita c’è un motivo in particolare, riferiscilo al dottore.
9)Se usi colliri per la pressione degli occhi, non metterli il giorno della visita: l’oculista ti misurerà la pressione oculare e se saranno trascorse alcune ore da quando hai messo il collirio potrà valutarne meglio l’efficacia.
10)Vieni accompagnato, o organizzati in modo da non dover guidare per 2-3 ore dopo la visita: alla visita possono essere messe delle gocce che dilatano le pupille, allo scopo di esaminare il fondo dell’occhio. Per 2-3 ore causano abbagliamento e difficoltà di messa a fuoco da vicino. Non bisogna guidare, non solo per difficoltà oggettive ma anche per legge! Se devi guidare dopo la visita, non ti metteremo le gocce e programmeremo in un secondo tempo l’esame del fondo oculare.

Indirizzo

Via Giuseppe Dagnini, 42, Bologna BO
Bologna
40137

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

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