Studio Righi di Psicologia Psicoterapia Psicoanalisi - Bologna

Studio Righi di Psicologia Psicoterapia Psicoanalisi - Bologna Studio di Psicologia, Psicoterapia e Psicoanalisi a Bologna

Lo Studio Righi, situato nel centro di Bologna, è composto da professionisti con esperienza consolidata nella clinica psicologica e psicoterapeutica ad indirizzo psicoanalitico. Lo Studio è impegnato nella formazione continua in Psicologia e Psicoterapia attraverso attività seminariali e di aggiornamento professionale, supervisioni individuali e di gruppo. Lo Studio, inoltre, è luogo di ricerca e di promozione culturale nel campo della Psicoanalisi e delle discipline ad essa collegate: Neuroscienze, Antropologia, Etologia, Scienze sociali, etc. Possono rivolgersi allo Studio: tutti coloro che siano interessati a svolgere un lavoro terapeutico su se stessi, o che vogliano ricevere supporto attraverso una serie di colloqui psicologici mirati; famiglie che necessitino di sostegno alla genitorialità in tutte le fasi evolutive o durante tutte le fasi del percorso di adozione o di affido; dipendenti privati e pubblici in situazione di burnout lavorativo; professionisti che svolgono attività clinica, operatori sanitari e socio-sanitari della salute mentale, docenti o istituzioni a cui occorrano attività di supervisione o formazione dedicata.

05/02/2026
Gruppi di supervisione clinica + Seminari teorici-tecnici + Laboratorio pratico sul sogno. (38 ECM - in accreditamento)....
05/12/2025

Gruppi di supervisione clinica + Seminari teorici-tecnici + Laboratorio pratico sul sogno.

(38 ECM - in accreditamento).

Lo Studio Righi propone un ciclo di incontri in presenza con cadenza quindicinale dal 21/01/26 al 24/06/26, rivolto a psicologi, psicoterapeuti, psichiatri operanti in contesto privato e pubblico.

NUMERO MAX PARTECIPANTI: 10. Possibilità di partecipare a singoli incontri (NO ECM) o all’intero ciclo di incontri (38 ECM)

Formatore: Dott. Stefano Andreoli.
Proveniente da studi filosofici e letterari è psicologo clinico, psicoterapeuta, psicoanalista (IFPS). La sua attività professionale comprende: attività clinica in libera professione; analisi didattiche ad allievi specializzandi in psicoterapia; supervisioni individuali e di gruppo; seminari teorici-tecnici presso Scuole di Specializzazione in Psicoterapia riconosciute MUR. Autore di numerosi articoli e relatore di convegni e congressi a livello nazionale e internazionale, è referee per la rivista International Forum of Psychoanalysis, Socio e membro del Consiglio Direttivo di Opifer (Organizzazione di Psicoanalisti Italiani Federazione e Registro). Studioso ricercatore della materia e delle discipline ad essa connesse, organizza regolarmente attività formative di stampo clinico ed eventi divulgativi rivolti alla cittadinanza.

Per informazioni, costi e iscrizioni contattare la Segreteria:
0510828744
info@studiorighipsi.com
www.studiorighipsi.com/supervisione-clinica

Lo Studio Righi svolge attività continua di supervisione individuale e di gruppo.Per approfondimenti...
03/12/2025

Lo Studio Righi svolge attività continua di supervisione individuale e di gruppo.
Per approfondimenti...

La supervisione individuale La supervisione è, assieme all'analisi didattica e alla preparazione teorica-tecnica, l'elemento fondamentale della pratica terapeutica di ogni clinico che opera nel proprio studio privato o in contesti istituzionali. Le supervisioni, che tengono sempre conto dello stile

Tra logos e bios: ripensare la cura oltre la crisi del simbolico Dott. Giuseppe Ferrari La centralità dell’esperienza ps...
26/10/2025

Tra logos e bios: ripensare la cura oltre la crisi del simbolico
Dott. Giuseppe Ferrari

La centralità dell’esperienza psicoanalitica è la cura, ragion per cui esperenziarla oggi, così come la si era teorizzata alle origini, malgrado successive revisioni e cambiamenti, registra una crisi non solo teorica, ma simbolica. Il linguaggio utilizzato per molti decenni appare in parte obsoleto rispetto alle nuove conoscenze offerte dalle neuroscienze, dalla genetica, dalla biologia sistemica. In particolare, il concetto di simbolo, quale elemento essenziale della trasformazione psichica, sembra aver perso efficacia. Ma davvero il simbolo è scomparso? Oppure, come in una trasmigrazione dell’anima, ha cambiato forma e sede? È possibile oggi ipotizzare una metempsicosi simbolica, una trasmigrazione del significato, dal piano puramente rappresentativo a quello fisiologico e biochimico? E’ ormai acclarato che i processi simbolici non si esauriscono nel linguaggio, ma si incarnano nel corpo: nella regolazione neurovegetativa, nei profili metabolici, nei marcatori epigenetici. Il simbolo si reincarna. E la cura può divenire un processo integrato: psichico, neurobiologico e molecolare.

Tra logos e bios: ripensare la cura oltre la crisi del simbolico Dott. Giuseppe Ferrari

Il paziente come supervisore inconsapevole del terapeuta: la necessità della validazione degli interventi.Dott. Stefano ...
26/10/2025

Il paziente come supervisore inconsapevole del terapeuta: la necessità della validazione degli interventi.

Dott. Stefano Andreoli - Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista

Il presente lavoro intende valorizzare l'importanza cruciale del perenne scambio inconscio che permea la coppia analitica, in un contesto odierno dove nelle Scuole di specializzazione teoria e tecnica o si fanno sempre più marginali lasciando il posto ad una sorta di improvvisazione basata sull’esclusivo sentire soggettivo (in un contesto di pericolose ingenuità e ignoranza), oppure esse diventano le anguste sponde di un letto di Procuste in cui infilare qualsiasi paziente (perdendo quindi l'unicità e la vitalità di ogni relazione analitica). Perciò l'autore suggerisce di recuperare il prezioso lavoro condotto da Robert Langs, in particolare modo lo strumento della validazione degli interventi del terapeuta, che risulta fondamentale non solo in supervisione nei momenti di stallo o di criticità, ma anche per controllare l'andamento della terapia durante la pratica clinica quotidiana. Infine, a supporto dell'importanza di tali studi, vengono riportate brevemente questioni teoriche sollevate da Morris Eagle concernenti il ruolo pervasivo dell’insight anche in quelle psicoterapie che enfatizzano l'esclusività della “relazione” come fonte del processo mutativo nel paziente.

Il paziente come supervisore inconsapevole del terapeuta: la necessità della validazione degli interventi. Dott. Stefano Andreoli

XXI Convegno internazionale Opifer - Organizzazione Psicoanalisti Italiani Federazione e Registro. Nel centenario di P.C...
30/09/2025

XXI Convegno internazionale Opifer - Organizzazione Psicoanalisti Italiani Federazione e Registro. Nel centenario di P.C. Racamier.

PSICOANALISI E PRATICA PSICODINAMICA OGGI: FORMAZIONE, CURA E TRASMISSIONE.

24-25-26 ottobre online e presso l'Ospedale Santa Maria Nuova a Firenze.

Gruppi di supervisione clinica.A partire da mercoledì 17 settembre.Per informazioni e prenotazioni:Tel: 0510828744Mail: ...
25/08/2025

Gruppi di supervisione clinica.
A partire da mercoledì 17 settembre.

Per informazioni e prenotazioni:
Tel: 0510828744
Mail: info@studiorighipsi.com

Verso una teoria psicoanalitica unificata (2022), di Morris Eagle. A cura di Dott. Stefano Andreoli - Psicologo, Psicote...
10/07/2025

Verso una teoria psicoanalitica unificata (2022), di Morris Eagle.
A cura di Dott. Stefano Andreoli - Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista

"Ciò che mi ha spinto a scrivere questo libro è l'idea di fondo che il progetto di perseguire l'integrazione di diverse scuole psicoanalitiche e di sviluppare una teoria psicoanalitica della mente relativamente unificata sia possibile nonché auspicabile Quest'idea è tutt'altro che ampiamente condivisa all'interno della comunità psicoanalitica. Vi è chi sostiene l'adeguatezza dell'attuale condizione di pluralismo e chi mette in discussione la possibilità stessa di un'integrazione." (p. 301)

Era dai tempi del monumentale Da Freud alla psicoanalisi contemporanea (2012) che probabilmente questo audace testo rientrava tra le aspirazioni più ambiziose di Morris Eagle: una delle poche voci fuori dal coro della ormai comunità "psicobanalitica", che ha contribuito a rifornire credibilità alla psicoanalisi anche al di fuori delle proprie autistiche Scuole di formazione e dei soliti circoletti intellettualmente masturbatori. Infatti, in questo testo l'autore tenta l'impresa di proporre una teoria della mente unificata che, a partire dalla solida impalcatura della Psicologia dell'Io (precorritrice di molti costrutti odierni, nonostante essa rimanga ancora quasi sconosciuta in certi ambienti), possa includere senza troppi attriti la Psicologia del Sè di H. Kohut, la prospettiva della Scuola Indipendente Brittanica, la Teoria delle Relazioni Oggettuali di S. Mitchell, la Teoria dell'Attaccamento di J. Bowlby (vedi anche Eagle [2013], Attaccamento e Psicoanalisi), la Teoria della Mentalizzazione di P. Fonagy e la CMT di Weiss e Sampson, in accordo con la recente ricerca scientifica (riguardante quindi anche la psicologia cognitiva e le neuroscienze).

Se ricordo bene, l'ultimo che aveva tentato un'impresa simile era stato nel lontano dopoguerra lo scrupoloso D. Rapaport assieme al suo formidabile gruppo di ricerca della Fondazione Menninger di Topeka (Kansas, USA), prima che i suoi brillanti "allievi" R. Holt, M. Gill, R. Schafer e G.S. Klein, non dichiarassero vano il tentativo di conciliare in senso coerente i costrutti della metapsicologia freudiana con la ricerca scientifica e con l'applicabilità clinica per diventare una psicologia in grado di spiegare l'intero funzionamento mentale dell'uomo.

Eagle, a ben vedere, insiste sul fatto che la pluralità di concettualizzazioni sorte dalla morte di Freud che hanno arricchito e compensato le lacune delle teorizzazioni precedenti, alla fine non abbiano trovato un'unità teorica-clinica (nemmeno abbozzata), principalmente per motivi di "fedeltà" a questa o quella "scuola". In tal modo, invece che impegnarsi nel compito di integrare, si è sviluppata la tendenza a creare modelli teorici apparentemente "nuovi" atti a sostituire le costruzioni precedenti, originando sempre più affiliazioni, nuove ortodossie e ideologie schizoidi rispetto non solo alla psicoanalisi stessa, ma anche al resto delle altre discipline connesse. Fenomeno questo che, a mio avviso, oggi sta venendo scavalcato da un atteggiamento sempre più radicalmente orientato verso l'esistenza di una clinica che non ha bisogno praticamente di quasi nessun costretto teorico (e tecnico) a monte, né di una teoria della mente alla base del suo operare (in un'ottica psicoanalitica si potrebbe quindi sostenere che questa forma di psicoterapia sta perdendo sempre più una "mente", divenendo simile, per i suoi aspetti più "viscerali" e per l'inevitabilità degli "agiti", alla fenomenologia clinica del border). Era quindi praticamente inevitabile che tutto ciò portasse ad una crescente marginalizzazione della psicoanalisi nel panorama odierno (per approfondimenti...), quando oramai nemmeno più la psicoanalisi stessa è diventata in grado di valorizzare sé stessa.

Ecco, con questo prezioso e ricco testo, Eagle cerca di ridonare dignità e valore alla psicoanalisi non solo in termini clinici, ma anche epistemologici e metapsicologici, ri-connettendola al resto delle scienze "dure" così "sacre" al giorno d'oggi e smascherando ammiccanti neologismi e artificiosi costrutti tanto di moda nella contemporaneità, molto spesso frutto di motivi dinamici e politici (o più semplicemente di mera ignoranza), piuttosto che di vere e proprie innovazioni teoriche.

"Le diverse scuole psicoanalitiche sono sorte in gran parte come reazione alla percezione di una relativa trascuratezza di fenomeni importanti da parte della teoria dominante. Di conseguenza, ciascuna scuola si è focalizzata su un particolare insieme di fenomeni che, secondo i suoi sostenitori, erano stati trascurati o inadeguatamente trattati da quella teoria. Tuttavia, pur prendendo in considerazione un insieme limitato di fenomeni, ogni nuova scuola ha presentato se stessa come una teoria autosufficiente. Nella misura in cui una Psicologia dell' lo riveduta e ampliata fornisce un resoconto adeguato dei fenomeni di maggior interesse per le diverse scuole, essa sembrerebbe ovviare alla necessità dell'esistenza di una pletora di scuole diverse. A differenza delle prospettive più limitate di diverse scuole psicoanalitiche (per esempio, la teoria delle pulsioni, la teoria delle relazioni oggettuali e la Psicologia del Sé), una Psicologia dell'Io rivista rappresenta una prospettiva teorica sovraordinata in grado di integrare un'ampia gamma di fenomeni psicologici vitali di interesse primario per le altre scuole, non-ché di dati empirici rilevanti che derivano da fonti non psicoanalitiche.

L'affermazione secondo cui una Psicologia dell'Io riveduta costituisce il fondamento più solido per edificare una teoria psicoanalitica unificata della mente poggia anche sul fatto che l'"elemento personale", l'lo, è posto al centro della sua teorizzazione. Qualunque siano i fattori, compresi quelli inconsci, che possono influenzarle, e qualunque sia la natura delle teorie che si ripropongono di spiegarle, sono le nostre esperienze soggettive vissute che danno un senso alla nostra vita. E sono queste esperienze vissute che costituiscono il punto di partenza e i fenomeni fondamentali che qualsiasi teoria psicoanalitica della mente deve indagare e spiegare. Da un'ottica comportamentista e di teoria dell'intelligenza artificiale, praticamente tutto ciò che facciamo potrebbe essere spiegato senza far alcun riferimento all'esperienza soggettiva. Se queste teorie fossero sufficienti a dar conto della natura della mente, la teoria psicoanalitica diventerebbe superflua. Quindi, e in modo un po' ironico, nonostante la sua enfasi sui processi inconsci, ciò che rende la teoria psicoanalitica necessaria, e forse indispensabile, per una comprensione adeguata della natura della mente è l'esistenza dell'esperienza soggettiva e il tentativo di comprenderne le vicissitudini." (p. 317-318)

Psicoanalisi e folklore: il mostruoso tra storia, freaks, vampiri, lupi mannari, streghe, fantasmi, diavoli e altri demo...
16/03/2025

Psicoanalisi e folklore: il mostruoso tra storia, freaks, vampiri, lupi mannari, streghe, fantasmi, diavoli e altri demoni. (Dott. Stefano Andreoli - Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista)

Vivono nel buio della notte e nelle tenebre del nostro inconscio. Si insinuano nei nostri sogni. Si nutrono delle nostre paure. Strisciano nelle nostre inquietudini, spiano le nostre debolezze, affiorano dai nostri turbamenti, cingendoci in un oscuro abbraccio. Crescono nel cuore dell'eterno conflitto tra vita e morte, bene e male, razionale e irrazionale, armonia e instabilità, ordine e caos. Sono figli dell'ignoto. (Soave, 2019).

La storia dei mostri comincia con l'incarnazione delle più segrete paure dell'infanzia e soprattutto di quelle che turbano i sogni di ogni uomo in ogni tempo, nel luogo dove gli antichi pensavano di accedere ad una realtà "altra" piena di strane creature, demoni e defunti dell'Aldilà. Non c'è da stupirsi dunque se il mostruoso, essendo una componente fondamentale della mitologia di ogni cultura, abbia destato interesse fin dagli albori dell'umanità: già nel 2800 a.c. su delle tavolette d'argilla babilonesi appare un "documento" di "mostrologia" (Fiedler, 1978) che fornisce una linea guida alla fetomanzia (la predizione attraverso il feto) e alla teratoscopia (la divinazione basata sulle nascite anormali). Infatti la stessa parola "mostro" deriva sia da monere (ammonire) che da monstrare (mostrare), rinviando all'apparizione di qualcosa di straordinario come nel caso di eventi soprannaturali o di segni premonitori, in genere catastrofici (Daston e Park, 1998).

Di fatto, tutto ciò che in un qualche modo è abnorme o insolito assume il carattere di mostruoso e, che sia un prodotto della fantasia o il risultato delle più bizzarre malformazioni fisiche (il freak), esso viene considerato come una presenza oscura e inquietante, non di rado con tratti violenti, malvagi e sanguinari, suscitando ribrezzo e terrore ma sempre anche una sorta di perturbante fascinazione e di irresistibile curiosità.

[I mostri] sono l'ancora di salvataggio di ogni nostra normalità che necessità conferme continue e ci garantiscono un porto sicuro ogni volta che li chiudiamo fuori dalla porta, oltre quella soglia che ognuno di noi pone loro come limite invalicabile. (Ciseri, 2018, p. 10)

La rappresentazione del mostro rappresenta una funzione intrinseca della psiche (la teratopoiesi) che proietta in immagini le parti più oscure che la appartengono, ciò che viene considerato come anormale o abominevole e che rischia continuamente di minare la stabilità dell'intero ordine morale, sociale e naturale.
Perciò il mostro diventa sempre e comunque l'Altro, qualche altra cosa estranea da sé che non si sa come spiegare o classificare adeguatamente, proprio come mostruose furono descritte le razze indigene scoperte dai primi esploratori europei durante i primi viaggi in regioni esotiche e ignote. Persino oggi, che sono finiti i luoghi inesplorati sulla terra, continuiamo a proiettare fuori i mostri che abitano le profondità della nostra psiche, immaginandoli negli alieni che popolano il lontano e il misterioso universo.

Indice:
Introduzione
Storie ed enciclopedie di mostri
Vampiri e fantasmi
Lupi mannari
Diavoli e demoni
Streghe
Freaks
Conclusioni
Bibliografia
Suggerimenti filmografici

Psicoanalisi e folklore: il mostruoso tra storia, freaks, vampiri, lupi mannari, streghe, fantasmi, diavoli e altri demoni. Dott. Stefano Andreoli

Indirizzo

Via Augusto Righi, 3
Bologna
40126

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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