Studio Dentistico Dott.ssa Patrizia Pirro

Studio Dentistico Dott.ssa Patrizia Pirro Dott.ssa Patrizia Pirro. Prenota un appuntamento nello studio piú vicino a te. La dottoressa é presente sia a Bologna che a Pesaro

Indirizzi e Orari di Apertura per gli studi di Bologna e Pesaro disponibili al seguente indirizzo

http://www.dentistachirurgo.it/find-us.html


Laureata in medicina e chirurgia all'Università di Bologna nel 1987, consegue la specializzazione in Odontostomatologia nel 1991 collaborando, nel contempo, presso diversi studi odontoiatrici. Nei due anni successivi apre gli studi di Pesaro (Via Fratti, 121 ) e Bologna (prima in via Valdossola, poi in Viale Masini, 48) dove attualmente esercita la professione di odontoiatra. Corsi di specializzazione biennale in protesi dentaria, parodontologia ed implantologia, sotto la guida dei professori Wennström e J. Lindhe dell'università di Goteborg. Corsi di perfezionamento biennali in tecniche di chirurgia ed implantologia avanzata a Roma, tenuti dai Dott.ri Bruschi e Scipioni

12/01/2026

Già! La marcia in più dei romagnoli!🤣🤣

Già!
09/01/2026

Già!

Un viaggio tra storia e cultura Esplora le biblioteche storiche, le gallerie d’arte e i luoghi simbolo della città. Scopri di più Esplora Pesaro, tra mare, arte e cultura Scopri le bellezze della città tra il mare Adriatico, il centro storico e gli eventi culturali. Scopri di più Un tuffo nel ...

Già!
09/01/2026

Già!

A diciannove anni la rinchiudono in manicomio. Una parola cade su di lei come un sigillo: ISTERIA. Un’etichetta che trasformava l’intelligenza in patologia e la sensibilità in colpa. Una parola che per una donna, all’inizio del Novecento, è una condanna. Lì in manicomio non la ascoltano: la studiano. La osservano. La legano. Una GABBIA chiamata cura. Eppure Sabina Spil’rejn non è pazza. È solo troppo intelligente per il mondo che la circonda.

Fu lì che incontrò Carl Gustav Jung. Lui era un giovane brillante e carismatico, lei una donna che tutti credevano «senza speranza». Fu allora che scoccò la scintilla di una passione che li avrebbe legati per tutta la vita. Sabina lo provoca con la sua intelligenza, lo sfida a guardare il mondo con occhi nuovi, gli offre intuizioni. Molte delle idee di Jung non avrebbero potuto esistere senza Sabina. Lei fu per lui MUSA, amante, amica. Jung le salvò la vita, ma le spezzò il cuore.

Quando finalmente uscì dal manicomio, Sabina decide di riprendersi in mano la sua vita. Studia, diventa psicoanalista, pubblica articoli sull’ambivalenza dell’amore. Capì che ogni TRASFORMAZIONE passa dalla perdita e che la vita nasce anche dalla frattura. E che alle volte l’anima si spezza solo per imparare a diventare altro. Intuì delle verità che diventeranno pilastri della psicologia moderna. Ma i MERITI andarono a Jung e a Freud.

Sabina divenne un capitolo imbarazzante, da non citare. Eppure Sabine non si arrende. Insegna. Scrive. Resiste. Finché la Storia la CANCELLA per sempre. Venne fucilata dai nazisti nel 1942. E il suo nome scomparve. Ma alcune voci non si spengono. Restano come brace sotto la cenere. Dopo decenni di oblio riemersero i suoi scritti: lettere, articoli, diari. E il mondo è costretto a vederla per ciò che è davvero: una delle madri della psicoanalisi moderna. Una pioniera, una donna che era stata rinchiusa perché troppo viva e dimenticata perché troppo SCOMODA. Perché certe menti, anche se chiuse in una gabbia, nascono per insegnare al mondo come si vola.

Guendalina Middei, Professor X (➡️ Se volete leggere altre storie come questa, qui trovate un estratto del mio «Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera» che ho scritto per farvi innamorare della letteratura come me ne sono innamorata io: https://www.amazon.it/innamorarsi-Karenina-leggere-classici-lezioni/dp/8807174359

Già!
09/01/2026

Già!

Venezia non si erge su roccia, né su cemento. Si regge su milioni di pali di legno piantati nel fango della laguna. Sì, proprio così: sotto ogni chiesa, ogni casa, ogni ponte, ci sono tronchi infissi uno accanto all’altro, nel silenzio acquatico di un’impresa che sfida la logica.

Tutto cominciò nel 421 d.C., quando la città iniziò a prendere forma sull’acqua. Gli antichi veneziani ebbero un’intuizione ingegnosa: piantare nel terreno instabile pali di legno spesso di ontano, un legno resistente all’umidità fino a raggiungere uno strato più compatto. Su questi pali venivano poi posati pietra d’Istria e mattoni, che diventavano la base su cui costruire.

Il trucco? Quei pali, completamente sommersi e privi d’ossigeno, non marciscono. Col tempo si mineralizzano parzialmente, diventando durissimi, quasi come se fossero pietre. È così che Venezia ha potuto alzarsi, e restare in piedi, per secoli.

Il Campanile di San Marco? Reggendosi su circa 100.000 pali, è un gigante di pazienza e precisione. La Basilica della Salute? Richiese centinaia di migliaia di pali, piantati a mano, uno dopo l’altro, con una cura quasi sacra.

Ma perché costruire proprio lì, in mezzo a canali, fango e paludi?

Nel V secolo, l’Italia era attraversata dalle invasioni barbariche. Le popolazioni della terraferma cercavano rifugio in luoghi difficili da raggiungere. La laguna veneziana, con la sua conformazione acquatica, offriva una protezione naturale. Ed è lì, in quello scenario apparentemente ostile, che nacque una città.

Venezia non è un miracolo. È figlia della necessità, dell’ingegno e della resilienza. Non ha cercato di dominare la natura: ha scelto di capirla, di adattarsi. E ancora oggi, tra maree, cambiamenti climatici e sfide moderne, continua a esistere. A resistere.

È un monumento vivente all’audacia umana. Una città che non galleggia per magia, ma per testardaggine.
Perché dove gli altri vedevano solo acqua e fango, qualcuno ha visto una possibilità. E l’ha chiamata casa.

Gia'!
09/01/2026

Gia'!

ELETTRICITÀ NELL’ARIA, SENZA CAVI
La Finlandia ha appena raggiunto un risultato che per oltre un secolo è sembrato pura fantascienza: trasmettere elettricità attraverso l’aria, senza cavi, senza prese e senza contatto fisico.

💡 Si tratta di un sistema sicuro che utilizza onde radio a bassa frequenza per inviare energia direttamente ai dispositivi, in modo simile a un segnale wireless diffuso nell’ambiente.

🔌 E QUESTO POTREBBE CAMBIARE MOLTE COSE:
🔸 Dispositivi a basso consumo che si alimentano autonomamente.
🔸 Meno cavi negli ambienti domestici.
🔸 Energia trasmessa come un segnale.
🔸 Applicazioni urbane mirate senza collegamenti fisici diretti.

🙌 È un’idea che Nikola Tesla aveva immaginato e che oggi, grazie alla tecnologia moderna, inizia a trovare applicazioni reali.

Già!!
31/12/2025

Già!!

Per due anni ha pranzato da sola, mentre le sue compagne facevano finta che non esistesse. A sedici anni, ha creato un'app per fare in modo che nessun altro bambino dovesse più sedersi da solo. In pochi giorni, ha fatto il giro del mondo.

Seconda media.
Natalie Hampton entra in mensa con il vassoio in mano e gli occhi che cercano un posto—qualunque posto—dove sedersi.
Tutte le tavolate sono occupate. Risate, chiacchiere, gruppi chiusi nel proprio mondo.
Sapeva già come sarebbe andata. Ci aveva provato prima.
Il rifiuto era sempre lo stesso: immediato. Umiliante. Pubblico.
Così si sedeva a un tavolo vuoto, in un angolo.
Sola. Di nuovo.

“Quando entri e vedi tutte le tavolate piene,” ha raccontato, “e sai che avvicinarti significherà essere respinta, ti senti invisibile. Terribilmente sola.”
Ma anche stare sola aveva un prezzo: tutti lo vedevano. Tutti lo sapevano.

Per due anni—tra seconda e terza media—Natalie è stata bullizzata senza tregua in una scuola privata femminile in California.
Spinte contro gli armadietti, messaggi minacciosi, persino aggressioni fisiche.
“Tornava a casa in lacrime, con lividi e segni rossi in faccia,” racconta sua madre.

Quando ha denunciato, nessuno ha fatto nulla.
Anzi: l’hanno mandata in terapia.
Per “capire” perché veniva bullizzata.
Come se fosse colpa sua.

Professori zitti. Studentesse zitte.
E ogni giorno, Natalie pranzava da sola.

L’ansia la stava distruggendo. Ha avuto bisogno di aiuto medico.
Sua madre lo descrive come “il periodo più buio delle nostre vite”.

Alla fine, Natalie ha cambiato scuola.
E tutto è cambiato.

Gentilezza. Inclusione. Sicurezza.
Ha fatto amicizia quasi subito.
Ma non riusciva a smettere di pensare a chi aveva lasciato indietro.
A quelli che erano ancora soli.
A quelli che avevano bisogno di sentirsi dire una sola frase:
“Ehi, vuoi sederti con noi?”

E se si potesse trovare un posto sicuro prima di entrare in mensa?
E se si potesse fare in privato, senza il rischio di un altro rifiuto pubblico?

A 16 anni, Natalie ha creato Sit With Us:
un'app in cui gli studenti possono registrarsi come “ambasciatori” e aprire i loro tavoli a chiunque voglia unirsi.
Chi è solo può vedere (in modo anonimo) le tavolate accoglienti… e scegliere dove sedersi.

La forza dell’idea? La privacy.
Nessun rischio. Niente imbarazzo. Nessun “no” in faccia.

“È tutto sul telefono,” ha spiegato. “Sai che sarai il benvenuto quando arrivi.”

Natalie aveva l’idea, ma non sapeva programmare.
Così ne ha parlato ai suoi genitori.
Loro le hanno creduto.
Lei ha scritto ogni funzione, disegnato ogni schermata. La famiglia ha assunto un programmatore.

Il 9 settembre 2016, l’app è uscita.
Nel giro di una settimana, centinaia di download.
Poi la notizia si è diffusa ovunque: NPR, CBS News, giornali e siti in tutto il mondo.

Sono arrivati messaggi.
Da ragazzi che avevano sempre mangiato da soli… e che ora si sentivano visti.

Perché tutti ricordano il momento del pranzo.
E tutti ricordano la paura di rimanere soli.

Natalie—una ragazza che quella solitudine l’aveva vissuta—aveva trovato una via d’uscita.
E l’aveva condivisa con il mondo.

La ricerca lo conferma: quando i ragazzi si supportano a vicenda, il clima nelle scuole cambia davvero.

Natalie è salita su palchi TEDxTeen.
La ragazza che mangiava da sola ora parlava davanti a centinaia di persone.

Ma ciò che conta davvero sono i messaggi.
Ragazzi che raccontano di aver trovato amici.
Ragazzi che dicono che il pranzo non fa più paura.
Ragazzi che per la prima volta si sentono parte di qualcosa.

“Anche se aiutasse solo una persona,” ha detto Natalie, “ne sarebbe valsa la pena.”

Oggi, Sit With Us è attiva in diversi Paesi.
Migliaia di studenti l’hanno usata per trovare un posto, un amico, una comunità.
Ma il suo impatto va oltre.

Dimostra che il dolore non deve restare in silenzio.
Che le vittime possono diventare creatrici.
Che chi soffre spesso capisce meglio come cambiare le cose.

Natalie ha trasformato due anni di isolamento in un movimento globale.
Non ha aspettato di crescere.
Non ha chiesto il permesso.

Ha solo ricordato cosa vuol dire sentirsi soli.
E ha deciso che nessun altro dovrebbe mai sentirsi così.

Adesso, in tante scuole del mondo, c’è un’app che puoi aprire…
…e trovare un tavolo dove sei già il benvenuto.

Tutto grazie a una ragazza che pranzava da sola—e ha deciso di cambiare il mondo.

Già!
28/12/2025

Già!

Il nuotatore britannico Rob Howes si stava godendo una nuotata tranquilla con sua figlia al largo dell’Isola del Nord della Nuova Zelanda quando l’oceano ha improvvisamente rivelato qualcosa di straordinario.

Un branco di delfini è apparso dal nulla, circondandoli strettamente e guidandoli delicatamente verso il centro. Ogni volta che Rob cercava di allontanarsi a nuoto, due delfini lo riportavano indietro—protettivi, insistenti, come se stessero difendendoli da una minaccia invisibile.

Il pericolo si è presto rivelato: un grande squalo bianco, lungo quasi tre metri, si stava avvicinando alla zona. All’istante, il comportamento dei delfini è cambiato. Hanno colpito l’acqua con le code, si sono lanciati in scatti coordinati e hanno formato una barriera vivente—chiaramente impegnati a intimidire e allontanare il predatore.

Per quasi quaranta minuti, i delfini hanno mantenuto la loro formazione protettiva, rifiutandosi di lasciare andare Rob e sua figlia finché lo squalo non si è finalmente ritirato. Solo allora hanno aperto il cerchio, permettendo ai due nuotatori di raggiungere la sicurezza.

La scena straordinaria è stata vista da un bagnino e da diversi bagnanti, aggiungendosi ai sempre più numerosi racconti di delfini che mostrano straordinari istinti difensivi per proteggere gli esseri umani dagli attacchi degli squali.

28/12/2025
Già!! Bravi!👏👏
25/12/2025

Già!! Bravi!👏👏

Oggi a Siracusa, su una porta qualunque, è apparso un biglietto che non è affatto qualunque.

“Assente per pochi minuti,
presente per un ricordo che durerà per sempre.
La prima recita di mio figlio.
Torno subito.”

Un negozio chiuso per poco,
un cuore spalancato per sempre.

Perché ci sono momenti che non si possono rimandare,
applausi che valgono più di qualsiasi incasso,
e lavori che possono aspettare…
mentre l’infanzia no.

In quei pochi minuti c’è tutto l’amore di una madre,
la scelta silenziosa di esserci,
di dire: oggi il mondo può attendere,
io no.

E forse è questo il messaggio più bello:
le serrande si rialzano,
i ricordi restano. 💛

Museo S. Giovanni in Persiceto
18/12/2025

Museo S. Giovanni in Persiceto

13/12/2025

130 Followers, 64 Following, 24 Posts

30/09/2025

Già! Grandissimi !

Indirizzo

Bologna
40126

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 14:00
Mercoledì 09:00 - 14:00

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