Dott.ssa Chiara Spadaro - Psicologa Psicoterapeuta - Bologna

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"Lo Psicodramma dunque interviene per ricordare a coloro che lo avessero dimenticato che esistono altri ruoli oltre a qu...
10/06/2025

"Lo Psicodramma dunque interviene per ricordare a coloro che lo avessero dimenticato che esistono altri ruoli oltre a quello che ciascuno di noi ha scelto. Lo Psicodramma ha il compito di smuovere i ruoli."

(Gennie e Paul Lemoine. Lo Psicodramma)

"Ci sono degli adulti... dei grandi qui con voi?"(Il Signore delle Mosche. William Golding)"Quando, per ragioni sociali,...
29/04/2025

"Ci sono degli adulti... dei grandi qui con voi?"
(Il Signore delle Mosche. William Golding)

"Quando, per ragioni sociali, economiche e familiari, non si dispone di adeguati strumenti linguistici; quando le parole fanno paura, e più di tutte proprio le parole che dicono la paura, la fragilità, la differenza, la tristezza; quando manca la capacità di nominare le cose e le emozioni, manca un meccanismo fondamentale di controllo sulla realtà e su se stessi. La violenza incontrollata è uno degli esiti possibili, se non probabili, di questa carenza. I ragazzi sprovvisti delle parole per dire i loro sentimenti di tristezza, di rabbia, di frustrazione hanno un solo modo di liberarli e liberarsi di sofferenze a volte insopportabili: la violenza fisica. Chi non ha i nomi per la sofferenza la agisce, la esprime volgendola in violenza, con conseguenze spesso tragiche."

(Gianrico Carofiglio)

26/04/2024

Le dipendenze anti-evolutive e le dipendenze evolutive.

"Trovare parole, per dire quello che non è mai stato detto, è ciò a cui tende il lavoro analitico [...]"
12/01/2024

"Trovare parole, per dire quello che non è mai stato detto, è ciò a cui tende il lavoro analitico [...]"

"Nell'esperienza analitica noi cerchiamo di riattivare queste parti della personalità che sono rimaste soffocate e chius...
28/08/2023

"Nell'esperienza analitica noi cerchiamo di riattivare queste parti della personalità che sono rimaste soffocate e chiuse per la paura della sofferenza e cerchiamo di rendere vivibili ed esprimibili quei sentimenti che non riuscivano ad emergere. Sappiamo altresì che, nel fare questo e per poter fare questo, dobbiamo entrare nell'analisi con tutta la nostra sensibilità e personalità [...]"

“In alcuni pazienti noi possiamo osservare come sia per loro particolarmente difficile poter sperimentare il dolore mentale. È come se la vita dei sentimenti e delle emozioni sia qualcosa che li minaccia in modo tremendo, e sembra allora che preferiscano chiudersi a delle possibilità vitali e addormentare in sé emozioni, sentimenti, dolore, gioia, rabbia, il che comporta, com'é ovvio, un impoverimento della loro vita psichica e dei loro rapporti
affettivi.
Nell'esperienza analitica noi cerchiamo di riattivare queste parti della personalità che sono rimaste soffocate e chiuse per la paura della sofferenza e cerchiamo di rendere vivibili ed esprimibili quei sentimenti che non riuscivano ad emergere. Sappiamo altresì che, nel fare questo e per poter fare questo, dobbiamo entrare nell'analisi con tutta la nostra sensibilità e personalità.
Un momento culminante di questa complessa vicenda emozionale é, a mio parere, la parte terminale dell'analisi, la situazione cioé in cui il paziente e l'analista devono cimentarsi fino in fondo con il problema della sofferenza, del distacco, della separazione e cioé, in sostanza, con l'elaborazione di un lutto.

In questo senso - e proprio forse in particolare da chi ha sperimentato in sé, in modo drammatico, la perdita e la morte di persone care, e ha vissuto questo come un annullamento dell'oggetto amato e insieme della propria capacità di sentire e amare - la fine dell'analisi può essere temuta come il ripetersi di questa distruzione interna, dove tutto é annientato e tutto scompare, proprio per l'impossibilità di viverlo e di sentirlo. E d'altra parte, allora, l’elaborazione viene a fondarsi proprio sul tentativo di ricostituzione dell'oggetto interno e sulla creazione della possibilità di conservare questo oggetto interno anche di fronte al distacco e alla separazione”.

Tonia Cancrini (1988), L'esperienza del soffrire il dolore nel rapporto analitico con particolare riferimento alla fine dell’analisi, in Rivista di Psicoanalisi, (34)(4):685-713

Rivista di Psicoanalisi

“Non esiste limone troppo aspro da non poterci fare qualcosa di vagamente simile ad una limonata”(This is us)
26/07/2023

“Non esiste limone troppo aspro da non poterci fare qualcosa di vagamente simile ad una limonata”

(This is us)

"[...] eternamente bambini: bisognosi di qualcuno o qualcosa che riempia i nostri vuoti. Intanto la vita passa, i vuoti ...
30/06/2023

"[...] eternamente bambini: bisognosi di qualcuno o qualcosa che riempia i nostri vuoti. Intanto la vita passa, i vuoti non si riempiono."

Grazie Silvia Avallone per queste riflessioni così complesse e preziose.

"Credo non possa darsi alcuna forma d’amore – dalla coppia all’amicizia, dalla famiglia alla solidarietà – che prescinda dall’indipendenza. Ci si ama quando si è capaci di coltivare la propria libertà e quella dell’altro, accompagnandosi senza possedersi. Ci si ama nelle frustrazioni, quando con fatica ed esercizio diventiamo capaci di accettare le nostre debolezze e quelle delle persone a cui vogliamo bene. Quando non tradiamo la loro fiducia, ma restiamo capaci di disobbedirvi. Quando non le riduciamo a nostro specchio, giocattolo, medicina, bensì le lasciamo incontrollabili, sorprendenti.
In una relazione d’amore autentica anche i momenti di solitudine, i litigi, le incomprensioni, sono parte del percorso. Non si è mai compiaciuti, ammansiti, soddisfatti come l’Intelligenza Artificiale promette, perché si è costantemente chiamati a ragionare e a mettersi in discussione. L’amore è un lavoro duro. Il cui frutto principale è, precisamente, l’indipendenza. Mi rendo conto di amare mia figlia quando la aiuto a esplorare il mondo in autonomia. Mio marito quando lo vedo realizzato nei suoi interessi. I miei genitori quando non li assillo con i miei problemi, ma ascolto i loro. E quando amo così, imparando anziché pretendendo, mi sento una persona libera.
Questo è il motivo per cui odio le dipendenze a cui siamo invitati, sedotti da una tecnologia che ha come scopo principale quello di renderci consumatori compulsivi – di oggetti, idee, sentimenti –, anziché soggetti consapevoli. Sempre più isolati l’uno dall’altro, eternamente bambini: bisognosi di qualcuno o qualcosa che riempia i nostri vuoti. Intanto la vita passa, i vuoti non si riempiono. È così comodo tenerci in gabbia, facile lasciarci intrappolare. Mentre amare è faticoso, a volte persino doloroso, come lo è la libertà: mettersi in gioco, rischiare di fallire, cambiare. Che, però, sono anche gli unici modi che abbiamo per spiccare il volo."

Oggi su 7Corriere trovate un elogio dell'amore e dell'indipendenza: due sinonimi.

La famiglia funzionale é quella che sa offrire cura, sicurezza, protezione, sostegno, apertura alle diverse dimensioni d...
09/02/2023

La famiglia funzionale é quella che sa offrire cura, sicurezza, protezione, sostegno, apertura alle diverse dimensioni dell'esistenza umana.

📄Oggi la Repubblica ha dedicato un articolo alla lettera che il nostro Ordine ha scritto alla ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, insieme agli Ordini professionali di Lazio, Campania, Sicilia, Marche, Abruzzo, Veneto.

📺La ministra, in una recente intervista a La7, aveva detto che “ogni bambino ha diritto ad avere una mamma e un papà”, aggiungendo che “lo dicono tutti gli psicologi”.

👉Qui la lettera per intero: https://www.ordinepsicologier.it/it/notizie/466

Vi auguro un 2023 in cui possiate prendervi cura della vostra mente nello stesso modo in cui lo fate con il vostro corpo...
31/12/2022

Vi auguro un 2023 in cui possiate prendervi cura della vostra mente nello stesso modo in cui lo fate con il vostro corpo. Le nostre paure, le nostre sofferenze e le nostre parti interne irrisolte non passano con il tempo, non pensandoci e distraendosi dalle stesse. Bisogna accogliere e attraversare anche gli aspetti "negativi" del nostro mondo interno: per trasformare il proprio dolore psichico bisogna prima attraversare il mare in tempesta. Se qualcuno vi dice che basta cambiare il modo di pensare, sforzarsi di provare emozioni positive e distrarsi dalle emozioni negative vi sta solo suggerendo di anestetizzarvi e di trascinare molte vostre dinamiche psichiche in eterno. Volere non é sempre potere, spesso occorre davvero prendersi del tempo, accettare di non essere perfetti e di avere (momentaneamente) alcune parti interne "guaste". Il vero modo per stare bene é occuparsi di se stessi senza raccontarsi troppe bugie in modo illusorio ed onnipotente.
Un caro saluto.
Dott.ssa Chiara Spadaro

21/10/2022

Indirizzo

Bologna
40125

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