Studio di psicologia psicoterapia
Uno spazio che accoglie, dove ogni percorso trova ascolto e cura.
23/12/2025
Questa volta, per la collaborazione con Qui Salute Magazine, ho sentito che fosse doveroso parlare di violenza di genere.
Un articolo a carattere divulgativo, pensato per fare informazione e prevenzione, aiutare a riconoscere ciò che spesso resta invisibile e offrire qualche strumento a chi non sa come orientarsi o da dove partire.
La violenza di genere è un tema che sento importante e che fa parte del mio lavoro, e portarlo anche fuori, su una rivista, significa per me contribuire a creare consapevolezza e possibilità di tutela.
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Qui Salute è un progetto editoriale che offre una rivista periodica a carattere divulgativo, dedicata a benessere, prevenzione, salute e informazione, una vetrina ricca di approfondimenti su temi importanti e attuali.
Disponibile in edicole, tabacchi, Coop, Esselunga e centri commerciali.
05/11/2025
Perché parlare di educazione affettiva e sessuale ai più piccoli?
Perché ogni bambino e ogni bambina merita di crescere sapendo che il proprio corpo è casa, confine e diritto.
Merita parole chiare per dire cosa sente, cosa vuole e cosa non vuole.
Educare all’affettività e alla sessualità significa dare parole e confini.
Significa crescere sapendo riconoscere ciò che fa stare bene e ciò che fa stare male.
Significa protezione: chi conosce il proprio corpo e i propri confini è più al sicuro da chi prova a oltrepassarli.
È anche libertà:
✨ libertà di esprimersi
✨ libertà di essere sé stessi, senza paura di essere giudicati
✨ libertà di costruire relazioni sane, rispettose e consapevoli
✨ libertà di imparare che le differenze non sono minacce, ma ricchezze
Parlare di questi temi non anticipa la crescita.
La accompagna.
La sostiene.
La rende più libera e più sicura.
È uno spazio per imparare l’amicizia, la cura, la reciprocità: l'AMORE.
Per scoprire che proprio l’amore, in tutte le sue forme, è incontro, non pretesa.
Per costruire adulti che sappiano prendersi cura di sé e degli altri.
Perché da grandi non confondano mai il controllo con l’amore.
❤️
24/09/2025
Spesso le notizie ci attraversano senza chiedere permesso.
Ci colpiscono dentro e fanno vibrare emozioni che non sempre sappiamo nominare.
Come psicologa, e come persona che ascolta storie e vive la propria vita, sento il bisogno di condividere ciò che questo dolore può far emergere in noi.
Quando accadono guerre, catastrofi, morti innocenti, tragedie, anche se lontani, qualcosa dentro di noi si muove.
Possiamo provare impotenza, perché vorremmo fermare la violenza ma non possiamo;
rabbia, per l’ingiustizia insopportabile;
tristezza, per chi perde casa, famiglia, sicurezza, VITA;
a volte colpa, per il privilegio di sentirci al sicuro.
C’è poi un sentimento sottile: la vicinanza.
Nonostante la distanza, queste storie non ci restano estranee... diventano quasi un peso dentro di noi.
Ci ricordano che proviamo empatia e siamo interconnessi: ciò che accade a un’altra persona tocca anche una parte di noi.
Spesso vediamo persone vicine a noi che sembrano o si sentono “indifferenti”.
Non è sempre vera indifferenza: può essere un meccanismo di protezione emotiva, un modo per non essere travolti da emozioni troppo grandi. Anche chi sembra distaccato può sentire, ma deve trovare un equilibrio tra sentire e proteggersi.
A volte questo peso può sembrare troppo grande. Ci sentiamo piccoli, inutili, confusi.
Ma questo sentire è segno di umanità: la capacità di non restare distaccati, di lasciarsi toccare.
Non serve avere una soluzione, serve riconoscere ciò che ci abita e prenderci cura di queste emozioni.
Può essere utile chiederci:
☁️Come sto mentre leggo o ascolto queste notizie?
⚡️Qual è la mia reazione emotiva più immediata?
☔️Cosa mi fa sentire impotente?
🌱Cosa posso fare di piccolo per restare umano/a, informarmi, sostenere, non voltarmi dall’altra parte?
Non possiamo cambiare il mondo da soli.
Ma possiamo prenderci cura del nostro “orticello”: di noi stessi, di chi ci sta vicino, delle piccole azioni quotidiane.
Questo DOLORE è sistemico, lontano e vicino allo stesso tempo, ma la nostra sensibilità e umanità sono già un modo di rispondere.
❤️
09/07/2025
Nessuno conosce davvero la tua fatica.
Quella che non si vede, che ti porti dietro ogni giorno.
Fatica come persona, come partner, come genitore, come figlio o figlia.
Fatica che si adatta, che si nasconde, che si fa spazio in silenzio.
Nel mio lavoro mi viene affidato qualcosa di prezioso:
le storie che fanno male, i pensieri che pesano, le emozioni che non trovano parole.
E insieme proviamo a dare forma, senso, direzione.
In questa stanza succedono cose che fuori, spesso, non trovano posto.
Corpi che imparano a stare.
Voci interne che si fanno ascoltare.
Lacrime che finalmente trovano un luogo dove scorrere.
Eredità emotive che provano a cambiare strada.
Questo spazio non è solo uno studio.
È un luogo pensato per accogliere, contenere.
Un’estensione di ciò in cui credo, di come lavoro, di come sto con l’altro.
Ogni dettaglio ha il compito di sostenere, me e chi arriva.
Dopo diverse ricerche, qui finalmente mi sento al mio posto.
Ogni giorno sento di fare ciò che amo. E per questo provo una profonda gratitudine.
📍 Mi trovi a Bologna, in Via Leandro Alberti 53.
🗓 Per prenotare un colloquio, in presenza o online e conoscere il mio percorso:
Domenica 6 aprile 2025, durante gli incontri di formazione rivolti alle famiglie affidatarie, si è svolto il gruppo di sostegno dedicato ai ragazzi in affido, condotto dalla psicologa Viviana Azzarone.
L’incontro ha approfondito un tema fondamentale per la crescita personale e relazionale dei ragazzi: la psicoeducazione, con particolare attenzione al riconoscimento e alla valorizzazione delle autonomie già acquisite.
I ragazzi sono stati accompagnati in una riflessione condivisa sui propri obiettivi, desideri e sulle competenze che ciascuno desidera sviluppare, all'interno di un confronto aperto e autentico.
12/02/2025
L’amore è il desiderio di incontrarsi. Ma a volte, più che un incontro, diventa un bisogno da colmare. Amiamo per paura di restare solə, per sentirci accettatə, per trovare in unǝ altrǝ ciò che pensiamo di non avere. Amare con paura significa legarsi disperatamente.
Erich Fromm ci ricorda che l’amore immaturo dice: “Ti amo perché ho bisogno di te”, mentre l’amore maturo dice: “Ho bisogno di te perché ti amo”. La differenza è sottile ma profonda: nel primo caso, l’altrǝ è un’ancora di salvezza; nel secondo, è una scelta libera e consapevole.
L’amore maturo non è perfetto, non è sempre facile, ma è costruzione. Non si nutre di aspettative irrealistiche, di paure o di vuoti da riempire. È fatto di libertà, di rispetto, di presenza. È un amore che non stringe, ma sostiene. Un amore che ci fa stare bene, non che ci consuma.
E tu, come ami? 🪞
Durante i percorsi di psicoterapia emerge spesso questo interrogativo. Ci si rende conto di quanto l’amore possa intrecciarsi con bisogni irrisolti, con un modello relazionale appreso nell’infanzia e che replica certe nostre ferite... e ancora, il bisogno di cercare nell’altrǝ ciò che è mancato, la paura di perdere, la frustrazione di non sentirsi compresǝ.
È un passaggio naturale, ma non una condanna! Possiamo comprendere meglio come funzioniamo e imparare ad amare in modo diverso, più vero, più libero, più consapevole.
Perché l’amore, quello sano, non è trovare unǝ partner che ci "completi" o che "soddisfi" i nostri desideri, ma unǝ compagnǝ con cui crescere, senza perdersi.
L'AMORE una delle forze più profonde e trasformative della vita.
Abbiamone CURA! ❤️🩹
02/12/2024
❤️
Domenica 24 novembre, in concomitanza con gli incontri di formazione dedicati alle famiglie affidatarie e in preparazione, si è svolto il gruppo di sostegno per i giovani in affido, condotto con grande professionalità dalla psicologa Viviana Azzarone. Questo spazio, pensato appositamente per i ragazzi e le ragazze, rappresenta un’opportunità per confrontarsi apertamente, condividere le proprie esperienze e sentirsi accolti in un ambiente sicuro.
Attraverso il dialogo e attività mirate, i partecipanti hanno potuto esplorare temi importanti legati al loro percorso di affido, rafforzando la loro consapevolezza e il senso di appartenenza a una comunità che li supporta.
➡️ Continuate a seguirci per rimanere aggiornati sulle prossime iniziative di Kairòs!
10/10/2024
La salute mentale è spesso un territorio silenzioso, un'area della vita che viene trascurata fino a quando non si manifesta in modo esplosivo o debilitante. Tuttavia, non è solo l'assenza di un disturbo mentale a definire il benessere psicologico. Come Michela Murgia ci ha spesso ricordato, l'esistenza umana è intrecciata con la vulnerabilità, e il coraggio risiede nell’abbracciarla piuttosto che ignorarla.
La salute mentale riguarda la capacità di trovare significato anche nel caos, di confrontarsi con le proprie fatiche senza esserne schiacciati, di curare la relazione con sé stessi e con gli altri, di sentirsi completi anche di fronte alle inevitabili fratture.
In ognunǝ di noi c’è movimento, vita, possibilità. Ciò che accade è sempre transitorio, perché è possibile trasformare non tanto chi si è, ma ciò che abita il proprio "interno".
A un certo punto, la casa dentro di sé si può accendere di luce, si apre, si sistema, diventa accogliente e si inizia ad abitarla pienamente. In quella casa arrivano anche visite, portando con sé parole luminose, a volte anche ombreggiate, ma comunque tutte proprie.
In una società che premia la produttività, la resilienza emotiva — cioè la capacità di affrontare eventi stressanti — viene spesso travisata come una dimostrazione di forza, mentre il vero coraggio sta nel riconoscere e accettare che essere umani significa anche essere fragili. Prendersi cura della propria mente non è un atto di debolezza, ma di auto-rispetto.
In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, che si celebra il 10 ottobre, mi piace ricordare, come ogni altro giorno, che tuttǝ meritano di essere ascoltatǝ, compresǝ e sostenutǝ.
Tuttǝ stiamo attraversando qualcosa, anche se non si vede.
❤️🩹
20/08/2024
I sintomi di un malessere psicologico, segnali da ascoltare. Come riconoscerli?
Ne parlo in Qui Salute Magazine ⬇️
Ora online
Hai mai provato quel senso di oppressione, ansia o tristezza che sembra non avere una causa evidente? Spesso, ciò che stiamo sperimentando potrebbe essere collegato a sintomi psicologici.
12/06/2024
Da bambina, riceveva raramente affetto, sia fisico che emotivo. Spesso ignorata e priva di attenzioni, passava gran parte del suo tempo nell'ombra della sua casa, risucchiata dall'oscurità dei suoi pensieri, delle sue angosce e dei suoi interrogativi. Perché?
Crescendo, portava dentro di sé la convinzione di non essere meritevole d'amore, e con questa convinzione, una paura profonda di fidarsi. Prima degli adulti, poi dei coetanei, un pó di tutti. Questo fardello, pesante come un macigno, l'ha accompagnata negli anni, rendendo difficile ogni tentativo di liberarsi da esso.
Man mano che cresceva, faceva fatica a donare affetto. Ogni gesto d'amore sembrava richiedere uno sforzo immenso, un coraggio che non credeva di avere. Eppure, a un certo punto, ha iniziato a cercare quell'affetto con tutta sé stessa. Non nelle parole, non negli sguardi fugaci, ma in qualcosa di tangibile e reale come un abbraccio. Un abbraccio che potesse attraversare il suo corpo e accarezzare la sua pelle ferita, facendola sentire viva.
Voleva sentire che è possibile provare amore. Che è davvero possibile essere degni d'amore.
Ora, sta cercando di costruire nuove relazioni, nonostante il suo attaccamento insicuro e quel vuoto dentro che sembra non colmarsi mai.
La sua infanzia le ha lasciato un segno indelebile, una cicatrice sottopelle che probabilmente rimarrà per sempre. Le esperienze traumatiche infantili sono come radici profonde di un albero: possono rimanere nascoste, ma influenzano la crescita e la forma dell'albero per tutta la vita. E come un albero che cerca la luce, lei cerca quel calore umano che può finalmente farla crescere verso l'alto, liberandosi dalle ombre del passato.
Solo quando le radici trovano il nutrimento giusto, l'albero può sbocciare. Allo stesso modo, solo quando riceverà l'affetto di cui ha bisogno, potrà finalmente fiorire e trovare la forza di amare e di amarsi.
È possibile superare questi traumi e sviluppare resilienza con il giusto supporto e interventi terapeutici.
Prendersi cura delle ferite emotive del passato è essenziale per costruire un futuro fatto di amore e fiducia.
❤️🩹
20/05/2024
Nei gruppi tutto è importante, il tempo trascorso insieme, gesti, parole, silenzi, assenze e presenze. Le storie di affido e adozione raccontano la necessità di un percorso da fare, che, come sappiamo bene, è faticoso e lungo, sia per i figli che per i genitori.
Storie che raccontano di inizi intensi, complicati, impetuosi.
Il gruppo si affianca come un compagno di viaggio, si fa corpo che accoglie, cresce e si trasforma, come quello degli adolescenti.
Come tutti i figli, hanno bisogno di scoprire la potenza di un corpo che abbraccia e che nel tempo continuerà ad abbracciare.
In questo ultimo incontro in vista della pausa estiva "La mia esperienza di affido" narrata attraverso l'arte, un processo creativo che di per sé ha una funzione "terapeutica" e catartica.
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Psicologa ad indirizzo clinico e della salute iscritta all’Ordine della Regione Emilia Romagna N° 8941 e futura psicoterapeuta iscritta attualmente alla scuola quadriennale di specializzazione in psicoterapia Sistemico-Relazionale e specializzanda presso Il Faro, centro specialistico provinciale contro il maltrattamento e gli abusi all’infanzia e adolescenza - AUSL Bologna. Esperta in Psicopedagogia e didattica per i Disturbi Specifici di Apprendimento.
Vivo nella bella Bologna e pugliese di origine, mi occupo di integrazione scolastica come educatrice e opero in ambito sociale con interventi domiciliari/comunità per osservazione delle competenze e delle capacità genitoriali in famiglie in situazioni di forte disagio economico, sociale, psicologico e vittime di violenza, incontri protetti genitori/figli, supporto ai minori in particolare situazione di vulnerabilità, promozione e sviluppo delle capacità e delle relazioni dei minori.
Con PsicoSpazio offro una visione psicologica della persona , si penetra nella condizione dell'uomo e ci si sofferma sulle sue fragilità in cui pensieri, emozioni, sentimenti e stati d'animo sono strettamente interconnessi.
Uno sguardo rivolto sulla persona che spazia tra la promozione del benessere psicologico globale, l'integrazione e l'inclusione nel contesto sociale e scolastico.
Unospazioper me ha diversi significati: può essere interno, esterno, invisibile o nascosto; uno spazio che si percepisce dentro di noi; uno spazio in cui ci si può guardare dentro e curiosare; uno spazio dove le emozioni mettono radici e si alternano; uno spazio luminoso o buio; uno spazio da svuotare o riempire; uno spazio da creare.
In Psicospazio potrete riconoscere le emozioni degli altri come se fossero vostre, calarvi nella realtà altrui per comprenderne i punti di vista, disagi emotivi, difficoltà scolastiche, vissuti psicologici, relazionali e psicopatologici attraverso studi, riflessioni, storie, illustrazioni, letture e testimonianze nel campo della psicologia intrecciata con altre discipline.