Roberto Pieralli MD

Roberto Pieralli MD Medico di Emergenza Sanitaria Territoriale 118
Presidente Regionale @ SNAMI Emilia Romagna
Presidente Provinciale @ SNAMI Bologna

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Sos medici di base, fuga dalla professione. Il dottor Pagelli, 65 anni, si è dimesso venerdì: «Turni da 15 ore, neanche ...
15/03/2026

Sos medici di base, fuga dalla professione. Il dottor Pagelli, 65 anni, si è dimesso venerdì: «Turni da 15 ore, neanche le bestie»
"«Da sette anni lavoro 15 ore al giorno, dalle 5 alle 20 (prima erano 12). Questa non è una violazione dei diritti di un lavoratore, è la violazione dei diritti umani. Se un simile carico di lavoro fosse imposto alle bestie del circo interverrebbe la protezione animali»."

    ANCONA Ad avere bisogno di cure, perché non pare proprio in salute, è il sistema sanitario nazionale. Un paradosso, eppure sta prendendo forma sempre di...

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15/03/2026

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Mesi di segnalazioni, negoziazioni, battaglie sindacali e richieste di correzione portate avanti da SNAMI Emilia Romagna, oggi anche fuori dal sindacato emerge con chiarezza quello che denunciamo da tempo: nel ruolo unico la genitorialità resta un caos, e le tutele per maternità e vita familiare restano ancora insufficienti.

Il punto non è la propaganda. Il punto è la vita reale.

Perché dietro gli slogan sulla modernizzazione e sull’assistenza “h12” o “in équipe”, c’è un modello che continua a scaricare sui medici un carico organizzativo sempre più pesante e sempre meno compatibile con una vita normale, con la possibilità di avere figli, di crescerli, di assisterli quando stanno male, di avere una famiglia.

Un esempio pratico?
Si immagina un medico che entra nel sistema e si trova a dover reggere 38 ore di attività, con notti e festivi, a cui poi si sommano ulteriori ore, almeno 5 di apertura di attività ambulatoriale diurna e feriale, la necessità di restare comunque raggiungibile per i propri assistiti, oltre alle visite domiciliari e a tutta la burocrazia che nessuno ha cancellato davvero.

E allora la domanda è semplice:
ma una persona, in questo quadro, come dovrebbe costruire una famiglia?

Come dovrebbe conciliare gravidanza, maternità, paternità, allattamento, malattie dei figli, cura dei familiari, vita privata e lavoro?

Questo è il punto politico vero.

Non basta riempirsi la bocca di “pari opportunità” se poi si firma un ACN che, nei fatti, rende la genitorialità un diritto fortemente compromesso e sempre subordinato a turni, carichi orari e necessità organizzative.

SNAMI Emilia Romagna continuerà a denunciare tutto questo con chiarezza:
perché la medicina generale non si difende imponendo modelli insostenibili, ma costruendo condizioni di lavoro dignitose, umane e davvero compatibili con la vita dei professionisti che quei modelli li devono agire.

Nemmeno l' AIR non ha risolto sufficientemente il problema, pur avendo integrato delle tutele ancora insufficienti. Tra cui, piu' volte richiesta, la possibilità di autolimitazione dei massimali di ore e scelte, per una durata adeguata. Pensate che dal 2026 per i lavoratori subordinati alcune tutele sono estese fino ai 14 anni dei figli. Qua invece ci si trincera dietro un rapporto nominativamente convenzionale, ma che di fatto di autonomo non ha piu' niente o quasi.

La battaglia continuerà nei prossimi steps

https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/26_marzo_15/medici-base-emilia-romagna-6a2fae3b-2e8c-4f78-a6dc-3c0569e03xlk.shtml "Emilia-Romagna, l'accordo sui medici di base e il ruolo unico «bocciati» sulla parità di genere: «Insufficienti le tutele per la maternità» | Corriere.it"

Fumata nera al tentativo di conciliazione della Consigliera di parità Sonia Alvisi: «L'intesa regionale non soddisfa a pieno la tutela di maternità e genitorialità e i dati forniti dalla Ausl sulla ricollocazione delle dottoresse non sono sufficientemente esaustivi». Ora ad Alvisi la decisione ...

Snami Sindacato risponde per le rime !
12/03/2026

Snami Sindacato risponde per le rime !

"Non accettiamo lezioni da chi ha sottoscritto ogni Acn senza metterlo in discussione".

Il Mood Medio quando arriva la cortese PEC ai Colleghi con la convenzione a sole scelte o sole ore!
12/03/2026

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Dopo un comunicato cosi', ci vuole coraggio proprio
11/03/2026

Dopo un comunicato cosi', ci vuole coraggio proprio

Comunicato stampa Fimmg

Proposta di legge “Benigni” sulla medicina generale: FIMMG fa chiarezza contro il rumore di fondo

La Proposta di legge sulla medicina generale, con primo firmatario l’On. Stefano Benigni, è stata presentata oltre un anno fa. Solo oggi, alla sua calendarizzazione per la discussione parlamentare, assistiamo a prese di posizione critiche da parte di organizzazioni sindacali
che in questi mesi sono state, come spesso accade, sostanzialmente assenti dal confronto
reale. FIMMG ritiene doveroso prendere le distanze da queste tardive e strumentali
dichiarazioni, e farlo con la chiarezza che la situazione richiede.
In questi mesi la nostra Federazione ha mantenuto un dialogo pressoché quotidiano con
i parlamentari che guideranno la discussione: l'On. Ugo Cappellacci, Presidente della
Commissione Affari Sociali della Camera — peraltro tra i firmatari originali della Proposta
di legge, insieme all’On. Annarita Patriarca, che sin dal primo incontro ha chiarito con nettezza che la proposta è emendabile — e il Sen. Francesco Zaffini, Presidente della
Commissione Sanità del Senato. Sono loro i registi istituzionali della fase di discussione, audizione e valutazione emendativa del provvedimento; il Presidente Zaffini ha già riunito in sede di Commissione, fin dal 2024, la discussione congiunta dei provvedimenti riguardanti la medicina generale, includendo anche quelli sull'evoluzione della formazione post-laurea. Grazie a questo confronto costante — che include anche il dialogo con la Presidente Letizia Moratti, che segue per Forza Italia il Piano Strategico per il Servizio Sanitario pubblico di cui questa proposta di legge è parte integrante — ci è stata assicurata la possibilità concreta di intervenire sulla proposta primaria per affinarla, aggiornarla e migliorarla alla luce degli accordi nel frattempo sottoscritti (si veda la lettera congiunta pubblicata su www.fimmg.org).
Questo è l'approccio responsabile: partecipare, non protestare a posteriori. Occorre inoltre ricordare che il tema della medicina generale è oggetto di più disegni di legge, sia di maggioranza sia di opposizione. Oltre alla proposta Benigni, ricordiamo la proposta della Sen. Maria Cristina Cantù per la maggioranza e per l'opposizione le
proposte dell'On. Roberto Speranza alla Camera e della Sen. Sandra Zampa al Senato. Il panorama è quindi articolato e complesso. Chi lo riduce a uno scontro binario o lo strumentalizza per alzare la voce dimostra di non comprenderlo — o di non volerlo comprendere.
Va ricordato un dato incontrovertibile: dalla presentazione della proposta di legge ad oggi
sono stati siglati due ACN, con il parere positivo di Regioni, Ministero della Salute e MEF.
Una legge presentata in quel contesto non poteva — né può — essere valutata sullo status quo attuale: molti degli aspetti allora proposti sono già stati affrontati e risolti proprio negli accordi successivamente sottoscritti. La contraddizione è stridente: le stesse organizzazioni che oggi attaccano la proposta di legge hanno firmato quegli ACN, salvo poi ostacolare sistematicamente la loro applicazione a livello regionale. Una posizione difficile da definire
coerente.
Va ribadito, però, il valore della proposta: presentata in un momento critico, ha mantenuto
al centro del dibattito il convenzionamento come ruolo giuridico della medicina generale,
riaffermando un'identità professionale che non va svenduta. Contiene inoltre un passaggio
rilevante sul ruolo dell'AFT come soggetto contrattuale, elemento che consentirebbe una
governance più efficace dell'ACN a livello territoriale. Ed è la stessa proposta di legge a
indicare la strada: una discussione negoziale dell'ACN nel pieno riconoscimento dello status di liberi professionisti convenzionati dei medici di medicina generale.
Le riforme strutturali della medicina generale non possono essere né improvvisate né urlate.
Il regista di ogni intervento normativo non può che essere la Presidenza del Consiglio attraverso i suoi Ministeri di riferimento: il Ministero della Salute, garante del diritto costituzionale alla salute, e il MEF, garante della sostenibilità economica delle risorse in campo e la Conferenza delle Regioni. Dialogo che evidentemente per FIMMG esiste, è consolidato e si è sviluppato fin dall'inizio di questa legislatura con le parti rappresentative della categoria capaci di proposte e soluzioni concrete, basterebbe ricordare la genesi di due ATTI di Indirizzo per ACN Medicina Generale ottenuti grazie all’azione di FIMMG e alle
disponibilità del Ministro della Salute Orazio Schillaci e del Presidente Comitato di Settore delle Regioni Marco Alparone. Evidentemente non è un compito di cui, sigle sindacali minoritarie si interessano e che alzano la voce per apparire più rappresentative di quanto non siano.
Su questo punto FIMMG è categorica: parlare di tutele contrattuali per i lavoratori senza che la norma le definisca — rimandandole invece, com'è corretto, alla sede negoziale — non è una posizione sindacale, anzi starebbe a noi il compito in presenza di risorse di definirle nell’ACN. È o no questa una prova di incompetenza e di autolesionismo. Chi dice di voler rappresentare i colleghi e non comprende la distinzione tra fonte normativa e fonte contrattuale chiarisce da sé la reale consistenza della propria rappresentatività.
FIMMG guarda avanti e attende il prossimo Atto di Indirizzo per l'ACN 2025-2027: sarà quello il terreno su cui rendere evidente la volontà di evoluzione della medicina generale e dare piena attuazione alle soluzioni già avviate. La nuova attrattività verso la medicina generale, la sua evoluzione in un SSN che cambia profondamente, la risposta alla crisi delle cure primarie: tutto ciò richiede soluzioni innovative — non posizioni di retroguardia — insieme a finanziamenti che devono essere orientati ai professionisti con obiettivi coerenti con i risultati di salute e con criteri di merito.
La discussione parlamentare può e deve essere un momento costruttivo, capace di
coinvolgere maggioranza, opposizione e parti professionali in una ricerca genuina di sintesi.
FIMMG è pronta a fare la sua parte, come ha sempre fatto, con competenza e continuità.
Tanto rumore per nulla non è politica sindacale. È assenza di progetto.

La sanità del “qui e ora” non basta
10/03/2026

La sanità del “qui e ora” non basta

Gentile Direttore, senza continuità di cura la cronicità finisce per bussare sempre alla porta dell’urgenza.

10/03/2026

“non basta: senza continuità di cura la cronicità finisce per bussare sempre alla porta dell’urgenza”

Ecco Giorgia Meloni, forse allora dovresti dare un occhiata al   di Assistenza Primaria…. Poi me la racconti 🥶
09/03/2026

Ecco Giorgia Meloni, forse allora dovresti dare un occhiata al di Assistenza Primaria…. Poi me la racconti 🥶

08/03/2026
Chiudono i Cau del Maggiore del Sant’Orsola Ma con il nuovo AIR aprono ambulatori di guardia medica in ogni dove giorno ...
07/03/2026

Chiudono i Cau del Maggiore del Sant’Orsola

Ma con il nuovo AIR aprono ambulatori di guardia medica in ogni dove giorno e notte !

Esultano i medici di base: “Era ora. Adesso avanti con gli Aft"

Indirizzo

Bologna

Sito Web

https://robertopierallimd.substack.com/

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Dott. Roberto Pieralli

Medico dell’ Emergenza Territoriale, da diversi anni mi occupo anche di temi di organizzazione sanitaria, ho completato anche un Master di 2° Livello in Funzioni Direttive e Gestione dei Servizi Sanitari presso l’Università di Bologna, ed un ulteriore corso di Alta Formazione Universitaria sulla Gestione delle Cure Primarie.

Nella mia esperienza posso annoverare diversi anni di volontariato tra varie associazioni, prima tra tutte la Croce Rossa Italiana nella quale ho operato fin da 14 enne fino ad un anno dopo la laurea, quando per motivi di tempo e lavoro fuori città ho dovuto interrompere il servizio attivo.

Ho avuto l’onore di ricoprire per oltre un anno l’incarico di Esperto del Ministro presso il Ministero della Salute nello staff del Ministro Giulia Grillo, stimata e competente professionista con la quale abbiamo iniziato a dare vita a diversi provvedimenti che oggi hanno migliorato la vita del nostro sistema sanitario nazionale. Purtroppo la caduta del governo interruppe il nostro lavoro.