Dott.ssa Federica Cevolani - Psicologa

Dott.ssa Federica Cevolani - Psicologa Psicologa Clinica, Iscrizione 8060 Albo degli Psicologi dell'Emilia Romagna

27/02/2023

Cose che puoi fare - nell'immediato - se stai vivendo un momento di ANSIA

09/02/2023

IL TUO BAMBINO SI È FATTO MALE,
PIANGE, SI LAMENTA,
ECCO COSA NON DIRGLI

PERCHÉ LE PERSONE NON SI CONTROLLANO CON ESAMI MEDICI PERIODICI ? L'IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE"Prevenire è meglio che ...
20/01/2023

PERCHÉ LE PERSONE NON SI CONTROLLANO CON ESAMI MEDICI PERIODICI ?

L'IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

"Prevenire è meglio che curare": una delle frasi più conosciute ma ad oggi forse più sottovalutate . Bensì vera . Importantissima.
Effettuare esami di controllo periodici ci protegge dal portare (troppo) avanti malattie che potrebbero poi rivelarsi letali .

Ma come mai alcune persone non hanno l'abitudine di effettuare questi esami annualmente?

La paura di ricevere brutte notizie (e di doverle poi affrontare) è una delle possibili spiegazioni,
ciononostante non è la più comune.

Vediamo insieme le due cause principali:

1) disinformazione, legata soprattutto a bassi livelli sociali e culturali. Queste persone non sanno quanto sia importante controllarsi

2) sottovalutazione del rischio di ammalarsi e dell'importanza dei controlli medici .
Queste persone sanno che ci sono controlli da fare, ma sottovalutano l'importanza della prevenzione. Possono pensare che sia raro sviluppare una patologia o che siccome non hanno sintomi fisici non necessitino di effettuare controlli .

Condividi per ricordare quanto un esame in più possa cambiare la vita 🌱

LA GESTIONE DELLA SCONFITTAPerdere, essere sconfitti ... obiettivamente, a chi può fare piacere?Forse a nessuno, così, d...
19/12/2022

LA GESTIONE DELLA SCONFITTA

Perdere, essere sconfitti ... obiettivamente, a chi può fare piacere?
Forse a nessuno, così, di primo acchito. È crescendo, maturando emotivamente ed evolvendo nel proprio modo di ragionare che una persona può arrivare a intravedere il bicchiere mezzo pieno dietro ad una sconfitta, legando quest'ultima ad un'opportunità di miglioramento, ad una lezione appresa .

La domanda sorge quindi spontanea: come possiamo educare i nostri figli nella gestione di una sconfitta, soprattutto in ambito sportivo ?

È molto importante lavorare bene da casa: cominciare, più o meno dai 3 anni di età, ad impostare eventuali partite, giochi di società, passatempi, in maniera realistica e giusta . Per i bambini, farli vincere può essere molto gratificante (e funzionale nella strutturazione della propria autostima), e fino ai 2/3 anni quasi d'obbligo da un punto di vista affettivo. Il problema è quando questa "finzione" si protrae a lungo.

Quindi, a tutti noi genitori, tocca rimboccarci le maniche: fronteggiare qualche rabbia e frustrazione, accogliendole senza giudicarle, evitando di cedere alla vincita facile/pilotata . Nel tempo, la maturazione del bambino farà l'altra parte del lavoro .

Novità di inizio settimana 🙃Un nuovo incontro dedicato ai genitori... Sul SONNO !Se interessati, non esitate a contattar...
07/11/2022

Novità di inizio settimana 🙃

Un nuovo incontro dedicato ai genitori... Sul SONNO !

Se interessati, non esitate a contattarmi.

" Quando critichi continuamente un bambino, egli non smette di amarti.Smette di amarsi "
01/11/2022

" Quando critichi continuamente un bambino, egli non smette di amarti.
Smette di amarsi "

3 Strategie che possono aiutare a gestire/ridurre il RIMUGINIO⏰ Timer: impostare un tempo, di 10/15/20 minuti (quanto si...
20/10/2022

3 Strategie che possono aiutare a gestire/ridurre il RIMUGINIO

⏰ Timer: impostare un tempo, di 10/15/20 minuti (quanto si ritiene opportuno), da dedicare volontariamente al rimuginare. Quando la sveglia suona, bisogna smettere di rimuginare e bisogna focalizzarsi su altro, attraverso le mani, in termini pratici, che sia cucinare, pulire, scrivere, giocare, ecc

📝 Scrivere: non limitarsi a pensare il proprio rimuginio, ma esternarlo attraverso la penna, anche qui dandosi un tempo delimitato e prestabilito

🍃 Respiro: chiudere gli occhi e focalizzarsi sul proprio respiro, che non significa semplicemente chiudere gli occhi e respirare, bensì concentrarsi sulle sensazioni che si esperiscono durante questa pratica (l'aria calda che esce dalle narici, l'addome che fa su e giù, l'aria nella gola, il suono della respirazione stessa, ecc)

Mi è capitata sotto gli occhi questa riflessione di due pedagogiste e ho ripensato ad un episodio a cui ho assistito gio...
14/10/2022

Mi è capitata sotto gli occhi questa riflessione di due pedagogiste e ho ripensato ad un episodio a cui ho assistito giorni fa al mercato:
c'era una mamma con la figlia (5 anni, 6 al massimo), la bimba stava facendo continue richieste perché in una bancarella c'erano giocattoli/libricini/oggetti colorati e lei era giustamente attratta.
"Mi prendi questo?"
"Mi prendi quello?".
La mamma era impegnata a comprare altro e le rispondeva a tratti.
"No, te l'avevo detto, ero stata chiara. Oggi non avremmo preso questo tipo di cose...non è il giorno" , ecc, ecc.
La bambina ad un certo punto deve aver menzionato i soldi perché la mamma le ha detto: "no no, ce ne ho abbastanza... Ce li ho con me i soldi ... è che oggi non te lo prendo. Siamo qui per frutta e verdura e oggi va così".

Credo che per questa mamma sarebbe stato molto più semplice mentire e dire che i soldi erano finiti, che non ne aveva abbastanza con sé.
Eppure ha scelto di dare a sua figlia un "no" più reale e concreto.

È importante crescere i bambini anche abituandoli al fatto che esistano i "no" non addolciti.

La spiegazione inventata probabilmente, lì per lì, farebbe stare meno male i bambini. Ma nel lungo termine sarebbe controproducente e non permetterebbe al bambino di "esercitarsi" a vivere e a superare i piccoli, reali, stress quotidiani.

Le frustrazioni come queste, sane ed educative, possono aiutare a crescere .

17/08/2022

Come insegnare al tuo bambino a volersi bene

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