Fondazione Argentina Bonetti Altobelli

Fondazione Argentina Bonetti Altobelli Ente di ricerca e promozione della storia e della memoria sociale emiliano-romagnola.

24/03/2026

Agosto 1455, Bologna.

Un uomo si avvicina alla torre della Magione e annuncia che la sposterà.

Non la demolirà, non la ricostruirà altrove.

La sposterà, com'è, intera, con le sue fondamenta a oltre 13 metri di profondità.

Si chiama Aristotele Fioravanti. È ingegnere comunale di Bologna dal 1453. E quello che sta per fare non lo ha ancora fatto nessuno.

Ecco come funziona.

Fioravanti scava un fossato tutto intorno alle fondamenta, fino alla profondità esatta della base. Poi costruisce un telaio di travi incrociate sotto la struttura, e ci inserisce dei cilindri rotanti — tronchi e rulli che lui stesso ha progettato — che permettono alla torre di scivolare lateralmente senza perdere equilibrio, senza cedere, senza crollare.

La torre si muove.

Venticiquattro metri di pietra, più di 13 di fondamenta, si spostano insieme come un unico blocco rigido lungo un corridoio scavato nel terreno.

L'impresa gira per tutta Europa. Il nome di Fioravanti arriva nelle corti, nei cantieri, sulle scrivanie degli ingegneri che quella cosa non riuscivano a capire come fosse possibile.

E in questo modo arriva anche alle orecchie dello zar Ivan III di Mosca.

Nel 1479, Fioravanti completa nel Cremlino la cattedrale della Dormizione — la chiesa che diventerà il cuore simbolico del potere russo, il luogo dove i sovrani vengono incoronati.

Il Comune di Bologna, quello stesso anno, scrive formalmente allo zar per riaverlo.

Deve consolidare il Palazzo del Podestà, il progetto era già pianificato, c'è lavoro che lo aspetta.

Ivan III risponde di no.

Niente richieste, niente trattative, niente compensi.

Fioravanti era troppo utile: ingegnere militare, progettista di difese, esperto di ponti e strutture impossibili in un regno che aveva confini da proteggere e nemici da scoraggiare.

Morirà a Mosca, probabilmente nel 1486.

Bologna non lo rivedrà mai più.

Un uomo che aveva spostato una torre con dei tronchi rotanti finisce per diventare, suo malgrado, un asset strategico di Stato in un paese lontano migliaia di chilometri da casa.

In breve:
Nel 1455 Aristotele Fioravanti spostò fisicamente la torre della Magione a Bologna usando cilindri rotanti.
La sua fama raggiunse lo zar Ivan III, che lo chiamò a Mosca per costruire la cattedrale della Dormizione nel Cremlino (completata nel 1479).
Il Comune di Bologna chiese formalmente il suo ritorno quello stesso anno. Ivan III rifiutò. Fioravanti morì a Mosca nel 1486.

24/03/2026
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02/03/2026

Il percorso di vita della Senatrice Lina Merlin come occasione per ripercorrere i tempi che portarono alla Repubblica e il dibattito all'Assemblea di donne Resistenti, Costituenti ma soprattutto mai Indifferenti

29/01/2026
28/01/2026

Il coordinamento donne Spi-Cgil dell’Emilia Romagna esprime una forte contrarietà alle impostazioni del provvedimento del Governo noto come “proposta Buongiorno” sul tema dell'assenza del dissenso nella violenza sessuale.
In un Paese segnato da una violenza maschile strutturale ogni norma deve affermare con chiarezza un principio fondamentale: la responsabilità della violenza è sempre di chi la commette. Qualsiasi formulazione che introduca ambiguità sull’assenso rischia invece di spostare l'attenzione sul comportamento della vittima, rafforzando una cultura della colpevolizzazione delle donne e scoraggiando le denunce. Non è accettabile che alle donne venga ancora chiesto di dimostrare di aver detto NO nel modo giusto.
La violenza non nasce da un equivoco ma da un abuso di potere, da una volontà di dominio. Chiediamo al Governo di ritirare o modificare radicalmente il provvedimento aprendo un confronto reale con i centri antiviolenza e le organizzazioni delle donne. Servono prevenzione, educazione alla relazione, servizi e tutele effettive dei diritti, non passi indietro culturali e giuridici. La libertà e la dignità delle donne non sono negoziabili.

Il 23 gennaio 2026, presso il Liceo Scientifico Statale “Talete” di Roma, ha avuto luogo la comunicazione di Anna Salfi,...
28/01/2026

Il 23 gennaio 2026, presso il Liceo Scientifico Statale “Talete” di Roma, ha avuto luogo la comunicazione di Anna Salfi, Presidente della Fondazione Argentina Bonetti Altobelli, sul tema: “Lezioni di Costituzione – Dalle aule parlamentari alle aule di scuola: Lina Merlin“. L’incontro si inserisce all’interno del Concorso‑Progetto promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei Deputati, al quale la classe V^F dell’istituto partecipa con un lavoro dedicato al ruolo che le Madri Costituenti hanno avuto nella definizione della Carta Costituzionale. Guidati dal docente di Storia e Filosofia, prof. Andrea Marcellino, gli studenti hanno scelto di concentrare la loro ricerca su tre figure emblematiche: Lina Merlin, Laura Bianchini e Teresa Mattei. Il progetto prevede lo studio delle fonti e l’analisi dei testi costituzionali, ma anche l’apertura verso enti e istituzioni impegnate nella tutela della memoria storica. In questa prospettiva, la classe ha avviato una collaborazione con l’ANPPIA di Roma, con la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea — dove verranno consultati quotidiani dell’epoca — e con l’Archivio Centrale dello Stato, che metterà a disposizione la documentazione del casellario politico.

23/01/2026

In occasione del Giorno della Memoria 2026, lunedì 26 gennaio alle 17.30, Casa Cervi ospita l’incontro pubblico “La piaga dell’antisemitismo in tempo di guerra”, promosso dall’Istituto Alcide Cervi.

L’iniziativa propone un momento di riflessione aperta su antisemitismo, memoria storica e contesto culturale e politico, intrecciando il passato del Novecento con le tensioni del presente. Al centro del dialogo, l’antisemitismo e il Giorno della Memoria, in un contesto internazionale segnato dai conflitti, dall’uso bilaterale della forza in diversi scenari, dalle drammatiche conseguenze della guerra e dalla tragedia di Gaza che continua e si aggrava.

Protagonisti del dialogo saranno Gad Lerner, giornalista e scrittore e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Alcide Cervi da novembre 2025, Vasco Errani, presidente dell’Istituto, Marco Massari, sindaco di Reggio Emilia, e Giorgio Zanni, presidente della Provincia di Reggio Emilia.

«La ferocia dei conflitti nazionalreligiosi – afferma Gad Lerner – genera un fanatismo contagioso che favorisce il riemergere degli antichi pregiudizi contro il popolo ebraico, con cui furono giustificate persecuzione e sterminio in Europa. È un pericolo da scongiurare, soprattutto per chi oggi manifesta la giusta solidarietà al popolo palestinese».

«L’Istituto – aggiunge Vasco Errani – propone un’occasione in più per una riflessione seria, culturale e politica: c’è urgenza, nell’attuale quadro internazionale, di contribuire ad aprire una fase radicalmente nuova».

L’iniziativa si inserisce nel percorso costante dell’Istituto Alcide Cervi dedicato alla trasmissione della memoria, al contrasto dell’odio e alla costruzione di una coscienza civile consapevole, capace di interrogare il presente a partire dalla storia. L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Auguri per un Anno di Pace serenità e buone letture!
31/12/2025

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28/12/2025

Una politica per tutte: 7 donne dalla vita straordinaria- podcast27 Dicembre 2023/in Comunicazione di genere, Podcast, Primo piano, Reportage/da Media AdminUna politica per tutte: 7 donne dalla vita straordinaria- 7 podcast a vostra disposizione In questa pagina trovate, subito dopo la messa in onda...

BUON natale e Felice Anno Nuovo
20/12/2025

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08/12/2025

Una mattina d’estate del 1256, in Piazza Maggiore, Bologna cambiò il proprio destino.

Il 25 agosto, il Podestà Bonaccorso da Soresina rese pubblica una decisione che avrebbe segnato per sempre la storia della città e non solo.

Il provvedimento aveva un nome insolito per un atto amministrativo: Liber Paradisus, il Libro del Paradiso.

Già nel titolo si intuiva che non era un semplice registro contabile, ma la codifica scritta di una scelta di civiltà.

Nel testo del Liber Paradisus compariva una frase che ancora oggi colpisce per nettezza.

“Dio, che ha creato l’uomo mettendolo nel Paradiso, gli diede perfettissima e perpetua libertà”: la libertà come diritto originario, non come favore concesso.

Per dare forma concreta a quella idea, il Comune di Bologna decise di riscattare i servi della gleba presenti sul proprio territorio.

Si trattava di quasi 5.800-5.835 persone, indicate non come numeri astratti ma come anime da sottrarre alla condizione servile.

L’operazione ebbe una dimensione economica impressionante per l’epoca.

Il Comune versò circa 54.000 lire bolognesi d’argento a 379-500 signori feudali, una somma enorme per una città di 50.000-60.000 abitanti.

Quella che poteva sembrare solo una grande spesa pubblica fu in realtà anche una mossa politica lucida.

Una volta liberati, gli ex servi diventavano cittadini come gli altri, soggetti al pagamento di tasse e gabelle gestite dal Comune.

Dietro il linguaggio solenne sulla perfettissima libertà si intravedeva quindi una strategia fiscale ben definita.

Ma ridurre il Liber Paradisus a un semplice calcolo economico non rende giustizia al contesto in cui nacque.

Bologna del XIII secolo era una città comunale segnata da conflitti tra aristocrazia, Papato e borghesia mercantile.

Dal 1088 l’Università aveva trasformato la città in un laboratorio di idee, dove il diritto veniva studiato, discusso e applicato in modo sistematico.

In questo ambiente, l’atto di liberare migliaia di servi assumeva anche il valore di dichiarazione pubblica di civiltà.

Bologna si presentava come città capace di unire calcolo politico, riflessione giuridica e principi di libertà personale.

È significativo osservare la scelta delle autorità comunali di affidarsi alla forma di un decreto scritto e registrato.

Il Liber Paradisus non fu solo un gesto simbolico, ma un atto normativo preciso che trasformava la condizione giuridica di migliaia di persone.

Il contesto europeo aiuta a capire quanto questa decisione fosse in anticipo sui tempi.

Nel 1256 la schiavitù e la servitù della gleba erano ancora considerate pratiche normali in gran parte del continente e lo sarebbero rimaste per secoli.

Gli Stati Uniti avrebbero abolito formalmente la schiavitù solo nel 1863, cioè 607 anni dopo il decreto bolognese.

La Mauritania l’avrebbe ufficialmente abolita nel 2007, a una distanza di 751 anni da quel 25 agosto.

Bologna non si limitò dunque ad anticipare qualche riforma successiva.

Con il Liber Paradisus si pose secoli avanti nella definizione giuridica del diritto alla libertà personale.

Questo episodio mette in discussione anche l’idea di un Medioevo interamente “oscuro” e arretrato.

Nel pieno dell’età feudale, una città italiana sperimentò una forma di ordine sociale fondata sulla libertà universale dei suoi abitanti.

Il gesto del Comune mostra come il progresso non segua una linea continua, ma conosca salti improvvisi e luoghi d’avanguardia.

Non sorprende che, nel tempo, la fama di Bologna si sia legata soprattutto alla sua Università.

Eppure il Liber Paradisus rappresenta un primato meno ricordato, ma decisivo per comprendere la storia delle libertà moderne.

Quando oggi consideriamo la libertà personale come un diritto naturale e inalienabile, riprendiamo una formula che a Bologna fu messa nero su bianco nel 1256.

In quelle pagine, una città comunale decise di comprare la fine della servitù e di scriverla nei propri registri.

Da allora, l’idea che nessun essere umano nasca per essere proprietà altrui ha continuato a riaffiorare, trovando in quel decreto medievale un precedente preciso e documentato.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Nel 1256 Bologna approvò il Liber Paradisus, liberando quasi 5.800-5.835 servi della gleba
👉 Il Comune pagò circa 54.000 lire bolognesi d’argento a 379-500 signori feudali per riscattarli
👉 I servi liberati divennero cittadini tassabili, in un mix di ideale di libertà e strategia fiscale
👉 Questa scelta anticipò di secoli l’abolizione della schiavitù in altri Paesi, dagli USA alla Mauritania
👉 Il Liber Paradisus mostra un Medioevo capace di atti di grande innovazione giuridica sulla libertà personale

15/11/2025

Indirizzo

Via Guglielmo Marconi 69
Bologna
40122

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