Valeria Cirino - Counselor

Valeria Cirino - Counselor Sotto pressione tra lavoro e doveri?
✋🏻Ti aiuto a mettere confini sani
🍃Ritrovare energia e tempo per te
👇Ogni giorno una strategia per riuscirci

12/04/2026

Alla fine non sai bene come fai….
ma in qualche modo tieni tutto in piedi.

Lavoro, incastri, persone, pensieri…
tutto lì, in equilibrio.

E la cosa assurda?
che ormai ti viene anche abbastanza naturale…

Ma….giù la maschera…ti chiedi davvero come stai?

Perché il tuo benessere parte proprio da quella domanda e dalla risposta che ti dai. ❤️

10/04/2026

Quel momento lo conosci bene.

Hai già la risposta pronta…
tagliente, veloce, automatica.

E subito dopo vorresti tornare indietro.

Ecco, non devi diventare zen.

Ti basta avere una frase pronta diversa.

Tipo:

→ “Ne parliamo tra poco?”
→ “Adesso ho bisogno di un attimo.”
→ “Preferisco risponderti dopo.”

Semplice.
Ma cambia completamente come finisce quella conversazione.

Se vuoi scoprire come gestire le tue emozioni e rendere meno pesanti le tue giornate seguimi su

⭐️Saper gestire le proprie emozioni è possibile, ma prima bisogna saperle riconoscere.😌

08/04/2026

Non sei stanco/a solo nel corpo.

È la testa che non si spegne mai.

È quella sensazione di essere sempre un passo dopo.

È il pranzo mangiato veloce.

È il messaggio scritto mentre fai altro.

È il “dopo mi fermo” che non arriva mai.

Ti abitui a funzionare.
Ma non a sentire.
E allora cerchi energia nel caffè.
Nel weekend.
Nelle ferie.
Ma l’energia non torna quando scappi.
Torna quando rallenti abbastanza da ascoltarti.

Forse non hai bisogno di più ore ma di meno rumore.

Prova questo:

– Fai una pausa senza riempirla.

– Guarda fuori dalla finestra senza prendere il telefono.

– Cammina senza meta per 5 minuti.

– Respira finché il respiro diventa lento.
Non sembra produttivo. Ma è lì che ricarichi.

✨ Se senti che stai vivendo sempre “tirato/a”, forse non ti manca forza.

Ti manca spazio.

Salva questo post per quando ti sentirai di nuovo in apnea.

Seguimi su se vuoi imparare a vivere senza premere sempre sull’acceleratore e scrivimi in DM ENERGIA per avere gratuitamente una mini guida su come ritrovare le energie.

Condividilo con chi dice “sono solo stanco/a”, ma in realtà è sovraccarico/a.

05/04/2026

A Pasqua scartiamo uova.
Belle fuori.
Perfette.
Lucide.
Poi le rompi.

E scopri il regalo che c’è dentro.

Al lavoro facciamo spesso il contrario.

Ci costruiamo bene fuori:
efficienti
precisi
sempre sul pezzo.

Ma dentro?
Stress.
Pressione.
Pensieri che non si fermano.
La sensazione di dover reggere sempre tutto.

E nessuno lo vede.
Perché fuori… sembri funzionare.

Il punto è che puoi continuare così per tanto perché prima o poi qualcosa si incrina.
Non perché sei debole.
Ma perché stai tenendo troppo dentro.

Nel percorso “Liberi da Pressioni” lavoriamo proprio su questo: non per “aggiustarti”,ma per togliere quello strato esterno che ti tiene sotto sforzo continuo.

Perché non sei un contenitore da riempire.
Sei una persona da ascoltare.

✨ Questa Pasqua non chiederti solo cosa c’è nell’uovo.

Chiediti cosa stai tenendo dentro da troppo tempo. 🐣

🛟Salva questo post se ti ci sei rivisto/a.

🚶‍♂️Seguimi su se vuoi iniziare ad alleggerirti un pò.

03/04/2026

C’è stato un momento in cui fare l’avvocato non mi somigliava più.

Sulla carta andava tutto bene.
Titolo. Studio. Percorso lineare.
Quello che “si deve fare”.

Dentro però mi sentivo vuota.

Le giornate erano piene di scadenze, parole tecniche, pratiche da chiudere.
Ma io mi sentivo sterile.
Come se stessi usando solo una parte minuscola di me.

Mi svegliavo con un peso.
In ufficio mi sentivo fuori posto.
Sorrisi di circostanza.
Conversazioni che non mi nutrivano.

E la domanda silenziosa che tornava sempre:
“È davvero questa la mia strada?”

La cosa più difficile non è stata ammettere che non ero felice.
È stato accettare che può succedere a chiunque.

Non importa l’età.
Non importa quanto hai studiato.
Non importa quanto hai investito in quella carriera.

Puoi arrivare a un punto della tua vita in cui ciò che ti sembrava giusto…non lo è più.

E questo non significa che hai fallito.
Significa che stai cambiando.

L’insoddisfazione lavorativa non è sempre un capriccio.

A volte è un segnale.
Un richiamo.
Una parte di te che chiede spazio.

Il problema è che spesso restiamo bloccati lì.
Per paura.
Per giudizio.
Perché “ormai ho fatto troppo per mollare”.

Ma restare dove non stai bene ha un costo invisibile… che ti spegne piano piano.

Se oggi ti senti in una situazione lavorativa che non ti rappresenta più, se ti senti insoddisfatto/a anche se “dovresti essere grato/a”, sappi che non sei solo/a.

E soprattutto: non sei sbagliato/a.

💌 Se ti va, scrivimi in DM.
Raccontami dove ti senti bloccato/a.

A volte non serve avere subito la soluzione.
Serve iniziare a dirlo ad alta voce.

❤️

A volte pensiamo di essere troppo.Troppo disponibili.Troppo presenti.Troppo coinvolte.Nel lavoro, nelle relazioni, nella...
31/03/2026

A volte pensiamo di essere troppo.

Troppo disponibili.

Troppo presenti.

Troppo coinvolte.

Nel lavoro, nelle relazioni, nella vita.

Poi a un certo punto capiamo una cosa importante: il problema non è quanto siamo capaci di dare,ma la capacità dell’altro di riconoscerlo e accoglierlo.

Quando inizi a vedere questo con più chiarezza, qualcosa cambia.

Impari a capire dove la tua energia viene nutrita… e dove invece si disperde.

Nel percorso Ritrova la tua luce – la via della saggezza femminile lavoriamo proprio su questo: tornare a sé stesse, riconoscere il proprio valore e scegliere con più consapevolezza dove mettere la propria energia.

E quando succede, cambia il modo in cui vivi tutte le tue relazioni. ✨

Se questo post ti ha fatto riflettere, seguimi su e condividilo, magari lì fuori c’è qualcuno che ha bisogno di leggere queste parole.♥️

29/03/2026

Spesso diciamo:

-“Quando poi incontrerò quello/a giusto/a”

- Quando poi troverò il lavoro che fa per me”

- “Quando poi dimagrirò, andrò in palestra, mi metterò a dieta…”

Aspettiamo il momento giusto per essere felici, per essere soddisfatti e appagati.

Così facendo deleghiamo il nostro benessere a qualcosa al di fuori di noi, ad un futuro che chissà se arriverà mai..

Non pensando che l’unica cosa che possediamo davvero è il momento presente.
Che è l’unico nostro alleato per agire!

E.Tolle parla del Potere di Adesso (libro che consiglio!)

Quindi non sprecare il tuo tempo aspettando un domani che molte volte fai dipendere da fattori esterni, come eventi o persone..

….muoviti in direzione del tuo benessere psico fisico, tutto il resto verrà da se…

piùcuoremenotesta

26/03/2026

“Non ho tempo per fare sport.”
“Non ho tempo per leggere.”
“Non ho tempo per me.”

Lo dici mentre rispondi a un messaggio.
Lo dici mentre scorri Instagram.
Lo dici mentre sistemi l’ennesima cosa per gli altri.

Ma spesso non è che non hai tempo.
È che sei sempre in modalità priorità urgente.

Ti svegli e parti.
Lavoro. Commissioni. Famiglia. Scadenze.
E tu? Rimani in fondo alla lista.

E quando finalmente potresti fermarti…
sei troppo stanco/a.

Una volta lessi questa frase: “se non hai 10 minuti per te, non stai vivendo. Stai solo funzionando.”

Triste ma vero...🙁

Perché 10 minuti li troviamo per tutto.
Ma non per respirare.
Non per muovere il corpo.
Non per fare qualcosa che non “serve”, ma nutre.

Come interrompere questo loop?👇

• Non aspettare un’ora libera. Inizia con 5 minuti veri.

• Metti in agenda te, come fosse una riunione.

• Fai una cosa per piacere, non per performance.

• Se dici “non ho tempo”, chiediti: “per cosa lo sto usando?”

• Ricorda: se non ti ricarichi, crolli!

Quando inizi a trattarti come una priorità,
la tua vita respira meglio. 🍃

✨ Se senti che stai solo funzionando e non vivendo, seguimi su
Parliamo di come uscire dalla modalità sopravvivenza.

Ho creato una guida gratuita per aiutarti a ritrovare spazio e ossigeno nelle giornate piene.

Scrivimi in DM RESPIRO e te la invio!

📌 Salva questo post per la prossima volta che dirai “non ho tempo”.

🤍 Condividilo con chi rimanda sempre se stesso/a.

24/03/2026

L’autostima non è dire “mi amo”.
È il dialogo silenzioso che fai ogni giorno.

Nel lavoro.
Nelle relazioni.
Tra amici.

Chi ha una buona autostima non pensa di essere perfetto.
Pensa di valere anche quando sbaglia.

Chi ha bassa autostima non si vede fragile.
Si vede “realista”.
Si dice:
“sono fatto così.”
“non sono bravo/a a…”
“non voglio disturbare.”

E intanto si riduce.
Si trattiene.
Si mette dopo.

La parte più difficile?
Spesso non sai di avere bassa autostima.
Pensi solo di dover fare di più per meritare.

Ma il valore non si conquista.
Si riconosce.

✨ Se ti sei riconosciuto/a nella seconda voce, non è una colpa.
È uno schema.

E gli schemi si possono cambiare.

Seguimi su se vuoi imparare a costruire un’autostima stabile, non dipendente dagli altri.

❤️Salva questo post e riguardalo quando ti stai rimettendo in dubbio.

💞Condividilo con chi ha bisogno di sentirsi abbastanza.

19/03/2026

Non è che hai una vita piena.
Hai una vita accelerata.

Ti svegli e la mano va al telefono prima ancora di aprire bene gli occhi.

Caffè bevuto in piedi.

Messaggi vocali a velocità 1.5.

Rispondi mentre fai altro.

Pensi già alla cosa dopo mentre stai facendo questa.

E la frase che ripeti è sempre la stessa: “non ho tempo.”

Ma tempo per cosa?

Per mangiare seduto/a.
Per respirare davvero.
Per finire un pensiero senza interruzioni.
Per sentire cosa stai provando.

Viviamo come se qualcuno ci stesse inseguendo.
Ma spesso… non c’è nessuno dietro.

Il problema non è solo lo stress.
È che ti sei abituato/a a vivere in modalità emergenza.

E quando ti fermi… ti senti in colpa.

Rallentare non significa fare meno.
Significa fare con presenza.

Prova da qui 👇

• Oggi fai una cosa lentamente. Solo una. Senza multitasking.

• Mangia un pasto senza schermo.

• Cammina senza auricolari per 5 minuti.

• Quando qualcuno ti parla, non preparare la risposta mentre ascolti.

• Prima di dire “non ho tempo”, chiediti: “è vero o sto correndo?”

All’inizio ti sembrerà strano.
Perché il silenzio fa più rumore del caos.

Ma è lì che torni a sentirti.

✨ Se senti che stai vivendo sempre con l’acceleratore premuto, forse non hai bisogno di più tempo.
Forse hai bisogno di più consapevolezza.

Seguimi su se vuoi imparare a togliere pressione senza scappare dalla tua vita.

😮‍💨Salva questo post per quando ti sentirai di nuovo in apnea.

🏃🏻‍♂️Condividilo con chi dice sempre “sono di corsa”.

16/03/2026

“Non lo sopporto.”

Quello che interrompe sempre.

Quello che deve avere l’ultima parola.

Quello che parla sopra di te in riunione.

Quello che manda mail passive-aggressive alle 22:47.

Quello che ti fa sentire sempre un passo indietro.
Ti irrigidisci appena entra nella stanza.
Rispondi più freddo/a.
Cerchi alleati.

Racconti l’episodio agli altri.
Aspetti che sbagli.

E intanto la tensione sale.

La verità scomoda?

A volte non è solo lui/lei.

È quello che attiva in te.

Perché alcune persone non ci danno fastidio.

Ci toccano.

👉 Ti senti non ascoltato/a?

👉 Ti senti sminuito/a?

👉 Ti senti in competizione?

👉 Ti senti invisibile?

Quando un collega ti irrita così tanto, spesso sta premendo su un punto già sensibile.

Questo non significa giustificare comportamenti scorretti.

Significa smettere di reagire in automatico.

Cosa puoi fare?

- Nota cosa succede nel tuo corpo quando lo vedi (spalle? stomaco? respiro?)

- Chiediti: “cosa sto proteggendo in questo momento?”

- Evita il triangolo (parlarne con tutti tranne che con lui/lei)

- Se serve, metti un confine chiaro, ma non emotivo

- Ricorda: non tutto è personale, anche se lo senti personale

Gestire un collega difficile non è questione di diplomazia.

È questione di consapevolezza.

Più ti conosci, meno ti destabilizzano.

✨ Se c’è qualcuno che ti attiva troppo sul lavoro, forse non è solo un problema relazionale.

Forse è un’occasione per capire qualcosa di te. 😌

Seguimi su per tematiche legate al lavoro e al benessere personale ❤️

📌 Salva il post per la prossima riunione “critica”.

🤍 Condividilo con chi ha già in mente un nome.🤣

13/03/2026

Ti sei mai accorto/a che non sei tu a prendere il telefono…è lui che prende te?

Sei in fila al bar.
Attendi l’ascensore.
Aspetti una risposta su WhatsApp.
Mano in tasca.
Sblocco.
Scroll.

Non perché ti serva qualcosa.

Ma perché non sopporti quei 12 secondi di vuoto.

E quel gesto ripetuto 40, 60, 100 volte al giorno non è neutro.

È un automatismo.

E gli automatismi, se non li scegli, ti guidano.

Come si interrompe questo riflesso “malato”?

Non con la forza di volontà.

Con micro-azioni intelligenti.

1️⃣ Allenati a restare nei micro-vuoti

La prossima volta che sei in attesa, non fare nulla. Guarda intorno.

Nota 5 dettagli che non avevi mai visto.

Alleni il cervello a tollerare il vuoto.

2️⃣ Ritarda l’impulso di 30 secondi

Quando senti la spinta a controllare il telefono, non dirti “no”.

Dì: “Tra 30 secondi”.

Spesso l’impulso cala. Stai riprendendo potere.

3️⃣ Cambia tasca

Sembra banale. Ma se il telefono non è nel solito posto, rompi il gesto automatico.

Il cervello vive di abitudini meccaniche.

4️⃣ Chiediti: cosa sto evitando?

Noia? Ansia? Silenzio?

Il telefono spesso è un anestetico emotivo.

5️⃣ Crea zone senza schermo

Ascensore.
Bagno.
Fila al supermercato.
Piccoli spazi di detox quotidiano.

Non è questione di tecnologia.

È questione di presenza.

Perché se non sai stare 2 minuti con te, chi sta davvero guidando la tua vita?

Ti è risuonato?

👉 Salva questo post per provarci da oggi.

👉 Condividilo con chi dice “io non sono dipendente”.

👉 Seguimi su se vuoi allenare attenzione, presenza e libertà mentale. 😌

Indirizzo

Bologna

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