Pierluigi De Pascalis - Biologo Nutrizionista, Chinesiologo

Pierluigi De Pascalis - Biologo Nutrizionista, Chinesiologo Biologo Nutrizionista - Chinesiologo AMPA - Dott in Psicologia Comportamentale e Cognitiva Applicata

Valutazione dello stato nutrizionale
Alimentazione per sportivi
Sovrappeso e Obesità
Disturbi del comportamento alimentare
Dislipidemie e problematiche metaboliche
Prevenzione e promozione della salute

25/11/2025

Tre semplici modifiche nello stile di vita, unite alla dieta mediterranea, possono ridurre del 31% il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.
Il diabete di tipo 2 è una delle grandi sfide della salute pubblica mondiale. Colpisce centinaia di milioni di persone e continua a crescere in tutti i Paesi, alimentato da cattive abitudini alimentari, sovrappeso, sedentarietà.
Secondo gli esperti, senza interventi efficaci, il numero di casi continuerà ad aumentare con costi enormi per i sistemi sanitari e conseguenze drammatiche per la qualità della vita.
La nuova evidenza arriva dal più grande studio clinico su nutrizione e stile di vita mai condotto in Europa, che ha coinvolto quasi 5.000 partecipanti, tra i 55 e i 75 anni, tutti in sovrappeso o obesi, con sindrome metabolica ma senza diabete al momento dell’inizio.
Lo studio è stato coordinato da un team internazionale che comprende 23 università.

Approfondimenti: Miguel Ruiz-Canela, et al. Comparison of an Energy-Reduced Mediterranean Diet and Physical Activity Versus an Ad Libitum Mediterranean Diet in the Prevention of Type 2 Diabetes. Annals of Internal Medicine, 2025.

18/11/2025

Sappiamo che l’idratazione è fondamentale per il corpo, ma uno studio recente condotto dai ricercatori della Liverpool John Moores University ci mostra che può avere un ruolo cruciale anche nella gestione dello stress e nella prevenzione di problemi di salute a lungo termine.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Applied Physiology, ha osservato che chi beve meno di un litro e mezzo di liquidi al giorno presenta una risposta allo stress molto più elevata rispetto a chi invece rispetta le raccomandazioni di idratazione quotidiana, cioè circa 2 litri per le donne e 2,5 litri per gli uomini.
La differenza non è piccola: parliamo di un aumento della risposta dell’ormone dello stress, il cortisolo, superiore al 50%.
Il cortisolo è l’ormone principale dello stress. È utile, persino vitale, quando serve mobilitare energia in situazioni di emergenza. Ma quando la sua produzione è eccessiva o troppo frequente, i rischi aumentano:
• maggiore vulnerabilità a malattie cardiovascolari,
• incremento del rischio di diabete,
• e anche predisposizione a disturbi dell’umore come la depressione.
In altre parole, non si tratta solo di sentirsi più tesi o agitati. Una reattività esagerata del cortisolo può minare la salute nel lungo periodo.
Approfondimenti: Daniel S. Kashi, Marianne Hunter, Jason P. Edwards, Juliane Zemdegs, Jennifer Lourenço, Anne-Cécile Mille, Erica T. Perrier, Alberto Dolci, Neil P. Walsh. Habitual fluid intake and hydration status influence cortisol reactivity to acute psychosocial stress. Journal of Applied Physiology, 2025

11/11/2025

Un tema che riguarda milioni di persone e che tocca da vicino la vita quotidiana: l’impatto dell’alimentazione sul cervello e, in particolare, sulla memoria.
Il cervello è uno degli organi più sensibili a quello che si mangia, una nuova ricerca condotta dall’Università del North Carolina, pubblicata sulla prestigiosa rivista Neuron, mostra che bastano pochi giorni di una dieta ricca di grassi per alterare il funzionamento della memoria.
Il team guidato dalla professoressa Juan Song ha scoperto che una dieta ad alto contenuto di grassi – simile a quella tipica occidentale, ricca di fast food, hamburger e patatine fritte – sovrastimola un gruppo specifico di neuroni nell’ippocampo, la regione del cervello deputata alla memoria.
Approfondimenti: Aylor Landry, et al., Targeting glucose-inhibited hippocampal CCK interneurons prevents cognitive impairment in diet-induced obesity.

04/11/2025

Che cosa ci spinge davvero a mantenere nel tempo l’abitudine all’attività fisica? Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology e condotto da un team dell’University College London, ha indagato tratti della personalità come Estroversione, Coscienziosità, Nevroticismo, Apertura mentale valutando per ciascuno l’attività fisica che meglio si presta a essere gestita sul lungo periodo.
La ricerca conferma una verità semplice ma spesso dimenticata: non siamo tutti uguali. La personalità influenza il modo in cui viviamo l’esercizio e può determinare se riusciremo a mantenerlo nel tempo. Il segreto per essere costanti forse è proprio smettere di inseguire la “migliore” attività e iniziare a scegliere quella che ci regala piacere.
Flaminia Ronca, Benjamin Tari, Cian Xu, Paul W. Burgess. Personality traits can predict which exercise intensities we enjoy most, and the magnitude of stress reduction experienced following a training program. Frontiers in Psychology, 2025

28/10/2025

I mesi invernali rappresentano una sfida fisiologica: la ridotta esposizione alla luce solare comporta una drastica diminuzione della sintesi di vitamina D, con il rischio di carenze significative nella popolazione. Questo è ancor più rilevante per le persone con sovrappeso o obesità, che tendono ad avere livelli sistemicamente più bassi a causa del suo accumulo nel tessuto adiposo. Un recente studio ha indagato se l’esercizio fisico, anche senza perdita di peso né supplementazione, potesse agire da modulatore positivo del metabolismo della vitamina D durante l’inverno.
Approfondimenti:
Perkin, O. J., Davies, et al., (2025). Exercise without weight loss prevents seasonal decline in vitamin D metabolites: The VitaDEx randomized controlled trial. Advanced Science, 12, 2416312.

21/10/2025

In un’ampia e dettagliata rassegna pubblicata sulla rivista Physiology, un gruppo di ricercatori statunitensi ha analizzato in modo esaustivo gli effetti dell’allenamento contro resistenza sull’invecchiamento neuromuscolare, approfondendo non solo i benefici macroscopici in termini di forza e massa muscolare, ma anche i meccanismi cellulari e molecolari sottesi alle risposte adattative nell’anziano.

Approfondimento:
Lavin, K. M., Roberts, B. M., Fry, C. S., Moro, T., Rasmussen, B. B., & Bamman, M. M. (2019). The importance of resistance exercise training to combat neuromuscular aging. Physiology, 34(2), 112–122.

14/10/2025

Il recupero dopo l’esercizio fisico è un processo complesso che coinvolge una molteplicità di meccanismi fisiologici: rigenerazione muscolare, ristoro energetico, modulazione infiammatoria e reidratazione. In questo contesto, l'integrazione nutrizionale rappresenta una strategia essenziale per ottimizzare la risposta dell’organismo e prevenire l’affaticamento cronico. Ma quanto conta il “quando”? Una recente revisione sistematica con meta-analisi, pubblicata su Frontiers in Nutrition, ha affrontato in modo rigoroso questa domanda, cercando di chiarire l’effetto del momento di assunzione dei supplementi sulla qualità del recupero.
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Approfondimenti:
Cheng, G., Zhang, Z., Shi, Z., & Qiu, Y. (2025). An investigation into how the timing of nutritional supplements affects the recovery from post-exercise fatigue: A systematic review and meta-analysis. Frontiers in Nutrition, 12, 1567438.

Indirizzo

Bologna

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 18:30
Martedì 14:30 - 18:30
Mercoledì 14:30 - 18:30
Giovedì 14:30 - 18:30
Venerdì 14:30 - 18:30
Sabato 10:00 - 12:30

Telefono

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