21/04/2026
Bologna abolì la schiavitù nel 1256. Pagando ogni singolo proprietario.
Non con un decreto. Non con una guerra civile. Con 54.014 lire bolognesi versate di persona dal Comune a 379 signori, uno per uno, in cambio di 5.855 vite umane.
Era il 25 agosto 1256. Mentre il resto d'Europa medievale considerava i servi della gleba una proprietà ereditaria — vendibili insieme al campo, passabili di padre in figlio come una v***a o un aratro — Bologna firmava il Liber Paradisus.
"Libro del Paradiso". Il nome non era poesia: era una dichiarazione programmatica.
Quattro notai registrarono ogni liberato per nome, suddivisi per zona territoriale e nucleo familiare. Tra loro c'era Rolandino de' Passaggeri, il più celebre giurista bolognese del secolo. Non era una formalità burocratica: era la costruzione di un'identità giuridica individuale per 5.855 persone che, fino al giorno prima, non ne avevano una.
Aspetta, però. Perché il Comune avrebbe dovuto spendere tutto questo?
54.014 lire bolognesi erano più di tre volte l'intero bilancio annuale per il personale comunale. Una cifra che nessun ente locale avrebbe sborsato per ragioni puramente ideali. Dietro c'era anche una logica politica precisa: indebolire le aristocrazie feudali del contado, portare i contadini liberi sotto l'orbita economica della città, rafforzare il blocco popolare contro le signorie.
E qui arriva il bello.
L'abolizione della schiavitù che il mondo celebra come conquista dell'Ottocento — USA 1865, Brasile 1888 — Bologna l'aveva già fatta 600 anni prima. Senza guerra civile. Senza decreto imperiale. Con un atto notarile, quattro firme, e un esborso che avrebbe fatto tremare qualsiasi ministero delle finanze moderno.
Quando Lincoln firmò la Proclamazione di Emancipazione nel 1863, a Bologna il Liber Paradisus aveva già 607 anni.
In breve:
Il 25 agosto 1256 Bologna firmò il Liber Paradisus e liberò 5.855 servi della gleba
Il Comune pagò 54.014 lire bolognesi ai proprietari — oltre 3 volte il bilancio annuale del personale
Era il 1256: l'abolizione della schiavitù arrivò in America 600 anni dopo