08/06/2021
Ieri Basti ha ricevuto in regalo il suo primo giubbottino rosa.
L'ha scartato con la sua solita tenerezza imbarazzante assieme a quel sorriso capace di illuminare tutti i buchi neri dell'universo.
Ha urlato PINK, fottendosene del significato che noi adulti siamo soliti associare a quel colore.
Ecco io la felicità di Basti la voglio dedicare a tutti quei bambini che vengono educati ad amare forzatamente il blu perché è il colore dei maschi.
La voglio dedicare a tutte quelle bambine che non possono sognare di diventare delle scienziate perché sono più adatte ai lavori di cura.
La voglio dedicare a tutti quei genitori che insegnano ai propri figli la libertà di essere ciò che vorranno, senza lasciarsi influenzare dalle aspettative della società.
Perché gli stereotipi di genere nascono così. Da una semplicissima divisione di colori, che a volte si trasforma in una gabbia da cui è difficile evadere senza essere considerati strani o diversi.
Educare alla parità di genere significa smettere di far credere ai bambini che l'unico modo per sentirsi realizzati, sia diventare astronauti o calciatori.
Educare alla parità di genere significa smettere di fare credere alle bambine che l'unico modo per sentirsi belle, sia vestirsi da bomboniere mentre sfornano biscotti al b***o, intonando apri nouvelle cousine scopri che cosa c’è.
Le grandi rivoluzioni culturali devono partire dalle nuove generazioni, ancora libere dalle sovrastrutture di noi adulti, troppo impegnati a misurarci sulla base della nostra virilità e femminilità.
Prima ancora che maschi o femmine, uomini o donne, rosa o azzurro, siamo essere umani che hanno il diritto di dipingere la propria vita con il colore che vogliamo.
E Basti ieri, in tutta la sua meravigliosa innocenza, ci ha ricordato quanto sia bello!