23/01/2019
La relazione madre-bambino inizia a delinearsi fin dalla gestazione, periodo durante il quale la madre inizia a percepire e sognare il proprio bambino, che si sente contenuto nella pancia così come nella mente e nei pensieri della madre. Possiamo dire che il bambino nella pancia inizia ad esistere nella mente della madre.
Dopo la nascita madre e bambino continuano a conoscersi, il neonato è dipendete dalla madre non solo per le cure fisiche ma anche per dare un "significato" alle proprie sensazioni e al mondo che lo accoglie.
La psicoanalista Esther Bick scrive: “Il bisogno di un oggetto contenente, nello stato di non integrazione in cui si trova inizialmente il bambino, sembra spingerlo alla frenetica ricerca di un oggetto – una luce, una voce, un odore, o un altro oggetto sensibile – capace di attirare l’attenzione e di essere quindi sperimentato, almeno momentaneamente, come qualcosa che tiene insieme le componenti della personalità."
La madre nei primi mesi è chiamata in modo attivo dal proprio bambino a essere tale oggetto contenente, capace di nutrire non solo il corpo di cibo ma anche la mente di significato
La faticosa ricerca di una sintonizzazione tra madre e bambino, sostenuta dal ruolo paterno, si costruisce anche attraverso momenti di fallimento.
La psicoanalisi infantile sostiene la genitorialità anche in queste prime delicate fasi che sono alla base della nascita dei processi psichici del bambino.