09/02/2026
🔹️Sbagliare, fare errori, non risultare "bravi" agli occhi degli altri (o meno bravi di altri) è percepito come un problema da molti, grandi e piccoli.
🔸️Per non rischiare di sbagliare o per non stare in contatto con le emozioni scomode che gli errori ci sollecitano, in molti casi mettiamo in atto meccanismi di evitamento e fuga, di vario genere. 🥸 A volte si soffre molto per l'essere fallibili.
📚 Durante gli studi di specializzazione, ho incontrato il pensiero di Gregory Bateson che sosteneva che "l'errore non esiste" per come lo intendiamo generalmente e invitava a ri-pensare all'errore che va visto come un'informazione, un feedback. Quindi utile ad apprendere. A produrre una nuova differenza. L'errore, come ogni informazione, produce una differenza che può aiutarci a ridisegnare la nostra mappa, cioè la nostra rappresentazione della realtà.
📍Lavoriamo allora, non solo nella stanza di terapia, ma nella nostra quotidianità, sul modo in cui intendiamo, viviamo e reagiamo ai nostri o altrui errori. Gli errori, gli sbagli, gli abbagli, le imprecisioni possono essere faticose o meravigliose informazioni per trasformare le nostre mappe del mondo e diventare un pochino più umani
🙃🙂