14/04/2024
Si racconta che il cardinale Bellarmino si rifiutò di guardare nel cannocchiale che gli porgeva Galileo per non tramutare le sue asserzioni “soggettive” in una realtà “oggettiva” con la quale fare i conti.
Quanti derubricano il disagio psicologico a una condizione di malessere generica e soggettiva, in fondo poco importante in relazione a situazioni oggettive come la salute, lo sviluppo, l’apprendimento, il lavoro e le relazioni, fanno lo stesso.
Questo perché le condizioni psicologiche delle persone hanno ricadute sulla società. Innanzitutto, i dati dimostrano che i figli di un genitore con un disagio psicologico avranno molte più probabilità di sviluppare un disturbo.
Poi, un adulto con problemi psicologici ha il 30% in più di probabilità di ammalarsi di tumore, il 40% in più di diventare iperteso, il 50% in più di sviluppare una malattia cardiovascolare o diabete, il 60% in più di avere un’ulcera, l’80% in più una malattia respiratoria.
Infine, chi ha malattie fisiche è molto più facile che sviluppi disagio psicologico rispetto alla popolazione “non malata”, problemi psichici che peggiorano la salute fisica e abbassano le prospettive di miglioramento o addirittura di vita.
Il costo stimato del disagio dell’infanzia nella vita adulta è di 341 milioni di euro l’anno per milione di individui, ovvero per l’Italia di 5 miliardi l’anno. Al contrario, ogni euro speso per cure psicologiche produce in media tra i 4 e i 5 euro di risparmi.
Investire in una rete psicologica pubblica non vorrebbe dire risolvere tutto, ma fornirebbe uno strumento necessario.
Per approfondire 👇🏻
https://www.huffingtonpost.it/blog/2024/04/10/news/la_sindrome_di_bellarmino_la_minaccia_piu_grave_al_benessere_psicologico_in_italia-15604271/