27/05/2025
IL FILO DI FREUD
Nella sua ricerca sul gioco e sulla fantasia, Sigmund Freud ha colto un “filo rosso”, presente nel gioco dei bambini, nelle fantasie degli adolescenti e degli adulti e nella creazione artistica o poetica.
Nell’articolo “Il poeta e la fantasia” (1907), Freud osserva diversi punti di contatto tra il gioco dei bambini e l’arte poetica: sia il bambino sia il poeta si rivolgono infatti alla fantasia, alla creazione di scenari alternativi alla realtà, ai quali danno forma con grande attenzione e impegno.
Afferma Freud:
“Avremmo torto se pensassimo che il bambino non prenda sul serio un tale mondo; egli prende anzi molto sul serio
il suo giuoco e vi impegna notevoli ammontari affettivi. Il contrario del giuoco non è ciò che è serio, bensì ciò che è reale.”
Col passare degli anni, l’adolescente sostituisce al gioco simbolico le fantasticherie, cominciando a “sognare ad occhi aperti”. Tali fantasie, accettate nei giovani, diventano inconfessabili e rifiutate negli adulti, ai quali non è concessa la stessa libertà di esprimere il loro vissuto interiore.
In questo senso è importante ricordare la pesante influenza, nell’epoca di Freud, dei precetti della cosiddetta “Età Vittoriana”, segnata da un rigido moralismo.
Le fantasie dell’adulto hanno pochi canali per essere espresse: possono farlo nell’arte o nella poesia; in alternativa, è possibile raccontare le proprie fantasie stesi sul lettino dello psicoanalista.
Proprio dalle parole dei suoi pazienti Freud coglie l’esistenza di questo “filo rosso” che unisce il gioco del bambino, le fantasie dell’adolescente e dell’adulto: si tratta del filo rosso del desiderio.
Freud osserva come nelle creazioni fantastiche, artistiche e non, siano sempre presenti tre tempi:
la fantasia avrebbe origine da un’impressione, da un accadimento che, come uno stimolo, la evoca; tale stimolo si collegherebbe ad un ricordo, un vissuto del passato, per tradursi poi in una creazione orientata al futuro.
Tutti questi elementi sarebbero saldati dall’insoddisfazione, vero motore delle fantasie, consce ed inconsce.