Dott.ssa Alessandra Boccasecca - Psicologa Psicoterapeuta Bologna

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Dott.ssa Alessandra Boccasecca - Psicologa Psicoterapeuta Bologna La Dott. Alessandra Boccasecca è Psicologa/Psicoterapeuta a Bologna.

Utilizza la terapia cognitivo comportamentale per il trattamento dei disturbi psicologici dell'adulto.Utilizza l' EMDR nella curadel disturbo post traumatico, sia di altre problematiche.

 # il narcisista e le responsabilita'Un narcisista non chiede scusa.Trova solo modi sempre nuovi per far sembrare che la...
27/03/2026

# il narcisista e le responsabilita'

Un narcisista non chiede scusa.
Trova solo modi sempre nuovi per far sembrare che la colpa sia tua.

Quando qualcuno ti ferisce in modo chiaro—senza ambiguità, senza scuse—è naturale aspettarsi una cosa sola:
responsabilità. Riconoscimento. Scuse.

Ma con un narcisista non arrivano mai.
Non perché non sappia di averti fatto male,
ma perché assumersi la responsabilità minaccia il suo controllo.

Così, invece di scusarsi, fa qualcosa di più pericoloso:
riscrive la realtà finché sei tu a risultare colpevole.

Distoglie la storia.
Piega i fatti.
Inverte causa ed effetto.

E alla fine sei tu a chiedere scusa—
per essere stato ferito da qualcosa che ha fatto lui.

La sua frase preferita:
«Mi dispiace se ti senti così».

Sembra una scusa.
Suona educata.
Ma non contiene alcuna responsabilità.

Non si scusa per ciò che ha fatto.
Si scusa per la tua reazione.

Quello che sta davvero dicendo:
«Sei troppo sensibile».
«Il problema sei tu».
«Le tue emozioni sono il problema, non il mio comportamento».

Il tuo dolore diventa il problema.
Il suo comportamento scompare.

Una vera scusa dice:
«Ho sbagliato. Ti ho ferito. Me ne assumo la responsabilità».

Lui dice:
«Se tu non avessi…»

Se non avessi chiesto.
Se non avessi messo un limite.
Se non avessi scoperto.
Se non lo avessi affrontato.

Crea una narrazione in cui sei tu la causa dell’abuso.
Come se lo avessi costretto.
Come se non avesse scelta.

Ma la verità è semplice e brutale:
l’unico “errore” che hai fatto è stato vederlo per quello che è.

Ed è questo che non ti perdona.

Poi arriva la svalutazione:
«Esageri».
«Sei troppo sensibile».
«Era solo uno scherzo».
«Fai sempre un dramma».

Non è solo minimizzazione—
è la cancellazione della tua realtà.

Cominci a dubitare di te stesso.
Impari a stare zitto.
Perché ogni volta che parli, vieni punito.

Esattamente come vuole lui.

Quando non può più negare:
«Guarda cosa mi hai fatto fare».
«Mi hai provocato».
«Per colpa tua ho reagito così».

Come se fossi tu a controllare le sue azioni.
Come se non fosse responsabile di sé stesso.

Ma gli adulti sono responsabili del proprio comportamento.
Sempre.
E tu non sei responsabile del suo—mai.

Se accetti quella colpa, vivrai camminando sulle uova.
Cercando di non “provocarlo”.
Cercando di non “sbagliare”.

Fino a sentirti dire:
«Ti fai sempre la vittima».

Il tuo dolore diventa drama.
I tuoi confini diventano egoismo.
La tua richiesta di rispetto diventa un attacco.

Questa è proiezione.
Lui rifiuta la responsabilità e la scarica su di te.

E quando è messo alle strette:
«Anche tu in passato hai sbagliato».

Vecchie storie.
Accuse fuori contesto.
Qualsiasi cosa pur di evitare il presente.

Anche se hai sbagliato un tempo—
non giustifica mai il fatto che ti faccia male oggi.

E quando la crudeltà è evidente:
«Stavo scherzando».

Uno scherzo vero non umilia.
Uno scherzo vero non ferisce.

Questo non è umorismo.
È crudeltà travestita.

Non sono scuse.
È manipolazione.

Una vera scusa non ha “ma”.
Non sposta la colpa.
Non devia.

Se quello che ricevi sono giustificazioni, minimizzazioni e accuse—
non è responsabilità.

È trasformarti nel problema per non dover mai cambiare.

E finché crederai di essere troppo sensibile, troppo esigente, troppo difficile—
lui resterà esattamente com’è.

Le tue emozioni sono valide.
Anche quando lui le invalida.
Soprattutto allora.

Non l’hai fatto agire così.
Non l’hai causato.
Lui ha scelto.

Un narcisista non chiede scusa—
ti fa portare il peso della colpa che rifiuta di sostenere.

E quando riconosci lo schema,
smetti di aspettare scuse che non arriveranno mai.
Smetti di portare una colpa che non è mai stata tua.

Meriti vera responsabilità.
Vere scuse.
Qualcuno capace di riconoscere i propri errori senza incolparti.

Un narcisista non può farlo.
Non perché tu sia insufficiente—
ma perché lui ne è incapace.

E capirlo
è l’inizio di lasciare andare un peso che non è mai stato tuo

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Un augurio speciale...💫
31/12/2025

Un augurio speciale...💫

Il tempo è silenzioso, ma non dimentica. Non urla, ma osserva. Non si vendica, ma restituisce. È quel giudice invisibile...
06/11/2025

Il tempo è silenzioso, ma non dimentica. Non urla, ma osserva. Non si vendica, ma restituisce. È quel giudice invisibile che lavora nell’ombra, che non ha fretta, che lascia che tutto accada secondo il suo ritmo, senza forzare nulla.

Quando ci sentiamo feriti, ingiustamente trattati, o quando il dolore sembra non avere spiegazione, è difficile credere che esista una giustizia più grande. Eppure, il tempo svela ciò che le parole nascondono, smaschera ciò che le apparenze proteggono, riconsegna a ciascuno ciò che gli spetta.

Chi ha seminato bene, raccoglierà. Chi ha fatto del male, dovrà farci i conti. Il tempo non punisce: rivela. E nel suo lento fluire ci insegna ad avere pazienza, a non reagire con rabbia, ma con dignità. Perché ogni verità ha il suo momento. Ogni ferita ha il suo tempo di guarigione. E ogni storia trova, prima o poi, la sua giusta conclusione.

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Esiste un'antica arte giapponese che può servirci per raffigurare il miracolo del perdono. Si chiama Kintsugi. Nell'arte...
02/11/2025

Esiste un'antica arte giapponese che può servirci per raffigurare il miracolo del perdono. Si chiama Kintsugi. Nell'arte del Kintsugi vediamo in atto una straordinaria operazione: il vaso è ancora quello di prima anche se non è più quello di prima. Ha cambiato immagine, è un altro vaso, eppure è costruito sui resti del vaso rotto. Nonostante il trauma della sua rottura, grazie alle mani sapienti del vecchio artigiano è divenuto l'occasione per una nuova creazione. I punti di rottura sono stati dipinti d'oro; le cicatrici sono divenute poesie. In questo senso l'esperienza del perdono è un'esperienza di resurrezione. L'amore che pareva morto, finito, gettato nella polvere, senza speranza, ritorna in vita, ricomincia, riparte. Grazie al perdono, la perdita e la morte dell'amore non sono l'ultima parola sull'amore: il perdono consente all'amore di ricominciare, come alla vita che si pensava fosse morta di rinascere. Il perdono afferma che la distruzione e la morte non sono le ultime parole sulla vita.

Dal mio "Mantieni il bacio. Lezioni brevi sull'amore" (Feltrinelli, 2019)
In copertina: "Breathe Kintsugi" di B. Bond.

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Il   rappresenta una questione spinosa nelle relazioni romantiche.I narcisisti sono esperti nell'iniziare rapporti amoro...
01/10/2025

Il rappresenta una questione spinosa nelle relazioni romantiche.
I narcisisti sono esperti nell'iniziare rapporti amorosi, ma questi sono frequentemente problematici, perchè si rivelano subito instabili, di breve durata e distruttivi per le persone che sono in relazione con loro.

Nelle relazioni amorose, se uno dei due partner ha una personalità narcisistica, possono esserci frequenti conflitti e difficoltà di coppia. Il DSM 5 riporta che il disturbo narcisistico viene diagnosticato prevalentemente negli uomini con una prevalenza del 50-75% dei casi: per questo ci riferire...

  “I legami sono stati sostituiti dalle “connessioni”. Mentre i legami richiedono impegno, “connettere” e “disconnettere...
19/09/2025


“I legami sono stati sostituiti dalle “connessioni”. Mentre i legami richiedono impegno, “connettere” e “disconnettere” è un gioco da bambini.
Su Facebook si possono avere centinaia di amici muovendo un dito.
Farsi degli amici offline è più complicato.
Ciò che si guadagna in quantità si perde in qualità.
Ciò che si guadagna in facilità (scambiata per libertà) si perde in sicurezza.”

Zygmunt Bauman

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LA METAFORA DELLE PERSONE "TAZZINE" E DELLE PERSONE "CALICE" viene spesso usata per descrivere il modo in cui le persone...
21/08/2025

LA METAFORA DELLE PERSONE "TAZZINE" E DELLE PERSONE "CALICE" viene spesso usata per descrivere il modo in cui le persone vivono e gestiscono le relazioni affettive.

Le persone "tazzina" sono coloro che si riempiono rapidamente, ma altrettanto velocemente si svuotano. Hanno una capacità emotiva limitata, per cui si saturano in fretta di emozioni, affetto o attenzioni. Di conseguenza, possono avere difficoltà a gestire relazioni molto intense o a dare costantemente amore e supporto. Possono sentirsi sopraffatte se ricevono troppe emozioni tutte insieme e tendono ad aver bisogno di pause per "svuotarsi" prima di poter accogliere di nuovo sentimenti e connessioni.

Le persone "calice" hanno una capacità emotiva molto più grande e possono accogliere un flusso costante di amore, attenzioni e sentimenti senza sentirsi sopraffatte. Sono spesso quelle che danno tanto nelle relazioni, che amano profondamente e che possono anche rischiare di sentirsi svuotate se il loro amore non viene ricambiato o se non ricevono abbastanza attenzioni.

Come questa metafora aiuta nelle relazioni ?
Capire se si è più "tazzina" o più "calice" aiuta a gestire meglio le dinamiche di coppia o di amicizia. Spesso le difficoltà nascono quando una persona "calice", che ha bisogno di dare e ricevere molto amore, si relaziona con una persona "tazzina", che invece si sente sopraffatta e ha bisogno di spazio. La chiave per una relazione sana sta nel trovare un equilibrio, rispettando i propri limiti e quelli dell’altro.



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"Di tutto quello che ti capitasei sempre tu, alla fine,a scegliere chi diventare.Sfrutta al massimo le tue tragedie,fest...
01/07/2025

"Di tutto quello che ti capita
sei sempre tu, alla fine,
a scegliere chi diventare.
Sfrutta al massimo le tue tragedie,
festeggia forte i giorni buoni,
scegliti bene,
sei l'unico posto in cui vivrai."
(Gio Evan)
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Alzi la mano chi almeno una volta ha pensato: “Ehi lei si che è fortunata” oppure “Ehi, facile la sua vita. A quelle con...
25/06/2025

Alzi la mano chi almeno una volta ha pensato: “Ehi lei si che è fortunata” oppure “Ehi, facile la sua vita. A quelle condizioni sarei stata brava anche io”.
Quante volte ci soffermiamo a guardare gli altri, senza accorgerci che siamo i primi a creare le situazioni negative che ci circondano?
Quando ho smesso di sperare di essere qualcun altro, qualcuno di totalmente diverso da me, ho iniziato a crescere. Quando ho imparato ad ispirarmi, a concentrare le mie energie per migliorare me stessa, ho completamente cambiato atteggiamento.

Quante volte ci capita di perdere giornate intere sui social, e infastidirci guardando la vita di persone che troviamo irritanti, per poi sprecare altrettante ore a criticarle? Se non le sopporti, perchè continui a guardare cosa fanno, ma soprattutto a sprecare tempo con loro?
Riflettiamo...

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La felicità in greco si chiama eudamonìa.“Eu” vuol dire bene; “Daimon” vuol dire demone. Eudamonia è la buona riuscita d...
26/05/2025

La felicità in greco si chiama eudamonìa.
“Eu” vuol dire bene;
“Daimon” vuol dire demone.
Eudamonia è la buona riuscita del tuo demone.
Ciascuno di noi ha dentro di sè un demone.
Se lo scopri,
lo devi realizzare e se lo realizzi bene raggiungi l’eudamonia,
la buona riuscita del tuo demone e cioè la tua buona autorealizzazione.

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Indirizzo

Via San Felice 37
Bologna
40122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
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