01/03/2018
Il cinema ci aiuta a capire la psiche.
Le ossessioni di Melvin, protagonista del film “Qualcosa è cambiato”.
di Chiara Bastelli e Ruben Lazzerini.
Tutti noi, dalla scoperta della psicoanalisi ad opera di Sigmund Freud, sappiamo di essere un po’ nevrotici, per cui è errato parlare
di “ normalità” contrapposta
a “ malattia”, partendo dall’ assunto che alcuni aspetti di vari disturbi psicologici sono presenti nella maggioranza delle persone genericamente definite” normali”.
Se vogliamo però farci un’ idea a grandi linee di alcuni tratti che caratterizzano i diversi disturbi di personalità’, il cinema ci può essere di grande aiuto. Potremmo ricordare, ad esempio, il film“ Qualcosa è cambiato” come spunto per effettuare alcune sintetiche osservazioni sul disturbo ossessivo- compulsivo.
Melvin Udall, interpretato da un fantastico Jack Nicholson, è uno scrittore di romanzi rosa affetto da disturbo ossessivo compulsivo che trascorre le sue giornate in modo ripetitivo, cristallizzato nel ripercorrere abitudini e rituali
( contare le piastrelle, saltare gli scalini...) che gli danno la sicurezza di avere sempre la situazione sotto controllo.
Misantropo, misogino e razzista, si tiene alla larga dalle relazioni sociali, in particolare schiva i neri, gli omosessuali, i proprietari di cani, è anaffettivo, controllato e distante; alla segretaria che gli chiede come faccia, nei suoi romanzi, a descrivere così bene una donna risponde: - Penso a un uomo, poi gli tolgo razionalità e affidabilità.
Però la vita lo costringerà a ricredersi in merito a molte sue idiosincrasie, ad esempio sarà costretto a prendersi cura del cane di un suo vicino di casa omosessuale, che diventerà poi anche suo confidente, e a scoprirsi man mano sempre più affezionato alla bestiola.
Melvin lentamente si innamorerà di Carol, e acquisterà coraggio per impegnarsi a riconoscere un sentimento per lui nuovo e a dichiararlo alla donna, proprio quando lei, stanca di sopportare gli atteggiamenti stereotipati di chiusura e diffidenza dell’uomo di cui si è innamorata e che ha visto essere inaspettatamente capace di atti di gentilezza e di generosità (Melvin infatti si fa carico delle costose spese mediche per curare una malattia che colpisce il figlio di Carol) si appresta a scacciarlo dicendogli di non sopportare più certi suoi atteggiamenti.
Apparentemente la morale del film parrebbe essere che l’amore vince su tutto ed è più forte delle strettoie comportamentali originate dal disagio psichico, in realtà poi è riportato un dialogo fra i due protagonisti in cui Melvin riesce a dichiarare a Carol che da quando l’ha conosciuta ha sentito la motivazione a curarsi seguendo le indicazioni mediche, dunque è il sentimento provato per la prima volta a spingerlo a prendersi cura di se stesso e a modificare gli atteggiamenti disturbati che lo allontanano dalle relazioni profonde.
Cos’è il Disturbo Ossessivo Compulsivo
Le sindromi ossessive sono caratterizzate dalla presenza del sintomo ossessivo, costituito da pensieri, immagini e azioni che emergono come impulsi assillanti senza che vi sia una adeguata comprensione della motivazione emotiva o affettiva del loro significato.
Sono caratterizzate da una minore o maggiore consapevolezza del carattere assurdo, inopportuno ed eccessivo e accompagnate da stati d’ansia,in quanto il soggetto, pur cercando di respingere il loro contenuto, non riesce a farlo, oppure riesce a farlo solo per brevi periodi.
Le compulsioni sono comportamenti o azioni mentali che il soggetto mette in atto per contrastare l’impulso ossessivo, riducendo o prevenendo le paure delle conseguenze delle idee ossessive.
Tra le compulsioni, le più comuni riguardano il controllo sull’ambiente di vita come riordinare, lavarsi le mani, verificare ripetutamente di aver svolto un’azione, oppure eseguire delle azioni mentali come contare, ripetere sequenze di parole o formule: entrambe le tipologie assumono il carattere di rituali o cerimoniali, in quanto sempre le stesse e ripetute più volte durante la giornata.
Possiamo individuare varie tipologie di DOC: di lavaggio e pulizia ( ossessioni da contaminazione), di controllo ( ossessione di provocare un danno), di ripetizione e di conteggio ( ossessioni legate al pensiero magico della forza dei rituali), di ordine e simmetria ( ossessione per la stabilità dell’ordine delle cose), le ossessione aggressive ( legate alla paura di fare male a sé stessi o ad altri), le ossessioni sessuali ( pensieri o immagini relative alla sessualità), le ossessioni religiose ( legate al senso di peccato) e le ossessioni somatiche ( legate a parti del corpo o a funzioni vitali).
L’esordio del disturbo è precoce (spesso inizia nella pubertà, ma anche in età infantile), difficilmente oltre i trenta anni, ha una comparsa graduale e spesso difficilmente si coglie la corrispondenza con un evento scatenante.
Le cause di un quadro ossessivo sono di varia natura, ipotizzabili in un conflitto inconscio tra aspetti del sé che generano paura,o vissuti di pericolo la cui dinamica psichica è difficilmente comprensibile. Poiché compaiono durante le fasi evolutive precoci sono legate a esperienze aventi valore di trauma,o successive a compiti evolutivi impegnativi.
I sintomi possono peggiorare in concomitanza di esperienze traumatiche o di stressor personali, familiari e lavorativi significativi, quando le richieste dell’ambiente superano la capacità di essere fronteggiate da parte del soggetto.
In assenza di un trattamento psicoterapico il DOC assume un carattere di cronicità e solo raramente guarisce in modo spontaneo. Si può valutare una concomitante assunzione di psicofarmaci, ma la terapia di elezione è quella psicoterapeutica, in quanto permette di conoscere le cause e l’infondatezza dei pensieri erronei e imparare la gestione delle proprie paure e delle emozioni ad esse correlate.