04/07/2021
“Mira al Sole Fantaghirò. Metti al bando la parola impossibile.. sono impossibili solo le cose non intraprese..”
Fantaghirò nasce nel trauma individuale e collettivo: la madre muore dopo il parto, la guerra infinita e senza senso dei due regni impera. Fantaghirò nasce donna, essere inferiore ,destinato ad ubbidire e servire l’uomo. Dal primo vagito la bambina afferma la sua Identità ribelle, separata dalle aspettative del padre patriarcale che voleva un erede maschio. Sopravvive al gesto efferato del padre di volerla sacrificare per aver ucciso la madre. Corre, salta, gioca a fare la guerra con la fionda, e per questi comportamenti atipici viene rinchiusa nel pozzo. Cresce da sola all’interno di questo pozzo, meravigliosa metafora di uno spazio privato in cui la vera natura della fanciulla può esprimersi senza vincoli e restrizioni inseguendo la sua sete di conoscenza. Non ha paura del buio, lo domina, lo rende suo alleato come le creature della notte. Esseri “schifosi”, come i topi, diventano amabili animali di compagnia. Impara a scrivere e a leggere, violando il divieto Paterno e alimentando in sé il desiderio di diventare un cavaliere. Fantaghirò nasce in un corpo di donna, ma con un Animus spiccato da guerriero. Cresce nella delusione del padre, gli risponde, difende le sorelle dall’arte del tacere. Come l’archetipo della Grande Dea impara il linguaggio della natura e degli animali, si ricongiunge alla Terra e ne brandisce il rispetto. Sembra quasi voler ristabilire l’antica egemonia di una società matrifocale dove la Grande Dea era la prima divinità amata in quanto forza vitale femminile, profondamente collegata alla natura e alla fertilità, responsabile quanto della vita che della distruzione. Allo stesso tempo Come l’archetipo di Artemide nasce indipendente e indifferente all’amore romantico e sembra “bastarsi “ da sola. Attiva ed intraprendente., Fantaghirò sembra un’estranea rispetto alla sua famiglia di origine, troppo diversa dal servilismo delle sorelle, troppo emancipata per l’epoca. Rifiuta un matrimonio combinato perché lei non può essere né comprata né venduta, e viene ripudiata. Incontra, così, il suo mentore Il cavaliere Bianco, che altri non è che la Strega Bianca, la quale veglia su di lei dalla sua nascita. Il suo cammino appare quindi accompagnato da questa figura materna sostitutiva in grado di integrare in sé diverse anime: maschile e femminile , umano e animale. La Strega Bianca con il suo sostegno permette a Fantaghirò di approcciarsi a nuove esperienze compresa quella amorosa, da cui la ragazza rifugge. La aiuta a sviluppare un’autonomia riflessiva affinché possa dare un nuovo e personale senso alle proprie esperienze e al mondo esterno.
La Strega Bianca si trasforma anche nella fedele Oca consigliera che Fantaghirò porterà con Sé nelle sue varie avventure. Uc***lo sacro nell’antica Grecia , poiché simbolo di fertilità e di rinascita.
Come Artemide, Fantaghirò sceglie il suo destino, diventa Soggetto che integra senza problemi la parte maschile e femminile, la forza e l’amore per l’alterità. Nel porre fine all’atroce guerra che dilania il suo regno si propone, contro il volere del padre, come miglior cavaliere per duellare con il figlio del re nemico, Romualdo. Fantaghirò rinuncia alla sua folta chioma tagliandola con la sua spada, fascia il seno, indossa elmo ed armatura e diventa il Conte di Val D’Oca. Dimostra, inizialmente nascondendosi, come una donna possa brandire una spada e sbeffeggiarsi della presunta superiorità maschile.
Mentre è in addestramento Fantaghirò scaglia la famosa freccia impossibile verso il sole facendo imbizzarrire il cavallo di Romualdo. Lui la insegue e ne scorge solo gli occhi , che ri cercherà in tutto il regno, per poi ritrovarli sul volto del Conte di Val D’Oca. Romualdo , quindi è innamorato di un cavaliere, ma non accetta questa condizione di amore omosessuale confidando ai suoi fedeli compari: “ se dovessi scoprire che è una donna la sposerò, se dovesse essere un uomo lo ucciderò e poi ucciderò me stesso... non potrei vivere senza di lui.”
Fantaghirò affronta le sfide e le vince tutte, tranne l’ultima in cui avrebbe dovuto uccidere Romualdo perché lo aveva sconfitto. Non riesce perché lo ama anche lei e mostra compassione. Ciò significa che Fantaghirò raggiunge la capacità di non fermarsi alle apparenze e diventa completamente capace di vedere la complessità dell’animo umano e di provare riconoscenza per le cose ricevute. Così il Conte di Val D’Oca viene esiliato e Romualdo prende in moglie Fantaghirò.
La saga è composta da 5 capitoli realizzati e bruscamente interrotti perché nella mente di L.Bava e G. Romoli sarebbero dovuti essere 7. La serie prende spunto dalla fiaba contenuta nelle raccolte di I. Calvino: “Fanta-ghirò: persona bella”. Ogni anno a partire dal 1991 veniva messo in onda un nuovo capitolo. Fantaghirò: è la regina che salva continuamente il principe , il padre e il regno.
Nel secondo capitolo affronta il rapimento del padre e il tradimento di Romualdo vittima di un incantesimo della Strega Nera. Così Fantaghirò lotta per riconquistarlo e per riportare a casa il padre. Nel terzo capitolo affronta Tarabas ,crudele mago delle tenebre, destinato a divorare chiunque tenti di baciarlo. Tarabas, moderno Ade, in un rapporto simbiotico con la madre, vive nelle tenebre e nell’oscurità dell’abbandono del padre Darken. Fantaghirò bonifica la sua malvagità, accettando e domando la bestia che è in lui, l’Ombra Oscura come direbbe Jung. Nel quarto capitolo Fantaghirò e Tarabas affrontano Darken, riscattando le origini malvagie di Tarabas che nel frattempo si è innamorato di lei, la quale invece rimane sempre fedele a Romualdo. Nel quinto e sfortunato capitolo Fantaghirò viene bloccata nel mondo dell’Altrove, un mondo psicotico in cui verdure e ortaggi assemblati in Arcinboldi guidati dal SenzaNome, un burattino di legno , mangiano gli essere umani. Il SenzaNome divora i bambini per diventare UMANO e sconfiggere i tarli che distruggono il suo legno. Ancora una volta compaiono elementi primordiali angosciosi di Incorporazione con contorno di oggetti persecutori. Qui a causa delle Memosughe Fantaghirò viene privata della sua memoria storica e quindi dimentica Romualdo e il suo Regno, innamorandosi di Aries, un pirata un po’ cialtrone ,che le darà una mano per liberare il mondo dell’Altrove. Fantaghirò perdendo la continuità del suo Sé, tradisce i suoi valori di fedeltà e lealtà che l’hanno sempre contraddistinta , provocando un calo degli ascolti che determina la fine della serie da parte di Mediaset. Ma nella sceneggiatura di Romoli il viaggio dell’eroe continua, nel sesto capitolo Fantaghirò avrebbe girovagato in varie epoche, compresa l’era contemporanea, aiutando i personaggi di altre fiabe, fino a giungere nel 7 capitolo alle soglie del suo regno. Qui come regnanti avrebbe trovato la parte malvagia di Sé stessa e di Romualdo. Nel capitolo finale quindi Fantaghirò avrebbe dovuto affrontare la sua parte oscura. Perché per completare il processo di soggettivazione è necessario accogliere ed integrare nel soggetto gli elementi frammentati e perturbanti, a volte scomodi ed angoscianti di Sé stessi, cioè i propri contenuti mostruosi.
Alessandra Vergine