09/02/2026
Fate il bene che potete,
ma non quello perfetto,
quello possibile,
quello che vi riesce
anche nei giorni storti.
Fate il bene
quando siete di fretta:
tenere una porta,
rispondere con calma,
non trattare male
chi non c’entra niente con la vostra rabbia.
Fate il bene
anche quando non torna indietro,
che non è un investimento:
è una direzione.
Il bene non è eroico,
non salva il mondo in un giorno,
è più una costanza silenziosa:
tipo non ridere
quando tutti prendono in giro qualcuno,
tipo restare
quando sarebbe più comodo sparire.
Il bene non fa rumore,
ma cambia il clima delle stanze:
entra piano,
ma quando entra
si respira meglio tutti.
La vita non si misura
da quante persone impressionate,
ma da quante avete fatto sentire meno sole.
Non si misura
da quanto siete stati brillanti,
ma da quanto siete stati gentili
quando nessuno vi guardava.
Fate il bene
anche online,
che dietro gli schermi
ci sono cuori veri,
non icone.
Fate il bene
senza aspettare il momento giusto,
che il momento giusto,
di solito,
è adesso.
E se proprio volete esagerare,
fate il bene
anche verso voi stessi:
parlatevi meglio,
perdonatevi prima,
stringetevi quando crollate.
Perché, alla fine,
il bene che fate agli altri
torna,
ma non sempre da dove pensate.
Torna nel modo in cui dormite,
nel modo in cui vi guardate allo specchio,
nel modo in cui restate umani
anche quando il mondo non lo è.
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