23/03/2026
Sappiamo che il concetto di "tenerezza" in Sándor Ferenczi è centrale nella sua teoria del trauma, espressa soprattutto nel saggio "Confusione di linguaggi tra gli adulti e il bambino" del 1932. L’autore distingue tra il "linguaggio della tenerezza" (naturale affetto del bambino che esprime il bisogno affettivo di comprensione, rassicurazione e protezione) e il "linguaggio della passione" (sessualità dell’adulto), sostenendo che l'abuso o la mancata risposta a bisogni di tenerezza genera esperienze di natura potenzialmente traumatica, oltre al fallimento della funzione riflessiva.
Già nel 1908 Alfred Adler scrive con pionieristico convincimento come il cosiddetto “precursore” dell’empatia, e di conseguenza del sentimento sociale, sia il concetto di “Zärtlichkeitsbedürfnis”, in altre parole il bisogno di tenerezza primaria.
Il bisogno (Bedürfnis), provato fin dal primo vagito da parte del bambino di ricevere tutto ciò che è “tenero”, “delicato” (Zärt), affetto, cura, amore, carezze, se è fertilizzato con adeguate attenzioni e scambi di reciprocità da parte del caregiver che lo accudisce, consente di rinvigorire un buon “legame di attaccamento”: l’innato senso sociale del bambino si vivifica col tempo nel linguaggio della tenerezza, della reciprocità, del sentimento sociale.
Lo “Zärtlichkeitsbedürfnis” adleriano, in altre parole il bisogno di reciprocità e di tenerezza primaria, anticipa i concetti di holding e di handling di Winnicott, la teoria della capacità di rêverie della madre di Bion, la concezione del campo e del traffico intersoggettivo di Stern.
Autori come Winnicott, Bion, Stern, Ferenczi, come già nel 1908 l’antesignano Alfred Adler, maestro e precursore, sono accomunati dall’interesse per il tema dell’intersoggettività primaria nell’interazione fra la mente del bambino e la mente dei suoi partner significativi.