31/07/2025
IL "DOCENTE PER L'INCLUSIONE" ANTICIPA IL RITORNO ALLE SCUOLE SPECIALI
L’inclusione è rappresentata dall’ambiente e dall’intera comunità educante e non si costruisce cambiando denominazioni, peraltro inesistenti, ma la si rafforza con la pratica quotidiana di una comunità educante capace di assumere collettivamente la responsabilità dell’educazione e dell’istruzione di tutti gli alunni e di tutte le alunne che accoglie.
Questo è l’aspetto che deve essere colto e applicato, non certo rincorrere forme che mettono in pericolo l’irreversibile processo inclusivo.
Ogni docente assegnato alla classe è responsabile del progetto educativo-didattico concordato con gli altri componenti del GLO e riportato nel PEI dell’alunno con disabilità.
L’inclusione scolastica, puntualizza la norma, è il risultato “dell’azione congiunta dei docenti assegnati alla classe (quelli incaricati sulla disciplina e quelli incaricati sul sostegno), della famiglia, delle istituzioni e dei servizi territoriali” coinvolti (d.lgs. 66/2017).
Creare dal nulla la figura del “docente per l’inclusione” significa immettere nel sistema una evidente contraddizione, in quanto:
- da una parte ci saranno figure deputate ufficialmente “per l’inclusione”,
- dall’altra figure che, per esclusione logica, potranno sentirsi sollevati da questa responsabilità.
Già oggi nelle scuole, pur essendo errate, vengono utilizzate espressioni del tipo “quello è l’alunno del docente di sostegno”, come se esistesse una ‘proprietà educativa’ che autorizzerebbe a sottrarre uno studente con disabilità dalla responsabilità e dall’azione collegiale!
In altre parole, la nuova denominazione rischia di istituzionalizzare e di legalizzare questa ulteriore separazione.
Come rilanciare l’inclusione scolastica?
- Assicurare un’adeguata formazione iniziale e in servizio a tutti i docenti sulle tematiche dell’inclusione, con mirati approfondimenti affinché acquisiscano consapevolezza che l’alunno con disabilità è alunno di tutti i docenti (e non di uno soltanto);
- Ricorrere a forme organizzative come la “Cattedra inclusiva”, per poter contrastare le cattive prassi;
- Avvalersi di strategie e/o metodologie didattiche inclusive, coerenti con la Progettazione Universale per l’Apprendimento, creando ambienti formativi accessibili a tutti.
- Provvedere alla corretta e puntuale assegnazione delle risorse
- Assicurata la continuità educativo-didattica, che è un diritto per tutti gli alunni.
- Disporre l’assunzione del personale docente, sconfiggendo la piaga del precariato e garantendo, così, la continuità nelle classi.
Per tutto questo non servono assolutamente nuove denominazioni, bensì urgono interventi strutturali in grado di garantire non l’integrazione, con cui si tende a inserire l’alunno nel sistema senza alcuna modifica dello stesso, bensì una reale inclusione, che intervenga sul contesto modificandolo opportunamente, al fine di renderlo accogliente e accessibile per tutti.
Vorreiprendereiltreno
Fonte del testo integrale
https://www.orizzontescuola.it/il-processo-di-inclusione-degli-alunni-con-disabilita-ad-un-bivio-il-docente-per-linclusione-anticipa-la-separazione-delle-carriere-e-il-ritorno-alle-scuole-speciali/